{"id":62549,"date":"2025-02-10T11:16:27","date_gmt":"2025-02-10T10:16:27","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=62549"},"modified":"2025-02-10T11:16:27","modified_gmt":"2025-02-10T10:16:27","slug":"san-valentino-oltre-ogni-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/san-valentino-oltre-ogni-confine\/","title":{"rendered":"San Valentino oltre ogni confine"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Statua lignea di San Valentino a Privano<\/em><\/span><\/p>\n<p>In tempo senza agende, materiale scrittorio a tiro, la rima era ancillare alla memoria.<\/p>\n<p>Ci sovviene, per questo mese, un proverbio friulano, il terribile \u201c<em>Fevrarut, pi\u00eaz di dut!<\/em>\u201d. Diminutivo, non vezzeggiativo, per il mese pi\u00f9 corto; il freddo, uno dei nemici della povera gente.<\/p>\n<p>San Valentino \u2013 ricorre al 14 \u2013 ancora \u00e8 legato al freddo: \u201c<em>A San Valentin, si inglazza al mulin<\/em>\u201d e anche qui era un guaio: le farine erano base per l\u2019alimentazione. Freddo convinto: \u201c<em>San Valentin, sclapa la glaz cul manarin<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>S\u00ec, adesso \u00e8 una data topica per gli innamorati, dove il consumismo, insieme con l\u2019affetto, ha la sua parte: la natura si risveglia. Con San Valentin, si rima \u201c<em>\u2026al nass al jeurin<\/em>\u201d, nasce il leprotto; \u201c<em>\u2026 al cjante l\u2019odul\u00ecn<\/em>\u201d, cinguetta l\u2019allodoletto e si allungano i giorni \u201c<em>\u2026 al vacj\u00e2r al distude il lumin<\/em>\u201d, il vaccaro spegne il lume.<\/p>\n<p>A Pavia di Udine antica una confraternita del Santo, idem a Clauiano, nella ampia pieve di Trivignano che comprendeva fino al Quattrocento anche le ora \u201cgoriziane\u201d Chiopris e Viscone.<\/p>\n<p>Confraternita non da poco a Fiumicello (400 i confratelli!) e nella veneta Cavenzano, poi \u201cgoriziana\u201d dal 1818.<\/p>\n<p>Ora, il Santo \u00e8 universalmente noto per la \u2013 non infondata \u2013 tradizione che lo vuole protettore degli innamorati, spiegando il fatto con l\u2019uso di donare l\u2019abito da sposa in quel giorno, a Roma, in una chiesa a lui intitolata, o per il risvegliarsi della natura verso la sua festa<\/p>\n<p>Si cita l\u2019antica usanza, in Inghilterra, di scambiarsi biglietti affettuosi tra innamorati\u2026<\/p>\n<p>Nelle nostre terre, evocava aspetti pi\u00f9 prosaici della vita, mali tremendi: era invocato contro l\u2019epilessia, in friulano chiamata <em>m\u00e2l di Sant Valentin<\/em>; o <em>m\u00e2l dal azident<\/em> ; si ricorreva a lui, inoltre, in occasione di pestilenze tra uomini e animali i cui destini erano veramente legati.<\/p>\n<p>Difficile dire se l\u2019epilessia fosse pi\u00f9 frequente allora (oggi non fa pi\u00f9 paura), certo \u00e8 che la segale, assai coltivata, poteva essere inquinata da segale cornuta e il grano dal loglio. Le farine che ne uscivano provocavano convulsioni, cos\u00ec come altre malattie, per le quali i rimedi erano scarsi; non restava che il Santo.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 tanta gente, pur vedendo che i mali ritornavano implacabili a tormentare e ad accorciare la vita, o a spegnerla in frequenti epidemie, continuava a rivolgersi ai santi; per un altro verso, \u00e8 giusto guardare a uomini e donne solo angosciosamente presi da superstizioso terrore?<\/p>\n<p>Si trattava piuttosto di fede disperata, di aggrapparsi a un sostegno nel faticoso, e pur breve viaggio, tra la terra e il cielo.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 cos\u00ec vero questo, che gli antichi fedeli non avevano alcun interesse a discettare se, il Valentino che essi volevano dipinto da mani celebri per le loro chiese e le loro fraterne, fosse il presbitero romano<\/p>\n<p>(forti i dubbi sulla sua esistenza) o il vescovo di Terni, ambedue martirizzati nel terzo secolo (il \u201cnostro\u201d decapitato intorno al 280, a sentire Jacopo da Varagine nella sua <em>Leggenda aurea<\/em>).<\/p>\n<p>Venerato, proprio <em>ab antiquo<\/em>, sia nel mondo latino, che in quello tedesco, aveva un forte radicamento dove friulani, italiani e sloveni si incontravano.<\/p>\n<p>Un polo di questa devozione, era, difatti sul San Valentin, accanto Gorizia. Li c\u2019era tutto: una maggiore vicinanza fra la terra e il cielo; la metafora dell\u2019ascesa; il silenzio. Una chiesa c\u2019era, almeno dal Trecento, e accanto un convento.<\/p>\n<p>Nel Cinquecento vi pellegrinavano Lucinico, Mossa, Corona, Mariano.<\/p>\n<p>Quelli di Mariano riconoscevano lo sforzo fisico al loro sacerdote e allargavano di quattro soldi la borsa, in pi\u00f9 rispetto alla consueta lira da messa di pellegrinaggio; otto i soldi che andavano a banderaro, \u201cmonaco\u201d e crocifero.<\/p>\n<p>Sul San Valentin si andava con la pieve (di Cormons), difatti, nel ritorno, a Lucinico (1567), la Chiesa coronese dispensava ai pellegrini di Mariano e Medea pane vino, companatico impegnativo, adeguato allo sforzo del lungo cammino: carne di manzo, \u201c<em>quartuzze<\/em>\u201d (carne di quarti d\u2019 agnello e capretto).<\/p>\n<p>Sicch\u00e9, ci si andava ancora, bench\u00e9 ci fosse gi\u00e0 il santuario di Monte Santo.<\/p>\n<p>Nel Settecento, il primo arcivescovo di Gorizia, Carlo Michele d\u2019Attems lo trova ancora attivo, ma in crisi: al parroco di Salcano decreta di riparare una pala d\u2019altare rovinata da un fulmine; di aggiustare il tetto e di dare aria alle suppellettili. Sette anni dopo (1758), il parroco di Sempas, raccontava al presule che andavano in pellegrinaggio sul San Valentin, ma senza mangiar e bere, a prevenire osservazioni restrittive, e l\u2019anno seguente ai Caprivesi, che ci andavano ogni anno, impone di trovare meta pi\u00f9 vicina ad evitare scandali.<\/p>\n<p>A Udine, grande festa in Borgo Pracchiuso, con il \u201c<em>pane di San Valentino<\/em>\u201d e le chiavi di stagno.<\/p>\n<p>Festa di San Valentino a Clauiano e il pane benedetto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_62550\" aria-describedby=\"caption-attachment-62550\" style=\"width: 522px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-62550\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Biagio-Valentino-Visco-522x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"522\" height=\"1024\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Biagio-Valentino-Visco-522x1024.jpg 522w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Biagio-Valentino-Visco-153x300.jpg 153w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Biagio-Valentino-Visco.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 522px) 100vw, 522px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-62550\" class=\"wp-caption-text\">Pala di Sant\u2019Antonio da Padova, San Biagio e San Valentino a Visco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Privano era, ed ancora \u00e8, per tutti i paesi dei dintorni la festa del \u201c<em>pan di San Valentin<\/em>\u201d, che si benediva in quel giorno e si consumava attribuendogli facolt\u00e0 preventive; prima di mangiarlo si baciava.<\/p>\n<p>Nelle case si confezionavano \u201c<em>pagnocutis<\/em>\u201d tonde di pane di \u201c<em>sorgturc<\/em>\u201d, il pane giallo dal colore della farina \u201c<em>pan z\u00e2l<\/em>\u201d. Un tempo era molto apprezzato, perch\u00e9 alternativa alla quotidiana polenta anche nelle famiglie contadine che \u201c<em>l\u2019avevano corta<\/em>\u201d sotto padrone.<\/p>\n<p>Era festa grande: i giovani preparavano numerosi archi infiascati di verde nei luoghi dove passava la processione; il verde era soprattutto di edera raccolta nelle boschette.<\/p>\n<p>I tre giorni prima della festa c\u2019era un triduo di funzioni. L\u2019unica osteria, quella di Giovanin, in quel giorno faceva faville: il titolare, per una giornata aveva bisogno di aiuti dato il numero degli avventori. Oltre che tanta gente di Joannis e di Strassoldo, numerosi i Palmarini, ospitati per amicizia dalle famiglie perch\u00e9 numerose donne privanesi andavano nella citt\u00e0 fortezza a vendere il latte. A loro veniva offerto il pane giallo.<\/p>\n<p>Chiese, statue: chiesa \u201crecente\u201d a Bistrigna; chiesa ottocentesca, ma titolo antico, e statua di Carlo da Carona &#8211; Cinquecento &#8211; a Fiumicello); bei quadri a Visco (primo Settecento), a Romans, tela di Antonio Paroli (Settecento) a Nogaredo al Torre (altare e pala settecentesca).<\/p>\n<p>Processione con statua a Ruttars; Mernicco altare; pane e processione con statua a Cavenzano: devozione antichissima, con folle di fedeli.<\/p>\n<p>Processione istituita nel 1903 da don Giuseppe Parmeggiani, che acquist\u00f2 una statua dell\u2019onnipresente gardenese Perathoner (Perini); dappertutto bacio delle reliquie.<\/p>\n<p>Era una festa, quella di San Valentino, che superava i confini della diocesi (e, prima della grande guerra, anche di stato), difatti a Privano andava, ad esempio don Giuseppe Marcosig, parroco di Muscoli, che raccont\u00f2 di una festa andata parzialmente male per la pioggia, nel 1949: la banda di Aiello, non pot\u00e8 suonare. Invece della processione, \u201c<em>predica di 22 minuti dall\u2019altare e coroncina di San Valentino<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Unica cosa che non era andata male fu il pranzo, del resto \u201c<em>Rimase molto pane per il mancato intervento dei forestieri<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec rifulse maggiormente il lato spirituale della festa\u201d, concluse il popolare Pre Bepo\u201d, che, per\u00f2, ebbe modo di apprezzare un ottimo desinare offerto dal parroco del luogo e da lui descritto in ogni pietanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 14 febbraio si celebra la festa degli innamorati. Ma in queste terre in onore del santo sorsero numerose confraternite e che tramandarono la testimonianza<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":62551,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[2746,464,568,419],"class_list":["post-62549","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo","tag-innamorati","tag-san-valentino","tag-storia","tag-tradizioni","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano.jpg",1366,1038,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano.jpg",1366,1038,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano.jpg",1366,1038,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-300x228.jpg",300,228,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-1024x778.jpg",640,486,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano.jpg",1366,1038,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano.jpg",1366,1038,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-1024x778.jpg",1024,778,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Valentino-Privano-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Ferruccio Tassin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/tassin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Il 14 febbraio si celebra la festa degli innamorati. 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