{"id":72510,"date":"2026-03-23T10:54:50","date_gmt":"2026-03-23T09:54:50","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=72510"},"modified":"2026-03-24T11:26:31","modified_gmt":"2026-03-24T10:26:31","slug":"il-premio-terzani-svela-i-finalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-premio-terzani-svela-i-finalisti\/","title":{"rendered":"Il Premio Terzani svela i finalisti"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UDINE\u00a0\u2013<strong>\u00a0\u00a0Anna Badkhen\u00a0<\/strong>per\u00a0<strong><em>Cronache di un mondo in movimento<\/em>\u00a0<\/strong>(Gramma Feltrinelli),<strong>\u00a0Mohammed El-Kurd\u00a0<\/strong>per<strong>\u00a0<em>Vittime perfette e la politica del gradimento<\/em>\u00a0<\/strong>(Fandango Libri),<strong>\u00a0Mathias Enard\u00a0<\/strong>per\u00a0<strong><em>Disertare<\/em>\u00a0<\/strong>(edizioni e\/o),<strong>\u00a0Alaa Faraj\u00a0<\/strong>per\u00a0<strong><em>Perch\u00e9 ero ragazzo\u00a0<\/em><\/strong>(Sellerio),<strong>\u00a0 Bao Ninh\u00a0<\/strong>per<strong>\u00a0<em>Il dolore della guerra<\/em>\u00a0<\/strong>(Neri Pozza),<strong>\u00a0<\/strong>sono i cinque finalisti della 22\u00aa edizione del<strong> Premio letterario internazionale Tiziano Terzani<\/strong>, riconoscimento istituito e\u00a0promosso dall\u2019associazione culturale vicino\/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani,\u00a0nel segno del giornalista e scrittore fiorentino.<\/p>\n<p>Lo ha annunciato la Giuria, riunitasi nella casa fiorentina della famiglia Terzani. \u00abAnche quest\u2019anno\u00a0\u2013 afferma\u00a0<strong>Angela Terzani<\/strong>\u00a0<strong>Staude<\/strong>\u00a0\u2013\u00a0la giuria ha selezionato cinque volumi finalisti che ci aiutano, ciascuno a suo modo e con la propria originale prospettiva, a meglio comprendere le tragedie collettive e private del nostro tempo, che inquietano i nostri pensieri e turbano la nostra visione del futuro:\u00a0ancora la tragedia della guerra, divampata ora in Medio Oriente; la sistematica violazione di ogni diritto a Gaza e la tacita accettazione del ritiro unilaterale dai trattati internazionali; il consolidarsi di regimi oppressivi che negano libert\u00e0 e diritti elementari; i mutamenti climatici, l\u2019oppressione sociale e i conflitti che sono alla base delle migrazioni che stanno riplasmando il mondo\u00bb.<\/p>\n<p>I\u00a0giurati\u00a0\u2013<strong>\u00a0Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini, Saskia Terzani\u00a0<\/strong>\u2013 si sono ora riservati un supplemento di riflessione prima di passare alla votazione finale.<\/p>\n<p>Il vincitore, o la vincitrice, sar\u00e0 annunciato, o annunciata, a met\u00e0 aprile e<strong>\u00a0sabato 9 maggio\u00a0<\/strong>(ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine) sar\u00e0 l\u2019atteso\/a protagonista della\u00a0<strong>serata-evento per la consegna del riconoscimento<\/strong>,<strong>\u00a0<\/strong>appuntamento centrale della 22\u00aa edizione del\u00a0<strong><em>Festival vicino\/lontano<\/em><\/strong>, in programma\u00a0<strong>a Udine dal 7 al 10 maggio.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>I cinque finalisti<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Anna Badkhen<\/strong>\u00a0\u00e8 nata nel 1975 nell\u2019Unione Sovietica e vive da oltre vent\u2019anni negli Stati Uniti. Scrittrice e giornalista, come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti in Iraq, Afghanistan, Somalia, Israele, Territori palestinesi e Cecenia. Ha pubblicato numerosi volumi e scrive regolarmente sul\u00a0<em>New York Times<\/em>\u00a0e sulle pi\u00f9 prestigiose riviste letterarie. Per i suoi reportage sui civili nelle zone di guerra ha ricevuto premi prestigiosi.\u00a0<strong><em>Cronache di un mondo in movimento<\/em><\/strong>, pubblicato in Italia da Gramma Feltrinelli nella traduzione di Gioia Guerzoni,<strong>\u00a0<\/strong>raccoglie undici reportage di grande forza e qualit\u00e0 letteraria: compongono il ritratto di un\u2019epoca in cui una persona su sette ha lasciato il luogo nel quale \u00e8 nata e in cui il sentimento sempre pi\u00f9 diffuso in ogni angolo del pianeta \u00e8 quello di vivere in un mondo del tutto scardinato, in \u201cuna mappa di lacerazioni\u201d. Le cause dello sconvolgimento presente \u2013 i mutamenti climatici, le guerre, l\u2019oppressione sociale \u2013 sono restituite nella loro cruda e drammatica realt\u00e0, cos\u00ec come i loro devastanti effetti: innanzitutto la perdita di usi e costumi secolari e la loro esile sopravvivenza nella sfera della memoria. Anna Badkhen non descrive soltanto la disperazione e lo straniamento che \u201cil mondo in movimento\u201d di una migrazione epocale senza precedenti produce, ma anche i legami, le inaspettate fratellanze, le nuove comunit\u00e0 che la \u201cmappa delle lacerazioni\u201d ricompone in nome della comune appartenenza al genere umano. Dalla Great Rift Valley in Etiopia, il luogo d\u2019origine dell\u2019umanit\u00e0, dove 160 mila anni fa si verific\u00f2 la prima grande dispersione, alle attuali zone di guerra, dalle metropoli occidentali segnate da violenza e razzismo alle terre devastate dalle catastrofi climatiche e dalle carestie,\u00a0<em>Cronache di un mondo in movimento<\/em>\u00a0mostra come nel mondo nuovo che avanza alle spese del vecchio si possano anche trovare i semi di una ritrovata umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Mohammed El-Kurd\u00a0<\/strong>\u00e8 poeta, scrittore e giornalista. \u00c8 nato nel 1998 a Sheikh Jarrah, un quartiere palestinese di Gerusalemme Est. Nel 2009 i coloni israeliani hanno occupato parte della casa della sua famiglia. El-Kurd ha studiato negli Stati Uniti, dove si \u00e8 laureato in Scrittura, ma \u00e8 rientrato a Gerusalemme Est nel 2021, dove si \u00e8 impegnato a testimoniare il conflitto in corso su numerose testate giornalistiche internazionali, anche televisive, tanto da essere nominato quell\u2019anno da\u00a0<em>Time<\/em>\u00a0tra le 100 persone pi\u00f9 influenti al mondo. Attualmente \u00e8 il primo corrispondente dalla Palestina per\u00a0<em>The Nation<\/em>\u00a0e responsabile della redazione culturale di\u00a0<em>Mondoweiss<\/em>. La sua prima raccolta di poesie,\u00a0<em>Rifqa<\/em>, acclamata dalla critica, \u00e8 uscita in Italia nel 2022 per Fandango Libri, che ha pubblicato anche il saggio\u00a0<strong><em>Vittime perfette e la politica del gradimento<\/em><\/strong>\u00a0(traduzione di Clara Nubile). El-Kurd vi combina magistralmente la sua esperienza personale di palestinese che ha subito l\u2019allontanamento forzato da casa con la storia del suo popolo e i reportage sugli ultimi avvenimenti dell\u2019occupazione di Gaza. La sua riflessione parte dalla convinzione che il potere politico delle immagini diffuse dai media condizioni e modifichi il modo con cui ci relazioniamo con il mondo: le immagini non si limitano a rappresentare, ma decidono anche chi \u00e8 degno di compassione, chi pu\u00f2 parlare, chi pu\u00f2 esistere e resistere. Se per essere ascoltati i palestinesi devono diventare \u201caccettabili\u201d, allora gli strumenti stessi dell\u2019ascolto sono compromessi. Con una prosa coraggiosa e una precisione lirica, Mohammed El-Kurd rifiuta un\u2019esistenza considerata come oggetto di un discorso e mai come soggetto. Invece di chiedere agli oppressi di comportarsi come \u2018vittime perfette\u2019, El-Kurd ribalta lo sguardo e chiede ad amici e nemici di guardare i palestinesi negli occhi, rinunciando sia alla deferenza che alla condanna.<\/p>\n<p><strong>Mathias Enard\u00a0<\/strong>\u00e8 scrittore e traduttore, voce tra le pi\u00f9 significative della nuova letteratura francese. Nato nel 1972, si \u00e8 formato in Storia dell\u2019arte all\u2019\u00c9cole du Louvre e ha studiato arabo e persiano. Dopo lunghi soggiorni in Medio Oriente, nel 2000 si stabilisce a Barcellona. All\u2019attivit\u00e0 di professore di lingua araba all\u2019Universit\u00e0 autonoma di Barcellona affianca quella di traduttore. Dopo l\u2019esordio con\u00a0<em>La perfection du<\/em>\u00a0<em>tir<\/em>\u00a0(2003), in cui ha dato voce al punto di vista soggettivo di un cecchino\u00a0in un paese in guerra, ha raggiunto notoriet\u00e0 mondiale con\u00a0<em>Zone<\/em>\u00a0(2008; trad. it. 2011). Fra le sue opere,\u00a0<em>Bussola\u00a0<\/em>(E\/O 2016) ha vinto il premio Goncourt e il Premio Von Rezzori.\u00a0<strong><em>Disertare<\/em><\/strong>, pubblicato in Italia da edizioni e\/o (traduzione di Yasmina Melaouah) e finalista anche del Booker Prize 2026, \u00e8 un testo di potente intensit\u00e0 narrativa. Come lo stesso autore ha spiegato pubblicamente, l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e il ritorno improvviso della guerra nel nostro orizzonte lo hanno spinto a modificare il romanzo che stava scrivendo in quel momento. La biografia di un geniale e mai esistito matematico tedesco, Paul Heudeber &#8211; sopravvissuto a Buchenwald, antifascista rimasto fedele alla DDR anche dopo e nonostante il crollo dell\u2019utopia comunista -, che viene celebrato\u00a0nei dintorni di Berlino l\u201911 settembre 2001 in un convegno che si svolge a bordo di una piccola nave da crociera, si intreccia cos\u00ec con la storia di un disertore, che in una non ben precisata regione montuosa del Mediterraneo fugge dalla guerra ma non riesce a disfarsene completamente: un anonimo soldato in fuga da un conflitto indeterminato, ma forse anche dai ricordi delle violenze di cui \u00e8 stato autore. Dalla tensione tra queste due storie \u2013 un romanzo innestato dentro un altro romanzo &#8211; emerge tutto ci\u00f2 che \u00e8 in gioco tra impegno e tradimento, fedelt\u00e0 e lucidit\u00e0, speranza e sopravvivenza.<\/p>\n<p><strong>Alaa Faraj<\/strong>\u00a0\u00e8 nato a Bengasi, in Libia, nel 1995. Nell\u2019agosto del 2015 aveva vent\u2019anni. Era uno studente di ingegneria, una promessa del calcio. Alle spalle aveva una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l\u2019Italia, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, per\u00f2, era impossibile. L\u2019unica strada fu allora salire a bordo di un barcone insieme a tre amici, anche loro calciatori. Durante quella disperata traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa Faraj,\u00a0dopo una frettolosa indagine, \u00e8 stato condannato a 30 anni di carcere. Lo scorso dicembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, uno sconto di pena di undici anni e quattro mesi. Alaa Faraj continua ad affermare la sua innocenza. Ha scritto\u00a0<strong><em>Perch\u00e9 ero ragazzo<\/em><\/strong>\u00a0\u2013 pubblicato da Sellerio &#8211; in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in uno stile fatto di dignit\u00e0 e stupore, a volte ironico. Un\u2019autobiografia scritta a mano, in stampatello, su fogli rimediati in qualche modo e poi inviati, lettera dopo lettera, ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto, conosciuta in carcere durante un laboratorio e diventata la voce e il volto della battaglia di Alaa per la giustizia e la verit\u00e0.\u00a0<em>Perch\u00e9 ero ragazzo<\/em>\u00a0racconta un viaggio fatto di speranze e pericoli, l\u2019indecenza delle morti per mare, l\u2019arresto, la condanna, i primi dieci anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo prima sbigottito, poi sempre pi\u00f9 consapevole, mantenendo sempre una paradossale fiducia nello Stato. Racconta la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicit\u00e0 di certi incontri, la necessit\u00e0 di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato.<\/p>\n<p><strong>B\u1ea3o Ninh<\/strong>\u00a0\u00e8 uno scrittore che ha vissuto la guerra sulla propria pelle. Nato nel 1952 e arruolatosi nell\u2019Esercito Popolare del Vietnam del Nord, a diciassette anni part\u00ec per il fonte con altri 500 soldati. Tornarono in dieci.\u00a0Questa esperienza traumatica \u00e8 diventata il nucleo del suo romanzo,\u00a0<strong><em>Il dolore della guerra<\/em><\/strong>, scritto solo molti anni dopo la fine del conflitto.\u00a0Apparso per la prima volta nel 1994 in traduzione inglese, bandito in patria per la sua visione antieroica, \u00e8 stato salutato dalla critica internazionale come il\u00a0<em>Niente di nuovo sul fronte occidentale\u00a0<\/em>del Vietnam. Circolato nel suo paese clandestinamente e solo dopo il 2006 in modo ufficiale, \u00e8 a oggi il libro pi\u00f9 venduto della letteratura vietnamita. In Italia \u00e8 uscito solo nel 2025 con Neri Pozza, nella traduzione di Carlo Prosperi, per il cinquantesimo anniversario della fine della guerra del Vietnam.\u00a0Il protagonista \u00e8 Kien, un ex soldato nordvietnamita sopravvissuto alla guerra. Come l\u2019autore, ha combattuto nella Brigata Giovent\u00f9 d\u2019Assalto 27. Nel dopoguerra lavora in una squadra che recupera i corpi dei caduti in quella che ormai chiamano la Giungla delle Anime Urlanti, dove sette anni prima il napalm americano ha annientato il suo battaglione di 500 soldati, facendo di lui uno dei dieci sopravvissuti. La Storia dice che hanno vinto, ma assolvendo il suo macabro compito, Kien non si sente vincitore, sente solo le voci delle anime perdute. Sui corpi che raccoglie trova solo la violenza \u2013 testimoniata, subita, inflitta \u2013 che guasta tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano, in modo definitivo e irreparabile. L\u2019esercito nemico dei ricordi lo assale a ondate, lo riporta agli orrori delle tante battaglie ma anche ai giorni dell\u2019innocenza, all\u2019amore per la sua Phuong quando ancora era possibile. Forse per questo Kien \u00e8 stato risparmiato: per raccontare che cosa rimane dopo che i fucili tacciono, dopo che non serve pi\u00f9 uccidere per non essere uccisi. Per raccontare il dolore della guerra, a s\u00e9 stesso, a chi verr\u00e0 dopo, a chiunque voglia ascoltare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque autori per cinque titoli che evocano l\u2019attualit\u00e0 del nostro tempo: entro met\u00e0 aprile la scelta del vincitore<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72511,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-72510","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026.jpg",1366,803,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026.jpg",1366,803,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026.jpg",1366,803,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-300x176.jpg",300,176,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-1024x602.jpg",640,376,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026.jpg",1366,803,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026.jpg",1366,803,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-1024x602.jpg",1024,602,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/premio-terzani-2026-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Cinque autori per cinque titoli che evocano l\u2019attualit\u00e0 del nostro tempo: entro met\u00e0 aprile la scelta del vincitore","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72510"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72510\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72512,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72510\/revisions\/72512"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}