{"id":74451,"date":"2026-05-26T12:13:17","date_gmt":"2026-05-26T10:13:17","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=74451"},"modified":"2026-05-26T12:22:35","modified_gmt":"2026-05-26T10:22:35","slug":"monfalcone-avvolta-dalle-contaminazioni-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/monfalcone-avvolta-dalle-contaminazioni-della-storia\/","title":{"rendered":"Monfalcone avvolta dalle contaminazioni della storia"},"content":{"rendered":"<h6>Giancarlo Bonomo e Raffaella Ferrari tra le opere di Basaldella (al centro) e di Celiberti (ai lati)<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MONFALCONE \u2013 Rester\u00e0 visitabile fino al prossimo 28 giugno, ma la mostra <strong><em>Sandra Zeugna &#8211; Fulvio Dot. Contaminazioni della storia <\/em><\/strong>allestita nella Galleria Comunale d\u2019Arte Contemporanea di Monfalcone (<span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/events\/contaminazioni-della-storia\/\">clicca qui per orari e informazioni<\/a>)<\/span>\u00a0ha gi\u00e0 conquistato il pubblico e la critica.<\/p>\n<p>Tutti stregati dal dialogo che l\u2019esposizione ha saputo attivare un dialogo tra un architetto figurativo (Dot)\u00a0e una artista informale (Zeugna).<\/p>\n<p>I due linguaggi, figurativo e informale, hanno radici lontane e ben piantate nella loro area di appartenenza. A questo proposito, \u00e8 stata dedicata una sala a coloro che sono stati i principali punti di riferimento di Dot e Zeugna, da cui derivano le contaminazioni richiamate dal titolo della mostra.<\/p>\n<p>Gli artisti storici rappresentano le dovute citazioni di un tempo glorioso, la seconda met\u00e0 del &#8216;900, che ha certamente contribuito a formare e influenzare la sensibilit\u00e0 artistica delle generazioni successive, come nel caso di Dot e Zeugna.<\/p>\n<p>Sono cos\u00ec in esposizione le sintesi estreme di <strong>Anton<\/strong> <strong>Zoran Mu\u0161i\u010d<\/strong>, l&#8217;astrazione lirica di <strong>Afro Basaldella<\/strong> in vivace dialogo con <strong>Giorgio Celiberti<\/strong>, le inquietudini viscerali di <strong>Giuseppe Zigaina<\/strong> e le evoluzioni visionarie di <strong>Agostino Piazza<\/strong>. E, a completamento della sezione, la drammaticit\u00e0 graffiante di <strong>Klavdij Pal\u010di\u010d <\/strong>in antitesi con la dimensione onirica di <strong>Cesare Mocchiutti<\/strong>.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra citazione \u00e8 d&#8217;obbligo: quella relativa all&#8217;Istituto d&#8217;Arte, ora Liceo Artistico, &#8216;Max Fabiani&#8217; di Gorizia. Alcuni di questi artisti della storia ne sono stati docenti, lasciando nella memoria collettiva una traccia indelebile, mentre diversi allievi sono diventati maestri.<\/p>\n<p>Il loro impegno \u2013 assieme ad altri \u2013 ha contribuito alla creazione di quella ipotetica Scuola di Gorizia, intesa come movimento di avanguardia, teorizzata da Luciano de Gironcoli qualche anno fa, che seppe esprimere un&#8217;arte &#8216;importante, pulita e dal carattere internazionale&#8217;, per citare le sue parole.<\/p>\n<p>\u201cIl fulcro espositivo \u2013 spiega <strong>Raffaella Rita Ferrari<\/strong>, project manager della mostra e figura essenziale\u00a0per la piena compiutezza dell&#8217;evento, sia per le dinamiche organizzative\u00a0che di allestimento \u2013 \u00e8 rappresentato dalle opere di Sandra Zeugna e Fulvio Dot, nelle quali si riconosce lo sviluppo del loro incessante lavoro. La ricerca si colloca cos\u00ec in continuit\u00e0 con la tradizione ricevuta, reinterpretandola attraverso sensibilit\u00e0 e problematiche proprie del presente. La memoria si traduce in linguaggio attuale; il confine diviene spazio di elaborazione contemporanea; il viaggio assume la forma di crescita interiore\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_74452\" aria-describedby=\"caption-attachment-74452\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74452\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/FULVIO-DOT.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/FULVIO-DOT.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/FULVIO-DOT-300x300.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/FULVIO-DOT-150x150.jpg 150w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/FULVIO-DOT-768x768.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/FULVIO-DOT-500x500.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74452\" class=\"wp-caption-text\">Fulvio Dot<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cPer condurre gli spettatori all\u2019interpretazione di questa mostra \u2013 evidenzia Ferrari \u2013 bisogna puntare sul naturale passaggio, a livello percettivo, che va dal dato figurativo verso la forma dell\u2019astrazione o l\u2019informalit\u00e0: ossia dalla riconoscibilit\u00e0 del soggetto fino all\u2019alienazione della forma stessa. Dunque, da una struttura reale e a noi familiare, a un linguaggio che si evolve verso l\u2019astrattismo lirico che, seppur radicandosi nel dato visibile, si spinge sempre pi\u00f9 verso la non-forma. Il risultato cos\u00ec supera gli schemi rigidi di prospettiva e di riconoscibilit\u00e0 degli oggetti, in cui la vibrazione materica del colore diviene bussola d\u2019orientamento emotivo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questa esposizione \u2013 sottolinea il curatore <strong>Giancarlo Bonomo<\/strong> \u2013 il dialogo tra Fulvio Dot e Sandra Zeugna \u00e8 proprio tra Visibile e Invisibile e, in senso filosofico, tra <em>L\u00f2gos<\/em> e <em>P\u00e0thos<\/em>, ovvero Ragione e Passione. Ecco le due ali che consentono all&#8217;Arte l&#8217;audace volo verso mete lontane. Due aspetti non solo complementari ma anche reciprocamente necessari. Il rigore del metodo e il virtuosismo dell&#8217;imprevedibile. La linea calibrata e l&#8217;armonia delle proporzioni con l&#8217;evanescenza, il guizzo inatteso\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_74453\" aria-describedby=\"caption-attachment-74453\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-74453\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/SANDRA-ZEUGNA.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/SANDRA-ZEUGNA.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/SANDRA-ZEUGNA-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/SANDRA-ZEUGNA-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/SANDRA-ZEUGNA-391x260.jpg 391w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/SANDRA-ZEUGNA-272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-74453\" class=\"wp-caption-text\">Sandra Zeugna<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cEvidenti \u2013 conclude Bonomo \u2013 sono le differenze stilistiche e la semantica dei linguaggi. Ma, la sfida \u00e8 proprio questa: proporre un confronto e ricercare un collegamento fra mondi apparentemente distanti. Dot, gi\u00e0 architetto e designer, con le sue costruzioni &#8216;impacchettate&#8217; e sospese nello spazio, presenta cartoline pronte da spedire nel futuro, specchio di un&#8217;epoca contraddittoria caratterizzata da guasti e provvisoriet\u00e0, unitamente ad una sezione sperimentale dedicata a scorci naturalistici. La Zeugna, con le sue pregevoli rarefazioni informali, ci invita a guardare oltre, verso un Indistinto che unisce tutte le Cose. E sar\u00e0 interessante scoprire le interazioni e le analogie, il segreto dialogo che coniuga le ragioni della Terra con quelle del Cielo per accorgersi che, in fondo, sono due facce della stessa medaglia. Ovvero, modi diversi di esprimere una comune necessit\u00e0 interiore\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino al 28 giugno alla Galleria Comunale d\u2019Arte Contemporanea in mostra le opere di Fulvio Dot, Sandra Zeugna e di grandi maestri del secondo Novecento<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":74454,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[37,80],"tags":[165,261,826,51,60,851],"class_list":["post-74451","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo","category-culturaspettacolo-prima-pagina","tag-arte","tag-eventi","tag-eventi-fvg","tag-monfalcone","tag-mostre","tag-pittura","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati.jpg",1366,743,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati.jpg",1366,743,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati.jpg",1366,743,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-300x163.jpg",300,163,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-1024x557.jpg",640,348,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati.jpg",1366,743,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati.jpg",1366,743,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-1024x557.jpg",1024,557,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/BONOMO-FERRARI-opere-di-Afro-centro-e-Celiberti-ai-lati-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Francesca 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