{"id":75517,"date":"2026-07-10T17:16:35","date_gmt":"2026-07-10T15:16:35","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=75517"},"modified":"2026-07-10T17:16:35","modified_gmt":"2026-07-10T15:16:35","slug":"greta-sclaunich-tra-storie-e-memorie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/greta-sclaunich-tra-storie-e-memorie\/","title":{"rendered":"Greta Sclaunich: tra storie e memorie"},"content":{"rendered":"<h6>Greta Sclaunich (ph. Claudio Pizzin)<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Raccontare storie \u00e8 sempre stata la sua passione e la scrittura ne \u00e8 stata una naturale evoluzione.<\/p>\n<p>Determinata, seria e con le idee chiare su progetti e obiettivi, <strong>Greta Sclaunich <\/strong>ha sempre pensato che la sua strada sarebbe stata nel giornalismo, puntando a quello che\u00a0nell\u2019immaginario collettivo di molti \u00e8 il \u201cgiornale\u201d per antonomasia: il <em>Corriere della Sera<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco la sua storia fra impegno e grandi nostalgie per il Friuli che racconta nei suoi libri, ultimo in ordine di tempo \u201c<em>La notte in cui la terra trem\u00f2<\/em>\u201d, il racconto del terremoto che lei non ha vissuto, essendo nata nel 1983, ma che ha ricreato consultando archivi di giornali, attingendo ai ricordi di famiglia e incontrando chi invece speriment\u00f2 la paura di quei 59 secondi che la sera del 6 maggio 1976 cambiarono la vita di molti, la storia del Friuli e dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>\u00abHo sempre amato \u2013 confida la giornalista e scrittrice \u2013 raccontare storie fin da piccola. Quando andavamo in campeggio e la sera tenevo sveglie le altre bambine.<\/p>\n<p>Poi, grazie alla mia insegnante del liceo, ho capito che non solo mi piaceva scrivere storie ma che ero anche brava a farlo. Certo, ho dovuto impegnarmi molto: l\u2019universit\u00e0 a Trieste e l\u2019Erasmus a Parigi, i primi lavori da giornalista a Parigi e da responsabile comunicazione a Sofia, in Bulgaria.<\/p>\n<p>In mezzo, un breve ritorno in Friuli Venezia Giulia e la collaborazione con il Messaggero Veneto.<\/p>\n<p>La svolta \u00e8 arrivata con la scuola di giornalismo \u201cWalter Tobagi\u201d, a Milano, 17 anni fa. Subito dopo ho cominciato a lavorare stabilmente con il <em>Corriere della Sera<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Milano \u00e8 una grande citt\u00e0 cosmopolita che offre tanto, ma quanto le manca del Friuli Venezia Giulia e incuriosisce di noi in Lombardia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDi casa mi manca tutto, dai paesaggi alla natura alla lingua friulana, che purtroppo ho raramente occasione di parlare. La nostra terra incuriosisce, a Milano ma anche altrove, perch\u00e9 ancora poco nota: quando qualcuno ci scopre, per\u00f2, viene subito conquistato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il terremoto vissuto attraverso gli occhi di un bambino e raccontato nell\u2019ultimo romanzo \u201c<em>La notte in cui la terra trem\u00f2<\/em>\u201d cosa ha significato per lei?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAvere l\u2019opportunit\u00e0 di raccontare la nostra storia portandola all\u2019attenzione dei lettori di tutta Italia. E poi, anche, descrivere un Friuli contadino che non esiste pi\u00f9 e che,\u00a0quando ero piccola, ho avuto la fortuna di poter vivere ancora. I giochi per le vie del paese con gli amici, i vecchietti che si mettevano fuori casa, la sera, a prendere il fresco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A fine scrittura il libro \u00e8 dei lettori, che cosa le sta dando nei tanti incontri con il pubblico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un libro per ragazzi, ma ho scoperto che lo stanno leggendo tanti adulti. Molti di loro mi raccontano i ricordi dell\u2019epoca: dov\u2019erano quando c\u2019\u00e8 stata la scossa, gli aiuti che hanno portato a chi aveva perso tutto. Ci sono anche quelli che magari non hanno vissuto le scosse ma si ritrovano nei dettagli di un mondo che, come accennavo prima, non esiste pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75518\" aria-describedby=\"caption-attachment-75518\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75518\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/foto-gemona_ph.Cozzarin.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"814\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/foto-gemona_ph.Cozzarin.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/foto-gemona_ph.Cozzarin-295x300.jpg 295w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/foto-gemona_ph.Cozzarin-768x781.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75518\" class=\"wp-caption-text\">Greta Sclaunich a Gemona con il suo ultimo libro in occasione dell\u2019anniversario del sisma (ph. Cozzarin)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Come ha raccontato il terremoto alla sua bambina?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMia figlia ha tre anni e le ho spiegato, a grandi linee, cos\u2019\u00e8 un terremoto: sa che quando arriva l\u2019<em>Orcolat <\/em>si muove tutto e bisogna proteggersi per non farsi male. Ma\u00a0resto dell\u2019idea che, finch\u00e9 non si prova sulla propria pelle, non si riesce davvero a capire cos\u2019\u00e8 veramente un terremoto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 stato l\u2019incontro con l\u2019uomo a cui \u00e8 ispirato Leo, protagonista del romanzo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo trovato il suo nome per caso, in un articolo sui friulani andati ad aiutare ad Amatrice, e l\u2019ho subito contattato, intuendo che avesse una storia da raccontare. Era\u00a0cos\u00ec: all\u2019epoca aveva 12 anni, la sua vita \u00e8 stata distrutta dalle scosse ma ha comunque deciso, da adulto, di entrare nella Protezione civile e aiutare chi subisce un sisma, per ripagare l\u2019aiuto ricevuto. Sono grata a Giuseppe, per me rappresenta un\u00a0esempio tangibile del Friuli che ringrazia e non dimentica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Due sogni, a medio e lungo termine?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA lungo termine tornare in Friuli Venezia Giulia. Per me \u00e8 casa e mi manca moltissimo. A breve termine invece vorrei continuare a raccontare le storie della nostra terra e valorizzarla sia in Italia che all\u2019estero. \u00c8 un modo per restare legata alla nostra regione anche nel mio lavoro quotidiano ed essere sempre in contatto con le mie radici, ovunque io sia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 gi\u00e0 un libro nel cassetto a cui lavorare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u201c<em>La notte in cui la terra trem\u00f2<\/em>\u201d \u00e8 nato dopo un incontro per presentare il mio primo libro, \u201c<em>Le foibe spiegate ai ragazzi<\/em>\u201d, pubblicato nel 2025, con gli studenti di Gemona. Loredana, la bibliotecaria che lo aveva organizzato, mi ha ricordato che l\u2019anno successivo ci sarebbe stato il 50esimo anniversario del terremoto: l\u2019idea \u00e8 arrivata cos\u00ec. Ora ne ho gi\u00e0 altre in testa ma chiss\u00e0, magari quella giusta la trover\u00f2 girando il Friuli per presentare il libro\u00bb.<\/p>\n<p>Il <em>romanzo-memoir <\/em>in prima persona \u00e8 impreziosito dalla copertina di <strong>Alida Pintus <\/strong>e dalla prefazione di <strong>Angelo Floramo<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cSolo di recente \u2013 scrive Floramo \u2013 si \u00e8 cercato di intessere una narrazione che non sia soltanto memorialistica, ma piuttosto storica, antropologica, culturale e anche etica, politica, morale.\u00a0Perch\u00e9 \u00e8 certo che, ogniqualvolta l\u2019Orco \u00e8 uscito dalla tana per farsi una passeggiata\u00a0fra le bellezze del Friuli e ha calpestato il profilo di un\u2019epoca intera, ha anche sempre aperto una nuova possibilit\u00e0 di ricostruire non soltanto i paesi e i loro monumenti,\u00a0le case, le chiese, i castelli, ma anche di recuperare i brandelli sopravvissuti di quell\u2019identit\u00e0 collettiva che da sempre ha caratterizzato il popolo friulano, di ricomporre le schegge per progettare un nuovo futuro, regalando una consapevolezza sempre pi\u00f9 matura che, di terremoto in terremoto, ha modellato, nei secoli, l\u2019anima di\u00a0queste genti, facendola diventare quello che \u00e8 tuttora\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_75519\" aria-describedby=\"caption-attachment-75519\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75519\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/corriere_ok.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"908\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/corriere_ok.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/corriere_ok-264x300.jpg 264w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/corriere_ok-768x872.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75519\" class=\"wp-caption-text\">Fuori dalla sede del Corriere della Sera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le pagine, equilibrio di fatti veri e immaginazione, sono pervase dal senso della parola ricostruzione e dall\u2019universalit\u00e0 etica del valore dell\u2019aiuto verso gli altri, ma anche dal sentimento di gratitudine che a distanza di 50 anni non \u00e8 venuto meno.<\/p>\n<p>Un modo di essere e agire riassunto nell\u2019immaginario di molti dall\u2019espressione \u201c<em>fas\u00ecn di bess\u00f4i<\/em>\u201d, \u201cfacciamo da soli\u201d, motto che ha riassunto lo spirito di resilienza, la dignit\u00e0 e la determinazione del popolo friulano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Classe 1983, Greta Sclaunich \u00e8 nata e cresciuta a Villesse. Ha vissuto a Trieste per studio e a Parigi e Sofia per lavoro. Arrivata a Milano 17 anni fa per frequentare la scuola di giornalismo \u201cTobagi\u201d, \u00e8 approdata al Corriere della Sera dove lavora al team che si occupa dei social. Ha anche una newsletter, <\/em>seGreta<em>, sul lato nascosto delle relazioni. <\/em><\/p>\n<p><em>Il suo primo libro \u201c<\/em>Le foibe spiegate ai ragazzi<em>\u201d (Piemme editore)\u00a0<\/em><em>\u00e8 uscito nel 2025 e alcune pagine sono state lette nel Giorno del Ricordo al Quirinale, alla presenza del presidente Sergio Mattarella.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_75520\" aria-describedby=\"caption-attachment-75520\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-75520\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/quirinale-giorno-del-ricordo_ph.Cozzarin.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"640\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/quirinale-giorno-del-ricordo_ph.Cozzarin.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/quirinale-giorno-del-ricordo_ph.Cozzarin-300x240.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/quirinale-giorno-del-ricordo_ph.Cozzarin-768x614.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-75520\" class=\"wp-caption-text\">Greta Sclaunich con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Quirinale nel Giorno del Ricordo,<br \/>quando sono stati letti alcuni estratti del libro \u201cLe foibe spiegate ai ragazzi\u201d scritto dalla giornalista friulana (ph. Cozzarin)<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>L\u2019idea di \u201c<\/em>La notte in cui la terra trem\u00f2<em>\u201d (Piemme editore) \u00e8 nata alla sua presentazione ai ragazzi delle scuole di Gemona. Ama e sostiene la diffusione della\u00a0<\/em><em>cultura e della lingua friulana, e per questo ha inserito nel testo alcune parole in friulano. Conoscenze che trasmette anche alla figlia Berenice che oggi ha tre\u00a0<\/em><em>anni e alla quale ha dedicato il libro.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Villesse al Corriere della Sera. Con il Friuli sempre nel cuore. \u00abMi mancano i suoi paesaggi e la sua lingua\u00bb. Un territorio che 50 anni fa venne stravolto dal terremoto. 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