{"id":68654,"date":"2025-10-13T12:14:21","date_gmt":"2025-10-13T10:14:21","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=68654"},"modified":"2025-10-15T15:42:48","modified_gmt":"2025-10-15T13:42:48","slug":"paola-del-negro-mare-da-custodire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/paola-del-negro-mare-da-custodire\/","title":{"rendered":"Paola Del Negro: mare da custodire"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Paola Del Negro (\u00a9 C.A. Dallagiacoma)<\/em><\/span><\/p>\n<p>TRIESTE \u2013 Fra un anno e mezzo scadr\u00e0 il suo secondo mandato da direttrice generale dell\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale &#8211; <strong>OGS <\/strong>di Trieste.<\/p>\n<p>\u00abUn punto di riferimento scientifico a livello nazionale e internazionale\u00bb, ama ripetere <strong>Paola Del Negro<\/strong>, laureata in Scienze Biologiche e membro del Collegio di Dottorato in Biologia Ambientale dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Trieste.<\/p>\n<p><strong>Paola Del Negro, cosa significa dirigere l\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIo sono una ricercatrice. Mi sono occupata di ricerca fino al 2012 quando sono diventata direttrice della Sezione di Oceanografia. Sono passata dalla \u201cricerca sul campo\u201d, dalle campagne oceanografiche e dallo scrivere pubblicazioni alla gestione di questo mondo, ma rimanendo comunque confinata all\u2019interno dell\u2019area di mia competenza: il mare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un passaggio traumatico? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 2018, per una serie di occasioni fortuite (si era dimesso il direttore generale di OGS e non si riusciva a organizzare un bando per reclutare una persona esterna) hanno assegnato a me la direzione generale dell\u2019Istituto. Ho dovuto abbandonare la mia linea di comfort che era quella del mare per occuparmi di tutte le anime che caratterizzano questa realt\u00e0. Che sono diverse\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Mare e non solo\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOltre alla grande competenza sull\u2019oceanografia, noi siamo anche un Istituto di Geofisica sperimentale e applicata. Studiamo la terra. Mi sono cos\u00ec calata in questa realt\u00e0 competente con una grande storia e una grande tradizione all\u2019interno di OGS. Proprio nell\u2019ambito di questo studio della terra OGS ospita il Centro di Ricerche Sismologiche, con sede a Udine. Una realt\u00e0 di cui io \u2013 friulana che ha vissuto sulla propria pelle il periodo del terremoto e post terremoto \u2013 ho sempre apprezzato\u00a0tantissimo il valore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua direzione finora \u00e8 stata florida di soddisfazioni.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 stata una scoperta anche di competenze, storie e progetti che prima solo mi sfioravano. Grande arricchimento personale, ma anche grandi pensieri: quando lo avevo preso in mano, in OGS c\u2019erano meno di 200 persone, ora invece siamo pi\u00f9 di 400. Una grande evoluzione, non certo per merito mio. L\u2019arrivo dei fondi PNRR post COVID ha consentito di ampliare e potenziare le nostre attivit\u00e0: abbiamo anche acquistato la nave per ricerca \u201cLaura Bassi\u201d, unica rompighiaccio battente bandiera italiana. Riguardando questo periodo di direzione generale posso affermare di avere\u00a0imparato tante cose, molte a mio danno, ma con un arricchimento umano e professionale. OGS \u00e8 un ente complesso che racchiude competenze molto diverse in una realt\u00e0 molto coesa, rappresentando un punto di grande forza\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_68655\" aria-describedby=\"caption-attachment-68655\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-68655\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Granbassi_1-1024x713.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"446\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Granbassi_1-1024x713.jpg 1024w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Granbassi_1-300x209.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Granbassi_1-768x535.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Granbassi_1-1536x1069.jpg 1536w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Granbassi_1.jpg 1566w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-68655\" class=\"wp-caption-text\">La nave da ricerca \u201cLaura Bassi\u201d, unica rompighiaccio battente bandiera italiana<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Gli altri punti di forza?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbiamo una capacit\u00e0 di presentazione di progetti e di loro approvazione pi\u00f9 alta della media nazionale. Ma possediamo anche forti relazioni con le imprese e abbiamo una grande capacit\u00e0 di gestione di infrastrutture strategiche. Oltre alla nave, gestiamo per conto dell\u2019Italia tre infrastrutture europee: ARGO, il pi\u00f9 grande sistema mondiale di osservazione in situ degli oceani, di cui OGS ne \u00e8 responsabile per il Mar Mediterraneo e il Mar Nero; ECCSEL, infrastruttura europea dedicata allo stoccaggio\u00a0sottoterra dell\u2019anidride carbonica; PRACE, infrastruttura europea per il supercalcolo, con focus sulle applicazioni modellistiche per le Scienze della Terra. Senza scordare\u00a0le reti osservative, di cui quella sismologica \u00e8 la pi\u00f9 importante che monitora tutta l\u2019Italia nordorientale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali invece i punti che a suo avviso andrebbero migliorati?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa logistica. Siamo cresciuti tanto: sia la sede di Trieste che quella di Udine necessitano di ampliamenti, per non influenzare negativamente il benessere delle persone che lavorano. Un altro limite sono i vincoli legati al fatto di essere un ente pubblico, con poca possibilit\u00e0 di incentivare i nostri ricercatori premiandone economicamente il merito. Ricercatori come i nostri che vincono progetti europei, che risultano tra i migliori in Italia, sarebbe opportuno riuscire a gratificarli. Invece battagliamo ancora tra vincoli di reclutamento importanti e stipendi relativamente bassi rispetto al mercato di realt\u00e0 analoghe alle nostre, con il rischio costante di perdere persone di qualit\u00e0. Ritengo che migliorare la qualit\u00e0 della vita delle persone che lavorano sia una priorit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ribaltiamo la prospettiva: quali sono le caratteristiche indispensabili che deve possedere chi vuole lavorare in OGS?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAl di l\u00e0 di chi salva vite, noi facciamo il lavoro pi\u00f9 bello del mondo. Un lavoro molto utile perch\u00e9 contribuiamo al benessere del pianeta. Un ente, per\u00f2, non \u00e8 fatto solo di ricercatori: per garantire la gestione c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di personale tecnico e amministrativo che, lavorando nel pubblico, ha la garanzia di percepire con regolarit\u00e0 gli stipendi. Chi desidera lavorare per OGS deve avere la voglia di lavorare in gruppo perch\u00e9 ci sono attivit\u00e0 che non si possono fare da soli\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per Paola Del Negro cosa rappresenta la ricerca?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono una persona estremamente curiosa: \u00e8 la scoperta continua, la voglia di mettersi in gioco attraverso il desiderio di imparare sempre qualcosa. Uno stimolo enorme nella mia vita. Che ora cerco di trasferire anche nelle questioni amministrative, come ad esempio imparare a raggiungere accordi sindacali piuttosto che altri temi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E invece il mare e l\u2019ecosistema marino?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono parte della mia vita. Nonostante sia carnica di origine, mi \u00e8 capitato di imbattermi nel mare per puro caso quando ero studentessa, ed \u00e8 stata una folgorazione. Parlo di mare come se parlassi di me. Lo vedo come il mio mondo. Mi sento perfettamente a mio agio quando mi trovo dentro il mare. Per questo amo il mio lavoro che aiuta le persone a comprendere quanto questo ambiente sia importante\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi il mare cosa ci comunica sullo stato di salute del nostro pianeta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGrandi preoccupazioni e grandi criticit\u00e0. La circolazione oceanica si sta modificando e le acque diventano sempre pi\u00f9 acide. C\u2019\u00e8 una riduzione del <em>ph <\/em>e una perdita della biodiversit\u00e0. Se butto un sacco di immondizie in un prato resta l\u00ec per tanto tempo davanti ai nostri occhi. Se lo getto in mare sparisce subito in profondit\u00e0 e\u00a0non d\u00e0 l\u2019idea del pesante inquinamento. Osservando il mare si ha sempre l\u2019impressione che tutto funzioni bene, ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Ogni azione che avviene sulla terra ha delle ripercussioni pesanti su quello che \u00e8 l\u2019ecosistema pi\u00f9 grande del pianeta. Noi siamo abituati a parlare di mari e oceani. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 solo un unico grande oceano collegato dai Poli all\u2019Equatore al cui interno ci sono i vari mari costieri, peraltro caratterizzati da grande biodiversit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una biodiversit\u00e0 sempre pi\u00f9 a rischio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abStiamo rovinando l\u2019ecosistema in modo massiccio non solo con la plastica, ma anche con altri inquinanti, con i rumori delle imbarcazioni, con la pesca indiscriminata non per nutrire le persone ma per fare farina di pesce con cui alimentare anche animali d\u2019allevamento. Scelte a mio avviso assurde, compiute\u00a0ragionando solo all\u2019immediato e non pensando che c\u2019\u00e8 anche un futuro da preservare. E cos\u00ec ora ci ritroviamo conseguenze che possono diventare catastrofiche. Un mio collega ha scritto un post in occasione della Giornata degli Oceani: \u201c<em>Il mare non ha bisogno di essere celebrato, ha bisogno di un vero cambio di rotta<\/em>\u201d. Non serve aggiungere altro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha partecipato a diverse campagne oceanografiche in Italia e nel mondo, fino in Antartide. Cosa si prova durante queste esperienze sul campo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abA parte l\u2019ambiente che affascina, la nave \u00e8 un luogo di lavoro circoscritto. Si lavora tanto e spesso in ambienti molto ristretti. Il noleggio di una nave che ospita 15-20 ricercatori costa decine di migliaia di euro al giorno, per cui bisogna far fruttare il tutto, lavorando h24. Lavoro che richiede una grande squadra, con i singoli componenti che devono adempiere ai propri compiti. Queste campagne oceanografiche, poi, sono molto gratificanti a livello umano: nascono legami che\u00a0durano nel tempo con ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_68656\" aria-describedby=\"caption-attachment-68656\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-68656\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20240523_145124-1024x652.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"408\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20240523_145124-1024x652.jpg 1024w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20240523_145124-300x191.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20240523_145124-768x489.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20240523_145124-1536x979.jpg 1536w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/20240523_145124.jpg 1565w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-68656\" class=\"wp-caption-text\">Personale tecnico scientifico dell\u2019OGS allestisce un robot sottomarino (AUV) per il monitoraggio del mare<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Il suo percorso di formazione \u00e8 strettamente legato al Friuli Venezia Giulia, con gli studi nelle Universit\u00e0 di Trieste e di Udine: come giudica lo stato di salute del mondo della ricerca nella nostra regione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMolto bene. Il mio cruccio, tuttavia, \u00e8 che questa ricerca abbia avuto finora poche ricadute sul contesto locale. Tra universit\u00e0 ed enti di ricerca, la nostra regione \u00e8 una delle pi\u00f9 ricche da questo punto di vista. Ma il mondo delle scuole superiori \u2013 dagli studenti agli insegnanti \u2013 non ci usa. Se dovessi fare una lezione di neuroscienze chiamerei i migliori neuroscienziati, allo stesso modo se dovessi fare una lezione sul mare dovrebbe essere scontato chiamare un esperto di OGS. Ma non \u00e8 cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo dipenda molto dai rapporti e dalle persone. Con i rettori delle universit\u00e0 di Udine e Trieste si sono creati legami forti tra istituzioni, con la partecipazione condivisa a manifestazioni. Dobbiamo fare un salto di qualit\u00e0 che possa avere una\u00a0ricaduta fondamentale su tutto il territorio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il rapporto di OGS con i diversi portatori di interesse della regione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAbbastanza buono, con fatica. Cito spesso l\u2019esempio dei pescatori: vedevano il mondo della ricerca come qualcosa di ostile che voleva mettere dei paletti alle loro attivit\u00e0. C\u2019era diffidenza. Ora invece c\u2019\u00e8 una collaborazione ottima, che punta a lavorare con un obiettivo comune: salvaguardare il loro lavoro e l\u2019ambiente. Abbiamo instaurato rapporti molto buoni con i Gestori degli impianti di depurazione, mentre con la Regione lavoriamo in stretta collaborazione. Siamo visti come un punto di riferimento e vorrei che con tutti i portatori di interesse si potenziassero queste collaborazioni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dal mondo istituzionale alla quotidianit\u00e0: qual \u00e8 il suo rapporto con il Friuli Venezia Giulia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abRitengo realmente che questo sia un piccolo compendio dell\u2019universo. Oltre che del mare sono innamorata della Carnia: delle sue montagne e dei suoi paesi. Viviamo in un territorio bellissimo, talvolta non compreso fino in fondo dalle persone che lo vivono. Io mi sento fortemente friulana, con i valori di questa terra: senso del dovere e timore di non essere all\u2019altezza. Stati d\u2019animo che rischiano di farci diventare i peggiori nemici di noi stessi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i sogni che Paola Del Negro vorrebbe ancora realizzare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFra un anno e mezzo, alla scadenza del mio secondo mandato, mi piacerebbe lasciare l\u2019OGS meglio di come l\u2019ho trovato, consolidando un\u2019organizzazione che possa facilitare la guida di chi verr\u00e0 dopo di me. Mi auguro di continuare a fare attivit\u00e0 di divulgazione per far comprendere alle persone l\u2019importanza del mare e dell\u2019educazione al rispetto per l\u2019ambiente. Spero che la mia mente continui a essere vivace: vorrei scrivere dei testi per bambini, per spiegare gli animali marini e i rapporti tra loro. Per iniziare un percorso di formazione al mare che attualmente non c\u2019\u00e9\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sette anni dirige l\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale &#8211; OGS di Trieste. \u00abLe acque degli oceani diventano sempre pi\u00f9 acide: se non cambiamo, ci saranno conseguenze catastrofiche\u00bb <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":68657,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[66,175,3593,98,65],"class_list":["post-68654","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","tag-ambiente","tag-mare","tag-ogs","tag-ricerca","tag-trieste","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1.jpg",1366,847,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1.jpg",1366,847,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1.jpg",1366,847,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-300x186.jpg",300,186,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-1024x635.jpg",640,397,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1.jpg",1366,847,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1.jpg",1366,847,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-1024x635.jpg",1024,635,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Paola-DN-02-1-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Andrea Doncovio","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/andrea\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Da sette anni dirige l\u2019Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS di Trieste. \u00abLe acque degli oceani diventano sempre pi\u00f9 acide: se non cambiamo, ci saranno conseguenze catastrofiche\u00bb","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68654"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68654\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":68661,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68654\/revisions\/68661"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/68657"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}