{"id":67586,"date":"2025-08-28T12:30:00","date_gmt":"2025-08-28T10:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=67586"},"modified":"2025-08-29T12:23:42","modified_gmt":"2025-08-29T10:23:42","slug":"dal-profondo-dellatlantico-i-segnali-di-rischio-sismico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/dal-profondo-dellatlantico-i-segnali-di-rischio-sismico\/","title":{"rendered":"Dal profondo dell\u2019Atlantico i segnali di rischio sismico"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Un dettaglio dello studio<\/em><\/span><\/p>\n<p>TRIESTE \u2013 Per la prima volta un gruppo di ricercatori europei guidato dall\u2019Universit\u00e0 di Lisbona, con la partecipazione dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, ha identificato in un\u2019area nell\u2019Oceano Atlantico un caso di \u201caffondamento\u201d di un pezzo di placca, la parte inferiore della litosfera, lo strato pi\u00f9 esterno della Terra.<\/p>\n<p>Questo fenomeno geologico, noto come\u00a0\u201cdelaminazione della litosfera\u201d e all\u2019origine di molti eventi sismici finora era stato documentato solo nei continenti.<br \/>\nLa scoperta, pubblicata su\u00a0<em>Nature Geoscience<\/em>, apre quindi nuove prospettive sulla previsione del rischio sismico in Europa.<\/p>\n<p>Grazie a sofisticate tecniche di\u00a0tomografia sismica, tecnica che impiega le onde sismiche dei terremoti per capire la struttura della Terra a profondit\u00e0 elevate, i ricercatori hanno rilevato un\u2019anomalia ad alta velocit\u00e0 fino a 250 km di profondit\u00e0 <strong>sotto la\u00a0Piana Abissale di Horseshoe, nella regione a sud-ovest della Penisola Iberica<\/strong>, tra le placche africana ed eurasiatica, un\u2019area nota per la sua intensa attivit\u00e0 sismica, teatro di terremoti storici come quello di Lisbona del 1755 (M8.5 \u2013 8.7) e quello di San Vincenzo del 1969 (M7.9).<\/p>\n<p>In questa regione, pur mancando segni e deformazioni superficiali evidenti di paesaggi contorti o montagne sottomarine, <strong>una porzione di litosfera oceanica starebbe affondando nel mantello terrestre, creando nuove faglie<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo fenomeno, favorito dalla presenza di una spessa zona serpentinizzata, che agisce da strato debole, potrebbe spiegare l\u2019origine di terremoti storici di grande magnitudo.<\/p>\n<p><em>\u201cQuesta scoperta \u2013 <\/em>spiega <strong>Chiara Civiero<\/strong>, geofisica e ricercatrice presso il Dipartimento di matematica, informatica e geoscienze dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, coautrice dello studio e responsabile delle analisi tomografiche<em> \u2013 apre nuove strade per comprendere l\u2019evoluzione delle primissime fasi di subduzione oceanica con importanti implicazioni per la tettonica a placche. Se anche aree senza evidenti faglie superficiali, come la Piana Abissale di Horseshoe, possono essere soggette a forti terremoti, emerge la necessit\u00e0 di rivedere i modelli di pericolosit\u00e0 sismica per includere processi profondi e strutture non mappabili con metodi tradizionali\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Insieme alla\u00a0subduzione della litosfera oceanica, processo per cui una placca pu\u00f2 scorrere sotto un\u2019altra se lungo il margine di contatto avviene compressione, la delaminazione della litosfera continentale\u00a0costituisce il principale meccanismo attraverso cui la superficie terrestre viene riciclata nel mantello.<\/p>\n<p>Le placche tettoniche, ossia le zolle di litosfera rigide\u2013 la parte esterna pi\u00f9 rigida del pianeta Terra \u2013, sono infatti costantemente in marcia al rallentatore, con alcuni bordi che si separano e altri che si scontrano.<\/p>\n<p>I modelli numerici elaborati dai ricercatori suggeriscono che la delaminazione potrebbe evolvere in una vera e propria zona di subduzione, contribuendo cos\u00ec a una riorganizzazione tettonica dell\u2019Atlantico.<\/p>\n<p>Questo processo potrebbe portare alla formazione di un nuovo sistema di subduzione che si collegherebbe all\u2019Arco di Gibilterra, con implicazioni a lungo termine per la chiusura dell\u2019Oceano Atlantico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio internazionale con la partecipazione dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste ha rivelato un caso di \u201caffondamento\u201d di una porzione di mantello litosferico mai osservato prima in oceano<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":67587,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[98,1842,65,389,388],"class_list":["post-67586","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","tag-ricerca","tag-terremoto","tag-trieste","tag-units","tag-universita","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti.jpg",1366,754,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti.jpg",1366,754,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti.jpg",1366,754,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-300x166.jpg",300,166,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-1024x565.jpg",640,353,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti.jpg",1366,754,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti.jpg",1366,754,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-1024x565.jpg",1024,565,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/studioTerremoti-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a 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