{"id":71216,"date":"2026-02-02T12:50:50","date_gmt":"2026-02-02T11:50:50","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=71216"},"modified":"2026-02-03T11:21:49","modified_gmt":"2026-02-03T10:21:49","slug":"migliorare-il-verde-delle-citta-progetto-pilota-a-udine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/migliorare-il-verde-delle-citta-progetto-pilota-a-udine\/","title":{"rendered":"Migliorare il verde delle citt\u00e0: progetto pilota a Udine"},"content":{"rendered":"<h6>Una fase della presentazione, da sinistra Angelo Montanari, Edi Piasentier, Francesco Boscutti<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UDINE \u2013 Migliorare la biodiversit\u00e0 delle aree verdi urbane \u201cassumendo\u201d come sentinelle uccelli, insetti impollinatori e pipistrelli, utilizzando misure semplici, economiche, adatte agli ecosistemi locali.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019obiettivo di BioBox, progetto biennale transfrontaliero Italia-Austria partecipato dall\u2019Universit\u00e0 di Udine e finanziato dall\u2019Unione europea con circa 860mila euro.<\/p>\n<p>Partner dell\u2019iniziativa sono il Comune di Udine, il Consorzio di sviluppo economico locale del Ponterosso Tagliamento di San Vito al Tagliamento, l\u2019Universit\u00e0 di Scienze applicate della Carinzia di Villaco (capofila) e l\u2019azienda R3GIS. L\u2019intento \u00e8 quello di integrare scienza, tecnologia e partecipazione delle comunit\u00e0 locali per riqualificare i contesti urbani rendendoli pi\u00f9 ospitali per piante e animali.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia del progetto sar\u00e0 testata in siti pilota dei tre partner istituzionali. Ma il modello \u00e8 replicabile anche nel giardino di casa, negli spazi verdi delle scuole o in altre aree urbane e aziendali. Il lavoro sar\u00e0 guidato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. Ne fanno parte Francesco Boscutti, responsabile scientifico del progetto, Cristian Marchioli, Elisa Petrussa, Maurizia Sigura e Costanza Uboni.<\/p>\n<h3><strong>La presentazione<\/strong><\/h3>\n<p>Il progetto \u00e8 stato illustrato oggi a Palazzo di Toppo Wassermann a Udine. Hanno portato i saluti: il rettore, <strong>Angelo Montanari<\/strong>; il direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali, <strong>Edi Piasentier<\/strong>; per il Comune di Udine, l\u2019assessore a lavori pubblici, viabilit\u00e0, verde pubblico, <strong>Ivano Marchiol<\/strong>, e la dirigente del Servizio verde pubblico e impianti sportivi, <strong>Anna Spangher<\/strong>, e il presidente del Consorzio di sviluppo economico locale del Ponterosso Tagliamento di San Vito al Tagliamento, <strong>Sergio Barel<\/strong>.<\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 stato illustrato dal coordinatore scientifico, <strong>Francesco Boscutti<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Udine. A seguire sono intervenuti <strong>Alice Bordignon<\/strong> (R3GIS), <strong>Marta Polizzi<\/strong> (Universit\u00e0 di Scienze applicate della Carinzia) e <strong>Costanza Uboni<\/strong>, <strong>Maurizia Sigura<\/strong> e <strong>Cristian Marchioli<\/strong> (Universit\u00e0 di Udine).<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 BioBox<\/strong><\/h3>\n<p>Il verde urbano svolge un ruolo centrale nel mitigare gli impatti ambientali delle citt\u00e0 e migliorare la qualit\u00e0 di vita della popolazione. Oltre a contribuire alla regolazione microclimatica e alla riduzione degli inquinanti, \u00e8 un elemento chiave per mantenere e potenziare la biodiversit\u00e0 in contesti fortemente antropizzati. Poich\u00e9 una parte rilevante del verde urbano \u00e8 costituita da aree private, \u00e8 importante promuovere pratiche diffuse e replicabili per rafforzare la funzionalit\u00e0 ecologica complessiva del tessuto urbano.<\/p>\n<h3><strong>Le buone pratiche<\/strong><\/h3>\n<p>Il progetto prevede l\u2019introduzione di metodi di monitoraggio semplici da applicare per utenti privati e pubblici. Per migliorare la consapevolezza del contributo del singolo a supporto della biodiversit\u00e0 verranno promosse campagne di sensibilizzazione rivolte a cittadini, aziende e amministrazioni.<\/p>\n<p>Fondamentale sar\u00e0 garantire una durata efficace nel tempo delle azioni intraprese, perch\u00e9 i processi ecologici si sviluppano su scale temporali pi\u00f9 lunghe rispetto a quelle dei progetti.<\/p>\n<h3><strong>Le attivit\u00e0 <\/strong><\/h3>\n<p>Sono sei le principali misure previste dal progetto: prati per insetti impollinatori, la gestione dei prati con sfalcio differenziato, rifugi (bug hotel) per impollinatori, siepi \u201cquattro stagioni\u201d, installazione di casette per uccelli e pipistrelli, conservazione e creazione di microhabitat per la fauna.<\/p>\n<p><strong>Il manuale per il fai da te <\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del progetto \u00e8 stato realizzato un piccolo manuale, il \u201cBooklet BioBox\u201d, a disposizione di tutti gli interessati. Una sorta di \u201ccassetta degli attrezzi\u201d in cui si illustrano nei particolari le attivit\u00e0 del progetto e la sua realizzazione passo dopo passo. Uno strumento utile anche per chi volesse adottare in tutto, o in parte, le azioni descritte negli spazi verdi a sua disposizione.<\/p>\n<h3><strong>LE SEI MISURE DI BIOBOX<\/strong><\/h3>\n<p><strong>I prati per l\u2019impollinatori<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo dei prati per impollinatori \u00e8 creare habitat per il sostegno di insetti impollinatori o altre specie utili. Con la messa a dimora di specie spontanee e autoctone si punter\u00e0 a garantire un cotico erboso che sia fonte costante di nettare e polline. Queste aree fungono anche da rifugio, contrastando il declino degli impollinatori e rafforzando la resilienza dell\u2019ecosistema locale. \u00c8 prevista anche la realizzazione di \u201cscacchiere erbose\u201d per impollinatori collocate in posizioni di elevata visibilit\u00e0. La scacchiera \u00e8 costituita da quadrati erbosi di tre metri per tre, distanziati di mezzo metro, gestiti ciascuno in modo diverso.<\/p>\n<p><strong>Lo sfalcio differenziato<\/strong><\/p>\n<p>Lo sfalcio differenziato prevede il taglio della vegetazione erbacea in modo non uniforme, lasciando alcune aree intatte perch\u00e9 sfalciate con minore frequenza rispetto ad altre. L&#8217;obiettivo \u00e8 aumentare le risorse di cibo e rifugio per la biodiversit\u00e0 all\u2019interno delle aree verdi, compresi gli impollinatori, consentendo le fioriture e creando un mosaico di habitat diversi che possano supportare una maggiore variet\u00e0 di specie animali e vegetali.<\/p>\n<p>Le aree sfalciate e non sfalciate vengono turnate nel tempo. Fattore determinante \u00e8 la rimozione della biomassa che pu\u00f2 essere utilizzata per compostaggio in altro ambito. L\u2019altezza di sfalcio \u00e8 di circa 10 centimetri. Per le aree interessate \u00e8 previsto uno sfalcio l\u2019anno, tra fine giugno e inizio agosto, per permettere la fioritura e la semina di specie erbacee e fornire rifugio agli insetti. Pu\u00f2 essere previsto un eventuale secondo sfalcio a ottobre nel caso di una ricrescita particolarmente vigorosa della vegetazione.<\/p>\n<p><strong>I bug hotel<\/strong><\/p>\n<p>Un \u201cbug hotel\u201d \u00e8 una struttura generalmente in legno e altri materiali naturali progettata per fornire rifugio e siti di nidificazione a diverse specie di insetti, in particolare quelli impollinatori. L\u2019obiettivo \u00e8 supportare le popolazioni di impollinatori contribuendo alla biodiversit\u00e0 locale e favorendo i processi di impollinazione, essenziali per la riproduzione di molte piante e per la produzione di frutta e semi. I bug hotel vanno posizionati in aree soleggiate, o semi-ombreggiate, preferibilmente orientate a sud o sud-est, per garantire il riscaldamento mattutino.<\/p>\n<p>Dovrebbero essere protetti dai venti forti e collocati in prossimit\u00e0 di aree ricche di fiori e piante nettarifere\/pollinifere. Vanno invece evitati i luoghi soggetti a ristagni d\u2019acqua o zone di passaggio intenso che potrebbero disturbare gli insetti. Inoltre, va privilegiata una posizione leggermente sopraelevata da terra (ad esempio su paletti o basamento) per proteggere dall&#8217;umidit\u00e0 e dai predatori.<\/p>\n<p><strong>La siepe \u201cquattro stagioni\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La realizzazione di una siepe mista, \u201cquattro stagioni\u201d, costituita da specie legnose autoctone, caratterizzata da vistose fioriture primaverili e abbondanti fruttificazioni autunnali, \u00e8 finalizzata alla creazione di un habitat multifunzionale. L\u2019obiettivo \u00e8 supportare gli impollinatori e gli uccelli fornendo risorse alimentari cruciali. Come nettare e polline, per gli insetti nelle prime fasi della primavera quando altre fonti sono scarse, e frutti ricchi di energia per gli uccelli durante l\u2019autunno e l\u2019inverno. Inoltre, questa siepe contribuisce a creare corridoi ecologici, rifugio per la fauna minore, e a migliorare la diversit\u00e0 del paesaggio. Il progetto punter\u00e0 comunque a migliorare le siepi esistenti.<\/p>\n<p>Queste saranno rigenerate con l\u2019inserimento di specie autoctone selezionate anche per la loro resistenza a condizioni di siccit\u00e0. Fra le possibili specie di riferimento, e a sviluppo limitato, vi sono: Prugnolo selvatico, Salice da vimini, Biancospino comune, Melo selvatico, Biancospino selvatico, Ciliegio a grappoli, Sorbo degli uccellatori, Sambuco nero, Corniolo, Rosa canina, Spino cervino, Ligustro comune, Carpino bianco, Nocciolo, Crespino.<\/p>\n<p><strong>La conservazione e la creazione di micro habitat<\/strong><\/p>\n<p>I microhabitat sono piccole porzioni di un ecosistema che presentano condizioni ambientali specifiche come luce, umidit\u00e0 e temperatura, e diverse da quelle degli ambienti circostanti. La loro funzione \u00e8 cruciale perch\u00e9 permettono a specie diverse di coesistere in uno spazio limitato offrendo rifugi e fonti di nutrimento. Le azioni a loro supporto previste sono: l\u2019impianto di bulbose di sottobosco, ossia di specie precoci come il Bucaneve o il Croco.<\/p>\n<p>Queste piante fioriscono quando le temperature sono ancora basse, offrendo nettare e polline essenziali per il risveglio post-invernale di api solitarie e bombi, quando altre fonti di cibo sono ancora scarse. Inoltre, la valorizzazione del legno morto, una delle risorse pi\u00f9 ricche di biodiversit\u00e0 perch\u00e9 le piante morte in piedi sono fondamentali per i nidi dei picchi, mentre tronchi abbattuti a terra e cataste di residui di potatura offrono habitat insostituibili per gli insetti le cui larve dipendono dal legno in decomposizione. In pi\u00f9, piccoli mammiferi e anfibi possono trovare riparo tra i rami accatastati.<\/p>\n<p><strong>L\u2019installazione di casette per uccelli e pipistrelli<\/strong><\/p>\n<p>Saranno anche installati nidi artificiali per uccelli e per pipistrelli (bat box). \u00c8 un intervento importante per contrastare la perdita di condizioni per la nidificazione, come habitat e materiali naturali per la costruzione dei nidi, specialmente in contesti urbani o agricoli dove gli alberi cavi e i vecchi edifici sono sempre pi\u00f9 rari. I pipistrelli sono animali particolarmente sensibili, in natura e in citt\u00e0 cercano tre tipi di ambienti: arborei, come cavit\u00e0 nei tronchi, fessure sotto la corteccia sollevata o tra il fogliame denso; ipogei, come grotte naturali, crepe nelle rocce o fessure in pareti montuose; antropici, come edifici (sottotetti, intercapedini, anfratti lungo le pareti), ponti e rifugi artificiali. I nidi artificiali verranno collocati ad altezza adeguata su alberi o edifici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricerca finanziata dall\u2019Unione europea con 860mila euro: previste azioni a favore di uccelli, impollinatori e 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