{"id":72241,"date":"2026-03-12T16:38:16","date_gmt":"2026-03-12T15:38:16","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=72241"},"modified":"2026-03-13T16:18:40","modified_gmt":"2026-03-13T15:18:40","slug":"gli-scrigni-del-fvg-si-aprono-al-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gli-scrigni-del-fvg-si-aprono-al-pubblico\/","title":{"rendered":"Gli scrigni del FVG si aprono al pubblico"},"content":{"rendered":"<h6>Villa Codelli a Mossa<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sabato 21 <\/strong>e<strong> domenica 22 marzo 2026<\/strong> tornano per la <strong>34\u00aa edizione<\/strong> le \u201c<strong>Giornate FAI di Primavera\u201d<\/strong>, il pi\u00f9 grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell\u2019Italia, promosso dal<strong> FAI &#8211; Fondo per l\u2019Ambiente Italiano ETS<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>In Friuli Venezia Giulia <\/strong>sono coinvolti<strong> 8 Comuni <\/strong>per far scoprire<strong> 18 aperture peculiari <\/strong>per caratteristiche storiche, artistiche, culturali e naturali, solitamente non accessibili o poco conosciute.<\/p>\n<h3>Ecco tutte le aperture regionali<\/h3>\n<p>La <strong>DELEGAZIONE FAI DI TRIESTE<\/strong> porta i visitatori alla scoperta di tre luoghi di <strong>Trieste<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <strong>Palazzo del Governo di Trieste<\/strong> \u00e8 l&#8217;ultimo, in ordine di tempo, ad essere stato realizzato nella Piazza dell\u2019Unit\u00e0 d&#8217;Italia e oggi ospita gli uffici della Prefettura, l&#8217;abitazione del Prefetto e diverse stanze per gli ospiti. L\u2019edificio originariamente veniva chiamato Palazzo della Luogotenenza ed \u00e8 stato realizzato tra il 1901 ed il 1905 su progetto dell&#8217;architetto viennese Emil Artmann.\u00c8 normalmente chiuso al pubblico, ma grazie alla disponibilit\u00e0 del Prefetto dott. Giuseppe Petronzi si potranno visitare i <strong>saloni di rappresentanza<\/strong> da dove \u00e8 possibile accedere alla loggia che d\u00e0 su Piazza dell&#8217;Unit\u00e0, alla grande sala da ballo e allo studio del Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p><em>Orari di visita: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Visite in lingua inglese sabato alle 11.30 senza prenotazione. Visite in lingua slovena domenica alle ore 11 senza prenotazione. <\/em><em>Visite a cura della Delegazione FAI e del Gruppo FAI Giovani di Trieste.<\/em><\/p>\n<p><strong>Palazzo Vivante <\/strong>verr\u00e0 aperto eccezionalmente al pubblico grazie all\u2019Opera Figli del Popolo. Raffinata testimonianza dell\u2019evoluzione urbanistica e culturale della citt\u00e0 tra Settecento e Novecento, situato nel cuore del borgo giuseppino, il palazzo rappresenta un esempio significativo dell\u2019architettura residenziale ottocentesca legata alla vocazione commerciale e cosmopolita di Trieste. Sar\u00e0 possibile scoprire gli ambienti novecenteschi sopravvissuti ai bombardamenti del 1945, solitamente non accessibili, e ammirare il ciclo pittorico attribuito al maestro viennese Alois Hans Schram, artista attivo anche presso il Palazzo di Giustizia di Salisburgo e il Parlamento di Vienna.<\/p>\n<p><em>Orari di visita: sabato 21 dalle 10 alle 18 e domenica 22 marzo dalle 14 alle 18. Visite in lingua inglese sabato alle 14 senza prenotazione. Visite in lingua slovena domenica alle ore 14 senza prenotazione. Visite a cura di Apprendisti Ciceroni\u00ae degli istituti Liceo &#8220;F. Petrarca&#8221; e del Liceo \u201cG. Galilei\u201d.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_72242\" aria-describedby=\"caption-attachment-72242\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-72242\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"563\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer-300x169.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/chiesa-di-san-nicolo-FILEminimizer-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-72242\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di San Nicol\u00f2 a Trieste<\/figcaption><\/figure>\n<p>Solo gli iscritti FAI avranno la possibilit\u00e0 di scoprire la Chiesa greco-ortodossa della SS. Trinit\u00e0 e San Nicol\u00f2, nota come <strong>Chiesa di San Nicol\u00f2 dei Greci<\/strong>, uno dei luoghi pi\u00f9 rappresentativi della presenza greca in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sorta per volont\u00e0 della comunit\u00e0 greco-orientale insediatasi a Trieste dopo la proclamazione del Porto Franco, la chiesa testimonia il ruolo centrale svolto dai commercianti e dai marittimi ellenici nello sviluppo economico e culturale cittadino, anche grazie alle concessioni di Maria Teresa d&#8217;Austria. Completata alla fine del Settecento e successivamente impreziosita dalla facciata neoclassica progettata da Matteo Pertsch, la chiesa colpisce per l\u2019armonia degli spazi interni e per la straordinaria iconostasi argentata che custodisce le icone sacre, cuore simbolico e liturgico dell\u2019edificio. Le visite offriranno un\u2019occasione unica per approfondire la storia e l\u2019identit\u00e0 multiculturale di Trieste attraverso uno dei suoi monumenti pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<p><em>Orari di visita: solo sabato 21 alle ore <\/em><em>10, 11, 12 e alle ore 15, 16 e 17. Visite, a cura del Presidente della Comunit\u00e0 Greco Orientale di Trieste Antonio Sofianopulo. Prenotazione obbligatoria al link <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/bit.ly\/gfp_chiesagrecoortodossa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/bit.ly\/gfp_chiesagrecoortodossa<\/a><\/span><\/em><\/p>\n<p>La <strong>DELEGAZIONE FAI DI GORIZIA<\/strong> porta alla scoperta della cittadina di <strong>Mossa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Villa Codelli<\/strong> si trova sul colle della Vallisella di Mossa, all\u2019interno di un ampio parco terrazzato, sul limitare dei\u00a0 resti dell\u2019antico castello di epoca medievale. Il complesso, edificato sul finire del 1500 dal carinziano Giovanni Cobenzl, feudatario di Mossa, include la villa padronale, una cappella e un <em>folatoio<\/em>. Nel Settecento il barone Agostino Codelli di Fahnenfeld (che ebbe un ruolo di rilevanza nelle vicende che condussero all&#8217;istituzione della prima Diocesi di Gorizia) acquist\u00f2 e ampli\u00f2 la propriet\u00e0. Si potr\u00e0 accedere alle stanze del pianterreno della villa e alla chiesa, normalmente non aperte al pubblico, e ci sar\u00e0 l&#8217;occasione per passeggiare nel parco che circonda la villa e ascoltare la storia antica di Mossa e del complesso della villa, cos\u00ec come le vicende delle famiglie Cobenzl e Codelli. Inoltre sar\u00e0 possibile visitare le mostre allestite per l\u2019occasione nel <em>folador<\/em>.<br \/>\n<em>Orari di visita: <\/em><em>sabato 21 marzo dalle ore 15 alle ore 17.30 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 14 alle 17.30. Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni\u00ae dell&#8217;ISIS &#8220;Brignoli-Einaudi-Marconi&#8221; &#8211; Sezione Agraria di Gradisca d&#8217;Isonzo; volontari narratori della Delegazione.<\/em><\/p>\n<p>La <strong>Scuola dell\u2019infanzia \u201cC. Collodi\u201d<\/strong> ospita la mostra \u201cTino Piazza una vita tra immagini e opere\u201d che, attraverso testimonianze fotografiche, scritti ed oggetti, offre la possibilit\u00e0 di venire in contatto con l&#8217;esperienza e la vita di questo artista che ha sperimentato diverse tecniche e linguaggi espressivi. La sua ricerca costante gli ha consentito di raggiungere sia una produzione artistica molto variegata sia una competenza raffinata ed allo stesso tempo aperta nell&#8217;insegnamento.<\/p>\n<p>La vita e l\u2019arte di Tino Piazza saranno raccontate al pubblico da relatori d\u2019eccezione di \u201cGradisc\u2019Arte\u201d, che lo hanno conosciuto o lo hanno avuto come insegnante. Si potr\u00e0 ammirare il graffito che l\u2019artista ha realizzato per la scuola: un\u2019opera di dimensioni ragguardevoli (300&#215;550 cm) su sfondo blu cobalto e tasselli colorati, in un paesaggio narrativo popolato dai personaggi delle fiabe pi\u00f9 popolari come Pinocchio, Il Gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, La bella addormentata.<\/p>\n<p><em>Orari d<\/em><em>i visita: sabato 21 marzo dalle ore 14 alle ore 17 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 14 alle 17. Visite a cura di volontari narratori della Delegazione e associazione &#8220;Gradisc&#8217;Arte&#8221; di Gradisca d&#8217;Isonzo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Conferenza \u201cL\u2019arte sacra a Mossa\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Venerd\u00ec 20 marzo alle ore 18.30, presso la Sala del Centro Civico di Mossa, lo storico Giulio Tavian con l\u2019ausilio di alcune immagini inedite illustrer\u00e0 opere passate e presenti nelle chiese del Comune di Mossa. Il relatore ha pubblicato numerose monografie, saggi e articoli che sono il frutto di studio e ricerche nell&#8217;ambito dell&#8217;arte sacra regionale. La partecipazione alla conferenza \u00e8 libera fino a esaurimento posti. Prenotazione consigliata scrivendo all&#8217;indirizzo email di Delegazione.<\/p>\n<p>I volontari della <strong>DELEGAZIONE FAI DI UDINE<\/strong> propongono quattro visite a <strong>Udine<\/strong>, una in <strong>Carnia <\/strong>e una a <strong>Torviscosa<\/strong>, quest\u2019anno supportati dal neonato Gruppo Giovani FAI di Udine.<\/p>\n<p><strong>Palazzo Antonini Stringher<\/strong>, sede della <strong>Fondazione Friuli<\/strong>, si trova nel cuore della citt\u00e0. Le origini risalgono al tardo XVI secolo, ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, quando l&#8217;edificio costituiva un ampliamento della vicina residenza della famiglia Antonini, progettata dall\u2019architetto Andrea Palladio. Dopo diverse ristrutturazioni e adattamenti, nel 1899 l&#8217;istituto di credito, che sarebbe diventato la Banca centrale del Regno d&#8217;Italia, ha acquisito l&#8217;intero complesso, e dal 1923 ha attuato una serie di trasformazioni interne, adibendo parte degli spazi anche ad alloggio del direttore. Nel febbraio del 2007 l&#8217;intero complesso edilizio della Banca d&#8217;Italia venne dichiarato di interesse culturale, ma appena due anni dopo l\u2019immobile venne messo in vendita. Nel 2018 ne fu autorizzata la cessione al professor Attilio Maseri, che\u00a0 lo volle donare all&#8217;Universit\u00e0 di Udine. Questa acquis\u00ec l&#8217;edificio nel settembre 2020, cedendolo &#8211; prima in comodato e poi in propriet\u00e0 &#8211; alla Fondazione Friuli, che gi\u00e0 nel 2006 aveva acquisito le oltre 600 opere d\u2019arte del patrimonio della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e a cui si sono aggiunte nel tempo altre opere giunte attraverso donazioni o frutto di acquisti mirati sul mercato privato. Tra gli artisti presenti nella collezione si possono citare Pomponio Amalteo, Nicola Grassi e Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, Afro e Mirko Basaldella, Giuseppe Zigaina.<\/p>\n<p><em>Orari di visita<\/em><em>:<\/em> <em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze circa ogni 20 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni\u00ae del Liceo Classico Statale \u201cJacopo Stellini\u201d e del Liceo Artistico \u201cGiovanni Sello\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;apertura di <strong>Palazzo Antonini Maseri<\/strong>, sede del <strong>Rettorato dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine<\/strong>, \u00e8 riservata agli iscritti FAI. Sorto nel centro storico di Udine su progetto di Andrea Palladio per Floriano Antonini, i lavori iniziarono nel 1556 e proseguirono per anni. Nel tempo la struttura e la distribuzione interna subirono modifiche tra Sei e Settecento, adattando spazi e decorazioni alle esigenze dei proprietari e allo stile del periodo. Nel XIX-XX secolo fu sede della Banca d&#8217;Italia, con adeguamenti funzionali, mentre nel 2018 l&#8217;edificio e il parco vennero acquisiti e donati all&#8217;Universit\u00e0 di Udine, offrendo un nuovo ruolo culturale. L&#8217;edificio presenta una facciata sobria e compatta, intonacata, scandita da finestre regolari e da un portale centrale che introduce a un impianto organizzato attorno a un atrio tetrastilo, che distribuisce gli ambienti laterali e conduce allo scalone e al salone principale, fulcro della rappresentanza nobiliare. Gli spazi interni sono caratterizzati da proporzioni armoniche, rapporti modulari e da un rigoroso ordine architettonico. Il prospetto sul giardino dialoga con il parco retrostante, integrando architettura e paesaggio. Nel tempo l&#8217;edificio ha subito modifiche e adattamenti, ma conserva l&#8217;impianto palladiano, riconoscibile nella chiarezza distributiva e nell&#8217;equilibrio tra funzione e decoro.<\/p>\n<p><em>Orari di visita<\/em>: <em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura del Gruppo FAI Giovani Udine e degli studenti della Scuola Superiore e dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Udine. Prenotazione obbligatoria al link: <\/em><em><a href=\"https:\/\/faiprenotazioni.fondoambiente.it\/evento\/palazzo-antonini-maseri-60214\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/faiprenotazioni.fondoambiente.it\/evento\/palazzo-antonini-maseri-60214<\/a><\/em><\/p>\n<p>La <strong>Prefettura di Udine<\/strong>, ex Ospedale Militare, si trova in borgo Pracchiuso. Sar\u00e0 possibile ripercorrere la storia dell&#8217;ex complesso monastico e militare fino alle attuali fasi di restauro che hanno riportato alla citt\u00e0 di Udine un importante brano della sua storia architettonica ed urbanistica. Le carte custodite nel convento dei padri Serviti, intitolato alla Beata Vergine delle Grazie, raccontano la storia di un borgo, le vicende di una piccola comunit\u00e0 al tempo stesso compresa ed esclusa da un organismo pi\u00f9 grande: la citt\u00e0 di Udine. Il complesso architettonico fu costruito nella seconda met\u00e0 del Seicento per ospitare il Terzo Ordine Femminile dei Servi di Maria. Nel 1689 le Terziarie Servite &#8211; anche dette monache della vergine dei Sette Dolori &#8211; riuscirono ad allargare il lato nord del monastero e ad unificarsi all&#8217;attigua chiesa di San Valentino. Dall&#8217;anno seguente poterono seguire le funzioni religiose della chiesa da una posizione riservata e interna al monastero, attraverso finestre comunicanti, mentre nel 1744 fecero costruire il chiostro e una chiesa. Oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 traccia della chiesa e al suo posto sorge una costruzione risalente ai primi anni del Novecento. In seguito all&#8217;emanazione del decreto napoleonico, nel 1806 il monastero venne assegnato al demanio per essere destinato a casermaggio. Gli austriaci destinarono parte del monastero a caserma di cavalleria e parte a ospedale militare. Dopo il definitivo trasferimento delle truppe e delle scuderie austro-ungariche nell&#8217;ex monastero di Sant&#8217;Agostino la struttura fu adibita a ricovero dei soldati, scopo che mantenne anche dopo l\u2019annessione del Friuli al Regno d&#8217;Italia. Nel 1915 fu denominato Ospedale Militare Principale di Via Pracchiuso, attivit\u00e0 che dur\u00f2 fino al 2006, fino al trasferimento del comprensorio al demanio civile, oggi Prefettura di Udine.<\/p>\n<p><em>Orari di visita<\/em>: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 20 persone con partenze ogni 30 minuti.\u00a0Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni\u00ae dell\u2019Istituto Tecnico \u201cAntonio Zanon\u201d, dei Licei \u201cBertoni\u201d e del Liceo Scientifico Paritario \u201cDon Milani\u201d.<\/p>\n<p>Il <strong>CISM<\/strong> &#8211; Centro Internazionale di Scienze Meccaniche, la pi\u00f9 importante istituzione scientifica non universitaria del Friuli, ha sede nel prestigioso <strong>Palazzo Antonini Mangilli del Torso<\/strong> (Piazza Garibaldi). Attivo oggi in ambito sia internazionale sia locale, fu fondato nel 1968 per volont\u00e0 di Luigi Sobrero, professore di Meccanica Razionale a Trieste che ebbe l&#8217;idea di costituire a Udine un centro internazionale di studi avanzati dedicato alle Scienze Meccaniche e alle discipline a esse collegate. Si partir\u00e0 dall&#8217;androne per entrare nell&#8217;edificio con una prima tappa nel cortile; poi si continuer\u00e0 all\u2019interno attraverso l&#8217;importante scalone in pietra impreziosito da statue, procedendo attraverso le diverse sale quasi interamente affrescate. Di particolare rilevanza il corridoio di collegamento tra le due ali dell&#8217;edificio, interamente decorato a parete e soffitto nel 1786 con affreschi attribuiti ad Andrea Urbani, a Francesco Chiarottini e a Giuseppe Morelli. Spettacolare \u00e8 la sala dei divani, ex sala da ballo nella quale nel 1935 si svolse l&#8217;ultimo grande avvenimento mondano: il ballo organizzato dal conte Enrico del Torso in onore del Principe di Piemonte in visita alla citt\u00e0.<\/p>\n<p><em>Orari di visita: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita di massimo 20 persone con partenze ogni 20 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni\u00ae del Liceo Scientifico Statale \u201cNiccol\u00f2 Copernico\u201d e dell\u2019Educandato Statale \u201cCollegio Uccellis\u201d.<\/em><\/p>\n<p>A <strong>Villa Santina<\/strong> si potr\u00e0 visitare <strong>Carnica Arte Tessile<\/strong>, una tessitura artigiana erede delle antiche tradizioni tessili carnico-friulane che hanno avuto il loro massimo splendore nel Settecento con le fabbriche di Jacopo Linussio. Negli anni \u201850 del Novecento il sen. Michele Gortani sostenne l&#8217;avvio di corsi di formazione all&#8217;arte del tessere e ne affid\u00f2 la conduzione a Tomasina Da Ponte Tonon, la quale nel 1964 in una vecchia falegnameria a Invillino diede origine alla Tessitura Carnica, oggi Carnica Arte Tessile. Nel 1970 l&#8217;ampliamento dell&#8217;attivit\u00e0 rese necessario il trasferimento nell&#8217;attuale sede, acquisendo un posizionamento di prestigio fra i produttori di biancheria fine per la casa, apprezzata in Italia ed all&#8217;estero. Nel 2020 un incendio ha distrutto completamente lo stabilimento: dal fuoco si sono salvati il vecchio telaio di Tomasina, alcune rocche di filo verde e la voglia di rinascere. Il 15 dicembre 2025 la Carnica arte tessile \u00e8 risorta dalle sue ceneri pi\u00f9 forte e importante di prima. Attraverso l&#8217;esperienza dei titolari si potr\u00e0 conoscerne la storia, le curiosit\u00e0, la grande esperienza artigiana dei nuovi e vecchi telai che con sapienza ancora oggi producono filati pregiati conosciuti in tutto il mondo.<\/p>\n<p><em>Orari di visita: <\/em><em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 10 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura della Carnica Arte Tessile.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_72243\" aria-describedby=\"caption-attachment-72243\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-72243\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Edison_Media_Center_DSN174770.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"563\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Edison_Media_Center_DSN174770.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Edison_Media_Center_DSN174770-300x169.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Edison_Media_Center_DSN174770-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-72243\" class=\"wp-caption-text\">Veduta aerea della centrale termoelettrica di Torviscosa circondata da campi coltivati<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il<strong> GRUPPO FAI DI PALMANOVA<\/strong> porta alla scoperta della <strong>Centrale termoelettrica Edison <\/strong>di <strong>Torviscosa.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019impianto \u00e8 una centrale a ciclo combinato a gas naturale (CCGT) da 856 MW, che ha sostituito la centrale a carbone destinata in precedenza ad alimentare lo stabilimento della Caffaro, azienda che ha segnato la storia industriale di Torviscosa. La centrale contribuisce alla nuova fase dello sviluppo produttivo del territorio. L&#8217;impianto, gestito da Edison, \u00e8 costituito da due turbine a gas e una turbina a vapore, configurazione che consente una produzione continua di energia con elevata efficienza. La centrale \u00e8 dotata di sistemi di raffreddamento a torri evaporative e opera in regime di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale. Dopo l\u2019introduzione dei Volontari FAI sulla storia della vicina cittadella industriale di Torviscosa i visitatori potranno approfondire il funzionamento di un impianto a ciclo combinato attraverso un percorso guidato che attraversa diversi ambienti significativi: la sala controllo, la sottostazione elettrica, la sala macchine dove sono installati i gruppi di produzione e l\u2019impianto esterno con i vari componenti di servizio al ciclo combinato.<em><br \/>\n<\/em><em>Orari di visita: <\/em><em>sabato 21 marzo dalle 10 alle 12.00 e dalle 14 alle 17. Visite ogni 30 minuti per gruppi di massimo 20 persone.<\/em><\/p>\n<p>Il<strong> GRUPPO FAI DI CIVIDALE DEL FRIULI<\/strong> porta a <strong>Premariacco<\/strong> con due aperture alla scoperta di <strong>Rocca Bernarda, <\/strong>l\u2019originale villa-castello che fonde elementi da fortilizio e da villa di campagna e che dal 1977 \u00e8 propriet\u00e0 del Sovrano di Ordine di Malta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_72244\" aria-describedby=\"caption-attachment-72244\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-72244\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana-.jpeg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"664\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana-.jpeg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--300x199.jpeg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--768x510.jpeg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--391x260.jpeg 391w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/La-Rocca-Bernarda-giardino-allitaliana--272x182.jpeg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-72244\" class=\"wp-caption-text\">La Rocca Bernarda con il giardino all\u2019italiana<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Rocca Bernarda: intrecci di-vini, arte e poesia: <\/strong>un percorso immersivo tra storia, arte, poesia e cultura del vino all\u2019interno della villa-fortezza che far\u00e0 conoscere le sale e le particolarit\u00e0 del luogo. La Camera Rossa con il lampadario di Boemia e la Sala delle Poesie con il fogolar, le grottesche dell\u2019Orangerie e i mobili austriaci, la chiesetta di San Bernardo e la barricaia storica, fino alla vista sul giardino all\u2019italiana con il suo glicine secolare. La visita sar\u00e0 arricchita dalla presenza di figuranti in costume dell\u2019associazione storico-culturale \u201cNobilt\u00e0 Feudale\u201d, grazie all\u2019Associazione del Palio di Cividale del Friuli, e da momenti di lettura di versi poetici che restituiranno l\u2019atmosfera di un autentico salotto letterario.<\/p>\n<p><strong>I paesaggi poetici di Carlo V<\/strong>: una passeggiata che condurr\u00e0 i visitatori tra vigneti, oliveti, boschi e il parco storico, con il cipresso monumentale secolare e scorci che raccontano la storia della villa e dei suoi abitanti. Rocca Bernarda rappresenta il presidio di Terre dei Cavalieri sui Colli Orientali del Friuli, una delle denominazioni vinicole pi\u00f9 prestigiose d&#8217;Italia che si estende su circa 200 ettari. In epoca romana la collina era nota come Colle di Azzano, dal nome di Anzio, un ex legionario che aveva fondato un&#8217;azienda agricola alla base dell&#8217;attuale complesso. Nel corso dei secoli degli scavi hanno portato alla luce importanti reperti archeologici che sottolineano la storicit\u00e0 del sito. Si narra anche che Carlo V abbia assaggiato i vini della Rocca Bernarda, confermando la tradizione vinicola secolare che si racchiude nel vigneto storico di Picolit, uno dei prodotti simbolo dell&#8217;azienda.<\/p>\n<p><em>Orari di visita:<\/em> <em>sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni\u00ae dell\u2019ISIS &#8220;Paolino d&#8217;Aquileia&#8221;. Partenze ogni 30 minuti, gruppi di 25 persone, durata circa 40 minuti. Presenti stand di prodotti locali, attivit\u00e0 a tema e per i pi\u00f9 piccoli il gioco \u201cCustodi della Rocca\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La<strong> DELEGAZIONE FAI DI PORDENONE <\/strong>propone un percorso alla scoperta del Comune di <strong>Polcenigo<\/strong>, uno dei \u201cBorghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>Il <strong>Mulino Faletti-Sanchini<\/strong>, simbolo della tradizione produttiva polcenighese, racconta una storia che affonda le radici nel Medioevo, quando l\u2019economia locale ruotava attorno alla forza dell\u2019acqua. Come attestato dalla documentazione storica, sul territorio operarono nei secoli numerosi opifici idraulici, come mulini, folli da panni e segherie, alimentati dal Gorgazzetto, canale artificiale derivato dal torrente Gorgazzo. Il complesso del Mulino Faletti\u2013Sanchini, documentato gi\u00e0 dal XV secolo come sede di un <em>follo<\/em> da panni e successivamente ampliato con segheria e mulino ad acqua, rappresenta una rara testimonianza di archeologia proto-industriale. Restaurato nel 2016 e oggi alimentato ancora dal canale, conserva l\u2019intera strumentazione molitoria e parte dei macchinari della segheria <em>alla veneziana<\/em>, con le sue caratteristiche lame verticali. Una visita che permetter\u00e0 di comprendere concretamente come l\u2019acqua abbia modellato la storia economica e sociale del borgo.<\/p>\n<p><strong>Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro<\/strong>, edificato nel tardo Cinquecento per volont\u00e0 dei Conti di Polcenigo e Fanna e venduto nel 1607 ai Manin di Udine (tra le famiglie pi\u00f9 influenti della Serenissima), custodisce secoli di vicende nobiliari e politiche. Dalla trifora centinata in facciata, al brolo un tempo esteso fin quasi al fiume Livenza, passando per la torretta medievale e gli interni ricchi di arredi storici, l\u2019edificio racconta il passaggio di propriet\u00e0 tra importanti famiglie friulane e le trasformazioni subite nei secoli, fino agli eventi delle due guerre mondiali. Un\u2019occasione unica per entrare in una dimora privata ancora abitata, custode di memorie familiari e testimonianze artistiche di grande valore.<\/p>\n<p><strong>Palazzo Scolari-Salice<\/strong>, restaurato nel 1515 come inciso sull\u2019architrave del portale, si distingue per il suo elegante portico con colonne quadrilobate del XIII secolo. Nel XIX secolo divenne residenza dell\u2019ingegner Pietro Quaglia, figura centrale per la storia locale, progettista di giardini e opere idrauliche. A lui si deve l\u2019originale giardino all\u2019italiana terrazzato che si arrampica sulla collina retrostante, raro esempio di impianto in pendenza, recentemente restaurato nel rispetto dell\u2019originaria struttura. Gli interni custodiscono opere d\u2019arte e arredi di pregio, mentre dal parco si gode una suggestiva vista panoramica sul borgo.<\/p>\n<p><strong>Palazzetto Diana-Santarossa<\/strong>, affacciato sul suggestivo Borgo San Rocco, presenta una facciata di gusto seicentesco con elementi barocchi, tra cui un elegante portale e una balconata affacciata sul Gorgazzo. Originariamente dimora della famiglia Diana, attiva a Polcenigo fin dal XVII secolo, l\u2019edificio conobbe nel tempo diverse trasformazioni, diventando anche locanda e albergo tra Otto e Novecento. Oggi restituisce al visitatore il fascino di una casa borghese che racconta l\u2019evoluzione sociale ed economica del borgo. Apertura riservata solo agli iscritti FAI.<\/p>\n<p>Si torna a <strong>Pordenone<\/strong> per l\u2019<strong>Antico Ospitale dei Battuti<\/strong>, bene donato al FAI dalla signora Marilena Busato, vedova De Luca. Fondato probabilmente agli inizi del XIV secolo e legato alla Confraternita dei Battuti, l\u2019edificio rappresenta una testimonianza preziosa della vita urbana e caritativa medievale. All\u2019interno si potranno ammirare importanti cicli pittorici del Cinquecento con episodi della vita della Vergine e figure di Evangelisti e Padri della Chiesa, attribuiti alla cerchia del Pordenone. Un luogo di grande suggestione che racconta la storia religiosa e civile della citt\u00e0.<\/p>\n<p><em>Orari di visita per tutte le aperture: dalle 9 alle 18. Contributo minimo suggerito a partire da 4\u20ac. Visite a cura dei Volontari della Delegazione FAI di Pordenone, dei Volontari per un Giorno e degli Apprendisti Ciceroni\u00ae delle scuole: Liceo Leopardi-Majorana (Pordenone), IIS F. Flora (Pordenone), Licei Le Filandiere (San Vito al Tagliamento), ISIS G. A. Pujati, ISIS Sacile-Brugnera G. Marchesini e ISIS E. Torricelli (Maniago).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentate le Giornate FAI di Primavera anche nella nostra regione. 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