{"id":76634,"date":"2026-09-09T18:43:29","date_gmt":"2026-09-09T16:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=76634"},"modified":"2026-09-09T18:43:29","modified_gmt":"2026-09-09T16:43:29","slug":"paola-zanzi-a-man-a-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/paola-zanzi-a-man-a-mano\/","title":{"rendered":"Paola Zanzi: A Man (A Mano)"},"content":{"rendered":"<h6>Paola Zanzi e Giorgio Filippi<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Elegante, sorridente, accogliente, parla con la propriet\u00e0 di termini e chiarezza di pensiero delle persone preparate e mosse da ideali forti, interlocutori che scelgono le parole per essere precisi e chiari nella conversazione.<\/p>\n<p><strong>Paola Zanzi <\/strong>ha un fisico asciutto, si intuisce resistente e forte. Ci vuole fisico per mandare avanti un\u2019azienda non meccanizzata con 90 capre che alleva al pascolo assieme al compagno <strong>Giorgio Filippi<\/strong>, nella frazione di <strong>Grauzaria <\/strong>in comune di <strong>Moggio Udinese<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal centro dell\u2019abitato si percorre un sentiero fra gli alberi e poi appare la struttura in questa parte di Friuli cos\u00ec vivo e legato alle sue tradizioni e alla conservazione del suo territorio tanto vario e vero, all\u2019imbocco della Val d\u2019Aupa e lungo il Canal del Ferro.<\/p>\n<p>Un primo incontro alcuni mesi fa con la promessa di risentirci per raccontare ai lettori di <em>iMagazine <\/em>la loro storia e scelta, per molti versi radicali, certo di successo.<\/p>\n<p><strong>Paola, dove si trova ora?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa met\u00e0 giugno dalla stalla in valle siamo in alpeggio in malga Glazzat bassa, in comune di Pontebba, con le nostre capre, distanti 12 chilometri dall\u2019azienda. Abbiamo monticato a piedi con i nostri due cani maremmani e resteremo qui fino a met\u00e0 ottobre, quando smonticheremo sempre a piedi lungo strade secondarie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Figlia di un imprenditore triestino nel settore delle telecomunicazioni, senza una tradizione di famiglia di allevamento o agricoltura, come ha scelto di vivere e lavorare sulla terra, facendo del corpo e delle mani i suoi soli strumenti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer ritrovarmi e smaltire lo stress di un lavoro complesso e senza sosta, h.24 a Chiang Mai, nel nord della Thailandia, dove lavoravo per un <em>call center inbound <\/em>di segretariato per aziende internazionali. Per staccare la spina andai come volontaria in una fattoria. Fu un colpo di fulmine: mangiare il prodotto del mio lavoro nell\u2019orto. Ho cos\u00ec capito un valore importante nella vita. Fu per me scoprire un\u2019autosufficienza catartica e la risposta a un periodo di ricerca e crisi dopo varie esperienze, anche importanti, attinenti al percorso di studio conclusosi con laurea magistrale conseguita nel 2011 in Scienze diplomatiche e internazionali, un\u2019esperienza in Confindustria e nel settore della formazione di ONG\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Di ritorno in Italia poi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo seguito un corso agricolo in Toscana e l\u00ec ho incontrato Giorgio, stessa sintonia e passione per progetti legati alla produzione agricola e allevamento di capre. Nel frattempo la mia famiglia era venuta in possesso di un bosco in Slovenia. Ci siamo trasferiti nel 2016, in un paesino vicino a Staniel &#8211; San Daniele del Carso e abbiamo comprato le prime due capre, alcune galline e iniziato a fare l\u2019orto. Era solo per autoproduzione. Il reddito veniva da lavori diversi che abbiamo mantenuto per fare scelte in sicurezza, io tenevo corsi <em>part-time <\/em>di formazione allo sviluppo. \u00c8 stato un periodo di vite parallele molto avvincente. Avevamo individuato i valori in cui credere e avviammo le fasi primordiali di un progetto agricolo da autodidatti, imparando, sbagliando e riprovando ancora, senza puntarci per\u00f2 tutte le <em>fiches<\/em>, con un piano B di salvataggio se non ce l\u2019avessimo fatta\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76635\" aria-describedby=\"caption-attachment-76635\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-76635\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5-.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5-.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5--300x300.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5--150x150.jpg 150w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5--768x768.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/5--500x500.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76635\" class=\"wp-caption-text\">Paola al lavoro: tutte le incombenze vengono eseguite senza strumenti meccanizzati<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Come avete imparato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSoprattutto appoggiandoci alle aziende WWOOFING (organizzazione di aiuto a creare opportunit\u00e0 locali di agricoltura sostenibile come stile di vita). Io poi ha avuto una grande maestra, la casara veneta Carla Vibana dell\u2019azienda Schirata, che mi ha insegnato tutto sull\u2019allevamento delle capre, che ho scoperto essere i miei animali d\u2019elezione. Ma ho incontrato anche la pastora slovena Vera Lipi\u00e7ar dalla quale ho imparato molto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fino a quando siete rimasti in Slovenia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFino al 2020, poi dopo un\u2019esperienza in Toscana siamo arrivati a Grauzaria dove la stalla che oggi possediamo era vuota e l\u2019abbiamo presa in affitto. Qui abbiamo trovato una buona accoglienza sia da parte degli abitanti sia delle persone che la gestivano prima di noi. Siamo stati capiti nella nostra passione e abbiamo avuto solidariet\u00e0 e aiuto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa consiste il vostro progetto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPorre un fermo alla crisi della nostra societ\u00e0 legata alla perdita della cultura della produzione del cibo esistente fino ad alcuni decenni fa, quando nelle piccole comunit\u00e0 esisteva un\u2019autosufficienza nel sostentamento dei bisogni primari della vita. Oggi i nonni muoiono e i giovani non imparano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Autoproduzione va a braccetto con riduzione del consumismo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 sembrare utopico ma \u00e8 possibile, certo non autosufficienza totale, \u00e8 necessario specializzarsi e non si pu\u00f2 produrre tutto ma ci\u00f2 che manca lo si pu\u00f2 scambiare o acquistare dai produttori locali o attraverso gruppi di acquisto solidale. L\u2019azienda si chiama \u201c<em>A man<\/em>\u201d perch\u00e9 abbiamo scelto di non meccanizzarci, non abbiamo un trattore, sfruttiamo per tutto il nostro corpo e viviamo di produzione agricola, della vendita di uova, di formaggi e carne. Certo dopo 10 anni stiamo invecchiando e, chiss\u00e0, potremmo pensare di comprare una mungitrice meccanica quando sar\u00e0 necessario. Non andiamo mai in vacanza o al cinema ma il lavoro non ci pesa, anzi \u00e8 pienezza di vita\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76636\" aria-describedby=\"caption-attachment-76636\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-76636\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/6-mungitura.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/6-mungitura.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/6-mungitura-300x300.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/6-mungitura-150x150.jpg 150w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/6-mungitura-768x768.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/6-mungitura-500x500.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76636\" class=\"wp-caption-text\">La mungitura a mano delle capre<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Le famiglie come hanno accolto la vostra scelta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll\u2019inizio erano dubbiose, ma siamo stati incoraggiati a credere nei nostri ideali. Mio padre, da imprenditore visionario, \u00e8 stato un esempio durante tutta la sua vita. Oggi sono pi\u00f9 sereni, siamo un\u2019azienda che fa utili e d\u00e0 reddito, abbiamo comprato la stalla che negli anni abbiamo migliorato e resa pi\u00f9 sicura per gli animali. A oggi abbiamo 90 capre meticce di cui 60 da latte e tutte godono di buona salute\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua giornata tipo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIn alpeggio sveglia alle 6 e subito mungitura fino alle 7.30. Quindi portiano le capre nei recinti al pascolo fino al tardo pomeriggio. Il mio compito \u00e8 fare la casara, produciamo caciotte, ricotte, yogurt e panna cotta, fino alle 14. Giorgio si occupa della manutenzione dei locali della malga, recupero del fieno e pulizia delle stalle. Nel tardo pomeriggio riportiamo il gregge in stalla e procediamo alla seconda mungitura. Ogni capo produce circa 1 litro e mezzo \/ due di latte al giorno, una scelta sia genetica sia precisa di non sfruttarle oltre per garantirne la qualit\u00e0 di vita. Poi c\u2019\u00e8 il lavoro di accoglienza delle persone che vengono a trovarci, la vendita dei prodotti, la pulizia della casera, la cura con medicina omeopatica degli esemplari che soffrono di problemi di parassiti o altre malattie. La sera si salano le caciotte del mattino e si filtra il latte. Diciamo che alle 23 quando andiamo a letto siamo stanchi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei si occupa anche della vendita nei mercati?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, oltre a vendere in sede due volte la settimana siamo presenti nei mercati del territorio, ma spetta a me anche il disbrigo della burocrazia e la tenuta degli obblighi fiscali, e poi c\u2019\u00e8 il nostro cibo da preparare e la casa da accudire: corv\u00e9e che ci dividiamo. Il tempo libero non \u00e8 molto\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_76637\" aria-describedby=\"caption-attachment-76637\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-76637\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DSC_9262_57879.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"530\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DSC_9262_57879.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DSC_9262_57879-300x199.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DSC_9262_57879-768x509.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/DSC_9262_57879-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-76637\" class=\"wp-caption-text\">Paola mentre conduce il gregge di capre<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Un sogno a breve e uno a medio termine?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA breve, il prossimo anno, l\u2019allestimento impegnativo di una nuova malga in localit\u00e0 Slenza, sempre in comune di Pontebba. A medio, celebrare i risultati che abbiamo dimostrato di saper raggiungere e pensare a Paola e Giorgio, come persone non solo come pastori. E chiss\u00e0: tornare a viaggiare\u00bb.<\/p>\n<h3>Biografie<\/h3>\n<p>Paola Zanzi \u00e8 nata a Trieste nel 1986, Giorgio Filippi a Trento nel 1988. Dopo un\u2019esperienza sul Carso sloveno e in Toscana iniziata nel 2016, dal 2020 a Moggio Udinese hanno avviato il progetto \u201cA Man \u2013 a mano\u201d, allevamento di capre e altri animali da cortile e produzione di formaggi. Entrambi hanno esperienze di lavoro all\u2019estero e una formazione sul campo di allevamento di capre, agricoltura e produzione di prodotti frutto del loro lavoro, delle loro mani.<\/p>\n<p>Sono partiti con un\u2019idea chiara ma senza conoscenze specifiche, n\u00e9 patrimonio familiare nel settore. Paola si laurea in Scienze diplomatiche nella sede goriziana dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, lavora per Confindustria e in un <em>call center inbound <\/em>dalla Thailandia di consulenze internazionali. Giorgio, dopo il diploma di geometra, va a Londra dove lavora e segue la passione per la musica e quindi si sposta in Australia in aziende agricole.<\/p>\n<p>Rientrato in Italia si \u00e8 avvicinato alla permacultura. Entrambi sono casari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Thailandia seguiva il segretariato di aziende internazionali. Per staccare la spina fece la volontaria in una fattoria. Fu un colpo di fulmine. 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