{"id":73225,"date":"2026-04-17T18:27:26","date_gmt":"2026-04-17T16:27:26","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=73225"},"modified":"2026-04-17T18:27:26","modified_gmt":"2026-04-17T16:27:26","slug":"riapre-il-museo-della-moda-e-delle-arti-applicate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/riapre-il-museo-della-moda-e-delle-arti-applicate\/","title":{"rendered":"Riapre il Museo della Moda e delle Arti applicate"},"content":{"rendered":"<h6>Tre ritratti femminili, 1815 \u2013 1818 circa, olio su tela<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GORIZIA \u2013 Riapre al pubblico il <strong>Museo della Moda e delle Arti applicate di Gorizia<\/strong>, ospitato nella storica sede di <strong>Borgo Castello 13<\/strong>.<\/p>\n<p>Il percorso espositivo, che si snoda nelle <strong>Case Dornberg<\/strong>, <strong>Tasso e Formentini<\/strong>, \u00e8 stato curato da <strong>Raffaella Sgubin<\/strong>, direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici dell\u2019Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia \u2013 ERPAC FVG, con il supporto di <strong>Therese Schoenholzer Nichols<\/strong>, co-curatrice scientifica, il contributo progettuale dell\u2019architetto <strong>Chiara Lamonarca<\/strong>, dello <strong>Studio Polo 1116<\/strong> per la grafica e l\u2019immagine coordinata, e del <em>textile designer<\/em> <strong>Bernhard Duss<\/strong> per le elaborazioni visive.<\/p>\n<p>Il rinnovato percorso privilegia i nuovi ingressi della collezione museale \u2013 <strong>tra cui spicca una collezione di moda di livello europeo che copre il periodo dal XVIII secolo alla prima met\u00e0 del XX secolo <\/strong>\u2013 presentati in sequenza cronologica e affiancati, per una pi\u00f9 efficace contestualizzazione, da dipinti e oggetti gi\u00e0 parte delle collezioni dei Musei Provinciali di Gorizia.<\/p>\n<p>Si ha il privilegio cos\u00ec di ammirare raffinati abiti femminili del tipo \u201c<em>andrienne<\/em>\u201d, accostati a completi maschili con marsina, sottomarsina e calzoni in sete luminose, oltre a delicati servizi da tavola in argento, maioliche e porcellane.<\/p>\n<p>L\u2019itinerario di visita si apre con la sezione tessile dedicata alla produzione della seta, attivit\u00e0 che tra XVIII e XX secolo rivest\u00ec un ruolo centrale nell\u2019economia della Contea di Gorizia.<\/p>\n<p>Qui spicca il raro <strong>torcitoio circolare da seta a trazione umana<\/strong>, risalente al Settecento e considerato un <em>unicum<\/em> nel suo genere, il cui funzionamento \u00e8 illustrato attraverso un approfondito video a cura dell\u2019ingegner<strong> Flavio Crippa<\/strong>.<\/p>\n<p>Il prodotto audiovisivo \u00e8 girato negli anni Novanta nel Palazzo Linussio di Tolmezzo, restaurato dal fotografo e <em>videomaker<\/em> <strong>Luigi Vitale<\/strong>, autore anche di un video che mostra il macchinario in anni recenti, azionato dallo stesso Crippa.<\/p>\n<p>Nella stessa sezione trova collocazione il monumentale dipinto <strong>\u201cLa famiglia Senigaglia\u201d di Giuseppe Tominz<\/strong> (ca. 1844 &#8211; 1845), emblematica rappresentazione della borghesia mercantile goriziana, in cui abiti, gioielli e accessori diventano espressione tangibile di status e identit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Accanto a esso, una selezione di preziosi tessuti e paramenti sacri a testimoniare l\u2019eccellenza della produzione locale.<\/p>\n<p>La seconda parte dell\u2019allestimento propone un articolato percorso nella storia della moda europea, dal XVIII agli inizi del XX secolo.<\/p>\n<p>Per precisa scelta curatoriale, la quasi totalit\u00e0 dei capi esposti proviene da una collezione recentemente acquisita da ERPAC FVG grazie ai fondi PNRR: si tratta di abiti finora inediti, selezionati per colmare le lacune cronologiche delle raccolte del Museo della Moda e delle Arti applicate, che oggi conta circa <strong>10.000 pezzi tra abiti, accessori, gioielli e paramenti sacri<\/strong>.<\/p>\n<p>Il passaggio tra Sette e Ottocento segna una profonda trasformazione del gusto e delle forme: agli abiti femminili altocinti, ispirati alla statuaria classica, si affiancano le eccentriche fogge maschili degli \u201cIncroyables\u201d.<\/p>\n<p>Superata la stagione del Biedermeier \u2013 o Romanticismo borghese \u2013 si giunge all\u2019epoca delle crinoline, emblema di un\u2019eleganza sontuosa e teatrale. Tra i pezzi di maggiore rilievo spicca proprio una <strong>rarissima crinolina<\/strong>, sottostruttura in cerchi metallici concepita per ampliare il volume delle gonne.<\/p>\n<p>Un\u2019attenzione particolare \u00e8 riservata alle <strong>arti applicate<\/strong>, con un focus dedicato alle vetrerie del Goriziano, protagoniste del progetto europeo <strong>\u201c<em>Glass Routes<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>In mostra sono esposte bottiglie utilizzate per il trasporto di vini spagnoli che partivano dal porto di Trieste diretti in Spagna; qui il vino veniva imbottigliato e successivamente spedito verso le Indie. Sono presenti anche bottiglie destinate ai liquori, in particolare al rosolio, impiegate dai produttori triestini: una testimonianza dei vivaci traffici commerciali del Settecento.<\/p>\n<p>Il percorso si conclude con il passaggio dal profano al sacro, attraverso la sezione dedicata al <strong>Monastero di Sant\u2019Orsola di Gorizia<\/strong>, presente in citt\u00e0 dal 1672 per oltre tre secoli.<\/p>\n<p>Il patrimonio acquisito da ERPAC FVG \u2013 comprendente paramenti sacri, quadreria e arredi liturgici \u2013 restituisce uno straordinario esempio di arte e devozione. I paramenti, databili tra la fine del Seicento e la met\u00e0 del Settecento, colpiscono per la raffinatezza dei ricami, la vivacit\u00e0 delle sete e i bagliori dell\u2019argento.<\/p>\n<p>A dominare l\u2019allestimento \u00e8 infine il monumentale mobile da sacrestia, sormontato dalle sculture del Crocifisso, di Sant\u2019Orsola e di Sant\u2019Agostino.<\/p>\n<p>Il nuovo allestimento, frutto di un accurato lavoro interdisciplinare, si distingue quindi per un rinnovato impianto espositivo e per l\u2019importante arricchimento delle collezioni permanenti, con acquisizioni recenti per un valore superiore ai 500 mila euro.<\/p>\n<p>Gestito da ERPAC FVG, il Museo rappresenta l\u2019ultimo tassello della riapertura del complesso museale di Borgo Castello, pienamente restituito alla fruizione grazie a un articolato intervento di riqualificazione sostenuto da fondi PNRR.<\/p>\n<p>Il costo complessivo degli adeguamenti strutturali del polo ammonta a 4.862.666,67 euro, di cui <strong>383.548,74 euro<\/strong> destinati specificamente al Museo della Moda e delle Arti applicate. I lavori sono stati realizzati dalla impresa <strong>MIMEC S.R.L<\/strong>. di Quinto di Treviso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_73227\" aria-describedby=\"caption-attachment-73227\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-73227\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/XCS_7958.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"648\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/XCS_7958.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/XCS_7958-300x243.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/XCS_7958-768x622.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-73227\" class=\"wp-caption-text\">Torcitoio circolare da seta, XVIII secolo<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abL\u2019aspetto pi\u00f9 rilevante \u2013 ha osservato la responsabile del progetto, <strong>Federica Rovello<\/strong> \u2013 \u00e8 stato intervenire su una preesistenza architettonica storica e complessa nel rispetto della sua connotazione di spazi e percorsi, coniugando tradizione e tecnologie innovative al fine di garantire la sua completa accessibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>La direttrice del Servizio Ricerca, Musei e Archivi Storici di ERPAC FVG, <strong>Raffaella Sgubin<\/strong>, ha spiegato che \u00abil nuovo allestimento si differenzia dai precedenti per la focalizzazione su epoche di grande interesse storico e notevolissimo impatto visivo, come il Settecento e l\u2019Ottocento, grazie al potenziamento delle collezioni museali con fondi PNRR\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCon la riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate \u2013 ha dichiarato la direttrice generale di ERPAC FVG, <strong>Lydia Alessio-Vern\u00ec<\/strong> \u2013 si completa finalmente il mosaico di Borgo Castello, restituendo ai cittadini un sistema museale pienamente fruibile e rinnovato. Un risultato importante, reso possibile da un lavoro corale e da investimenti significativi, iniziato con la riqualificazione del Museo della Grande Guerra \u2013 riaperto il 18 luglio 2025 \u2013 e continuato con l\u2019apertura della nuova sede espositiva di Casa Morassi il 25 ottobre 2025. Proporre ai cittadini un\u2019offerta culturale di alto livello \u00e8 un lavoro di \u00e9quipe che deve coniugare contenuti di qualit\u00e0, servizi e tecnologia all\u2019avanguardia. Ma anche accessibilit\u00e0 alle sedi espositive e capacit\u00e0 amministrativa nell\u2019utilizzo di fondi europei, nazionali e regionali. Attraverso la consolidata abilit\u00e0 di ERPAC FVG nella produzione culturale e grazie alla fondamentale collaborazione con la Direzione Centrale Patrimonio, riapriamo in sicurezza la sede e offriamo ai visitatori una collezione ulteriormente ampliata e interpretata\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa riapertura del Museo della Moda e delle Arti applicate \u2013 ha osservato il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, <strong>Mario Anzil<\/strong> \u2013 rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia. Borgo Castello torna oggi a essere un polo vivo e attrattivo, capace di raccontare la nostra storia attraverso i suoi splendidi musei e dialogare con un pubblico sempre pi\u00f9 ampio. Investire in cultura significa investire nella crescita dei territori, nella loro identit\u00e0 e nella loro capacit\u00e0 di guardare al futuro\u00bb.<\/p>\n<p>Durante l\u2019inaugurazione spazio a un momento musicale con il concerto \u201c<em>Breve visione di un artista perduto<\/em>\u201d, organizzato dall\u2019Impresa Culturale e Creativa <strong>Diapaeson<\/strong> e con protagonista il giovane chitarrista friulano <strong>Marco Di Lena<\/strong>.<\/p>\n<p>La traduzione in lingua inglese delle didascalie \u00e8 stata curata dalle allieve e dagli allievi del Polo Liceale \u201cDante Alighieri\u201d di Gorizia, che hanno partecipato al Progetto\/FSL\/Orientamento\/Service Learning GO(rizia) International 2025! con il coordinamento di <strong>Susanna Feleppa<\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>Orari e tariffe<\/strong><\/h3>\n<p>Da sabato 18 aprile il museo sar\u00e0 visitabile <strong>tutti i giorni dalle 9 alle 19<\/strong>. Il biglietto d\u2019ingresso prevede una tariffa intera di 5 euro e ridotta di 3 euro (18-25 anni, gruppi min. 10 persone, nuclei familiari con minorenni \u2013 prezzo per adulto, soci Coop, FAI e Touring Club Italiano), mentre per le scolaresche \u00e8 previsto un ridotto di 1 euro; l\u2019ingresso \u00e8 gratuito per minorenni, insegnanti in servizio, guide turistiche abilitate, giornalisti, persone con disabilit\u00e0 (e accompagnatore), tesserati ICOM, possessori FVGcard e per tutti ogni prima domenica del mese. Sono disponibili anche visite guidate al costo di 5 euro oltre al costo del biglietto.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre attivo un biglietto cumulativo con il Museo della Grande Guerra: intero 8 euro, ridotto 5 euro (stesse categorie), ridotto scolaresche 2 euro e gratuito con le medesime agevolazioni; anche in questo caso sono previste visite guidate al costo aggiuntivo di 5 euro per ogni sede. Le visite guidate andranno prenotate all\u2019indirizzo mail <a href=\"mailto:didatticamusei.erpac@regione.fvg.it\">didatticamusei.erpac@regione.fvg.it<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Dalle 19 alle 21 del 17 aprile e dal 18 aprile al 1\u00b0 maggio compresi dalle 9 alle 19 l\u2019ingresso al museo sar\u00e0 gratuito. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovamente visitabile a Gorizia. Ingresso gratuito fino al primo maggio. 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