{"id":72400,"date":"2026-03-18T15:24:27","date_gmt":"2026-03-18T14:24:27","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=72400"},"modified":"2026-03-18T15:28:11","modified_gmt":"2026-03-18T14:28:11","slug":"la-sinagoga-di-gorizia-apre-la-domenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-sinagoga-di-gorizia-apre-la-domenica\/","title":{"rendered":"La Sinagoga di Gorizia apre la domenica"},"content":{"rendered":"<h6>L&#8217;interno della Sinagoga di Gorizia<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>GORIZIA \u2013 Nuovo orario di apertura al pubblico per la <strong>Sinagoga di Gorizia<\/strong>, la pi\u00f9 antica del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>Il tempio di via Ascoli \u00e8 aperto la <strong>domenica e nei giorni festivi dalle 10 alle 18<\/strong>, sempre con ingresso gratuito.<\/p>\n<p>Per chi desidera visitarlo, approfittandone per ammirare anche la <strong>Saletta Michelstaedter<\/strong>, possono essere concordate anche in altre giornate aperture per gruppi di almeno cinque persone: per le prenotazioni chiamare il numero dedicato\u00a00481 383750 da\u00a0luned\u00ec a venerd\u00ec dalle 10 alle 12.<\/p>\n<p>Su incarico del Comune, a gestire il servizio di accoglienza sar\u00e0 la cooperativa goriziana <strong><em>Musaeus<\/em><\/strong>.<\/p>\n<h3><strong>La storia della Sinagoga<\/strong><\/h3>\n<p>Gorizia ha avuto storicamente accertata la presenza di una comunit\u00e0 ebraica fin dal XIII secolo. Il primo insediamento cittadino \u00e8 testimoniato nella \u201cterra di sotto\u201d ai piedi del Colle del Castello, nel vicolo che a tutt\u2019oggi conserva l\u2019antico toponimo di Cocevia.<\/p>\n<p>Della fine del XVII secolo poi, per volont\u00e0 dell\u2019Imperatore Leopoldo I, fu istituito il Ghetto di Gorizia dove gli ebrei praticavano le loro attivit\u00e0 commerciali, bancarie e manifatturiere legate alla lavorazione della seta. In questo contesto, nel corso dei secoli, molti studiosi e letterati ebrei si guadagnarono ampia fama tanto da far conoscere Gorizia come la \u201cpiccola Gerusalemme sull\u2019Isonzo\u201d.<\/p>\n<p>Pur non essendo mai una comunit\u00e0 molto numerosa, quella ebraica fu per la storia della citt\u00e0 una presenza importante nell\u2019ambito della borghesia cittadina sotto il dominio asburgico quasi totalmente irredentista: molti i protagonisti della Comunit\u00e0 che aderirono all\u2019idea nazionale italiana almeno fino al 1938. ovvero fino all\u2019emanazione delle leggi razziali.<\/p>\n<p>Con l\u2019occupazione nazista, il 23 novembre 1943, tutti gli ebrei rimasti in citt\u00e0 furono deportati ad Auschwitz e pochissimi fecero ritorno. Nel 1969 la decimata Comunit\u00e0 goriziana si un\u00ec a quella di Trieste. Costruita nel 1756, la Sinagoga fu utilizzata dalla Comunit\u00e0 ebraica di Gorizia fino a quell\u2019anno.<\/p>\n<p>Nel 1978 la Comunit\u00e0 di Trieste don\u00f2 l&#8217;edificio in abbandono al Comune, perch\u00e9 lo restaurasse e lo destinasse ad attivit\u00e0 culturali riguardanti l\u2019ebraismo: dopo una serie di importanti lavori di restauro la riapertura del Tempio avvenne nel 1984. Attualmente il Tempio non \u00e8 adibito al culto.<\/p>\n<p>La Sinagoga, di rito askenazita, fu costruita nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo: nel 1894, a fronte dell\u2019abbattimento di alcune case del Ghetto, fu realizzato il cortile d\u2019accesso preceduto dal portone coronato da un frontone che si affaccia tutt\u2019oggi sulla via Ascoli. Entrando una lapide ricorda gli ebrei deportati nel \u201943 e accanto si pu\u00f2 ammirare una scultura dedicata di Simon Benetton.<\/p>\n<p>Il Tempio conserva la profonda suggestione di un luogo fuori dal tempo visto che poche modifiche sono intervenute dal Settecento: l\u2019ampia sala \u00e8 sovrastata da un sontuoso matroneo ligneo a balconata e, grazie ad ampie finestre e due splendidi lampadari in ferro battuto, la Sinagoga \u00e8 particolarmente luminosa.<\/p>\n<p>A lato troviamo i banchi lignei dei fedeli e sulla parete di fondo il tabernacolo costituito da quattro colonne tortili in marmo scuro \u00e8 protetto da una balausta in ferro battuto e dorato: all\u2019interno veniva posto il rotolo delle Sacre Scritture ovvero la <em>Torah<\/em> mentre sul lato opposto una pedana rialzata per chi legge le Scritture durante i riti.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019edificio il giardino \u00e8 intitolato a Bruno Faber, il neonato goriziano deportato nel \u201943 ad Auschwitz, da cui non fece ritorno.<\/p>\n<h3><strong>La Saletta Michelstaedter<\/strong><\/h3>\n<p>La Saletta dedicata al filosofo Carlo Michelstaedter (Gorizia 1887-1910) \u00e8 stata pensata e realizzata dal Comune di Gorizia, nell\u2019ambito di attivit\u00e0 di valorizzazione e arricchimento delle collezioni del complesso architettonico-museale della Sinagoga e della storia dell\u2019ebraismo nel Goriziano, come sezione del pi\u00f9 articolato allestimento \u201cGerusalemme sull\u2019Isonzo\u201d, in un percorso teso alla celebrazione del Millenario della citt\u00e0 festeggiato nel 2001.<\/p>\n<p>Da novembre 2025 \u00e8 stata ripresentata al pubblico una scelta delle opere pittoriche pi\u00f9 significative facenti parte del Fondo Michelstaedter, costituito con la donazione della sorella Paula alla Biblioteca Civica di Gorizia di disegni, dipinti, quadri, manoscritti, pubblicazioni.<\/p>\n<p>Dopo la mostra \u201c<em>L&#8217;Immagine irraggiungibile. Dipinti e disegni di Carlo Michelstaedter<\/em>\u201d, allestita in Castello nel 1992 (quando era assessore alla Cultura l&#8217;attuale sindaco Ziberna), l\u2019opera pittorica di Carlo Michelstaedter \u00e8 stata studiata e catalogata da Antonella Gallarotti dandone il dovuto rilievo.<\/p>\n<p>L\u2019opera grafica ha lo stesso pregio dell\u2019alto pensiero filosofico dell&#8217;intellettuale goriziano morto suicida nel 1910, diventato famoso, anche grazie ai primi studi a lui dedicati dal saggista Sergio Campailla (fondamentale la sua monografia \u201c<em>A ferri corti con la vita<\/em>\u201d).<\/p>\n<p>Con gli stessi orari di apertura al pubblico della Sinagoga si possono ammirare l\u2019\u201c<em>Autoritratto su fondo fiamma<\/em>\u201d di Michelstaedter, alcuni preziosi ritratti dedicati ai suoi cari, le sue caricature cos\u00ec incisive, i disegni impreziositi dai suoi appunti, i paesaggi dei luoghi amati e frequentati nelle sue passeggiate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visite gratuite anche nei giorni festivi con orario continuato. 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