{"id":73878,"date":"2026-05-08T17:48:35","date_gmt":"2026-05-08T15:48:35","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=73878"},"modified":"2026-05-08T17:48:35","modified_gmt":"2026-05-08T15:48:35","slug":"adriano-tropea-empori-della-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/adriano-tropea-empori-della-solidarieta\/","title":{"rendered":"Adriano Tropea: Empori della Solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<h6>Adriano Tropea<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli <strong>Empori della Solidariet\u00e0 <\/strong>sono \u201csupermercati solidali\u201d attraverso i quali la <strong>Caritas diocesana <\/strong>contribuisce a rispondere in modo concreto alla povert\u00e0 alimentare nel territorio dell\u2019<strong>Arcidiocesi di Gorizia<\/strong>.<\/p>\n<p>Qui persone e famiglie che attraversano un periodo di fragilit\u00e0 possono fare la spesa in autonomia, scegliendo ci\u00f2 di cui hanno bisogno, in un contesto accogliente che tutela la dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli empori sono gestiti dall\u2019Associazione La Ginestra aps, che si occupa anche di contrasto alla povert\u00e0 educativa, attraverso un progetto di doposcuola gratuito per ragazzi delle elementari e medie.<\/p>\n<h3><strong>Come funziona l\u2019accesso e la spesa<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019accesso avviene tramite segnalazione e colloquio presso i centri di ascolto (parrocchiali e diocesani) e, a seconda delle sedi, in raccordo con i servizi sociali e con la Croce Rossa. Dopo l\u2019ascolto e la valutazione viene rilasciata una tessera con un punteggio mensile calibrato sul nucleo familiare: ogni prodotto ha un valore in punti e la persona pu\u00f2 scegliere liberamente ci\u00f2 che serve, esattamente come in un negozio.<\/p>\n<p>La durata dell\u2019accompagnamento \u00e8 rinnovabile ogni tre mesi, in base alle situazioni.<\/p>\n<h3><strong>La rete sul territorio<\/strong><\/h3>\n<p>La rete diocesana comprende cinque empori. Il primo emporio del Friuli Venezia Giulia \u00e8 nato proprio a <strong>Gorizia <\/strong>nel 2011; successivamente la rete si \u00e8 ampliata con <strong>Monfalcone <\/strong>(2015), <strong>Gradisca d\u2019Isonzo <\/strong>(2019), <strong>Cervignano del Friuli <\/strong>(2020) e <strong>Corm\u00f2ns <\/strong>(2024).<\/p>\n<h3><strong>Dati e impatto: alcuni numeri<\/strong><\/h3>\n<p>Nel 2025 le tessere (nuclei familiari) attive sono state 778, per un totale di 1.590 persone sostenute. Sono poi 199 le famiglie che si sono rivolte per la prima volta al servizio.<\/p>\n<p>Tra gli elementi pi\u00f9 significativi emerge la presenza di numerosi <em>over 65<\/em>, indicatore della difficolt\u00e0 crescente di molte persone anziane a sostenere la spesa alimentare.<\/p>\n<p>Si nota che la met\u00e0 sono nuclei familiari italiani, con le famiglie pi\u00f9 numerose di origine straniera.<\/p>\n<p>Anche il volontariato \u00e8 cresciuto: i volontari sono ormai 94, con un aumento importante degli <em>under 35<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abLa dignit\u00e0 e autonomia della persona \u2013 sottolinea il coordinatore degli empori, <strong>Adriano Tropea <\/strong>\u2013 rimane al centro del nostro operato: le persone scelgono ci\u00f2 di cui hanno bisogno, coinvolte in un percorso di sensibilizzazione alimentare. Il contrasto alla povert\u00e0 alimentare quindi prende vita attraverso un modello stabile, misurabile, integrato con il tessuto produttivo delle aziende in ottica di economia circolare a favore dei bisognosi, e con tutta la rete del <em>welfare <\/em>locale. Ci\u00f2 che nasce da questa fusione di intenti e di reti, \u00e8 lo spirito di comunit\u00e0: tutte le aziende, enti e finanziatori che sostengono gli empori sono esempi virtuosi e guide verso una societ\u00e0 che non si spezza, ma che sa sostenere chi \u00e8 pi\u00f9 in difficolt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa concretamente coordinare le cinque strutture?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSignifica tenere insieme realt\u00e0 diverse, distribuite sul territorio, cercando di farle funzionare come un unico sistema. \u00c8 un lavoro fatto di organizzazione quotidiana, ma anche di relazione e visione, che deriva dalla missione di Caritas. Da un lato c\u2019\u00e8 la gestione pratica: l\u2019approvvigionamento dei beni, l\u2019organizzazione degli spazi e dei volontari, la gestione burocratica. Dall\u2019altro c\u2019\u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 strategico: la ricerca di sostenitori, la creazione di reti sul territorio. \u00c8 necessario anche saper leggere i bisogni delle persone, confrontarsi con i territori e cercare di rendere il servizio sempre pi\u00f9 efficace. In questo senso, coordinare non vuol dire solo \u201cgestire\u201d, ma costruire una rete che sappia evolversi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa consiste l\u2019attivit\u00e0 dei volontari dei diversi empori?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abI volontari sono il cuore degli empori. La loro attivit\u00e0 va ben oltre la distribuzione di generi alimentari. \u00a0Accolgono le persone, le accompagnano nella scelta dei prodotti, gestiscono gli spazi e gli scaffali. Ma soprattutto creano relazione. L\u2019emporio non \u00e8 un luogo impersonale: \u00e8 uno spazio in cui si entra, si viene ascoltati e riconosciuti. Spesso proprio da una chiacchierata semplice emerge non solo un bisogno pratico e alimentare, ma il bisogno di sentirsi visti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che caratteristiche devono avere i volontari che vogliono mettersi a disposizione di questo servizio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNegli empori i ruoli che possono essere svolti sono variegati e differenti. Dalla parte pi\u00f9 burocratica alla logistica, dalla cura e organizzazione del negozio all\u2019accompagnamento al banco frigo o cassa, dove maggiormente siamo in contatto con gli ospiti. Non servono competenze specifiche, quanto piuttosto alcune qualit\u00e0 umane essenziali. La capacit\u00e0 di ascoltare senza giudicare, la discrezione, il rispetto e la voglia di lavorare insieme agli altri, al servizio dello scopo comune. \u00c8 importante anche la continuit\u00e0: gli empori funzionano grazie a una presenza costante, che costruisce fiducia nel tempo. \u00c8 un\u2019esperienza che richiede disponibilit\u00e0, ma che restituisce molto, anche sul piano personale\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_73881\" aria-describedby=\"caption-attachment-73881\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-73881\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG20230901153733.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG20230901153733.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG20230901153733-300x225.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/IMG20230901153733-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-73881\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;interno di un emporio della solidariet\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Le Amministrazioni comunali come sostengono il servizio garantito dagli empori?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe Amministrazioni comunali e gli Ambiti sono interlocutori importanti. Sostengono gli Empori sia a livello economico sia a livello di rete con i servizi sociali. Gli empori non producono reddito vendendo, come un supermercato: creano circoli virtuosi nel sistema a favore dei bisognosi, e tutta la rete ne beneficia. Quando questa collaborazione funziona, l\u2019emporio diventa parte integrante delle politiche sociali del territorio. Non \u00e8 pi\u00f9 solo un servizio assistenziale, ma uno strumento condiviso, capace di intercettare i bisogni e costruire risposte pi\u00f9 coordinate. Senza i nostri finanziatori, che sono le Amministrazioni, la Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Cassa Rurale FVG, CrediFriuli, non potremmo mai riuscire a essere cos\u00ec efficaci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sono previste aperture di ulteriori empori in Diocesi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019attenzione oggi \u00e8 rivolta soprattutto sul consolidamento della rete esistente, per renderla sempre pi\u00f9 solida nelle relazioni, ed efficace nella propria azione. Il territorio della nostra Arcidiocesi di Gorizia, dopo l\u2019ultima apertura dell\u2019Emporio di Corm\u00f2ns, \u00e8 coperto in una maniera che possiamo definire capillare. Detto questo, Caritas in generale, non solo Caritas Diocesana di Gorizia, guarda con interesse ai territori che ancora non sono coperti o che stanno esprimendo nuovi bisogni. L\u2019apertura di nuovi empori non \u00e8 mai un processo automatico: richiede una comunit\u00e0 pronta a sostenerli, risorse adeguate e una progettazione attenta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello di Gorizia \u00e8 stato il primo a sorgere in Friuli Venezia Giulia. Ora nel resto della Diocesi ne sono attivi altri quattro. Nel 2025 hanno distribuito beni per un milione e 300mila euro a persone bisognose. Grazie al sostegno di 94 volontari. Come ci spiega il loro coordinatore<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":73882,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6,183],"tags":[146,119,517,43,254,51,145],"class_list":["post-73878","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","category-societa-prima-pagina","tag-beneficenza","tag-cervignano","tag-cormons","tag-gorizia","tag-gradisca","tag-monfalcone","tag-solidarieta","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura.jpg",1366,836,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura.jpg",1366,836,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura.jpg",1366,836,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-300x184.jpg",300,184,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-1024x627.jpg",640,392,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura.jpg",1366,836,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura.jpg",1366,836,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-1024x627.jpg",1024,627,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/apertura-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Doncovio","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/andrea\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a> <a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/prima-pagina\/societa-prima-pagina\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0, PRIMA PAGINA<\/a>","rttpg_excerpt":"Quello di Gorizia \u00e8 stato il primo a sorgere in Friuli Venezia Giulia. 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