{"id":73983,"date":"2026-05-11T18:27:15","date_gmt":"2026-05-11T16:27:15","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=73983"},"modified":"2026-05-11T18:27:15","modified_gmt":"2026-05-11T16:27:15","slug":"le-donne-studiano-meglio-ma-guadagnano-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/le-donne-studiano-meglio-ma-guadagnano-meno\/","title":{"rendered":"Le donne studiano meglio ma guadagnano meno"},"content":{"rendered":"<h6>Marco Sartor con le relatrici e Daniele Damele<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UDINE \u2013 Pi\u00f9 presenti nei percorsi universitari, pi\u00f9 regolari negli studi, con voti mediamente pi\u00f9 alti. Eppure, una volta entrate nel mercato del lavoro, le donne continuano a essere penalizzate sul piano economico e occupazionale.<\/p>\n<p>Nonostante nuove norme, nuovi standard e molte buone intenzioni non si registrano miglioramenti.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dallo <strong>studio dell\u2019Universit\u00e0 di Udine<\/strong>, coordinato da <strong>Marco Sartor<\/strong>, \u201c<em>Il mercato del lavoro dei laureati a Udine e in Italia: stato attuale e sfide future<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>La ricerca, presentata oggi a Udine, \u00e8 basata su elaborazioni dei dati <strong>Almalaurea<\/strong> e analizza l\u2019evoluzione dei percorsi accademici e professionali dei laureati magistrali biennali tra il 2019 e il 2024.<\/p>\n<p>A livello nazionale il dato \u00e8 consolidato: le donne rappresentano la maggioranza dei laureati magistrali. Nel 2024, il 58% dei titoli \u00e8 conseguito da donne, contro il 42% degli uomini. Questo \u201csorpasso formativo\u201d \u00e8 stabile nel tempo. Dal 2019 al 2024, infatti, la quota femminile resta costantemente sopra il 55%, confermando questa dinamica strutturale del sistema universitario italiano.<\/p>\n<p>Osservando il contesto locale, emerge una particolarit\u00e0: all\u2019Universit\u00e0 di Udine il quadro \u00e8 diverso. Qui uomini e donne risultano quasi perfettamente bilanciati.<\/p>\n<p>\u00abUna specificit\u00e0 che trova spiegazione nel peso delle discipline tecnico-scientifiche, dove la presenza maschile \u00e8 tradizionalmente pi\u00f9 elevata\u00bb spiega Marco Sartor, professore di Ingegneria economico\u2013gestionale del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p>Ma se a livello nazionale il predominio femminile appare stabile, all\u2019Ateneo friulano la situazione \u00e8 pi\u00f9 fluida. Negli ultimi anni si osservano continui sorpassi tra uomini e donne: nel 2019, 51,7% uomini; nel 2022, 52,2% donne; nel 2024, 50,9% uomini.<\/p>\n<p>\u00abQuesto andamento \u201ca specchio\u201d suggerisce che, nei contesti locali, il divario di genere pu\u00f2 essere pi\u00f9 sensibile alle dinamiche dell\u2019offerta formativa e alle scelte degli studenti\u00bb, puntualizza Sartor.<\/p>\n<p>Le donne mostrano performance accademiche superiori sotto diversi aspetti. A partire dalla regolarit\u00e0 negli studi, quelle laureate all\u2019Universit\u00e0 di Udine mostrano un indice leggermente superiore al dato nazionale, 0,38 rispetto allo 0,37 nazionale.<\/p>\n<p>E soprattutto nei risultati finali. Le laureate, infatti, ottengono mediamente risultati migliori, confermando una maggiore efficacia nei percorsi di studio. Sia a livello nazionale, 107,8 contro il 106,6, sia all\u2019Ateneo friulano, 108,4 rispetto a 106,9, dove le laureate ottengono un risultato migliore 108,4, di quello nazionale, 107,8.<\/p>\n<p>Nonostante questi risultati, il passaggio al lavoro segna una brusca inversione. Gi\u00e0 a un anno dalla laurea emerge un divario retributivo significativo. Le donne guadagnano mediamente circa 200\u2013250 euro in meno al mese fin dall\u2019inizio della carriera.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 critico \u00e8 che il tempo non riduce il divario: lo amplifica. A cinque anni dalla laurea, il gap supera i 300 euro sia a livello nazionale che a Udine. Questo significa che, mentre entrambi i generi crescono professionalmente, lo fanno su traiettorie via via divergenti.<\/p>\n<p>L\u2019analisi per area disciplinare rafforza questo quadro. Nei settori umanistici il divario \u00e8 contenuto, circa 49 euro. Ma nei settori tecnico-scientifici, dove i salari sono pi\u00f9 alti, il gap si amplia drasticamente raggiungendo i 366 euro.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 un vero paradosso: proprio nei settori pi\u00f9 qualificati e remunerativi si registrano le disuguaglianze pi\u00f9 marcate.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 emergono anche sul fronte occupazionale. Le donne incontrano maggiori ostacoli nell\u2019ingresso nel mercato del lavoro e, anche nel lungo periodo, mantengono livelli di disoccupazione pi\u00f9 elevati. A un anno \u00e8 del 12,6% contro l\u20198,1% degli uomini, a cinque anni \u00e8 il 5% rispetto al 3,1% dei laureati maschi.<\/p>\n<p>\u00abIl dato pi\u00f9 significativo dello studio \u2013 evidenzia Sartor \u2013 riguarda la dinamica del <em>gender pay gap<\/em>: non \u00e8 una disparit\u00e0 temporanea, ma un fenomeno strutturale che tende ad ampliarsi con l\u2019esperienza. A un anno dalla laurea il divario \u00e8 gi\u00e0 evidente. A cinque anni diventa marcato.<\/p>\n<p>\u00abIl tempo \u2013 sottolinea il professor Sartor \u2013 non \u00e8 un fattore di riequilibrio, ma un moltiplicatore delle disuguaglianze. L\u2019analisi intertemporale mostra come il quadro sia stabile negli ultimi anni. Nonostante i molti dibattiti, le iniziative di sensibilizzazione sul tema, i nuovi standard, i dati non paiono migliorare nel tempo. Il sistema universitario riconosce il merito femminile, ma il mercato del lavoro non riesce a valorizzarlo allo stesso modo. Il divario persiste\u00bb conclude l\u2019autore dello studio.<\/p>\n<p>I risultati sono stati presentati oggi nella Torre di Santa Maria a Udine durante l\u2019incontro \u201c<em>Employer attractiveness. Esperienze, metodi e strategie<\/em>\u201d. Un evento organizzato dall\u2019Ateneo con l\u2019Associazione imprenditrici e donne dirigenti d\u2019azienda (Aidda), Federmanager, Confindustria Udine e la Fondazione Friuli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studio dell\u2019Universit\u00e0 di Udine: pi\u00f9 regolari negli studi, con voti pi\u00f9 alti, ma nel lavoro continuano a essere penalizzate sul piano economico e 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