{"id":61053,"date":"2024-12-13T14:42:48","date_gmt":"2024-12-13T13:42:48","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=61053"},"modified":"2024-12-16T16:34:52","modified_gmt":"2024-12-16T15:34:52","slug":"matteo-parenzan-invictus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/matteo-parenzan-invictus\/","title":{"rendered":"Matteo Parenzan: Invictus"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Matteo Parenzan in Piazza Unit\u00e0 a Trieste con la medaglia d\u2019oro vinta a Parigi (ph. Steven Jewitt)<\/em><\/span><\/p>\n<p>La voce di <strong>Matteo Parenzan <\/strong>non ha esitazioni. Trasmette la passione e la determinazione che il 21enne triestino, nuova stella del tennistavolo paralimpico, dedica ogni giorno negli allenamenti e nello studio.<\/p>\n<p>La miopatia menalinica, malattia genetica per la quale non esiste ancora una cura, non gli ha impedito di coronare il suo sogno fin da bambino: conquistare una medaglia olimpica.<\/p>\n<p>Un traguardo raggiunto attraverso fatica e sacrifici, successi internazionali e rinunce quotidiane. Al termine di un percorso che il giovane campione racconta in questa intervista.<\/p>\n<h4><strong>Matteo, com\u2019\u00e8 nata la passione per il tennistavolo?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abProvengo da famiglia sportiva: pap\u00e0 allenava in serie A di baseball, in Spagna, mentre mamma giocava a basket. Durate le elementari mi sono avvicinato al ping pong e all\u2019et\u00e0 di 7-8 anni mi sono reso conto di non essere solo competitivo, ma di riuscire a giocare alla pari con i miei compagni di scuola. Era l\u2019unico sport che mi consentiva di sfidare e battere i miei coetanei. All\u2019et\u00e0 di 9-10 anni ho iniziato ad allenarmi con il Kras e da l\u00ec sono arrivati i primi successi internazionali con il bronzo agli europei giovanili in Croazia. Il mio sogno era giocare a basket, lo sport che amo da sempre. Il tennistavolo per\u00f2 mi ha dato e mi sta dando la possibilit\u00e0 di competere ad alti livelli\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Conquistando l\u2019Olimpiade: il massimo per un atleta.<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abSin da piccolino sognavo di poter partecipare alle Olimpiadi, in qualsiasi sport. Il mio obiettivo \u00e8 stato quello di allenarmi con costanza perch\u00e9 solo il lavoro pu\u00f2 consentire di raggiungere alti livelli. Non ho mai voluto bruciare le tappe, anche se sono il pi\u00f9 giovane italiano nella storia del tennistavolo ad aver vinto il titolo nazionale all\u2019et\u00e0 di 13 anni. Ovviamente i risultati aiutano a trovare nuovi stimoli, spingendo a migliorarmi ulteriormente. Sono benzina verso il tuo sogno. E il mio sogno erano le Olimpiadi, per cui ogni giorno facevo tutto quanto era necessario per raggiungere l\u2019obiettivo. La passione poi \u00e8 diventata anche lavoro: proprio un anno fa ho firmato il mio primo contratto professionistico con il Gruppo Sportivo della Difesa\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>A proposito di Paralimpiadi: tu avevi gi\u00e0 partecipato a quelle di Tokyo. Parigi che esperienza \u00e8 stata?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abUn\u2019esperienza fantastica. Se tre anni prima non fossi uscito ai gironi a Tokyo probabilmente non sarei arrivato con questa fame a Parigi. Dove l\u2019atmosfera \u00e8 stata incredibile. Non c\u2019erano pi\u00f9 biglietti per assistere alle nostre gare. Grazie all\u2019aiuto della RAI che ha messo le Paralimpiadi sullo stesso piano delle Olimpiadi, l\u2019impatto mediatico \u00e8 stato gigantesco. A Tokyo mi ero creato tante aspettative e non avevo giocato sereno. A Parigi non ho voluto commettere lo stesso errore, grazie al percorso di maturazione compiuto in questi anni, anche dal punto di vista mentale. Non aver perso nemmeno un <em>set <\/em>e non aver concesso in finale pi\u00f9 di sette punti a <em>set <\/em>al mio avversario \u00e8 stato qualcosa di fenomenale. Il coronamento di un lavoro che ha coinvolto me, i tecnici e la mia famiglia\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_61055\" aria-describedby=\"caption-attachment-61055\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-61055\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.39.10-1.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"916\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.39.10-1.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.39.10-1-262x300.jpg 262w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.39.10-1-768x879.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-61055\" class=\"wp-caption-text\">Matteo Parenzan ai giochi paralimpici di Parigi 2024 (ph. Steven Jewett)<\/figcaption><\/figure>\n<h4><strong>La testa \u00e8 gi\u00e0 a Los Angeles 2028? <\/strong><\/h4>\n<p>\u00ab\u00c8 un evento ancora lontano, ma sappiamo come quattro anni in realt\u00e0 passino veloci. In mezzo avr\u00f2 anche due Europei e un Mondiale. Tutti appuntamenti nei quali mi presenter\u00f2 da campione in carica e con una pressione particolare che dovr\u00f2 essere bravo a gestire. Sar\u00e0 importate presentarsi bene fisicamente: cosa non scontata quando si gareggia in giro per il mondo, rischiando di prendere <em>virus <\/em>che possono destabilizzarti e mandare all\u2019aria un lungo lavoro. Il primo obiettivo ora \u00e8 qualificarsi per Los Angeles e arrivare l\u00ec in buone condizioni. Il dover vincere, invece, \u00e8 qualcosa che non mi appartiene. Voglio giocarmela in modo sereno, con grande voglia, ma senza pressioni o obblighi di qualsiasi genere\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Europei, Mondiali, Olimpiadi: hai vinto tutto. Dove trovi gli stimoli per continuare ad allenarti al meglio per tornare a vincere?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abIl segreto \u00e8 non accontentarsi mai e continuare sempre a lavorare, una mentalit\u00e0 che il mio allenatore mi ha trasmesso dalla scuola jugoslava. La vittoria e la sconfitta fanno parte di un cerchio continuo: non \u00e8 la medaglia o l\u2019insuccesso a definire chi sei. Gestire la fama e le delusioni \u00e8 fondamentale. Anche perch\u00e9 vincere sempre abitua le persone accanto a te a ritenerla una cosa semplice, che invece non \u00e8. Con il rischio che la prima sconfitta faccia crollare tutto. Dopo ogni successo torno subito in palestra ad allenarmi. La determinazione \u00e8 fondamentale tanto quanto non dare niente per scontato\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Quanto tempo dedichi agli allenamenti?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abHo sempre lavorato molto al tavolo piuttosto che in palestra, visto che la mia malattia muscolare non mi permette di forzare con i pesi. Ho puntato sulla tecnica, rendendo efficaci i miei allenamenti su ci\u00f2 che serve per fare il punto. Ripetendo all\u2019infinito i movimenti. Dedico 2-3 ore al giorno all\u2019allenamento: di pi\u00f9, con la mia malattia, sarebbe controproducente. A Sgonico mi alleno con le ragazze del Kras che giocano in Serie A2, atlete di un livello pi\u00f9 alto del mio, cui riesco a tenere botta\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Campione paralimpico ma anche studente di Scienze politiche all\u2019Universit\u00e0.<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abIl mio sogno \u00e8 sempre stato quello di vivere di sport. Sono per\u00f2 consapevole che il tennistavolo non \u00e8 uno sport redditizio. L\u2019Universit\u00e0 rappresenta sia un obiettivo al di fuori dello sport che la possibilit\u00e0 di completarmi a 360 gradi\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Qual \u00e8 il tuo rapporto con Trieste?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abUna citt\u00e0 stupenda in cui sono nato, vivo e spero di continuare a vivere. Una citt\u00e0 che mi ha dato tanto. Ancora oggi nel centro di Trieste mi fermano per foto e autografi: qualcosa che mi d\u00e0 un piacere enorme, perch\u00e9 tutte queste persone si sentono parte del mio risultato. Dopo la vittoria all\u2019Europeo e al Mondiale non era accaduto, a dimostrazione della visibilit\u00e0 unica che offrono le Olimpiadi\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_61056\" aria-describedby=\"caption-attachment-61056\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-61056\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.32.49.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.32.49.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.32.49-300x225.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/WhatsApp-Image-2024-10-30-at-09.32.49-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-61056\" class=\"wp-caption-text\">Matteo Parenzan premiato in municipio a Trieste dal sindaco Roberto Dipiazza<\/figcaption><\/figure>\n<h4><strong>Primeggiare nello sport e studiare nonostante la tua malattia cosa significa per te?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abLa malattia pone dei paletti sulle cose che posso fare a livello fisico, ma mi consente di fare quasi tutto. A scuola quando si studia non si nota se uno ha una malattia genetica o ha un arto amputato, ma a ricreazione o negli altri momenti in cui si gioca o si fa attivit\u00e0 motoria emergono le difficolt\u00e0 fisiche. Io non sono mai stato discriminato o emarginato, ma ho sempre cercato di essere partecipe nelle attivit\u00e0 con i compagni. Non potevo giocare a calcio? Facevo l\u2019arbitro. Ma non restavo in disparte a guardare gli altri. Ero partecipe del gruppo, degli scherzi, delle condivisioni. Ora quello che faccio \u00e8 finalizzato ad arrivare in salute alle competizioni sportive. Prima dei grandi appuntamenti per un mese non esco di casa e quindi non vedo nessuno per evitare di poter contrarre virus o semplici raffreddori. Sono le rinunce che ho scelto di fare: come non frequentare le feste o allenarmi a Capodanno invece di festeggiarlo con gli amici\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Lo sport quanto ti ha aiutato a diventare una persona autonoma?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abLo sport \u00e8 la medicina che la scienza non \u00e8 mai riuscita a trovare. Lo sport mi ha consentito di essere autonomo senza il bisogno di avere qualcuno accanto che mi aiuti per fare qualcosa. Ho delle limitazioni, ma la consapevolezza di averle mi consente praticamente di non farle vedere\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>La tua \u00e8 una malattia genetica per la quale, a oggi, non esiste ancora una cura. Com\u2019\u00e8 la convivenza con questo pensiero?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abDa piccolo ai miei genitori chiesi \u201cPerch\u00e9 \u00e8 capitato proprio a me?\u201d. Loro mi risposero che non volevano pi\u00f9 sentire una frase del genere perch\u00e9 non potevo vivere con quel pensiero. In un tema a scuola mi venne chiesto quale animale volessi essere. Scrissi un uccello, perch\u00e9 cos\u00ec non serviva che corressi, ma potevo semplicemente volare velocemente come i miei coetanei. Poi ho capito che era importante trovare delle alternative per ci\u00f2 che non riuscivo a fare. E crescendo non pensi pi\u00f9 alla medicina o alla cura che non esiste, ma pensi solo a cercare di godere al massimo di ci\u00f2 che hai e a non rimpiangere quello che non hai\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Ogni malattia e ogni individuo hanno la loro storia, per cui \u00e8 impossibile e insensato fare similitudini. Ma se dovessi dare un consiglio ai giovani che convivono con malattie genetiche cosa diresti loro?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abDi accettare quello che siamo, di migliorare la persona che siamo e di essere contenti di poter vivere. Non guardare a quello che manca. Fare qualsiasi tipo di attivit\u00e0 o seguire la passione che consente di poter esprimere il proprio potenziale. Ognuno di noi ce l\u2019ha e talvolta bisogna solo capire quale sia. Dando e pretendendo rispetto\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Il sogno delle Olimpiadi lo hai realizzato. Ce ne sono altri? <\/strong><\/h4>\n<p>\u00abCreare una famiglia e avere dei figli a cui trasmettere e insegnare quanto ho imparato nella vita e nello sport\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Parigi l\u2019atleta triestino ha conquistato il titolo olimpico che sognava fin da bambino. 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