{"id":71143,"date":"2026-01-27T18:25:55","date_gmt":"2026-01-27T17:25:55","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=71143"},"modified":"2026-01-29T18:58:19","modified_gmt":"2026-01-29T17:58:19","slug":"competitivita-del-territorio-undici-progetti-dalluniversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/competitivita-del-territorio-undici-progetti-dalluniversita\/","title":{"rendered":"Competitivit\u00e0 del territorio: undici progetti dall&#8217;Universit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h6>I giovani ricercatori, al centro (da sinistra) Giacomo Andolfato e Angelo Montanari, assieme ai partecipanti alla presentazione<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UDINE \u2013 Cinque progetti sulla transizione verde e digitale della manifattura avanzata e due ciascuno dedicati: alle innovazioni per gli ecosistemi montani, alla trasformazione sostenibile dell\u2019architettura, delle citt\u00e0 e del territorio e all\u2019agroalimentare intelligente.<\/p>\n<p>Sono gli<strong> 11 progetti<\/strong> per favorire la <strong>competitivit\u00e0 del territorio<\/strong> realizzati in un anno da giovani ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Udine nell\u2019ambito di iNEST, l\u2019ecosistema dell\u2019innovazione del nord est.<\/p>\n<p>Quasi <strong>mezzo milione di euro <\/strong>l\u2019impegno complessivo per le progettualit\u00e0. <strong>Trentasei i ricercatori impegnati<\/strong>, compresi gli 11 coordinatori. Tre i dipartimenti coinvolti: Politecnico di ingegneria e architettura; Scienze agroalimentari, ambientali e animali, e Scienze matematiche, informatiche e fisiche.<\/p>\n<p>I progetti e le loro potenziali ricadute sono stati illustrati in un incontro che si \u00e8 svolto oggi nella Torre di Santa Maria di Palazzo Torriani a Udine. La presentazione \u00e8 stata organizzata dall\u2019Ateneo friulano in collaborazione con Confindustria Udine.<\/p>\n<p><strong>Gli 11 progetti propongono<\/strong>: un software per la progettazione idrologica e idraulico-forestale nei bacini montani; un sistema di monitoraggio in tempo reale del valore nutrizionale dei pascoli alpini; una tecnologia per catturare l\u2019anidride carbonica alla fonte delle emissioni e convertirla in metano sintetico; un sistema che utilizza l\u2019intelligenza artificiale per anticipare i guasti e supportare le decisioni; un sistema che facilita la comunicazione tra l\u2019uomo e il robot; sistemi per la manifattura intelligente, come un prototipo di fresatura robotica, e materiali innovativi per la stampa 3D; applicazioni biomediche ed ecosostenibili grazie a trattamenti su materiali metallici; la valorizzazione del patrimonio industriale dismesso di Udine sud, come l\u2019ex-acciaieria Safau; la conservazione e la valorizzazione dei caratteristici Daltz lignei del centro storico di Andreis; l\u2019utilizzo del pullulano per realizzare materiali per conservare la frutta e prevenire patologie fungine; un sistema ad alto valore aggiunto per valorizzare gli scarti del settore vitivinicolo.<\/p>\n<p>L\u2019appuntamento, intitolato <strong>\u201c<em>Giovani ricercatori<\/em><\/strong> <strong><em>iNEST. Le ricadute dei progetti per la competitivit\u00e0 del territorio<\/em><\/strong><strong>\u201d<\/strong>, \u00e8 stato introdotto: dal rettore, <strong>Angelo Montanari<\/strong>; dal presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Udine, <strong>Giacomo Andolfato<\/strong>, e da <strong>Donatella Cefaloni<\/strong>, dell\u2019Unit\u00e0 operativa specialistica Ricerca, innovazione, fondo sociale europeo plus e altri fondi comunitari della Direzione centrale Lavoro, formazione, istruzione e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>A seguire <strong>Luca Fabbri<\/strong>, direttore generale del Consorzio iNEST, ha parlato del progetto e delle sue prospettive. Il rapporto tra talenti, ricerca e territorio \u00e8 stato analizzato da <strong>Maria Chiarvesio<\/strong>, referente scientifica per l\u2019Universit\u00e0 di Udine dell\u2019ambito \u201cTransizione verde e digitale per la manifatturiera avanzata\u201d di iNEST.<\/p>\n<h3><strong>I PROGETTI E LE RICADUTE<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Due<\/strong> i <strong>progetti<\/strong> sulle <strong>innovazioni dedicate agli ecosistemi montani<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u201cSviluppo e implementazione di un plugin Gis open source a supporto della progettazione idrologica e idraulico-forestale nei bacini montani\u201d<\/strong>. Il progetto ha ideato uno strumento operativo, gratuito e di facile utilizzo in grado di favorire l\u2019adozione di pratiche innovative basate su dati oggettivi da parte di enti pubblici, tecnici e stakeholder che operano nel territorio montano. L\u2019approccio open source e la messa a disposizione di dati e strumenti rafforzano il potenziale di trasferibilit\u00e0, riuso e sviluppo futuro del prodotto a supporto di una gestione pi\u00f9 efficace, sostenibile e resiliente dei bacini idrografici montani. \u00c8 stato realizzato da Eleonora Maset e Sara Cucchiaro del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p><strong>\u201cMonitoraggio in tempo reale del valore nutrizionale di prati e pascoli alpini mediante spettrometro Nir portatile\u201d<\/strong>. Obiettivo della ricerca \u00e8 fornire ad allevatori ed enti di gestione un\u2019informazione precisa e immediata sul valore nutrizionale dell\u2019erba di prati e pascoli alpini, in particolare delle Alpi Orientali. Informazioni utili per l\u2019ottimizzazione della gestione delle superfici e il miglioramento della qualit\u00e0 dei foraggi prodotti. Il valore nutrizionale di un prato o di un pascolo, infatti, pu\u00f2 cambiare molto rapidamente con ricadute dirette sulla dieta dei ruminanti, sul loro benessere e sulla qualit\u00e0 delle produzioni. Gli autori sono Alberto Romanzin e Anita Cabbia del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali.<\/p>\n<p><strong>Cinque<\/strong> i progetti sulla <strong>transizione verde e digitale per la manifattura avanzata<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u201cMaCaCO2 \u2013 Materiali per cattura e conversione di CO<sub>2<\/sub>\u201d<\/strong>. La tecnologia per la cattura di anidride carbonica alla fonte delle emissioni e per la sua conversione ad altri prodotti chimici, da riutilizzare in modo circolare, si pu\u00f2 basare su materiali bifunzionali. La ricerca considera la loro ottimizzazione e la loro preparazione in modo da renderla sostenibile, priva di solventi e facilmente trasferibile su scala industriale. Il lavoro \u00e8 focalizzato, in particolare, sulla cattura della CO<sub>2<\/sub> alla fonte per convertirla simultaneamente in metano sintetico (CH<sub>4<\/sub>), un <em>e-fuel<\/em> integrabile nelle reti. Il progetto risponde alla sfida cruciale della decarbonizzazione dei processi industriali energivori attraverso la tecnologia innovativa \u201cIntegrated carbon capture and utilisation\u201d (Iccu). La ricerca \u00e8 stata condotta da Giovanni Capurso e Andrea Braga del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p><strong>\u201cIntegrazione tra runtime verification e machlne learning\u201d (Entail)<\/strong>. Per il mondo industriale, e i potenziali stakeholder, i risultati del progetto offrono soluzioni promettenti per l\u2019anticipazione dei guasti e il supporto alle decisioni combinando prestazioni predittive e interpretabilit\u00e0 delle regole apprese. Infine, per il sistema dell\u2019innovazione, contribuisce alla formazione di competenze avanzate e alla diffusione di un approccio all\u2019intelligenza artificiale affidabile, trasparente e orientato all\u2019impatto reale, aumentando la trasferibilit\u00e0 futura dei risultati. La ricerca \u00e8 di Luca Geatti, Andrea Brunello, Nicola Saccomanno, Silvia Zottin e Lorenzo Bazzana del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.<\/p>\n<p><strong>\u201cApprocci avanzati di intelligenza artificiale e visual reasoning per la robotica collaborativa\u201d<\/strong> (AI4CR). Il progetto mira a facilitare la comunicazione tra operatore umano e robot permettendo all\u2019operatore di comunicare con il robot in linguaggio naturale e delegando a un modello di intelligenza artificiale la serializzazione delle istruzioni da fornire al robot. L\u2019obiettivo \u00e8 creare un ponte tra la complessit\u00e0 del linguaggio umano e l\u2019esecuzione pratica di compiti specifici, ad esempio nelle operazioni di assemblaggio di componenti industriali assistite da robot. La ricerca \u00e8 condotta da Lorenzo Scalera e Franci Rrapi del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura insieme a Beatrice Portelli e Giuseppe Serra del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.<\/p>\n<p><strong>\u201cStudio di sistemi per la manifattura intelligente e materiali innovativi per la manifattura additiva\u201d<\/strong>. I sistemi e le strategie efficienti per il monitoraggio industriale, la fresatura robotica intelligente, i materiali e metamateriali innovativi sono fondamentali per la transizione verde e digitale nell\u2019ambito manifatturiero. La ricerca contribuisce al progresso scientifico e tecnologico in tali settori attraverso lo studio di sistemi per la manifattura intelligente e materiali innovativi per la manifattura additiva (stampa 3D). Le attivit\u00e0 hanno incluso la progettazione e l\u2019implementazione di un sistema prototipale per la fresatura robotica, la definizione dei sistemi utensile e utente e l\u2019ottimizzazione dei parametri di taglio. \u00c8 stato inoltre dimostrato che metamateriali meccanici polimerici e metallici ingegnerizzati, realizzati mediante manifattura additiva, consentono un significativo incremento delle capacit\u00e0 di smorzamento delle vibrazioni suggerendo un elevato potenziale per applicazioni industriali. La ricerca \u00e8 di Federico Scalzo, Alessandra Bordon, Erica Bill\u00e8 e Massimiliano Ceppi del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p><strong>\u201cTrattamenti superficiali su materiali metallici per applicazioni biomediche ed ecosostenibili\u201d<\/strong>. Obiettivo di questo progetto, diviso in due parti, era lo studio di particolari manufatti per migliorare la qualit\u00e0 della vita della persona e l\u2019efficienza delle infrastrutture sul territorio. Nella prima parte \u00e8 stato progettato un componente biomedicale innovativo combinando gli effetti di due materiali gi\u00e0 conosciuti, titanio e un peptide. Nel secondo caso \u00e8 stato studiato l\u2019uso di materiali metallici, gi\u00e0 ampliamente utilizzati nelle infrastrutture di trasporto oil-gas, per una futura conversione nel trasporto di idrogeno. Molto promettenti i risultati del primo progetto perch\u00e9 possono portare a un utilizzo maggiore di questa tecnologia in ambiente biomedicale, migliorando la vita del paziente. Il secondo studio, i cui risultati sono coerenti con la letteratura, ha analizzato il comportamento a corrosione di particolari leghe di acciaio inox e dovr\u00e0 essere approfondito per verificare che queste leghe siano idonee al trasporto di idrogeno. Il progetto \u00e8 Matteo Zanocco, Franco Furlani e Francesco Sordetti del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p><strong>Due progetti<\/strong> sono sulla <strong>trasformazione sostenibile dell\u2019architettura, delle citt\u00e0, del territorio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u201cAnticipazioni dalla scena urbana. Le potenzialit\u00e0 strategiche del patrimonio industriale dismesso del Friuli Venezia Giulia\u201d<\/strong>. Il progetto si \u00e8 concentrato sul margine sud di Udine. Un contesto dove i pesanti tracciati delle infrastrutture, ferroviarie e viabilistiche, si confrontano con la complessa armatura insediativa e con le giaciture dei campi che permeano il paesaggio, costituendo un ulteriore elemento di studio. Attraverso l\u2019indagine svolta sull\u2019area dell\u2019ex-acciaieria Safau, e sul suo patrimonio architettonico, strutturale e paesaggistico \u00e8 stato possibile riconoscere il valore storico, estetico, simbolico e identitario di questo contesto per comprenderne i principi ordinatori in rapporto alla costruzione della citt\u00e0. Per approfondire un riuso alternativo alla demolizione \u00e8 stata svolta un\u2019indagine strutturale su un manufatto scelto, che ha mostrato le potenzialit\u00e0 progettuali all\u2019interno di strategie di rinaturalizzazione urbana e di riattivazione di dinamiche di fruizione pubblica. La ricerca \u00e8 di Giovanni Comi, Giada Frappa e Vincenzo d\u2019Abramo del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa sostenibilit\u00e0 del patrimonio architettonico urbano: impatti del cambiamento climatico e prospettive di indagine per il Nord Est\u201d<\/strong>. Oggetto dello studio \u00e8 il centro storico di Andreis, in particolare i Daltz lignei, carattere peculiare del patrimonio costruito e rappresentativo di cultura e tradizioni locali. Su di essi sono stati svolti rilievi, analisi di caratterizzazione e prove diagnostiche che hanno messo in luce la qualit\u00e0 costruttiva e lo stato di conservazione del materiale al variare delle condizioni climatiche. La natura privata dei beni consente processi di condivisione e diffusione del riconoscimento del valore culturale dei Daltz e la programmazione di strategie di tipo partecipato. L\u2019efficacia e la sostenibilit\u00e0 di prodotti e tecnologie per la conservazione duratura del patrimonio costruito andreano consentir\u00e0 all\u2019amministrazione comunale di incrementare le strategie di tutela attraverso l\u2019innesco di attivit\u00e0 di controllo e manutentive pianificate, a vantaggio sia del singolo proprietario che della collettivit\u00e0. Il progetto \u00e8 di Isabella Zamboni, Veronica Riavis e Alberto Cervesato del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura.<\/p>\n<p><strong>Due progetti<\/strong> riguardano il settore dell\u2019<strong>\u201cagroalimentare intelligente\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u201cUso di bio-risorse per la produzione di pullulano da <em>Aureobasidium pullulans<\/em>: caratterizzazione e applicazione per la gestione delle malattie fungine post raccolta\u201d<\/strong>. Le propriet\u00e0 di formare film resistenti fanno del pullulano uno dei polisaccaridi pi\u00f9 interessanti per lo sviluppo di nuovi promettenti materiali utilizzati per la conservazione e la prevenzione di patologie fungine della frutta. Uno dei prerequisiti per la produzione di pullulano da parte di <em>Aureobasidium pullulans<\/em> \u00e8 rappresentato dalla presenza di fonti di carbonio e azoto durante il processo fermentativo. I prodotti di scarto di molte filiere agroalimentari, infatti, possono essere utilizzati per i processi di fermentazione. Nel progetto vengono presi in considerazione scarti di produzione di fungaie e aziende vitivinicole. La ricerca \u00e8 stata condotta da Alessandra Di Francesco, Denise Lovison, Rudy Cignola, Andrea Colautti e Martina Lucci del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali.<\/p>\n<p><strong>\u201cApproccio integrato per la valorizzazione dei sottoprodotti enologici: produzione, caratterizzazione e applicazione di polisaccaridi da vinaccia\u201d<\/strong>. La ricerca propone un modello innovativo e ad alto valore aggiunto per la valorizzazione sequenziale degli scarti del settore vitivinicolo. La strategia delineata consente di trasformare i costi legati alla gestione e allo smaltimento dei residui in nuove opportunit\u00e0 di reddito generando prodotti a elevato valore. Prodotti che possono essere anche reimpiegati nel comparto enologico per migliorare qualit\u00e0, stabilit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 dei vini, in coerenza con i principi dell\u2019economia circolare. L\u2019impiego di tecnologie estrattive \u201cgreen\u201d, unito alle competenze maturate, rende il modello trasferibile ad altri settori agroalimentari favorendo la valorizzazione di una vasta gamma di sottoprodotti. Il progetto \u00e8 di Andrea Natolino, Laura Barp, Chiara Sarnataro e Sabrina Voce del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coinvolti 36 ricercatori dell&#8217;Ateneo friulano per progettualit\u00e0 che raggiungo il mezzo milione di euro il valore complessivo. 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