{"id":75556,"date":"2026-07-20T17:39:29","date_gmt":"2026-07-20T15:39:29","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=75556"},"modified":"2026-07-20T17:39:29","modified_gmt":"2026-07-20T15:39:29","slug":"ordine-nel-caos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ordine-nel-caos\/","title":{"rendered":"Ordine nel caos"},"content":{"rendered":"<h6>Marina Dorsi (ph. Foto Nadia)<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mettere ordine nel caos, interpretare documenti e dati e dare loro una logica per raccontare storie che hanno radici in tempi lontani.<\/p>\n<p>La professione dell\u2019archivista \u00e8 intellettuale e fisica, serve una mente curiosa e a volte \u201cindagatrice\u201d per scoprire legami e nessi, ma richiede anche prestanza fisica per\u00a0spostare tonnellate di carte, a volte fragili e delicate.<\/p>\n<p>Non solo si tratta di una professione che negli ultimi anni si \u00e8 evoluta soprattutto con la digitalizzazione di documenti, immagini e testi ma ha trovato anche nuove modalit\u00e0 di conservazione.<\/p>\n<p>L\u2019archivista scava e legge il passato per consegnarlo al futuro. <strong>Marina Dorsi<\/strong>, monfalconese con radici istriane, attiva in numerosi istituti culturali e non solo, fra i quali la Banca BCC Venezia Giulia, ci racconta come si d\u00e0 vita alla memoria.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata la scelta di fare l\u2019archivista?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stato il risultato di una serie di eventi. Mentre sceglievo di laurearmi in Lingue straniere venni a conoscenza della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica a Trieste, all\u2019Archivio di Stato, della durata di due anni, che permetteva di studiare materie che mi incuriosivano. Concluso il biennio colsi la proposta di lavorare per la Soprintendenza, con contratti a termine, nel riordino degli archivi dei Comuni danneggiati dal terremoto del 1976\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali i primi incarichi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 1982 l\u2019archivio della parrocchia di Tarcento, ricoverato dopo il terremoto nei locali della biblioteca del Seminario teologico di Udine. Con alcune diplomate nel 1985 si costitu\u00ec la Cooperativa degli Archivisti e Paleografi, con sede a Trieste. Vi ho lavorato fino alla fine del 2020, vivendo la trasformazione epocale degli strumenti di supporto a un lavoro che \u00e8 intellettuale e fisico, data la movimentazione di tonnellate di carte. Nei primi anni \u201980 gli inventari erano unicamente cartacei e dattiloscritti, ora disponiamo di supporti digitali consultabili a distanza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019attivit\u00e0 in continua evoluzione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCostantemente, con la responsabilit\u00e0 di preservare e mantenere nel tempo il documento intangibile. Oltre alle Universit\u00e0, la Scuola degli Archivi di Stato \u00e8 stata riformata e vi si accede se in possesso di una laurea specialistica o magistrale. Continuo \u00e8 l\u2019aggiornamento da parte dell\u2019Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), della quale a Trieste ha sede la Sezione Friuli Venezia Giulia, che nel corso degli anni ha realizzato convegni e incontri. Su <em>YouTube <\/em>tutto il materiale per approfondire questo mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i settori di lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abArchivi comunali, di curia e parrocchiali, teatrali, sindacali, di consorzi di bonifica, di associazioni e consorzi culturali, di persona e d\u2019artista, per conto della Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia, per gli Archivi di Stato di Trieste, Gorizia e Pordenone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come si svolge l\u2019attivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 semplice spiegare un lavoro che partendo da una situazione di disordine, per essere diplomatica, rid\u00e0 logica e dignit\u00e0 a quanto, per legge, deve essere conservato e gestito secondo i dettami in materia. Importante, per me, \u00e8 stato il lavoro di gruppo, poich\u00e9 il confronto \u00e8 fondamentale per riuscire a districare situazioni a volte veramente complicate. Alla base del riordino c\u2019\u00e8 la logica della sequenzialit\u00e0 per argomento e cronologia dei documenti che si vanno a conservare, individuati dopo un\u2019attenta analisi di quanto \u00e8 per\u00f2 possibile scartare in base a criteri definiti a livello ministeriale. Terminato il riordino fisico delle carte, si stila un inventario, strumento che ne permette la consultabilit\u00e0. Diverso il mondo degli archivi ibridi e digitali per i quali le dinamiche operative sono complesse, anche se alla base dei ragionamenti sta sempre l\u2019applicazione delle scienze antiche, fondamentale la diplomatica, che dialogano con le nuove\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa sono in grado di raccontare le carte?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe carte raccontano tanto e sono testimoni oggettive di eventi, ne fanno fede. Se penso a quanto ho conosciuto e imparato proprio grazie agli archivi che \u201cho vissuto\u201d,\u00a0ai convegni nazionali e regionali a cui ho partecipato. La sezione Friuli Venezia Giulia dell\u2019Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI) a partire dal 1995\u00a0ha organizzato vari tipi di convegni dagli archivi delle banche alle assicurazioni, dalle imprese alla sanit\u00e0 regionale. La manifestazione \u201c<em>Carte future<\/em>\u201d ha approfondito la sicurezza dei documenti a trent\u2019anni dal terremoto in Friuli, i cui atti, curati dalla dottoressa Grazia Tat\u00f2, gi\u00e0 direttore degli Archivi di Stato di Trieste e Gorizia, ancora oggi sono validi testimoni del lavoro archivistico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019arrivo dell\u2019intelligenza artificiale (IA) che cosa cambia nella circolazione delle informazioni, mancando l\u2019interpretazione e lettura della componente umana?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSia positivit\u00e0, sia negativit\u00e0. Questa seconda temo possa portate alla perdita della capacit\u00e0 critica, di discernere tra vero e falso, di accettare incondizionatamente ci\u00f2 che si legge senza chiedersi da dove provenga l\u2019informazione, quale la fonte primaria. Il tema delle fonti per me \u00e8 fondamentale prima dell\u2019avvento preponderante\u00a0di IA. Ci\u00f2 che mi preoccupa \u00e8 la perdita della \u201ccuriosit\u00e0\u201d, il non fare i detective della conoscenza, l\u2019appiattirsi sulla narrazione fatta da qualcuno o qualcosa. La lettura dell\u2019Enciclica emanata da Papa Leone XIV pu\u00f2 farci ulteriormente riflettere, anche rilevando l\u2019analogia con la Rerum Novarum di Papa Leone XIII, emanata nel 1891, nel momento in cui la rivoluzione industriale trasform\u00f2 il sistema produttivo e sociale. Ora stiamo vivendo la rivoluzione digitale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono stati gli interventi<\/strong> <strong>pi\u00f9 interessanti, pi\u00f9 complessi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolti ma ne cito tre, molto complessi per le carte che li compongono, ma per me affascinanti: l\u2019archivio dei conti Strassoldo Villanova Farra, quello dei marchesi Polesini, e l\u2019archivio storico del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. I primi due testimoni sia delle intricate vicende familiari, sia delle relazioni intessute dai membri della casata dei marchesi Polesini in Istria, il terzo fondamentale per la storia della bonifica integrale e regimazione idraulica nel Monfalconese, della seconda met\u00e0 del XIX secolo\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75558\" aria-describedby=\"caption-attachment-75558\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75558\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"498\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_-300x187.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/low_1911-ALBERTO-LETTIS-con-Bleriot.recto_-768x478.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75558\" class=\"wp-caption-text\">Un\u2019immagine del bisnonno di Marina Dorsi, primo pilota istriano<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Recente il suo libro \u201c<em>Una Promessa<\/em>\u201d, un lavoro di ricostruzione di storia famigliare centrata sulla storia del bisnonno primo pilota istriano\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDopo tanti anni passati a recuperare e conservare la memoria \u201caltrui\u201d, mi sono decisa a mantenere una promessa fatta alla mia nonna materna, anche per dare un senso a certi ricordi legati a poche foto di famiglia, testimoni di una realt\u00e0 spazzata via dagli eventi delle due guerre mondiali, in particolar modo dall\u2019esodo istriano nel febbraio del 1947. Non ho scritto con lo scopo di pubblicare, ma per comprendere certe vicende lasciandone testimonianza ai miei figli. La ricerca in questo romanzo-documento \u00e8 stato un viaggio nei primi anni del \u2019900 ma anche in luoghi da Pola a\u00a0Milano, dalla Comina a Wiener-Neustadt, scoprendo il fascino della meccanica tra treni e aerei leggeri come libellule\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 andata a Roma ricevuta in udienza papale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abParlando della IA ho accennato all\u2019Enciclica <em>Rerum Novarum<\/em>, e non a caso, perch\u00e9 proprio la ricorrenza dei 135 anni dalla sua emanazione \u00e8 stata l\u2019occasione, per noi\u00a0rappresentanti del mondo del credito cooperativo, grazie a Federcasse, di essere ricevuti da Papa Leone XIV lo scorso 16 maggio. Le parole del Santo Padre sono\u00a0state un monito, dietro i numeri ci sono persone che non devono essere abbandonate agli algoritmi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019archivista scava e legge il passato per consegnarlo al futuro. 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