{"id":73358,"date":"2026-04-22T12:26:41","date_gmt":"2026-04-22T10:26:41","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=73358"},"modified":"2026-04-22T12:29:08","modified_gmt":"2026-04-22T10:29:08","slug":"il-futuro-del-clima-si-gioca-nei-prati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-futuro-del-clima-si-gioca-nei-prati\/","title":{"rendered":"Il futuro del clima si gioca nei prati"},"content":{"rendered":"<h6>Magredi di Tauriano<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UDINE \u2013 Le<strong> praterie <\/strong>giocano un ruolo fondamentale nella<strong> regolazione climatica<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo ribadisce una ricerca internazionale cui ha contributo l\u2019Universit\u00e0 di Udine. Lo studio mostra che <strong>i suoli delle praterie <\/strong>immagazzinano<strong> quantit\u00e0 di carbonio molto maggiori <\/strong>rispetto a quanto indicato dalle<strong> stime precedenti<\/strong>.<\/p>\n<p>I nuovi calcoli portano lo<strong> stock di carbonio nei primi 30 centimetri di suolo a oltre 155 miliardi di tonnellate<\/strong>, rispetto ai 92 miliardi precedentemente stimati.<\/p>\n<p>Un risultato che rafforza il ruolo delle <strong>praterie<\/strong> come <strong>uno dei principali serbatoi di carbonio del pianeta<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>ricerca<\/strong>, pubblicata su <strong>\u201c<em>Nature ecology &amp; evolution<\/em>\u201d<\/strong>, ha coinvolto oltre <strong>150 esperti di universit\u00e0 e istituti di ricerca di 60 Paesi in sei continenti<\/strong> ed \u00e8 coordinata da University of Guelph (Ontario, Canada). L\u2019Ateneo friulano vi ha lavorato con un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali coordinato da <strong>Francesco Boscutti<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abI prati naturali del pianeta \u2013 sottolinea il professor <strong>Boscutti<\/strong>, docente di Botanica ambientale e applicata \u2013 sono molto pi\u00f9 importanti per il clima di quanto si pensasse finora\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>I dati generali<\/strong><\/h3>\n<p>Dallo studio emerge quindi una nuova stima globale che ridisegna la geografia delle praterie.<\/p>\n<p>Questi ecosistemi coprono circa il 22,8% delle terre emerse (in precedenza ampiamente sovrastimato con oltre il 40% della superficie), pari a oltre 30 milioni di chilometri quadrati. Una superficie enorme, spesso invisibile nei modelli climatici, ma fondamentale per il funzionamento del sistema terrestre.<\/p>\n<h3><strong>In regione<\/strong><\/h3>\n<p>In Friuli Venezia Giulia le praterie coprono circa il 7% della superficie, pari a circa 540 chilometri quadrati. Tra queste si distinguono, ad esempio, l\u2019esteso complesso dei magredi del Meduna e del Cellina e le ampie praterie alpine situate al di sopra del limite degli alberi. In generale, la superficie complessiva \u00e8 in rapida contrazione: in pianura, a causa della conversione dei prati in aree agricole o urbanizzate, e in montagna per l\u2019abbandono delle attivit\u00e0 zootecniche.<\/p>\n<p>\u00abIn questo senso \u2013 spiega <strong>Francesco<\/strong> <strong>Boscutti<\/strong> \u2013, sia lo sfruttamento intensivo del territorio sia, paradossalmente, l\u2019assenza dell\u2019attivit\u00e0 umana, come il venir meno delle pratiche agricole tradizionali in montagna, contribuiscono a generare uno squilibrio che richiede interventi mirati per essere riequilibrato\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Soluzioni non scontate <\/strong><\/h3>\n<p>Lo studio evidenzia inoltre un aspetto cruciale per la gestione del territorio: non tutte le strategie climatiche devono puntare sulla riforestazione. In molti casi, trasformare praterie naturali in boschi pu\u00f2 ridurre la biodiversit\u00e0 e alterare equilibri ecologici consolidati, senza garantire reali benefici climatici.<\/p>\n<p>La conservazione e la gestione sostenibile dei prati esistenti emergono quindi come una soluzione efficace, spesso sottovalutata.<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 questo studio <\/strong><\/h3>\n<p>La ricerca mostra come le praterie siano state a lungo sottostimate, o classificate in modo errato, grazie all\u2019analisi critica delle mappe satellitari utilizzate per stimare la distribuzione dei grandi ecosistemi terrestri. Inoltre, con il lavoro di una vasta rete internazionale di scienziati \u00e8 stato possibile validare i dati satellitari con osservazioni dirette sul terreno, basate su una conoscenza approfondita degli ecosistemi locali.<\/p>\n<p>Il contributo dell\u2019Universit\u00e0 di Udine si inserisce in questo sforzo scientifico collettivo che valorizza la conoscenza diretta del territorio.<\/p>\n<p>Proprio la mancanza di dati validati localmente \u00e8 indicata dagli autori come una delle principali cause degli errori nelle mappe globali, con conseguenze dirette sulle politiche ambientali e climatiche.<\/p>\n<p>\u00abIn un\u2019epoca in cui le decisioni ambientali globali si basano sempre pi\u00f9 su dati satellitari e modelli automatici \u2013 evidenzia<strong> Boscutti<\/strong> \u2013, la ricerca lancia un messaggio chiaro: la tecnologia, senza il supporto della competenza scientifica locale, rischia di offrire una visione parziale del pianeta. Ed \u00e8 proprio in questo dialogo tra scala globale e conoscenza del territorio che il contributo dell\u2019Universit\u00e0 di Udine assume un valore strategico\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio dell\u2019Universit\u00e0 di Udine rivisita al rialzo la stima dello stoccaggio di carbonio: 155 miliardi di tonnellate nei primi 30 centimetri di suolo<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":73359,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6,183],"tags":[66,2509,72,98,206,388],"class_list":["post-73358","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","category-societa-prima-pagina","tag-ambiente","tag-clima","tag-natura","tag-ricerca","tag-uniud","tag-universita","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano.jpg",1366,727,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano.jpg",1366,727,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano.jpg",1366,727,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-300x160.jpg",300,160,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-1024x545.jpg",640,341,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano.jpg",1366,727,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano.jpg",1366,727,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-1024x545.jpg",1024,545,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Magredi-di-Tauriano-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a> <a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/prima-pagina\/societa-prima-pagina\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0, PRIMA PAGINA<\/a>","rttpg_excerpt":"Uno studio dell\u2019Universit\u00e0 di Udine rivisita al rialzo la stima dello stoccaggio di carbonio: 155 miliardi di tonnellate nei primi 30 centimetri di suolo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73358"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73362,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73358\/revisions\/73362"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}