{"id":70605,"date":"2025-12-24T12:06:44","date_gmt":"2025-12-24T11:06:44","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=70605"},"modified":"2025-12-29T17:02:52","modified_gmt":"2025-12-29T16:02:52","slug":"patrizia-diani-le-note-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/patrizia-diani-le-note-della-fede\/","title":{"rendered":"Patrizia Diani: le note della fede"},"content":{"rendered":"<h6>Patrizia Diani all&#8217;organo<\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MONFALCONE \u2013 Il Circolo dopolavoro Solvay a Monfalcone un tempo offriva lezioni gratuite di musica ai figli dei dipendenti.<\/p>\n<p>Tra loro, desiderosa di apprendere con passione, c\u2019era <strong>Patrizia Diani<\/strong>, monfalconese classe 1956, che gi\u00e0 da piccolissima inizi\u00f2 a studiare pianoforte.<\/p>\n<p><strong>Patrizia, quali furono i suoi primi passi nel mondo della musica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa mia prima maestra, Clara Chierici Bussani, era una donna bellissima, con una folta chioma nera e occhi scuri vivaci. Studiavo per compiacerla. Poi arriv\u00f2 il maestro Giovanni Pian, noto pianista di Gradisca d\u2019Isonzo, che spinse mio padre a comprarmi un pianoforte e a farmi studiare musica a Gorizia. Gli sono molto grata: mi insegn\u00f2 a comprendere gli accordi e ad accompagnare le melodie a orecchio, abilit\u00e0 che mi serv\u00ec per i canti in chiesa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando ha suonato in chiesa la prima volta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAvevo nove anni e la suora, che durante le prove mi aveva sentito strimpellare, mi fece sedere alla tastiera in chiesa e accompagnare i canti al posto suo. Posso quindi dire che ad oggi sono 60 anni che suono in chiesa. Messe, matrimoni, funerali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dove ha studiato pianoforte e organo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo terminato gli studi di pianoforte nel 1979 e quelli di organo circa otto anni dopo, grazie a don Pino Deluisa, che fond\u00f2 una scuola diocesana a Monfalcone chiamandovi a insegnare l\u2019organista Iris Caruana e, in seguito, il maestro Lino Falilone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In tutti questi anni ha suonato in numerose chiese del territorio&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNella parrocchia di San Giuseppe ho suonato per diversi anni alla messa delle 20 e nelle feste pi\u00f9 importanti dell\u2019anno, sotto la guida di don Narciso Miniussi. Ho prestato servizio anche nella chiesa Cattedrale, a Gorizia, per un triennio, quando il coro era guidato dall\u2019indimenticato Giancarlo Bini, grande musicista prematuramente scomparso. Dal 1975 al 2018 ho insegnato nella scuola statale, una bella esperienza dalla quale ho ricevuto molto. Attualmente suono ogni domenica a una messa serale a Gradisca d\u2019Isonzo e nelle festivit\u00e0 importanti o occasionali in luoghi diversi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 la sua opinione sull\u2019attuale stato della musica liturgica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon ho tenuto molti concerti, mi considero un\u2019organista di chiesa di buon livello, soprattutto per la conoscenza del repertorio liturgico tradizionale, oggi purtroppo in via d\u2019estinzione a favore di musichette facili e banali, spesso pensate per bambini ma eseguite da adulti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Urgono cambiamenti, a suo avviso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSpero che il nuovo Papa intervenga per salvaguardare il canto gregoriano e restituire dignit\u00e0 alla liturgia, troppo spesso affidata a dilettanti privi di cultura musicale e liturgica. Nonostante i numerosi documenti prodotti dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa italiana non ha mai bandito concorsi per organisti o direttori di coro, come avviene altrove, e questo ha abbassato il livello generale. L\u2019organo resta lo strumento principe della chiesa: la mia pi\u00f9 grande soddisfazione \u00e8 ricevere un sorriso o un grazie da chi trova nella mia musica un aiuto alla preghiera. Credo che per una celebrazione decorosa bastino un organista e un cantore che guidi l\u2019assemblea; meglio il silenzio che chitarre e tamburi fuori luogo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali difficolt\u00e0 incontra un organista nel mantenere una preparazione costante?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL\u2019organista deve sempre studiare per poter offrire una decorosa prestazione. Ma se i pianoforti sono facili da studiare a casa poich\u00e9 hanno tutti la stessa tastiera, gli organi invece stanno in chiesa, dove d\u2019inverno fa freddo e d\u2019estate fa caldo. Inoltre ci sono gli orari da rispettare per studiare in loco, senza dimenticare gli eventi imprevisti. Per fortuna da qualche anno ho trovato uno spazio a casa dove collocare un organo da studio, che mi \u00e8 di molto aiuto per l\u2019impostazione di base\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Molti organi, anche di grande pregio, vengono oggi trascurati o lasciati senza manutenzione. Come riesce a suonare strumenti cos\u00ec diversi tra loro e spesso in condizioni difficili?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon tutti gli organi sono uguali: ogni strumento ha le sue caratteristiche e serve tempo per \u201cfare amicizia\u201d e ottenere il meglio. L\u2019organo \u00e8 delicato e la manutenzione costosa; possono verificarsi guasti improvvisi, come note bloccate o registri stonati. I concertisti suonano strumenti controllati, ma l\u2019organista di chiesa spesso trova organi abbandonati e impolverati, non curati da decenni. \u00c8 doloroso vedere strumenti di grande pregio, costruiti con sacrificio dalle comunit\u00e0 del passato, lasciati deteriorare per mancanza di manutenzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale ruolo hanno oggi i corsi di canto gregoriano nella riscoperta e nella diffusione delle antiche prassi esecutive?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa partitura \u00e8 il mezzo attraverso cui il compositore trasmette la propria idea di esecuzione. Questo concetto \u00e8 valido per gran parte del repertorio. Per la musica antica ci sono divergenze di interpretazione ma si procede con prassi trasmesse e consolidate. A un grande rinnovamento nell\u2019interpretazione si assiste nel campo del canto gregoriano, millenario patrimonio della chiesa cattolica, anche grazie ai corsi che periodicamente vengono svolti nella nostra regione. Auspico che gli studi prodotti abbiano un riscontro anche fuori dagli ambienti accademici e che le preziose melodie tornino ad animare le celebrazioni come un tempo\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_70607\" aria-describedby=\"caption-attachment-70607\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-70607\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/patrizia-diani--1024x921.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"576\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/patrizia-diani--1024x921.jpg 1024w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/patrizia-diani--300x270.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/patrizia-diani--768x691.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/patrizia-diani--1536x1382.jpg 1536w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/patrizia-diani--2048x1843.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-70607\" class=\"wp-caption-text\">Primo piano \u201cartistico\u201d di Patrizia Diani<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>In che modo l\u2019ascolto delle esecuzioni disponibili in rete influenza o arricchisce l\u2019interpretazione personale di un brano musicale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando suono utilizzo edizioni che rimandano al testo originale, evitando le fotocopie purtroppo usate in gran quantit\u00e0, in spregio alle norme sul diritto d\u2019autore. Se suonare da soli non comporta problemi riguardo l\u2019interpretazione dei tempi e delle dinamiche (sono fedelissima al testo), possono sorgere dei problemi con un coro non professionista, ma mi adatto senza difficolt\u00e0. Di fronte a un testo classico che non ho mai studiato e mai ascoltato eseguire da altri, mi piace scoprire in seguito che la mia interpretazione collimi o no con quella di grandi interpreti. Ci\u00f2 \u00e8 reso possibile oggi grazie alla rete, che contiene una quantit\u00e0 sterminata di esecuzioni, anche di brani poco noti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sessant\u2019anni accompagna all\u2019organo le liturgie nelle chiese del territorio isontino. \u00abPer una celebrazione decorosa bastano un organista e un cantore: meglio il silenzio che chitarre e tamburi fuori luogo. 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