{"id":75690,"date":"2026-07-24T10:53:33","date_gmt":"2026-07-24T08:53:33","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=75690"},"modified":"2026-07-24T10:53:33","modified_gmt":"2026-07-24T08:53:33","slug":"lineanazca-tutto-torna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/lineanazca-tutto-torna\/","title":{"rendered":"LineaNazca: tutto torna"},"content":{"rendered":"<h6>LineaNazca in concerto<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un\u2019immagine che pi\u00f9 di ogni altra definisce la storia dei <strong>LineaNazca<\/strong>.<\/p>\n<p>Un gruppo di ragazzi che, in una cantina umida di <strong>Villa Vicentina<\/strong>, tenta di creare musica e sogni che <em>in primis <\/em>generino vibrazioni a loro stessi, in quella sera della settimana in cui si devono anche coprire le imprecazioni di un Udinese Club della stanza adiacente, tappezzando i muri con del polistirolo rubato da un cantiere e qualche <em>moquette <\/em>di fortuna.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo la cronaca di una band di provincia, ma un\u2019epopea fatta di \u201cscarpate\u201d su una <em>Stratocaster <\/em>e strumenti frutto di risparmi, di amicizie magnetiche e di una testardaggine creativa che ha trasformato il basso Friuli in un laboratorio di sperimentazione <em>New Prog<\/em>.<\/p>\n<p>Tutto comincia quasi tre decenni fa. La formazione embrionale ha un luogo di nascita preciso: una soffitta al quarto piano di una casa a schiera a <strong>Cervignano del Friuli <\/strong>dove si riuniscono <strong>Max<\/strong>, il cugino <strong>Enzo<\/strong>, entrambi fan dei Pink Floyd, e <strong>Rema<\/strong>, il bassista \u201cvenuto da oltre il Piave\u201d.<\/p>\n<p>In quel periodo, la batteria \u00e8 solo un <em>software <\/em>midi, ma l\u2019amicizia tra i tre \u00e8 il vero motore. Quando si decide di fare sul serio, la band si sposta in una vecchia cantina a Villa Vicentina.<\/p>\n<p>In quella \u201cSala Cagnon\u201d, tra crisi mistiche creative e i primi acquisti di LP dal figlio del negoziante, <strong>Stefano<\/strong>, che entra nel gruppo come batterista estroso, la formazione prende corpo. Si aggiunge anche il chitarrista <strong>Andy<\/strong>, allievo di Lentini, che con il suo stile metronomico completa l\u2019ensemble.<\/p>\n<p>Nascono i primi brani: <strong><em>Misteri<\/em><\/strong>, <strong><em>Tempi Nuovi <\/em><\/strong>e le prime sperimentazioni verso una maturit\u00e0 ancora lontana. La ricerca di un cantante diventa una missione, e il destino si manifesta in un negozio di dischi a Cervignano dove <strong>Momo <\/strong>si propone senza indugi e, dopo una sola prova, entra nel gruppo con tanta voglia di metterci del suo su melodie e testi, e una dote allora fondamentale: i capelli lunghi.<\/p>\n<p>Sotto il nome provvisorio di \u201c<em>Milioni di premi!<\/em>\u201d, la band affronta i primi concorsi. Ma la vera svolta arriva dopo la dipartita di Stefano e la risposta all\u2019annuncio sul \u201c<em>Mercatino<\/em>\u201d di <strong>Andrea \u201cGenko\u201d<\/strong>, un batterista triestino con l\u2019anima <em>funky <\/em>e un talento fuori dal comune.<\/p>\n<p>Con lui, la musica cambia pelle con l\u2019evoluzione della parte ritmica che si integra perfettamente insieme a Rema: arrivano i tempi dispari e le nuove dinamiche.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo anche di nuovo nome, la curiosit\u00e0 che si nutre per le civilt\u00e0 scomparse alla loro simbologia e all\u2019ignoto che celano, indirizzano il nome verso qualche mistero che pu\u00f2 essere svelato solo se letto da un punto di vista pi\u00f9 alto, e quello delle linee di Nazca lo \u00e8; il nuovo <em>sound <\/em>ritmico si sposa con nuovi testi introspettivi, arriva il brano <strong><em>Il volo del Condor<\/em><\/strong>: il testo parla proprio di un decollo sopra quelle terre che danno il nome al gruppo.<\/p>\n<p>Il percorso della band cambia ma non senza ostacoli: quando Rema, dopo un decennio \u201cadottato\u201d dal Friuli, sceglie di tornare nella sua terra padovana, si apre un vuoto affettivo immenso. L\u2019unica ancora di salvezza \u00e8 <strong>Diego<\/strong>, bassista doc che gi\u00e0 gravitava nell\u2019orbita del gruppo. Diego non esita un secondo all\u2019invito del fratello: si integra perfettamente, rielaborando l\u2019eredit\u00e0 ritmica di Rema e portando la band alla vittoria del concorso \u201c<em>Intensivo<\/em>\u201d con il brano <strong><em>Fuori Gabbia<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Con lo stesso brano la band si propone perfino per il \u201cFestival di Napoli\u201d a Fiuggi (raggiunto in camper) raccogliendo ampi consensi di critica ma anche dove prende consapevolezza che il mondo di concorsi e festival \u00e8 anch\u2019esso malato di interessi e raccomandazioni: i compromessi non sono esattamente quello a cui si \u00e8 disposti.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019inizio di una nuova fase \u201cfai da te\u201d, dove i risparmi finiscono nell\u2019acquisto di attrezzature per incidere il primo album autoprodotto.<\/p>\n<p>Il 2007 segna l\u2019inizio della sfida pi\u00f9 grande: un <em>Concept Album<\/em>. Per anni, la band riordina improvvisazioni e testi visionari in una opera rock che ha un filo logico: la ricerca della mitica citt\u00e0 dell\u2019oro, pubblicando nel 2011 \u201c<strong><em>Eldorado<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta di una metafora potente che traccia un parallelo con la contemporaneit\u00e0 sulla ricerca ossessiva del denaro e del benessere materiale da parte dell\u2019uomo, con l\u2019inevitabile rinuncia ai valori pi\u00f9 profondi.<\/p>\n<p>Nel 2012 il gruppo ritorna a nuove idee, riscoprendosi per\u00f2 naturalmente pi\u00f9 a proprio agio nei testi in italiano che Momo partorisce nelle notti insonni: il <em>sound <\/em>\u00e8 cambiato, mentre <strong><em>Eldorado <\/em><\/strong>si affacciava a un <em>prog<\/em> melodico, Genko preme sull\u2019acceleratore per dare carattere ancora pi\u00f9 estremo al <em>New Prog <\/em>che \u00e8 germogliato, e gli altri non si tirano indietro.<\/p>\n<p>Nasce il brano \u201c<strong><em>Deja V\u00f9<\/em><\/strong>\u201d prima e alla vigilia della mistica data del 21\/12\/2012 \u201c<strong><em>L\u2019alba di un\u2019era<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2015, i problemi di salute di Genko conducono all\u2019ingresso come turnista di <strong>Gianluca Trivigno<\/strong>, polistrumentista di Monfalcone che porta con s\u00e9 la precisione di un \u201camministrativo svizzero\u201d dietro le pelli.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo tassello del mosaico si incastra nel 2016 con l\u2019arrivo di <strong>Fabrizio \u201cRick\u201d Forcieri<\/strong>. Le sue tastiere portano il <em>sound <\/em>verso una dimensione sinfonica e completa.<\/p>\n<p>La band trasloca ancora, questa volta dalla sede di Ruda nella \u201cHole Four\u201d (HF) di Cervignano, una vecchia macelleria trasformata in tempio del suono. Qui prende vita l\u2019album che raccoglie la registrazione di 9 brani inediti.<\/p>\n<p>Il filo logico sembra essere nel significato dei testi riconducendoli a un\u2019unica formula, quasi fosse un <em>concept<\/em>: nella vita tutto torna.<\/p>\n<p>Dopo un lavoro estenuante ma definitivo che vede la partecipazione di amici come il fonico <strong>Matteo Avian <\/strong>e la cantante <strong>Giordana Gismano<\/strong>, l\u2019album viene pubblicato nel 2023 con AUA Records.<\/p>\n<p>Oggi, i LineaNazca celebrano oltre un quarto di secolo di attivit\u00e0. Non sono pi\u00f9 i ragazzi della soffitta, ma un sestetto capace di trasformare un concerto in un\u2019opera rock narrata.<\/p>\n<p>Dopo il Teatro Pasolini il loro sguardo \u00e8 stato rivolto al Teatro \u201cGustavo Modena\u201d di Palmanova, diventato lo scenario per una nuova, immersiva esecuzione di <em>Eldorado<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75692\" aria-describedby=\"caption-attachment-75692\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75692\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_leneanazca01.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"526\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_leneanazca01.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_leneanazca01-300x197.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_leneanazca01-768x505.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75692\" class=\"wp-caption-text\">La band oggi<\/figcaption><\/figure>\n<p>La storia di Max, Enzo, Momo, Diego, Gianluca e Fabrizio continua, dimostrando che la vera arte non ha fretta: ha solo bisogno di una stanza, passione e di una visione.<\/p>\n<p>Ora diamo un\u2019identit\u00e0 a questi ex giovani musicisti ma eterni sognatori: <strong>Massimo D\u2019Urso<\/strong>, chitarra; <strong>Moreno Valentinuzzi<\/strong>, voce e chitarra acustica; <strong>Diego Valentinuzzi<\/strong>, basso e voce; <strong>Vincenzo Pastore<\/strong>, chitarra; <strong>Andrea Skerian<\/strong>, batteria; <strong>Fabrizio Forceri<\/strong>, tastiere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una realt\u00e0 musicale attiva da oltre un quarto di secolo nella Bassa friulana. 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