{"id":72457,"date":"2026-03-20T13:08:12","date_gmt":"2026-03-20T12:08:12","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=72457"},"modified":"2026-03-21T10:39:45","modified_gmt":"2026-03-21T09:39:45","slug":"ecosistemi-costieri-droni-e-ai-per-monitorarli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/ecosistemi-costieri-droni-e-ai-per-monitorarli\/","title":{"rendered":"Ecosistemi costieri: droni e AI per monitorarli"},"content":{"rendered":"<h6>Le strumentazioni del progetto Nauta<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UDINE \u2013 Monitorare lo stato di salute degli ecosistemi costieri adriatici, minacciati dai cambiamenti globali, per contribuire a strategie di mitigazione degli impatti con metodi non invasivi grazie all\u2019utilizzo di droni, sensori e dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Esplorare i siti archeologici in ambienti lagunari e marini di basso fondale, come la costa e la laguna di Grado, con piattaforme aeree e sistemi robotici per realizzare mappe visuali, aeree e subacquee, e acustiche a elevata precisione.<\/p>\n<p>Sono i due progetti dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, rispettivamente <em>A-Mare<\/em> e <em>Nauta<\/em>, presentati oggi durante il convegno \u201c<em>Conoscenza e futuro dei bassi fondali<\/em>\u201d nel capoluogo friulano.<\/p>\n<p>Una giornata di studi sui bassi fondali, soprattutto a ricerche sulle loro peculiarit\u00e0 ambientali e archeologiche, alla loro gestione, tutela e valorizzazione e alle potenzialit\u00e0 future. A organizzarla sono stati l\u2019Ateneo, la Marina militare e l\u2019associazione Futuri probabili.<\/p>\n<p>A portare i saluti di apertura sono stati: il rettore, <strong>Angelo Montanari<\/strong>; il sindaco di Udine, <strong>Alberto Felice De Toni<\/strong>, e la soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, <strong>Paola Ventura<\/strong>. Hanno introdotto i lavori i presidenti dell\u2019Associazione Futuri probabili, <strong>Luciano Violante<\/strong>, e della Fondazione Polo nazionale della subacquea, <strong>Roberta Pinotti<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto <em>Nauta<\/em> \u00e8 stato illustrato dai coordinatori scientifici dell\u2019evento, <strong>Massimo Capulli<\/strong> e <strong>Gian Luca Foresti<\/strong>, docenti dei dipartimenti, rispettivamente, di Studi umanistici e del patrimonio culturale e di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. <em>A-Mare<\/em> dai docenti <strong>Francesco Boscutti<\/strong> e <strong>Francesco Trevisan<\/strong>, dei dipartimenti, rispettivamente, di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, e Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<h3><strong>A-Mare <\/strong><\/h3>\n<p>Obiettivo del progetto <em>\u201cAutonoumus \u2013 Monitoring, analysis, resilence\u201d (A-Mare)<\/em> \u00e8 mappare le acque costiere adriatiche poco profonde. In particolare, lo stato della vegetazione e il monitoraggio dell\u2019invasione biologica, della biodiversit\u00e0 e delle dinamiche geomorfologiche.<\/p>\n<p>Acquisisce dati e bioindicatori per valutare la qualit\u00e0 dell\u2019acqua e la biodiversit\u00e0 per arrivare a comprendere l\u2019evoluzione dell&#8217;ecosistema nel tempo. Utilizza droni aerei, marini e subacquei con l\u2019appoggio di Uniud Sailing Lab, la barca a vela laboratorio dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, e del laboratorio AeroUd di tecnologie aeree.<\/p>\n<p>Il natante \u00e8 dotato di strumenti sviluppati per l\u2019acquisizione e l\u2019analisi dei dati di superficie, di acqua e di aria.<\/p>\n<p>Queste attivit\u00e0 sono potenziate dal supporto dell\u2019intelligenza artificiale per: l\u2019elaborazione automatizzata dei dati, il riconoscimento di \u201ccostanti\u201d ecologiche, la classificazione degli habitat e la previsione delle dinamiche ambientali. Tutti i metodi non sono invasivi, consentono un monitoraggio continuo nel tempo e l\u2019integrazione con sistemi di osservazione su larga scala.<\/p>\n<p>Permettono cos\u00ec di ottenere una visione dettagliata dello stato di salute di ambienti fragili e complessi, come le lagune, individuando aree di sofferenza ambientale legate, ad esempio, all\u2019innalzamento del livello medio del mare dovuto ai cambiamenti climatici. E anche nelle acque costiere poco profonde (lagune) e nelle zone di transizione tra terra e mare, come barene e canneti dei delta fluviali, ambienti difficili da monitorare con metodi tradizionali.<\/p>\n<p>Il gruppo di ricerca di <em>A-Mare<\/em> \u00e8 costituito da: <strong>Antonio Affanni<\/strong>, <strong>Luca Casarsa<\/strong>, <strong>Andrea e Francesco Trevisan<\/strong> del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura; da <strong>Ivan Scagnetto<\/strong> del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche; <strong>Francesco Boscutti<\/strong> del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali.<\/p>\n<h3><strong>Nauta<\/strong><\/h3>\n<p>Il progetto <em>\u201cNew air-underwater technologies for archaeology\u201d (Nauta)<\/em> \u00e8 stato sperimentato nelle ricerche condotte a Grado \u2013 in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia \u2013, in particolare sul sito lagunare di Marina di Macia.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019impiego congiunto di un drone aereo e di un operatore subacqueo sono stati importati entrambi i rilievi, georeferiti e perfettamente sovrapponibili. Questo ha reso possibile integrare in un\u2019unica piattaforma informatica dati acquisiti in fasi e con metodologie differenti.<\/p>\n<p>Lo stesso metodo \u00e8 stato applicato al sito delle Piere di San Gottardo, a circa 350 metri dalla costa con l\u2019aggiunta di un terzo tipo di rilievo, quello acustico. In questo modo \u00e8 stato possibile integrare mappe visuali (aeree e subacquee) a quelle acustiche ad elevata precisione. Il progetto si basa principalmente sull\u2019attivit\u00e0 e sulla strumentazione di due laboratori dell\u2019Ateneo friulano.<\/p>\n<p>Quello di Sistemi autonomi del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche. E quello di Archeologia subacquea del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. Per le aree archeologiche pi\u00f9 profonde i due dipartimenti stanno lavorando allo sviluppo di droni multirotore con fotocamere termiche e multispettrali che consentono rilievi fino a 120 metri dal suolo su vaste aree. Questo per individuare configurazioni ricorrenti sotto la superficie dell\u2019acqua, quindi potenzialmente di origine umana. Sono inoltre utilizzati sistemi robotici filoguidati dotati di strumentazione sonar.<\/p>\n<h3><strong>I bassi fondali<\/strong><\/h3>\n<p>Per bassi fondali si intendono quelle aree in cui la profondit\u00e0 dell\u2019acqua varia, a seconda del contesto, da pochi centimetri fino a circa 10 metri. Una condizione che caratterizza ampi tratti delle coste italiane, in particolare buona parte di quelle del Friuli Venezia Giulia, e tutti i sistemi lagunari.<\/p>\n<p>Questi ambienti rientrano tra i pi\u00f9 fragili dal punto di vista ecologico. I cambiamenti climatici vi producono effetti particolarmente intensi poich\u00e9 si tratta di ecosistemi esposti, dinamici e sensibili alle variazioni di temperatura, salinit\u00e0, qualit\u00e0 dell\u2019acqua e, soprattutto, del livello del mare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Minacciati dai cambiamenti globali, nuovi metodi non invasivi per contribuire a strategie di mitigazione degli impatti<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72458,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[66,1584,98,101,206],"class_list":["post-72457","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","tag-ambiente","tag-innovazione","tag-ricerca","tag-udine","tag-uniud","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta.jpg",1366,768,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta.jpg",1366,768,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta.jpg",1366,768,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-300x169.jpg",300,169,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-1024x576.jpg",640,360,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta.jpg",1366,768,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta.jpg",1366,768,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-1024x576.jpg",1024,576,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/progetto-Nauta-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Minacciati dai cambiamenti globali, nuovi metodi non invasivi per contribuire a strategie di mitigazione degli impatti","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72457","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72457"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72457\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72460,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72457\/revisions\/72460"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72457"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72457"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72457"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}