{"id":72037,"date":"2026-03-05T10:55:40","date_gmt":"2026-03-05T09:55:40","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=72037"},"modified":"2026-03-06T17:35:41","modified_gmt":"2026-03-06T16:35:41","slug":"stress-da-gara-trieste-studia-i-piloti-di-f1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/stress-da-gara-trieste-studia-i-piloti-di-f1\/","title":{"rendered":"Stress da gara: Trieste studia i piloti di F1"},"content":{"rendered":"<h6>Lo studio analizza performance, stress e salute dei piloti<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TRIESTE \u2013 I piloti di Formula 1 sviluppano adattamenti fisiologici altamente specifici, strettamente legati alle esigenze della guida ad altissima intensit\u00e0. Accelerazioni fino a 3\u20134 g, carichi meccanici sul collo, posture obbligate, stress termico e recuperi ridotti modellano il corpo del driver in modo unico.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge da una <span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"https:\/\/bjsm.bmj.com\/content\/early\/2026\/02\/25\/bjsports-2025-110977\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>review<\/em> internazionale condotta dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Trieste<\/strong><\/a><\/span> in collaborazione con la <strong>University of Roehampton<\/strong> (Londra) e con il coinvolgimento diretto di tre <strong><em>performance coach<\/em> di Formula 1<\/strong> attivi ai massimi livelli, tra cui gli <strong>allenatori di Charles Leclerc e Max Verstappen<\/strong>.<\/p>\n<p>In attesa del via ufficiale alla nuova stagione di corse a partire da questo fine settimana con il Gran Premio d\u2019Australia, lo studio, volto a colmare la mancanza di conoscenze scientifiche specifiche sulla fisiologia dei piloti, \u00e8 stato pubblicato sul <strong><em>British Journal of Sports Medicine<\/em><\/strong>, la principale rivista scientifica <em>peer-reviewed<\/em> nel campo della medicina e della scienza dello sport.<\/p>\n<p>I piloti di Formula 1, spiegano gli autori, non sono necessariamente \u201cfuori scala\u201d per parametri generali come statura, massa corporea o capacit\u00e0 aerobica rispetto ad altri atleti professionisti. Emergono per\u00f2 <strong>adattamenti altamente specifici<\/strong>, primo fra tutti lo sviluppo della <strong>forza del collo<\/strong>, essenziale per contrastare le elevate forze multidirezionali che agiscono sulla testa \u2013 e sul casco \u2013 in curva, in frenata e in accelerazione e per preservare la qualit\u00e0 dello sguardo, la precisione della guida e i tempi di reazione, fattori decisivi per la prestazione e la sicurezza.<\/p>\n<p>Oltre alla forza del collo, i ricercatori hanno individuato altri adattamenti specifici: la <strong>capacit\u00e0 di sostenere carichi ripetuti e asimmetrici<\/strong> \u2013 anche sugli arti inferiori, soprattutto al momento della frenata \u2013, l\u2019<strong>adattamento dei muscoli del tronco, della cintura scapolare, degli stabilizzatori profondi<\/strong>, la capacit\u00e0 del cuore di <strong>gestire picchi di frequenza cardiaca<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u201cLa Formula 1 \u2013 <\/em>spiega <strong>Alex Buoite Stella<\/strong>, coautore dello studio e docente di Fisiologia presso il Dipartimento universitario clinico di Scienze Mediche, chirurgiche e della salute dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste<em> \u2013 \u00e8 uno degli sport pi\u00f9 affascinanti e mediaticamente rilevanti al mondo, ma anche tra quelli che impongono al corpo dell\u2019atleta sollecitazioni tra le pi\u00f9 complesse in assoluto. Accelerazioni, frenate, stress termico, posture obbligate e recuperi ridotti si sommano per tutta la stagione. Con questo lavoro abbiamo voluto capire, in modo sistematico, come l\u2019organismo del pilota risponde e si adatta a queste richieste, mettendo insieme ricerca scientifica ed esperienza diretta dei coach che operano in Formula 1\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Lo studio mette, inoltre, in evidenza il peso crescente dei <strong>fattori ambientali e logistici<\/strong> della Formula 1 moderna.<\/p>\n<p>Con <strong>ventiquattro gare in ventuno paesi<\/strong>, trasferte intercontinentali e appuntamenti in condizioni climatiche estreme, lo stress termico e la gestione del recupero diventano elementi centrali.<\/p>\n<p>I ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, insieme ad alcuni studenti del Racing Team UniTS \u2013 team dell\u2019ateneo di Formula SAE (Society of Automotive Engineers), competizione universitaria internazionale di design ingegneristico \u2013, hanno analizzato le condizioni ambientali di tutte le gare dell\u2019ultimo campionato, stimandone il potenziale impatto termico sui piloti.<\/p>\n<p>Episodi recenti, come il Gran Premio del Qatar 2023, hanno mostrato come il caldo possa rappresentare un rischio concreto non solo per la prestazione, ma anche per la salute.<\/p>\n<p>In questo contesto, strategie come <strong>acclimatazione al caldo, raffreddamento pre\u2011gara e gestione mirata dell\u2019idratazione<\/strong> sono sempre pi\u00f9 diffuse, ma \u2013 sottolineano gli autori \u2013 molte pratiche restano guidate dall\u2019esperienza pi\u00f9 che da dati raccolti direttamente in gara.<\/p>\n<p>Le interviste strutturate ai <em>performance coach<\/em> hanno permesso di descrivere come le richieste fisiologiche si traducano in <strong>programmi di allenamento altamente personalizzati<\/strong>, adattati al tipo di circuito, alle caratteristiche del pilota e alle condizioni ambientali attese.<\/p>\n<p><em>\u201cUnendo competenze cliniche e di ricerca con l\u2019esperienza maturata quotidianamente nel paddock, siamo riusciti a costruire il quadro pi\u00f9 aggiornato oggi disponibile del profilo fisiologico del pilota di Formula 1. Il lavoro non solo identifica le aree in cui servono nuovi studi, ma propone anche strategie pratiche per ottimizzare performance e tutela della salute degli atleti\u201d<\/em>, osserva ancora Buoite Stella.<\/p>\n<p>Gli autori e i coach indicano come priorit\u00e0 future studi sempre pi\u00f9 specifici per la Formula 1 e pi\u00f9 vicini alle condizioni reali di competizione, capaci di misurare parametri come frequenza cardiaca, temperatura corporea, consumo di ossigeno e lattato, e di chiarire anche i possibili effetti a lungo termine sulla salute, in particolare per quanto riguarda la zona lombare e l\u2019esposizione alle vibrazioni delle monoposto.<\/p>\n<p><em>\u201cPoich\u00e9 il regolamento vieta l\u2019uso di dispositivi all\u2019interno dell\u2019auto \u2013 <\/em>conclude <strong>Kim Keedle<\/strong>, preparatore atletico dei piloti di Formula 1 coinvolto nello studio <em>\u2013 ci basiamo sui dati raccolti dall\u2019esterno del veicolo, e questo comporta alcune limitazioni. Per esempio, sarebbe interessante confrontare la risposta della frequenza cardiaca durante la guida su circuiti diversi e in condizioni differenti. Rispetto ad altri sport, la misurazione della frequenza cardiaca pu\u00f2 sembrare poca cosa, ma rappresenterebbe un grande passo avanti e ci permetterebbe di quantificare con precisione le sollecitazioni e preparare di conseguenza i piloti\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In collaborazione anche con gli allenatori di Charles Leclerc e Max Verstappen. Il loro organismo si adatta in modo unico alle sollecitazioni estreme della guida<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":72038,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[38],"tags":[1795,3718,898,98,65,389,388],"class_list":["post-72037","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-sport","tag-automobilismo","tag-formula-1","tag-motori","tag-ricerca","tag-trieste","tag-units","tag-universita","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota.jpg",1366,762,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota.jpg",1366,762,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota.jpg",1366,762,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-300x167.jpg",300,167,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-1024x571.jpg",640,357,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota.jpg",1366,762,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota.jpg",1366,762,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-1024x571.jpg",1024,571,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/pilota-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/sport\/\" rel=\"category tag\">SPORT<\/a>","rttpg_excerpt":"In collaborazione anche con gli allenatori di Charles Leclerc e Max Verstappen. 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