{"id":66110,"date":"2025-06-18T12:27:54","date_gmt":"2025-06-18T10:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=66110"},"modified":"2025-06-19T12:07:49","modified_gmt":"2025-06-19T10:07:49","slug":"safet-zec-arte-per-credere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/safet-zec-arte-per-credere\/","title":{"rendered":"Safet Zec: arte per credere"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Safet Zec (ph. Velija Hasanbegovic)<\/em><\/span><\/p>\n<p>UDINE \u2013 \u00c8 forte, profondo, umano e artistico il rapporto fra il pittore e incisore bosniaco <strong>Safet Zec <\/strong>e il Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>La sua arte \u00e8 pervasa dalla sacralit\u00e0 nella sofferenza e umana piet\u00e0 per gli ultimi e per chi soffre, con un dominio perfetto di tecniche ed equilibrio naturale nel ricevere dal mondo l\u2019ispirazione che sulla tela o su carta diventa creativit\u00e0 dall\u2019originale linguaggio espressivo.<\/p>\n<h3>Dalla Bosnia a Udine<\/h3>\n<p>Ottavo figlio di un calzolaio musulmano, nato in Bosnia nel 1943, \u00e8 arrivato a <strong>Udine<\/strong>, accolto dallo stampatore <strong>Corrado Albicocco<\/strong>, in fuga dalla guerra nei Balcani.<\/p>\n<p>Da tempo \u00e8 cittadino del mondo e la sua opera \u00e8 stata scelta dal Vaticano quale rappresentazione della grande arte al servizio dell\u2019amore del Cristo e della Chiesa universale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_66112\" aria-describedby=\"caption-attachment-66112\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66112\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ZenoColantoni-.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"668\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ZenoColantoni-.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ZenoColantoni--300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ZenoColantoni--768x513.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ZenoColantoni--391x260.jpg 391w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/ZenoColantoni--272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66112\" class=\"wp-caption-text\">Papa Francesco benedice la \u201cDeposizione del corpo di Cristo\u201d realizzata da Zec (\u00a9 Zeno Colantoni)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il primo incontro con <strong>Papa Francesco <\/strong>nel 2014, quando nella Cappella della Passione della chiesa del Ges\u00f9 a Roma \u00e8 stata inaugurata e benedetta dal Pontefice la pala d\u2019altare <em>\u201cDeposizione del corpo di Cristo\u201d<\/em>, commissionata all\u2019artista per celebrare il bicentenario della restaurazione dei Gesuiti.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Zec \u00e8 andata a sostituire un capolavoro rinascimentale collocato nella chiesa principale della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.<\/p>\n<p>Si parla infatti della\u00a0\u201c<em>Piet\u00e0<\/em>\u201d di Scipione Pulzone, oggi esposta al Metropolitan Museum di New York.<\/p>\n<p>La Santa Sede lo ha dunque scelto per la realizzazione della nuova pala d\u2019altare, opera pittorica di grandi dimensioni e di rilievo artistico.<\/p>\n<p>La seconda occasione d\u2019incontro giunse nel giugno 2023, quando il Santo Padre ha invitato duecento artisti nella Cappella Sistina per un\u2019udienza in occasione del cinquantesimo anniversario della collezione di arte moderna e contemporanea dei Musei Vaticani.<\/p>\n<p>Tra gli artisti presenti c\u2019era anche Safet Zec.<\/p>\n<figure id=\"attachment_66113\" aria-describedby=\"caption-attachment-66113\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66113\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/401_Zeno-Colantoni-.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"668\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/401_Zeno-Colantoni-.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/401_Zeno-Colantoni--300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/401_Zeno-Colantoni--768x513.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/401_Zeno-Colantoni--391x260.jpg 391w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/401_Zeno-Colantoni--272x182.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66113\" class=\"wp-caption-text\">Il secondo incontro tra Zec \u00e8 il Pontefice nel 2023 in Vaticano (\u00a9 Zeno Colantoni)<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abStringere la mano di un essere umano cos\u00ec eccezionale \u2013 ricorda l\u2019artista \u2013 nella luce incredibile della Cappella Sistina, circondati dalle pareti e sovrastati dal soffitto dipinti dalla mano divina di Michelangelo, \u00e8 qualcosa che ricorder\u00f2 per tutta la vita. Papa Francesco non poteva scegliere un posto migliore di questo luogo magnifico\u00a0per incontrare gli artisti, sublimando l\u2019emozione del momento\u00bb.<\/p>\n<p>Ma l\u2019emozionato ricordo va oltre l\u2019aspetto legato all\u2019opera dei maestri della storia mondiale della pittura.<\/p>\n<h3>Francesco e Leone<\/h3>\n<p>\u00ab\u00c8 stato un grandissimo privilegio \u2013 confida Zec \u2013 essere invitati dal Santo Padre per ben due volte, anche in ragione del fatto che \u00e8 stato proprio lui a impegnarsi, pi\u00f9 di ogni suo predecessore, per la convivenza e la condivisione fra credenti di fedi diverse. Ha ricordato agli artisti la relazione secolare che la Chiesa ha avuto con loro, dando la vita a opere d\u2019arte incredibili\u00bb.<\/p>\n<p>Ci mancher\u00e0 \u2013 conclude il pittore \u2013 un Papa dalle grandi vedute, dalla comprensione e dalla mentalit\u00e0 cos\u00ec aperta, ma confidiamo che Papa Leone XIV, da lui nominato cardinale, possa continuare nel segno del suo insegnamento e volont\u00e0 di impegno verso la pace mondiale, come ha affermato nelle sue prime parole al mondo dopo l\u2019elezione\u00bb.<\/p>\n<h3>I legami con il Friuli<\/h3>\n<p>Fino alla fine del 2025, anno di Gorizia e Nova Gorica capitale europea della cultura, pu\u00f2 essere visitata gratuitamente nelle sale dell\u2019<strong>Abbazia di Rosazzo<\/strong>, a Manzano, la mostra di incisioni inaugurata lo scorso autunno nell\u2019ambito della Rassegna letteraria <em>\u201cI Colloqui dell\u2019Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga\u201d<\/em>, curata e condotta da <strong>Elda Felluga <\/strong>e <strong>Margherita Reguitti<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione celebra il ritorno dell\u2019artista in terra friulana in occasione della presentazione della <em>\u201cGuida anacronistica di Venezia per tutti coloro che accettano di perdersi\u201d.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_66111\" aria-describedby=\"caption-attachment-66111\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66111\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"935\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo-257x300.jpg 257w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Margherita-Reguitti-e-SAfet-Zec-in-Abbazia-di-rosazzo-768x898.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-66111\" class=\"wp-caption-text\">La nostra Margherita Reguitti assieme a Zec durante la presentazione del suo libro<\/figcaption><\/figure>\n<p>La pubblicazione, gi\u00e0 uscita in francese e di prossima pubblicazione in inglese, contiene i raffinati e colti testi del critico e curatore di esposizioni <strong>Pascal Bonafoux<\/strong>.<\/p>\n<p>Pubblicata dall\u2019editore parigino Qup\u00e9 \u00e8ditions \u00e8 stata costruita sul progetto editoriale di <strong>Hana Zec <\/strong>e <strong>Federico Fazzi<\/strong>.<\/p>\n<p>Un invito al viaggio nella citt\u00e0 dove Zec vive e lavora, per la quale sono state scelte 36 opere fra dipinti e disegni della sua recente produzione e non solo.<\/p>\n<h3>L&#8217;antologica<\/h3>\n<p>Un rapporto artistico e personale dalle radici profonde quello fra Zec e l\u2019Abbazia\u00a0di Rosazzo che nel settembre del 2026 vedr\u00e0 la realizzazione di una grande antologica a lui dedicata nell\u2019ambito della <strong>13\u00aa Biennale d\u2019arte<\/strong>, curata e realizzata da <strong>Giuliano Pavan<\/strong>, amico personale del pittore, collezionista e esperto d\u2019arte, membro dell\u2019Istituzione.<\/p>\n<p>Nel 2001 e nel 2018 il complesso abbaziale di Rosazzo aveva accolto le opere di Zec. In particolare 7 anni fa la mostra <em>\u201cExodus. Arte per credere\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Lo spazio delle navate\u00a0laterali aveva ospitato i maestosi teleri raffiguranti l\u2019umanit\u00e0 sofferente, martoriata, vilipesa ma non vinta dei migranti in fuga dai conflitti e dalla miseria.<\/p>\n<p>\u00c8 una presa di posizione netta e precisa dell\u2019artista contro ogni forma di violenza in questo momento storico nel quale la guerra mondiale a pezzi, come la defin\u00ec Papa Francesco, \u00e8 la realt\u00e0 del quotidiano in Europa e in Medioriente.<\/p>\n<p>Per non parlare dei conflitti di cui poco si parla al confine fra India e Pakistan, e in Africa.<\/p>\n<h3>Chi \u00e8 Safet Zec<\/h3>\n<p>Safet Zec sin dall\u2019infanzia rivela uno straordinario talento artistico, si forma alla Scuola superiore di arti applicate di Sarajevo e all\u2019Accademia di Belgrado \u00e8 considerato un prodigio.<\/p>\n<p>La sua maestria si impone da subito in tutta la Jugoslavia e a livello internazionale. A Belgrado incontra la moglie Ivana, lei stessa artista, e successivamente si trasferiscono a Sarajevo.<\/p>\n<p>Con lo scoppio della guerra nei Balcani \u00e8 costretto a fuggire con la famiglia,\u00a0giungendo nel 1992 a Udine per poi trasferirsi a Venezia nel 1998.<\/p>\n<p>Dalla fine del conflitto l\u2019artista ha ripreso un\u2019assidua frequentazione con la sua terra.<\/p>\n<p>Nel cuore di Sarajevo il suo studio \u00e8 stato riaperto ed \u00e8 ora un centro di iniziative culturali e sede espositiva delle sue opere.\u00a0In futuro, la sua casa-studio di Pocitelj, ora restaurata, ospiter\u00e0 una scuola di grafica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al pittore e incisore bosniaco, figlio di un calzolaio musulmano, il Vaticano ha commissionato l\u2019opera celebrativa per il bicentenario della restaurazione dei Gesuiti. 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