{"id":69301,"date":"2025-11-04T12:12:31","date_gmt":"2025-11-04T11:12:31","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=69301"},"modified":"2025-11-05T12:53:28","modified_gmt":"2025-11-05T11:53:28","slug":"il-novecento-e-la-fine-dellumanesimo-pasolini-secondo-vecchioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-novecento-e-la-fine-dellumanesimo-pasolini-secondo-vecchioni\/","title":{"rendered":"Il Novecento e la fine dell&#8217;Umanesimo: Pasolini secondo Vecchioni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Roberto Vecchioni sul palco del Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia<\/em><\/span><\/p>\n<p>CASARSA DELLA DELIZIA \u2013 Un Teatro Pasolini gremito in ogni ordine di posto ha accolto ieri sera <strong>Roberto Vecchioni<\/strong> per la lectio magistralis <em>\u201cPasolini, poeta dell\u2019universalit\u00e0 umana\u201d<\/em>, che ha concluso le celebrazioni per i 50 anni dalla morte di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>, promosse dal <strong>Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia in collaborazione con il Comune di Casarsa, enti e istituzioni<\/strong>.<\/p>\n<p>In un intervento intenso e appassionato, il professore della canzone italiana ha tracciato un ritratto del poeta come voce solitaria e profetica: \u00abPasolini \u2013 ha detto \u2013 ha illuminato il Novecento. Aveva sentito con precisione che il mondo stava andando allo sbando, verso un\u2019epoca meccanica e falsa. Cap\u00ec che con il Novecento finiva l\u2019umanesimo, e che senza umanesimo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente\u00bb.<\/p>\n<p>Vecchioni ha ricordato come il poeta \u201cnon trovasse compagni intellettuali, eppure li conosceva tutti: era solo perch\u00e9 era unico, non perch\u00e9 fosse isolato\u201d.<\/p>\n<p>E ancora: \u00abPasolini \u00e8 stato il poeta della verit\u00e0, uno che non ha mai avuto paura di pagare per ci\u00f2 che diceva. In lui la poesia diventa un atto civile: non \u00e8 ornamento, ma un modo per rischiare la vita\u00bb.<\/p>\n<p>Il cantautore ha poi riflettuto sul friulano per Pasolini lingua madre da cui derivava las sua prosa \u00abcos\u00ec chiara, invadente e vera, mentre nell\u2019italiano c\u2019\u00e8 qualcosa di coercitivo, perch\u00e9 l\u2019italiano \u2013 diceva Pasolini \u2013 \u00e8 la lingua del potere. Per questo cercava nel friulano e nei dialetti la voce autentica del popolo, la lingua dell\u2019anima\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo Vecchioni, Pasolini \u00abcredeva nell\u2019eguaglianza dei diritti e vedeva nella borghesia l\u2019anti-umanit\u00e0, quel conformismo che chiamiamo sviluppo, ma che non \u00e8 vero progresso\u00bb.<\/p>\n<p>Ha definito Pasolini \u00abpoeta di come dovrebbe essere l\u2019essere umano\u00bb, aggiungendo che \u00abci insegna che non saremo mai soli se continueremo a cercare le persone e i valori eterni dell\u2019uomo\u00bb.<\/p>\n<p>Ha concluso leggendo <em>Supplica a mia madre<\/em>, poesia nella quale, ha detto, \u00abPasolini confessa che la sua anima \u00e8 quella di Susanna, \u00e8 Casarsa: quando ne \u00e8 lontano gli manca l\u2019anima stessa e per questo il senso di profonda solitudine e la sete di corpi e di fisicit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_69302\" aria-describedby=\"caption-attachment-69302\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-69302\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/vecchioni-4.jpeg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"638\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/vecchioni-4.jpeg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/vecchioni-4-300x191.jpeg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/vecchioni-4-768x490.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-69302\" class=\"wp-caption-text\">Il pubblico in ascolto<\/figcaption><\/figure>\n<p>La serata ha chiuso due intense giornate di celebrazioni che hanno posto Casarsa sotto i riflettori nazionali trasformandola in un laboratorio di memoria e futuro. Il 2 e 3 novembre, il <strong>Centro Studi Pasolini<\/strong> ha riunito oltre <strong>550 studenti<\/strong>, studiosi, artisti e istituzioni in un percorso che ha voluto \u00abriaccendere la parola di Pasolini come strumento per comprendere il presente\u00bb.<\/p>\n<p>Domenica 2 novembre, a cinquant\u2019anni esatti dalla morte del poeta, la commossa cerimonia al cimitero di Casarsa \u2013 dove riposa accanto alla madre Susanna \u2013 ha aperto ufficialmente gli eventi. In serata, al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento, <strong>Edoardo Camurri<\/strong> ha portato in scena <em>\u201cPasolini, parola viva\u201d<\/em>, un racconto in dialogo con studiosi di Pasolini fra cinema, musica e letteratura che ha restituito la voce e il corpo del poeta.<\/p>\n<p>Luned\u00ec 3 novembre, il Teatro Pasolini ha ospitato il convegno internazionale <em>\u201cPasolini e l\u2019immaginario collettivo\u201d<\/em>, curato da <strong>Maura Locantore<\/strong>, con i massimi esperti pasoliniani fra i quali <strong>Giulio Ferroni<\/strong>, che hanno discusso del ruolo di Pasolini nella cultura del Novecento e nella formazione dell\u2019immaginario contemporaneo.<\/p>\n<p>\u00abPasolini ci obbliga ancora a pensare \u2013 ha detto Locantore \u2013 perch\u00e9 la sua parola non \u00e8 nostalgia, ma visione del futuro\u00bb.<\/p>\n<p>Per <strong>Marco Salvadori<\/strong>, presidente del Centro Studi, \u00abquesto anniversario non \u00e8 una chiusura, ma una continuit\u00e0. Pasolini appartiene a chi rifiuta l\u2019omologazione e cerca un linguaggio vero, umano e libero\u00bb.<\/p>\n<p>A concludere il programma, la <strong>Pasolini High School transfrontaliera<\/strong>, con studenti italiani, sloveni e di altri Paesi europei, ha confermato come l\u2019eredit\u00e0 del poeta resti un ponte oltre ogni confine.<\/p>\n<p>Due giornate che hanno riaffermato <strong>Casarsa come cuore pulsante del pensiero pasoliniano:<\/strong> non solo luogo della memoria, ma spazio in cui, come ha ricordato Vecchioni, \u00abpossiamo ancora tentare di far rinascere l\u2019umanit\u00e0 che Pasolini vedeva finire\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Casarsa la lectio magistralis del cantautore in un teatro esaurito: &#8220;Aveva sentito con precisione che il mondo stava andando allo sbando, verso un\u2019epoca meccanica e 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