{"id":72631,"date":"2026-03-26T18:13:14","date_gmt":"2026-03-26T17:13:14","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=72631"},"modified":"2026-03-27T17:38:06","modified_gmt":"2026-03-27T16:38:06","slug":"dallegitto-a-cervignano-tra-fede-e-digiuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dallegitto-a-cervignano-tra-fede-e-digiuni\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;Egitto a Cervignano tra fede e digiuni"},"content":{"rendered":"<h6>Padre Zakhary Amir Maher<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CERVIGNANO DEL FRIULI &#8211; <strong>Padre Zakhary Amir Maher<\/strong> (<strong>Don Youhanna<\/strong>), sacerdote della Chiesa Copta Cattolica in Egitto, \u00e8 da qualche giorno ospite della Parrocchia di San Michele a Cervignano del Friuli, dove rimarr\u00e0 per una settimana. Non ho mai avuto il piacere di conoscere un sacerdote copto n\u00e9 di approfondire la loro tradizione: \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 preziosa per capire meglio questa realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Padre, come mai si trova in Italia in questo periodo e, nello specifico, proprio qui a Cervignano del Friuli?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNel 2019, quando ero seminarista e studiavo teologia a Roma, il Collegio mi mand\u00f2 qui a Cervignano e a Monfalcone per un&#8217;esperienza pastorale di due mesi. Da quel momento \u00e8 nata una bella amicizia con i sacerdoti e con tutta la comunit\u00e0. Ogni anno torno per qualche giorno a trovarli, ma quest\u2019anno don Giulio Bodrin mi ha invitato a fermarmi una settimana intera per partecipare alle attivit\u00e0 della Quaresima missionaria\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa significa esattamente la parola \u201cCopto\u201d e come definisce la vostra identit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl termine &#8220;<em>Copto<\/em>&#8221; deriva dal greco <em>Aigyptios<\/em>, che significa semplicemente &#8220;egiziano&#8221;. Attraverso l&#8217;arabo <em>Qibt<\/em>, la parola si \u00e8 trasformata nel tempo in &#8220;Copto&#8221;. Originariamente, dunque, questo termine indicava l&#8217;appartenenza geografica ed etnica alla terra d&#8217;Egitto. Oggi, dire &#8220;sono copto&#8221; implica tre dimensioni fondamentali: identit\u00e0 religiosa (essere parte della tradizione cristiana egiziana, che risale direttamente all&#8217;epoca apostolica e, in particolare, a San Marco Evangelista); identit\u00e0 storica (i copti si considerano i diretti discendenti degli antichi egiziani dell&#8217;epoca faraonica); identit\u00e0 liturgica (l&#8217;uso della lingua copta nella liturgia, una lingua che deriva direttamente dall&#8217;antico egiziano)\u201d.<\/p>\n<p><strong>In che modo la cultura dell&#8217;antico Egitto dei faraoni ha influenzato le vostre tradizioni cristiane?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn primo piano \u00e8 la lingua. La nostra lingua liturgica, \u201cil Coopto\u201d, \u00e8 l\u2019ultima fase dell\u2019antico egiziano, cio\u00e8 Copto, ovvero l\u2019antico egiziano scritto con caratteri greci. In secondo piano, c\u2019\u00e8 una continuit\u00e0 musicale e culturale: le\u00a0melodie, i\u00a0toni, lo\u00a0stile di canto e il modo di usare la voce. Tutti questi possono avere radici nell\u2019antica tradizione musicale egiziana. In terzo piano, \u00e8 il senso del sacro e del simbolo. L\u2019antico Egitto era profondamente religioso e simbolico: templi pieni di segni e immagini; forte senso del mistero e del divino. Questa mentalit\u00e0 ha preparato il terreno per una liturgia cristiana molto ricca: uso abbondante di\u00a0incenso, gesti rituali solenni e simbolismo forte (luce, veli, processioni). In quarto piano \u00e8 l\u2019arte e le icone. L\u2019arte copta conserva elementi dell\u2019arte egizia: frontalit\u00e0 delle figure, occhi grandi e spirituali, stile simbolico pi\u00f9 che realistico\u201d.<\/p>\n<p><strong>I Copti digiunano in diversi momenti durante l&#8217;anno. Come vivete questo sacrificio e cosa significa per voi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI copti cattolici digiunano 40 giorni durante la quaresima pi\u00f9 i 7 giorni della Settima Santa; sette giorni prima della Festa degli Apostoli; 15 giorni prima dell\u2019Assunzione della Vergine Maria; 15 giorni prima del Natale; 3 giorni per il digiuno di Ninive; nonch\u00e9 ogni venerd\u00ec. Digiuniamo senza cibo n\u00e9 bevande da mezzanotte a mezzogiorno. Dopodich\u00e9, consumiamo cibi vegetariani e pesce, ovvero niente carne, latticini o uova. Il digiuno \u00e8 legato a penitenza, incontro con Dio, preparazione spirituale. Le radici del nostro digiuno sono sia bibliche (come Mos\u00e8 e Ges\u00f9) che apostoliche (secondo la Didach\u00e8), nonch\u00e9 legate al monachesimo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 la croce copta ha una forma diversa da quella latina? E cosa rappresenta il tatuaggio della croce che molti fedeli hanno sul polso?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNelle chiese copte, non si trova una croce sopra l\u2019altare perch\u00e9 la liturgia copta si concentra sulla risurrezione. Allora, la croce copta ricca di\u00a0decorazioni geometriche \u00e8 talvolta con\u00a0cerchi o motivi intrecciati. La croce copta non mette l\u2019accento solo sulla sofferenza, ma anche sulla\u00a0vittoria di Cristo. Il tatuaggio della croce sul polso non \u00e8 obbligo, ma \u00e8 un segno forte di fede e un\u00a0\u201csigillo di appartenenza\u201d. Da un altro lato, i copti sono chiamati spesso la \u201cChiesa dei martiri\u201d: il tatuaggio \u00e8 memoria dei martiri, disponibilit\u00e0 al sacrificio e testimonianza pubblica\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Egitto \u00e8 la culla del monachesimo con Sant&#8217;Antonio Abate. Quanto \u00e8 importante ancora oggi la vita dei monaci per i fedeli laici?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAncora oggi \u00e8 estremamente importante. L\u2019Egitto, con figure come\u00a0Sant&#8217;Antonio Abate, non ha solo dato origine al monachesimo: ha creato un modello di vita cristiana che continua a\u00a0nutrire spiritualmente i laici\u00a0fino a oggi. I monasteri copti sono pieni di monaci che rappresentano guide spirituali, modelli di santit\u00e0 e intercessori davanti a Dio\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le vostre icone hanno uno stile molto particolare, stilizzate. C&#8217;\u00e8 un significato teologico dietro questi occhi grandi e volti sereni?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNei primi secoli l&#8217;icona veniva utilizzata a scopo didattico come se fosse un libro teologico, soprattutto in un&#8217;epoca in cui la maggior parte dei fedeli era analfabeta. Nulla nelle icone copte \u00e8 casuale: occhi grandi per vedere Dio; volto sereno significato di\u00a0pace eterna; stile semplice espressione della\u00a0realt\u00e0 trasfigurata. L\u2019icona non mostra solo un santo, ma invita a\u00a0diventare come lui\u201d.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 usate cos\u00ec tanto incenso e i canti sono quasi tutti a cappella o accompagnati solo da piatti e triangolo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cTutto \u00e8 orientato a far entrare il fedele nel mistero di Dio, con semplicit\u00e0 e profondit\u00e0. La liturgia \u00e8 il culmine verso cui tende l\u2019azione della Chiesa. L\u2019incenso rappresenta la\u00a0preghiera che sale a Dio, la\u00a0presenza divina e la\u00a0santificazione dello spazio. \u00c8 molto abbondante perch\u00e9 tutta la liturgia \u00e8 vista come\u00a0partecipazione al culto celeste e si vuole rendere visibile ci\u00f2 che \u00e8 invisibile. L&#8217;intera messa poi viene cantata come espressione dello stato celeste di costante lode a Dio, per manifestare la gioia e l&#8217;allegria della Risurrezione. Gli strumenti usati (come piatti e triangolo) sono semplici, ritmici e non dominanti. Servono a sostenere il canto, dare ritmo comunitario e coinvolgere il popolo. L\u2019assenza di strumenti complessi aiuta ad entrare nella preghiera ed evitare distrazioni\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_72632\" aria-describedby=\"caption-attachment-72632\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-72632\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-01.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"585\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-01.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-01-300x219.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-01-768x562.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-72632\" class=\"wp-caption-text\">Don Johanna<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Cosa rappresenta il velo (l&#8217;iconostasi) che separa l&#8217;altare dal resto dei fedeli?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019iconostasi\u00a0\u00e8 uno degli elementi pi\u00f9 ricchi di significato nella liturgia copta. Non \u00e8 una \u201cbarriera\u201d nel senso negativo, ma un\u00a0segno teologico profondissimo del mistero di Dio. L\u2019iconostasi richiama direttamente il\u00a0velo del Tempio. Non per dire che siamo separati, ma per ricordare che Dio \u00e8\u00a0realmente presente e santo e noi entriamo nel mistero\u00a0con riverenza. \u00c8 una tensione che Dio \u00e8 vicino ma resta\u00a0infinito e misterioso. Il velo non dice: \u201cstai lontano\u201d. Dice piuttosto: \u201cQui c\u2019\u00e8 Dio. Avvicinati, ma con stupore, fede e cuore puro\u201d. L\u2019iconostasi non \u00e8 un muro vuoto ma \u00e8 piena di icone: Cristo, la Vergine, 12 discepoli e dei santi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 nata la sua vocazione e quali sono stati i momenti decisivi che l&#8217;hanno portata a scegliere il sacerdozio?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuando ero bambino, frequentavo sempre la chiesa e quando ho compiuto 18 anni, ho iniziato a fare gli esercizi spirituali ogni anno con i gesuiti. Cos\u00ec ha cominciato a crescere la mia vocazione sacerdotale. Ho studiato ingegneria all\u2019universit\u00e0 per 5 anni. Poi ho fatto i servizi militari obbligatori per un anno come soldato. Dopo ho lavorato a Dubai per quasi due anni come un ingegnere. E durante tutto questo la mia idea di consacrarmi e di diventare prete non mi ha lasciato mai. Finalmente, ho lasciato il mio lavoro per iniziare la mia vita nuova e la formazione sacerdotale nel seminario copto egiziano. Ho fatto due anni di noviziato e due anni di filosofia al Cairo. Poi sono stato scelto dal seminario per ottenere una borsa di studio per 3 anni a Roma e ho frequentato teologia presso la Pontificia Universit\u00e0 Urbaniana. Il mio motto sacerdotale \u00e8 come dice san Giovanni Battista: \u00abLui deve crescere; io, invece, diminuire\u00bb (Gv 3:30)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Padre, com&#8217;\u00e8 l&#8217;esperienza di vivere in un Paese dove i cristiani sono una minoranza e la religione prevalente \u00e8 l&#8217;Islam? Com&#8217;\u00e8 il rapporto quotidiano con le altre fedi?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn realt\u00e0, i nostri rapporti con i musulmani sono ottimi. Non c&#8217;\u00e8 persecuzione. C&#8217;\u00e8 libert\u00e0 religiosa e rispetto reciproco. Il governo si impegna a costruire chiese e il presidente Al Sisi ha ordinato che in ogni nuova citt\u00e0 debbano essere costruite insieme una moschea e una chiesa. Noi sacerdoti possiamo camminare per le strade in sicurezza e senza subire molestie\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padre Zakhary Amir Maher, ospite della Parrocchia di San Michele, svela le specificit\u00e0 della Chiesa Cattolica Copta<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":72633,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[119,939,260],"class_list":["post-72631","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","tag-cervignano","tag-chiesa","tag-parrocchia","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03.jpg",1366,784,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03.jpg",1366,784,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03.jpg",1366,784,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-300x172.jpg",300,172,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-1024x588.jpg",640,368,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03.jpg",1366,784,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03.jpg",1366,784,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-1024x588.jpg",1024,588,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/don-johanna-03-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Padre Zakhary Amir Maher, ospite della Parrocchia di San Michele, svela le specificit\u00e0 della Chiesa Cattolica Copta","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72631","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72631"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72631\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72636,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72631\/revisions\/72636"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}