{"id":76726,"date":"2026-09-14T10:44:42","date_gmt":"2026-09-14T08:44:42","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=76726"},"modified":"2026-09-14T10:44:42","modified_gmt":"2026-09-14T08:44:42","slug":"udito-dal-burlo-nuovi-riferimenti-internazionali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/udito-dal-burlo-nuovi-riferimenti-internazionali\/","title":{"rendered":"Udito: dal Burlo nuovi riferimenti internazionali"},"content":{"rendered":"<h6>I membri della commissione internazionale<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TRIESTE \u2013 Non basta pi\u00f9 chiedersi quanto senta una persona. Occorre anche poter descrivere con precisione come \u00e8 stata misurata la sua capacit\u00e0 uditiva e quali difficolt\u00e0 pu\u00f2 incontrare nella vita reale.<\/p>\n<p>\u00c8 questo uno dei principi alla base della <strong>nuova classificazione audiometrica internazionale<\/strong>, pubblicata nei giorni scorsi dal <em>BIAP<\/em> \u2013 <em>Bureau International d\u2019Audiophonologie<\/em> (la Societ\u00e0 internazionale di audio fonologia, <em>ndr<\/em>) e destinata a rappresentare un nuovo standard.<\/p>\n<p>A contribuire alla definizione delle <strong>nuove raccomandazioni BIAP 02\/2<\/strong> \u00e8 stata l\u2019Italia, con la dottoressa <strong>Eva<\/strong> <strong>Orzan<\/strong>, direttrice della Struttura di Audiologia e Otorinolaringoiatria dell\u2019<strong>IRCCS materno infantile Burlo Garofolo di Trieste<\/strong> e delegata della <em>Societ\u00e0 Italiana di Audiologia e Foniatria<\/em>, che ha co-presieduto la commissione internazionale insieme al collega tedesco <strong>Thomas<\/strong> <strong>Wiesner. <\/strong><\/p>\n<p>La nuova classificazione sostituisce la precedente del 1996 e allinea la scala BIAP al quadro di riferimento dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (<em>World Document on Hearing<\/em>, 2021), favorendo una maggiore coerenza nella raccolta e nel confronto dei dati a livello internazionale.<\/p>\n<p>Il cambiamento non riguarda soltanto i gradi di soglia uditiva. La BIAP 02\/2 interviene anche sulla standardizzazione delle modalit\u00e0 di misurazione, sulla definizione delle condizioni dell\u2019esame audiometrico e sulla terminologia utilizzata per descrivere l\u2019esperienza uditiva.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 <strong>rendere i dati pi\u00f9 precisi, confrontabili e interpretabili<\/strong>, evitando che termini apparentemente simili vengano utilizzati con significati diversi.<\/p>\n<p>\u201cIl valore di questa nuova raccomandazione, frutto del lavoro di clinici provenienti da molti Paesi non solo europei, \u00e8 anche nella precisione con cui abbiamo cercato di definire ci\u00f2 che misuriamo e il linguaggio con cui lo descriviamo\u201d, spiega la dottoressa Orzan. \u201cPer confrontare dati provenienti da contesti diversi non basta utilizzare gli stessi numeri: dobbiamo essere certi che siano stati ottenuti e interpretati secondo criteri condivisi. E dobbiamo poter descrivere con altrettanta precisione ci\u00f2 che accade quando una persona ascolta nella vita reale\u201d.<\/p>\n<p>La nuova classificazione parte da un principio scientifico fondamentale: <strong>la soglia audiometrica non pu\u00f2 descrivere da sola la complessit\u00e0 dell\u2019esperienza uditiva<\/strong>.<\/p>\n<p>La percezione e la comprensione del parlato sono influenzate da numerosi fattori, oltre che dalla sensibilit\u00e0 ai toni utilizzati per l\u2019esame audiometrico. Anche il profilo della curva audiometrica, il tipo e la storia della perdita uditiva, le condizioni ambientali, le capacit\u00e0 individuali e le strategie comunicative possono determinare esperienze molto diverse.<\/p>\n<p>Per questo la BIAP associa ai diversi gradi dei descrittori funzionali, che illustrano le possibili difficolt\u00e0 di ascolto sia in condizioni di silenzio sia in presenza di rumore.<\/p>\n<p>Entrano cos\u00ec nella descrizione elementi concreti dell&#8217;esperienza quotidiana, come la necessit\u00e0 di aumentare il livello della conversazione, la difficolt\u00e0 a seguire il parlato quando \u00e8 presente rumore di fondo, la necessit\u00e0 di ripetizioni o il maggiore ricorso agli indizi visivi (<em>visual cues<\/em>). La cabina audiometrica rimane, quindi, indispensabile per misurare la sensibilit\u00e0 uditiva, ma non coincide con l\u2019ambiente nel quale la persona vive e comunica.<\/p>\n<p><strong>La nuova scala BIAP prevede, quindi, sette<\/strong><strong> gradi per descrivere la perdita uditiva<\/strong>:<\/p>\n<p>Grado\u00a0\u00a0 Soglia media\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Descrizione<\/p>\n<p>0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &lt;20 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Entro il range normale<\/p>\n<p>1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 20\u2013&lt;35 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0 Compromissione lieve<\/p>\n<p>2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 35\u2013&lt;50 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0 Compromissione moderata<\/p>\n<p>3\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 50\u2013&lt;65 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0 Compromissione da moderata a severa<\/p>\n<p>4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 65\u2013&lt;80 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0 Compromissione severa<\/p>\n<p>5\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 80\u2013&lt;95 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0 Compromissione da severa a profonda<\/p>\n<p>6\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u226595 dB HL\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Compromissione da profonda a totale.<\/p>\n<p>Le soglie vengono calcolate sulla base della media delle soglie in conduzione aerea a 500, 1.000, 2.000 e 4.000 Hz e sono espresse in dB HL.<\/p>\n<p>La nuova classificazione adotta per la prima volta un <strong>approccio <em>ear-specific<\/em><\/strong>, <strong>valutando separatamente i due orecchi<\/strong>. La scelta riconosce l\u2019importanza dell\u2019<strong>ascolto binaurale<\/strong>: una differenza significativa tra i due lati pu\u00f2 compromettere la localizzazione delle sorgenti sonore e la comprensione del parlato, soprattutto in presenza di rumore.<\/p>\n<p>Per le perdite asimmetriche, la BIAP mantiene la formula gi\u00e0 prevista dalla precedente raccomandazione: 70% del valore dell\u2019orecchio migliore e 30% di quello dell\u2019orecchio peggiore.<\/p>\n<p>Questi gradi descrivono la sensibilit\u00e0 uditiva, ma non stabiliscono automaticamente il livello di <strong>disabilit\u00e0<\/strong> o la <strong>capacit\u00e0 comunicativa<\/strong> della singola persona. La raccomandazione sottolinea, quindi, l\u2019importanza d\u2019integrare sempre il dato audiometrico con la valutazione clinica, le prove di percezione del parlato e le difficolt\u00e0 riferite dal paziente.<\/p>\n<p>Un elemento particolarmente significativo della nuova impostazione riguarda anche le <strong>persone con soglie audiometriche entro il range considerato normale<\/strong>. Una persona con un grado 0 pu\u00f2 comunque riferire difficolt\u00e0 di ascolto in situazioni complesse, ad esempio in presenza di rumore o durante conversazioni con pi\u00f9 interlocutori.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la classificazione invita a non interpretare i gradi pi\u00f9 severi e profondi (grado 5 o 6), come sinonimo di assenza assoluta di possibilit\u00e0 uditive o comunicative. Le attuali tecnologie, dagli apparecchi acustici digitali agli impianti cocleari, insieme ai percorsi di riabilitazione, possono consentire significativi miglioramenti della comunicazione e della qualit\u00e0 della vita, in funzione delle caratteristiche individuali e della situazione clinica.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, il principio guida \u00e8 quello di <strong>considerare la persona nella sua globalit\u00e0<\/strong>, evitando che un singolo valore audiometrico definisca da solo le sue possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio dalla consapevolezza dei limiti di una classificazione generale che nasce il<strong> prossimo impegno della BIAP<\/strong>. La commissione internazionale lavorer\u00e0, infatti, a specifici allegati per le condizioni che richiedono criteri interpretativi dedicati.<\/p>\n<p>Particolare attenzione sar\u00e0 necessaria per i <strong>deficit sensoriali combinati<\/strong>, come la sordo-cecit\u00e0, e per i bambini con <strong>difficolt\u00e0 uditive congenite o insorte nella prima infanzia<\/strong>, nei quali le difficolt\u00e0 uditive si intrecciano con lo sviluppo del linguaggio, della comunicazione e delle competenze cognitive e relazionali.<\/p>\n<p>Per questi pazienti, in particolare, una classificazione fondata esclusivamente sulla soglia audiometrica rischia di non rappresentare adeguatamente n\u00e9 l\u2019esperienza uditiva n\u00e9 i bisogni individuali. Gli allegati futuri avranno, quindi, l\u2019obiettivo di completare la classificazione senza sostituirsi alla valutazione clinica, estendendo il nuovo approccio alle situazioni nelle quali la complessit\u00e0 della persona richiede lettura e interpretazioni pi\u00f9 articolate.<\/p>\n<p>Questo nuovo standard internazione, come ricordato, \u00e8 nato anche grazie al contributo dell\u2019IRCCS Burlo Garofolo. La partecipazione della dottoressa Orzan alla commissione internazionale BIAP rappresenta un riconoscimento dell\u2019esperienza maturata prima a Padova e poi a Trieste nel campo dell\u2019audiologia e dell\u2019otorinolaringoiatria, con una particolare attenzione alla diagnosi e alla presa in carico delle difficolt\u00e0 uditive in et\u00e0 pediatrica.<\/p>\n<p>La nuova BIAP 02\/2 segna un passaggio importante per l\u2019audiologia internazionale: unificare il linguaggio scientifico, rendere pi\u00f9 rigorosa e riproducibile la misurazione e, nello stesso tempo, riconoscere che nessun audiogramma pu\u00f2 raccontare da solo l\u2019esperienza uditiva di una persona. Il lavoro proseguir\u00e0 ora sulle condizioni pi\u00f9 complesse, con l\u2019obiettivo di costruire strumenti sempre pi\u00f9 adeguati a descrivere non soltanto quanto una persona sente, ma le condizioni nelle quali ascolta, comunica e sviluppa le proprie capacit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>LE 5 NOVIT\u00c0 DELLA NUOVA CLASSIFICAZIONE BIAP<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Un linguaggio comune con l\u2019OMS<\/strong>. La nuova classificazione BIAP si allinea al quadro di riferimento dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, con l\u2019obiettivo di rendere pi\u00f9 omogenei e confrontabili i dati sulla perdita uditiva a livello internazionale, soprattutto in ambito epidemiologico. Un sistema condiviso facilita il confronto tra studi, popolazioni e sistemi sanitari diversi e contribuisce a una maggiore coerenza della ricerca scientifica internazionale.<\/li>\n<li><strong> Non solo sette gradi: pi\u00f9 rigore nella misurazione<\/strong>. La BIAP introduce una scala articolata in sette gradi audiometrici, determinati sulla base della media delle soglie uditive in conduzione aerea a 500, 1.000, 2.000 e 4.000 Hz, espresse in dB HL. La raccomandazione interviene anche sulle modalit\u00e0 con cui l\u2019esame audiometrico deve essere effettuato e descritto, specificando i parametri necessari a rendere la misurazione pi\u00f9 riproducibile. Le soglie sono espresse in dB HL (Hearing Level), chiarendo il riferimento utilizzato per la misura e distinguendolo dal dB SPL (Sound Pressure Level). \u00c8 un dettaglio tecnico essenziale per garantire che valori provenienti da contesti diversi siano realmente confrontabili.<\/li>\n<li><strong> Ogni orecchio conta<\/strong>. La nuova classificazione adotta un approccio <em>ear-specific<\/em>, valutando separatamente i due orecchi. La scelta riconosce l\u2019importanza dell\u2019ascolto binaurale: una differenza significativa tra i due lati pu\u00f2 compromettere la localizzazione delle sorgenti sonore e la comprensione del parlato, soprattutto in presenza di rumore. Per le perdite asimmetriche viene mantenuta la ponderazione 70% per l\u2019orecchio migliore e 30% per quello peggiore, evitando che la condizione dell\u2019orecchio pi\u00f9 debole venga completamente ignorata.<\/li>\n<li><strong> Un vocabolario internazionale per descrivere l\u2019ascolto<\/strong>. La BIAP ha lavorato anche sulla definizione precisa dei termini utilizzati nella descrizione funzionale dell\u2019udito. Espressioni come <em>conversational level<\/em> o <em>visual cues<\/em>, cos\u00ec come altri descrittori relativi alle condizioni di ascolto e alle strategie utilizzate dalla persona, sono definite in modo puntuale per ridurre ambiguit\u00e0 interpretative. L\u2019obiettivo \u00e8 importante soprattutto in una classificazione internazionale: utilizzare la stessa parola deve significare descrivere lo stesso fenomeno. In questo modo diventa possibile costruire descrizioni pi\u00f9 complete dell\u2019esperienza uditiva e rendere pi\u00f9 confrontabili osservazioni cliniche e dati provenienti da Paesi e contesti differenti.<\/li>\n<li><strong> Una classificazione destinata a evolvere<\/strong>. La BIAP considera la nuova classificazione come un punto di partenza per un ulteriore lavoro internazionale. Sono previsti allegati e integrazioni dedicati alle situazioni pi\u00f9 complesse, nelle quali la sola classificazione audiometrica non \u00e8 sufficiente a descrivere adeguatamente la condizione della persona. Tra gli ambiti che richiedono una trattazione specifica rientrano i deficit sensoriali combinati, come la sordo-cecit\u00e0, e le difficolt\u00e0 uditive congenite o insorte nella prima infanzia, comprese le condizioni prelinguali. In questi casi, infatti, et\u00e0 di insorgenza, sviluppo del linguaggio e della comunicazione, percorso riabilitativo ed eventuale presenza di ulteriori deficit possono modificare profondamente l\u2019impatto funzionale della perdita uditiva.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Importante contributo dell\u2019IRCCS triestino nell\u2019elaborazione della nuova classificazione audiometrica internazionale. 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