{"id":60810,"date":"2024-12-05T16:40:51","date_gmt":"2024-12-05T15:40:51","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=60810"},"modified":"2024-12-06T18:23:37","modified_gmt":"2024-12-06T17:23:37","slug":"la-potenza-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-potenza-della-memoria\/","title":{"rendered":"La potenza della memoria"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Da sinistra Maya, Magda e Mascia Valentinuz accanto all\u2019opera Un cane sopra tutti, 2019, graffito su intonaco su legno<\/em><\/span><\/p>\n<p>ROMANS D&#8217;ISONZO<em> &#8211; \u201cFare una mostra significa porre un distacco fra me e le mie opere. Una scelta che ha il valore del confronto sul piano estetico ed emozionale. Un momento di sintesi e costruzione di un rapporto fra contenuto e contenitore, tra artista e pubblico, in uno scambio intenso<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Questo uno dei tanti pensieri che <strong>Enzo Valentinuz <\/strong>(1946-2023) ed io ci scambiavano nei nostri incontri, che avevano s\u00ec a che fare con la sua attivit\u00e0 di pittore e la mia di giornalista culturale, ma non solo.<\/p>\n<p>Noi eravamo amici, e gli amici, quando possono, si incontrano senza motivo, per il piacere di farlo. Alcune nostre conversazioni hanno trovato spazio nel volume \u201c<em>E m\u2019oscuro in un mio nido<\/em>\u201d edito dal Comune di Romans d\u2019Isonzo.<\/p>\n<p>Un libro nato dalla bella intuizione dell\u2019assessore comunale alla Cultura, <strong>Alessia Tortolo<\/strong>, di far incontrare la poesia di Giuseppe Ungaretti, che a Versa di Romans scrisse le sue prime poesie uscite nella raccolta \u201c<em>Il porto sepolto<\/em>\u201d, pubblicata a Udine nel 1916, con i quadri \u201cdipinti\u201d con le pietre del Carso di Enzo. Sempre a <strong>Romans<\/strong>, a <strong>Casa Candussi Pasiani <\/strong>\u00e8 aperta fino a gennaio la mostra <em>Cuki, fogli tele graffiti pietre e colore <\/em>e in contemporanea le sue opere sono esposte nella sede locale della Banca di Credito Cooperativo Venezia Giulia. Uscir\u00e0 invece nel 2025 il catalogo dedicato alle due esposizioni.<\/p>\n<p>Oggi la famiglia di Enzo, raccolta attorno alla <strong>moglie Nevia<\/strong>, opera per mantenere viva la sua voce. Ecco come vivono questo nuovo ruolo e impegno le <strong>figlie Magda, Maya, Mascia <\/strong>che qui raccontano il padre, l\u2019uomo e l\u2019artista.<\/p>\n<p><strong>Padre e artista: chi \u00e8 Enzo per voi?<\/strong><\/p>\n<p><em>Magda<\/em>: \u00abPadre, anche se non era un rapporto semplice, a volte conflittuale nei miei primi anni, per ritrovarci poi. Lui ci coinvolgeva nel suo lavoro\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mascia<\/em>: \u00abPadre, mi ha sempre guidata, mettendomi davanti alla realt\u00e0 della vita, accompagnandomi e mostrandomi con l\u2019esempio quale fosse la strada\u00bb.<\/p>\n<p><em>Maya<\/em>: \u00abPadre e artista, era severo ma aveva sempre il tempo per parlare con me. Mi mancano le sue parole, il partecipare alla creazione delle sue opere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vi siete assunte il compito di conservare e promuovere la sua opera artistica. Questa prima retrospettiva \u00e8 il vostro battesimo di fuoco. Quali emozioni sentite?<\/strong><\/p>\n<p><em>Magda<\/em>: \u00abNon siamo dell\u2019ambiente artistico ma siamo felici di lavorare per non farlo dimenticare. Le emozioni sono contrastanti: paura ma anche orgoglio di continuare a farlo vivere e parlare\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mascia<\/em>: \u00abMi sento inadeguata rispetto alla potenza di significato del la sua voce e arte. Lui era unico e non trovo le parole per esprimere la forza del suo lavoro. La sua morte \u00e8 stato uno <em>shock <\/em>che ancora non ho superato\u00bb.<\/p>\n<p><em>Maya<\/em>: \u00abIo sono ottimista e dunque penso che la forza del suo lavoro, i pensieri, messaggi forti e sensibilit\u00e0 espressi nelle opere rendono il nostro compito \u201cfacile\u201d. Certo manca la preparazione, per questo servono impegno e studio\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il vostro ricordo pi\u00f9 forte? <\/strong><\/p>\n<p><em>Magda<\/em>: \u00abMi affidava il compito di fotografare le sue opere per l\u2019archivio ma anche per i cataloghi. Mi mancano le sue richieste dell\u2019ultimo secondo\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mascia<\/em>: \u00abMi chiam\u00f2 per tendere delle tele che poi sono diventate opere presentate in una mostra a Udine all\u2019ex manicomio di Sant\u2019Osvaldo. Ci siamo divertiti\u00bb.<\/p>\n<p><em>Maya<\/em>: \u00abDopo un brutto periodo ricordo il momento forte in cui sono andata a casa dei miei genitori. Mio padre mi ha abbracciata, ho sentito tutta la sua comprensione e abbiamo ricominciato una nuova vita\u00bb.<\/p>\n<div id=\"metaslider-id-60811\" style=\"max-width: 700px;\" class=\"ml-slider-3-109-0 metaslider metaslider-flex metaslider-60811 ml-slider has-dots-nav ms-theme-default-base\" role=\"region\" aria-label=\"Opere Valentinuz\" data-height=\"500\" data-width=\"700\">\n    <div id=\"metaslider_container_60811\">\n        <div id=\"metaslider_60811\">\n            <ul class='slides'>\n                <li style=\"display: block; width: 100%;\" class=\"slide-60815 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-12-05 16:38:28\" data-filename=\"opera2-700x500.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/opera2-700x500.jpg\" height=\"500\" width=\"700\" alt=\"\" class=\"slider-60811 slide-60815 msDefaultImage\" title=\"_opera2\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Festa sui prati, 1968, tempera su tela<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-60816 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-12-05 16:38:28\" data-filename=\"opera1-700x500.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/opera1-700x500.jpg\" height=\"500\" width=\"700\" alt=\"\" class=\"slider-60811 slide-60816 msDefaultImage\" title=\"_opera1\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Cantiere, 1965, Strappo d\u2019affresco<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-60817 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-12-05 16:38:28\" data-filename=\"EV-Espositore-in-dis.ordine--700x500.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/EV-Espositore-in-dis.ordine--700x500.jpg\" height=\"500\" width=\"700\" alt=\"\" class=\"slider-60811 slide-60817 msDefaultImage\" title=\"_EV Espositore in dis.ordine\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\"><div>Espositore in dis-ordine, 2015, pietre\u00a0carsiche, polistirene, pigmenti e additivi su legno<\/div><\/div><\/div><\/li>\n            <\/ul>\n        <\/div>\n        \n    <\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Quali le vostre opere preferite?<\/strong><\/p>\n<p><em>Magda<\/em>: \u00abAmo i suoi graffiti su malte, sento che lui mi parla attraverso il gesto di incidere la materia per far emergere figure e colori. In particolare mi piacciono le opere \u201c<em>Davanti alle nostre maschere<\/em>\u201d e \u201c<em>Castelli di sabbia<\/em>\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mascia<\/em>: \u00abNon saprei quale scegliere. Amo molto i bozzetti, per capire come nasceva l\u2019opera, prima sulla carta in scala minore e poi sulla tavola nelle misure definitive. Dal pensiero al progetto e all\u2019opera finita\u00bb.<\/p>\n<p><em>Maya<\/em>: \u00abMi sento serena quando sono nel suo studio e vado spesso a visitare la mostra a Casa Candussi Pasiani. La mia opera preferita \u00e8 \u201c<em>I colori del Carso<\/em>\u201d, dove le pietre diventano foglie leggere e il ricordo va alle nostre passeggiate\u00bb.<\/p>\n<p>In mostra anche delle opere su carta e tela mai viste, quelle degli anni Sessanta e Settanta, della prima fase di arte attiva di Enzo Valentinuz, dopo il diploma conseguito all\u2019Istituto d\u2019Arte di Gorizia, la prima personale del 1968, e i successivi studi all\u2019Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 1973 in poi, nonostante l\u2019intensa attivit\u00e0 espositiva e i riconoscimenti, decise di fermarsi, senza per\u00f2 allontanarsi dalla frequentazione di musei e gallerie, n\u00e9 dallo studio di quello che era l\u2019evolversi del panorama artistico regionale e nazionale. Riprese l\u2019arte attiva nel 2004 ritornando alle tecniche apprese in giovent\u00f9 dai maestri, fra i quali Cesare Mocchiutti, Tino Piazza e Mario Sartori.<\/p>\n<p>Queste opere raccontano un Enzo Valentinuz diverso dai dipinti con le pietre e i graffi. Sono inedite in quanto solo le figlie e la moglie avevano la possibilit\u00e0 di averle sotto gli occhi. Corale il loro commento di aver avuto solo oggi la consapevolezza del privilegio di crescere circondate dalle opere del padre.<\/p>\n<p>Un valore di cui hanno compreso l\u2019importanza vedendo i dipinti fuori dalle mura domestiche.<\/p>\n<p><strong>Come definireste l\u2019esperienza di progettazione e realizzazione della retrospettiva curata dal critico Diego Collovini con il sostegno del Comune? <\/strong><\/p>\n<p><em>Magda<\/em>: \u00abImpegnativa e bella. All\u2019inizio ero molto spaventata, paura svanita man mano che l\u2019esposizione<\/p>\n<p>prendeva forma\u00bb.<\/p>\n<p><em>Mascia<\/em>: \u00abLe mie sorelle sono state le vere artefici di questa mostra: a loro la mia gratitudine e stima per il risultato ottenuto, che condivido\u00bb.<\/p>\n<p><em>Maya<\/em>: \u00ab\u00c8 stata un\u2019occasione di crescita, di acquisire consapevolezza e coraggio. Mio padre c\u2019\u00e8 sempre e ci sta dando la possibilit\u00e0 di conoscere tante altre persone con le quali condividere un percorso. La sua morte non \u00e8 stata solo una grande perdita ma anche la nascita di nuovi rapporti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che cosa avrebbe detto Enzo entrando in mostra?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abOh! Bravis, bravis pi\u00e7ulis!\u00bb<\/p>\n<figure id=\"attachment_60818\" aria-describedby=\"caption-attachment-60818\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-60818\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Enzo-Valentinuz-1.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"828\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Enzo-Valentinuz-1.jpg 800w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Enzo-Valentinuz-1-290x300.jpg 290w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Enzo-Valentinuz-1-768x795.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-60818\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;immagine di Enzo Valentinuz<\/figcaption><\/figure>\n<h3>La mostra<\/h3>\n<p>Un Enzo Valentinuz &#8211; Cuki mai visto quello esposto nella mostra \u201c<em>Cuki, fogli tele graffiti pietre e color<\/em>e\u201d, aperta fino a gennaio a <strong>Casa Candussi Pasiani a Romans d\u2019Isonzo<\/strong> (luned\u00ec 17.30-19.30, marted\u00ec, mercoled\u00ec e venerd\u00ec 15-18, gioved\u00ec e sabato 10-12, domenica 10-12\/15-18, chiuso 25\/26\/31 dicembre e 1 gennaio). Tanti inediti soprattutto bozzetti, disegni, incisioni e i lavori degli anni \u201960 e \u201970.<\/p>\n<p>Esposto anche un quadro dell\u2019amico Luciano de Gironcoli (1947-2024), compagno di esplorazioni nel mondo dell\u2019arte, seguendo un\u2019affinit\u00e0 elettiva che rafforzava l\u2019antica amicizia. Luciano, raffinato e colto artista, convinto che esistesse \u201c<em>Una Scuola di Pittura goriziana<\/em>\u201d per la ricchezza delle figure di questo territorio, avrebbe dovuto curare questa prima retrospettiva dell\u2019amico. Il destino ha scombinato i piani ma le loro opere si scambiano confidenze e ironia in mostra.<\/p>\n<p>Una sezione di opere di Enzo Valentinuz \u00e8 allestita nella <strong>sede della Banca di Credito Cooperativo di Romans<\/strong>, rester\u00e0 aperta, al pari della mostra principale, fino al 19 gennaio 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno dalla scomparsa di Enzo Valentinuz, una mostra con tanti inediti ne ripercorre la vita e il percorso artistico. Un\u2019eredit\u00e0 che le tre figlie intendono tramandare, come i messaggi che le opere del padre continuano a trasmettere<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":60819,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[165,60,2085,2625],"class_list":["post-60810","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo","tag-arte","tag-mostre","tag-romans","tag-valentinuz","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda-.jpg",1366,751,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda-.jpg",1366,751,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda-.jpg",1366,751,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--300x165.jpg",300,165,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--1024x563.jpg",640,352,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda-.jpg",1366,751,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda-.jpg",1366,751,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--1024x563.jpg",1024,563,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/a_DA-SX-Mascia-Maya-Magda--272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Margherita Reguitti","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/reguitti\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"A un anno dalla scomparsa di Enzo Valentinuz, una mostra con tanti inediti ne ripercorre la vita e il percorso artistico. Un\u2019eredit\u00e0 che le tre figlie intendono tramandare, come i messaggi che le opere del padre continuano a trasmettere","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60810","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=60810"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/60810\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/60819"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=60810"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=60810"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=60810"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}