{"id":74371,"date":"2026-05-22T18:51:12","date_gmt":"2026-05-22T16:51:12","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=74371"},"modified":"2026-05-22T18:51:12","modified_gmt":"2026-05-22T16:51:12","slug":"a-gorizia-la-nuova-galleria-ducaton","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/a-gorizia-la-nuova-galleria-ducaton\/","title":{"rendered":"A Gorizia la nuova Galleria Ducaton"},"content":{"rendered":"<h6>L&#8217;inaugurazione della Galleria Ducaton<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GORIZIA \u2013 L\u2019<strong>Universit\u00e0 di Trieste, <\/strong>grazie all\u2019impegno di conservazione e divulgazione culturale del<strong> Sistema Museale di Ateneo (SmaTS),<\/strong> inaugura la <strong>Galleria Ducaton<\/strong>, un nuovo spazio permanente al I\u00b0 piano dell&#8217;ala destra della sede di Gorizia di via Alviano 18, dedicato al ciclo pittorico <em>La donna del mare<\/em> di <strong>Annamaria Ducaton<\/strong> (1936-2026).<\/p>\n<p>Si tratta di 28 tele che la pittrice triestina ha donato all\u2019Ateneo nel 2024 in occasione dei cento anni dalla sua fondazione.<\/p>\n<p>Realizzato tra il 1984 e il 1985, il ciclo \u00e8 ispirato all\u2019omonimo dramma di Henrik Ibsen del 1889.<\/p>\n<p>L\u2019opera rappresenta un percorso affettivo e artistico in cui Ducaton entra in dialogo con la madre, l\u2019attrice Giannina Herman Macknig, e con Ellida, protagonista del lavoro ibseniano.<\/p>\n<p>La nuova galleria permanente nasce come omaggio e segno di gratitudine verso l\u2019artista recentemente scomparsa e valorizza il legame tra arte, memoria personale, teatro e patrimonio culturale di UniTS.<\/p>\n<p><strong>Per il pubblico esterno la galleria sar\u00e0 prossimamente visitabile su prenotazione. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Annamaria Ducaton (1936 \u2013 2026) <\/strong><\/h3>\n<p>Respira da subito l\u2019atmosfera artistica della famiglia. Da bambina inizia lo studio del pianoforte e dopo cinque anni lo abbandona per dedicarsi alla pittura.<\/p>\n<p>Artista \u201cimmaginaria\u201d, ha all\u2019attivo un\u2019ottantina di mostre personali a Trieste, Duino, Lignano, Udine, Gorizia, Maniago, Brunico, Dobbiaco, Steinhaus, S. Bonifacio di Verona, Trento, Roma, Torino, Milano, Isola d\u2019Istria, Lubiana, Dobrovo, Salisburgo, Graz, Helsinki, Basilea, Terezin (Repubblica Ceca), Venezuela, California.<\/p>\n<p>Ha partecipato a oltre un centinaio di esposizioni collettive in Italia e all\u2019estero. Lavora sviluppando vari temi che le consentono di approfondire gli argomenti prescelti in modo dettagliato, ricavandone un importante apporto culturale a livello non solo personale.<\/p>\n<p>La musica e la letteratura camminano sempre assieme al suo lavoro pittorico.<\/p>\n<h3><strong>Ciclo pittorico \u201cLa donna del mare\u201d (1984-1985)<\/strong><\/h3>\n<p>La serie di opere a tecnica mista di Annamaria Ducaton trae ispirazione dal dramma di Ibsen <em>La\u00a0donna del mare<\/em>, intrecciando in modo poetico immagini personali e simboli universali. Ducaton utilizza fotografie di s\u00e9 stessa e di sua madre, collocandole in un contesto visivo astratto, caratterizzato da forme fluide e colori suggestivi. Ogni opera diventa cos\u00ec una riflessione visiva e testuale sul tema dell\u2019identit\u00e0, del legame e del bisogno di libert\u00e0. Sopravvivono 28 opere delle 29 originarie e vanno lette secondo un ordine stabilito dalla stessa autrice.<\/p>\n<p>La tensione tra appartenenza e desiderio di evasione \u00e8 al centro di queste opere dove il mare,\u00a0evocato da forme ondulate e colori cangianti, rappresenta il mondo interiore e le forze sotterranee che accompagnano il viaggio della scoperta di s\u00e9.<\/p>\n<p>Ducaton sovrappone simboli e immagini. La stratificazione visiva esprime la complessit\u00e0 della memoria, in cui passato e presente si fondono, mentre il volto della madre si alterna a quello dell\u2019artista, in un dialogo che evoca il legame generazionale ma anche il conflitto tra ci\u00f2 che si eredita e ci\u00f2 che si vuole superare.<\/p>\n<p>Citazioni tratte da La donna del mare accompagnano le immagini e intensificano il senso di introspezione e di minaccia invisibile.<\/p>\n<p>I contorni delle figure si fondono in uno sfondo surreale, dove forme marine e creature immaginarie sembrano avvolgere e osservare i personaggi, incarnando paure interiori e desideri inespressi.<\/p>\n<p>La presenza del mare, con il suo richiamo alla libert\u00e0 e al pericolo, diventa una metafora della profondit\u00e0 psichica in cui si muovono le protagoniste. Alla base di queste opere vi \u00e8 anche una riflessione sull\u2019identit\u00e0 femminile e sull\u2019autonomia.<\/p>\n<p>Le parole di Ellida esprimono il desiderio di rompere i vincoli e di affermare la propria autenticit\u00e0. Anche visivamente, le figure femminili appaiono isolate, immerse in paesaggi astratti che le rendono al contempo parte ed estranee all\u2019ambiente che le circonda, suggerendo la dualit\u00e0 di chi cerca di scoprire e affermare s\u00e9 stessa al di fuori dei ruoli imposti.<\/p>\n<p>In sintesi, la serie di Ducaton \u00e8 un\u2019esplorazione intima e complessa delle relazioni familiari e dell\u2019identit\u00e0, radicata nella poetica del mare simbolico di Ibsen.<\/p>\n<p>La fusione tra fotografia e astrazione genera un\u2019immagine stratificata e vibrante, che invita a riflettere su come i legami, siano essi familiari o esistenziali, possano essere allo stesso tempo rifugio e limite da superare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sede dell&#8217;Universit\u00e0 di Trieste in citt\u00e0: una mostra permanente espone le 28 tele del ciclo \u201cLa donna del 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