{"id":59597,"date":"2024-10-21T15:25:56","date_gmt":"2024-10-21T13:25:56","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=59597"},"modified":"2024-10-22T16:23:29","modified_gmt":"2024-10-22T14:23:29","slug":"gabriella-grassi-lalbero-nel-cortile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gabriella-grassi-lalbero-nel-cortile\/","title":{"rendered":"Gabriella Grassi: l&#8217;albero nel cortile"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Gabriella Grassi (ph. Claudio Pizzin)<\/em><\/span><\/p>\n<p>TERZO DI AQUILEIA &#8211; Miu, Pepi, Checo, e lo sfortunato Ant\u00f2n, sono coloni dei conti Cassis.<\/p>\n<p>Allo scadere del contratto si dividono andando a lavorare per possidenti diversi, senza per\u00f2 perdere il forte legame che li unisce.<\/p>\n<p>Le vicende dei Clementin corrono attraverso un secolo, mentre i loro gesti operosi si ripetono nei campi e nelle case, nei cortili e nelle stalle. Su di loro si abbattono le piaghe delle epidemie (come il colera del 1855) e delle guerre, come quella che nel 1914 porta i nipoti di Checo sui vari fronti, dall\u2019Europa Orientale a Caporetto.<\/p>\n<p>E cos\u00ec l\u2019emigrazione che segner\u00e0 un momento doloroso, eppure mitigato dal forte legame di appartenenza che continua a sostenere la famiglia. E poi la vita tra le mura di casa, dove suocere e nuore sembrano passarsi come un testimone la forza fisica e il calore umano, e una generosit\u00e0 verso chiunque chieda aiuto.<\/p>\n<p>Nel tempo, l\u2019albero nel cortile diventa custode di avvenimenti e memorie in cui affiora una moltitudine variegata di umanit\u00e0. Memorie protagoniste dell\u2019ultimo di libro di <strong>Gabriella Grassi<\/strong>.<\/p>\n<h4><strong>Gabriella Grassi quando \u00e8 sbocciata la passione per la scrittura?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abDa bambina sono stata lettrice appassionata di fumetti, per poi scoprire la letteratura crescendo, ma \u00e8 stato verso i trent\u2019anni che mi sono accorta di avere anch\u2019io delle storie da raccontare. Sentivo per\u00f2 che mi mancavano quegli studi umanistici che avrebbero potuto guidare la mia vena narrativa, e in pratica non riuscivo a mettere nero su bianco. Finch\u00e9 <strong>Antonio Rossetti <\/strong>si interess\u00f2 alla storia della mia famiglia paterna, di cui gli avevo parlato, e me la fece descrivere in un articolo per \u2018<em>Cervignano Nostra<\/em>\u2019 del 2011. In seguito mi contatt\u00f2 <strong>Giorgio Milocco <\/strong>per partecipare al \u2018<em>Lunari<\/em>\u2019 con storie su Terzo, e anche in quel caso ebbi apprezzamenti ai miei scritti da parte di amici e addetti ai lavori che mi stimolarono positivamente. Nel 2017 avevo sottoposto la bozza di un mio saggio alla compianta Paola Tantulli della casa editrice EBI, scomparsa di recente, e lei mi consigli\u00f2 di riscriverlo in stile narrativo. Devo molto a questa donna davvero unica, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec che tutto \u00e8 cominciato\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Un suo altro grande amore \u00e8 la storia, in particolare quella locale del territorio.<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abForse si tratta di un interesse innato, ma credo anche che questo amore me l\u2019abbia trasmesso mio padre. Faceva il muratore per una ditta che restaurava edifici storici, e gi\u00e0 da bambina percepivo la passione che aveva per il suo lavoro e per il passato. Ricordo il suo entusiasmo durante i lavori a una chiesetta medievale che stava per essere travolta dalle piene del Tagliamento. Ho delle foto, di met\u00e0 anni \u201960, dove mio padre e un altro operaio puntellano parti dell\u2019edificio che verr\u00e0 poi sezionato e ricomposto a Lignano. Pap\u00e0 era appassionato anche di storia romana, e in famiglia doveva averne respirato il fascino grazie al suo bisnonno, Giacomo Pozzar, che aveva lavorato per il Museo Archeologico di Aquileia. L\u2019archivio del museo conserva le mappe di alcuni scavi di fine ottocento da lui disegnate e le relazioni a riguardo. E poi l\u2019importanza del passato l\u2019ho colta fin da piccola grazie a una condizione particolare: mia nonna abitava vicino al Sepolcreto Romano e ne custodiva le chiavi. Ricordo che mi sentivo orgogliosa di accompagnarla ad aprire il cancello quando arrivavano i turisti\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Il suo ultimo libro \u00e8 definito \u201cuna saga contadina\u201d. Come mai?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abL\u2019accezione di saga si riferisce alle vicende di questo gruppo familiare ma, attraverso gli studi e le interviste, mi si \u00e8 anche svelata come vera epica quella cultura ormai scomparsa che \u00e8 stata la civilt\u00e0 contadina. Grazie ai ricordi dei testimoni ho compreso che i capisaldi di quella societ\u00e0 erano gli stretti legami familiari. Non erano solo le necessit\u00e0 pratiche che tenevano legati i congiunti, ma il bisogno di sostegno reciproco durante un\u2019esistenza molto dura. Questi legami erano intessuti e custoditi principalmente dalle donne, una societ\u00e0 femminile a s\u00e9, dentro quella comune di cui erano parte essenziale. Forte \u00e8 emersa anche l\u2019intensit\u00e0 del vincolo con la terra e la natura, che ho voluto far vivere ai miei personaggi con una concretezza non priva di un sentire profondo\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Perch\u00e9 ha scelto di narrare le vicende della famiglia Clementin?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00ab<em>L\u2019albero nel cortile <\/em>completa la mia storia di famiglia, dopo il primo libro in cui ne ho descritto il ramo paterno. Rispetto a <em>Le stagioni ritrovate<\/em>, che comprende un arco di tempo lungo secoli, a questo romanzo ho pensato di dare un taglio diverso, basandomi sui ricordi della famiglia di mia madre, che partivano da met\u00e0 ottocento. Per me ripercorrere la storia dei Clementin \u00e8 stato un percorso quasi naturale, da bambina trascorrevo molto tempo a casa dei nonni e ho potuto percepire gli ultimi sussulti di quel mondo, di cui ho nostalgia. Ci\u00f2 nonostante mi sento fortunata a vivere il mio tempo. Mi sono impensabili le fatiche che rendevano difficile la vita delle mie antenate, donne che hanno un ruolo importante nel romanzo. Alcune le ho conosciute perch\u00e9 me ne hanno parlato, con altre ho vissuto parte della mia vita: la nonna Elsa e mia madre. Sono loro grata per l\u2019amore con cui mi hanno cresciuta, e per avermi testimoniato coi loro modi un\u2019amabilit\u00e0 verso il prossimo in difficolt\u00e0 che al giorno d\u2019oggi, purtroppo, non sembra pi\u00f9 un valore\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-59606\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/grassi-1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"730\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/grassi-1.jpg 500w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/grassi-1-205x300.jpg 205w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<h4><strong>Alla famiglia \u00e8 piaciuto il libro?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abI familiari pi\u00f9 diretti hanno in qualche modo contribuito al mio lavoro, li aggiornavo regolarmente su quello che scrivevo, e non di rado avevano qualcosa di utile da specificare. Appena l\u2019ho pubblicato, ognuno di loro si \u00e8 approcciato al mio libro con una sorta di devozione, mi hanno fatto sentire che quanto avevo raccontato era prezioso, e questo mi ha emozionata molto. Fra i parenti, alcuni sono lontani geograficamente, si tratta dei discendenti di uno zio del mio bisnonno, Antonio, emigrato in Argentina nel 1885. Grazie ai contatti con una di loro, Maria Rosa Clementin, il mio libro viene letto a un corso di italiano che lei ha deciso di frequentare proprio per leggere <em>L\u2019albero nel cortile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Il suo ultimo romanzo ha richiesto anni di ricerche d\u2019archivio, studi e interviste a testimoni del passato. Che esperienza \u00e8 stata?<\/strong><\/h3>\n<p>\u00abLa ricerca d\u2019archivio \u00e8 appassionante, e scoprire qualcosa che si stava ricercando da tempo, regala momenti di felicit\u00e0 pura. Interessanti sono state le indagini all\u2019Archivio Comunale di Aquileia, che conserva molti documenti su Terzo, come liste di leva di met\u00e0 ottocento o le richieste di indennizzo per l\u2019alloggiamento di soldati di passaggio nel 1859. Una prospettiva importante sulla vita in paese durante il XIX secolo mi si \u00e8 rivelata poi dalle carte delle Zitelle, consultate nel loro archivio di Udine. Questa congregazione aveva ampi possedimenti a Terzo, e il mio antenato Checo lavor\u00f2 saltuariamente per loro. Molto appassionante \u00e8 stato sfogliare giornali d\u2019epoca per esaminare i bollettini meteorologici: le citazioni del mio libro sul tempo atmosferico si riferiscono al meteo reale di quel giorno. Le interviste a mio zio Orlando, che ci ha lasciati alcuni mesi fa, sono state essenziali per il romanzo\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Lei vive a Terzo di Aquileia: qual \u00e8 il rapporto con la Bassa Friulana? <\/strong><\/h4>\n<p>\u00abIl rapporto con la mia terra ha subito variazioni nel tempo, in base all\u2019et\u00e0. Come per tutti i giovani la vita di paese mi stava stretta, poi col tempo le cose sono cambiate. Ora la Bassa Friulana mi appare un posto dove \u00e8 bello vivere. Che sia un luogo tranquillo \u00e8 una considerazione che for- se si adatta alla maturit\u00e0, ma io noto con piacere giovani famiglie venute da fuori che trovano la nostra terra il luogo adatto a crescere i propri figli. Non mi addentro negli aspetti economici o urbanistici del territorio, perch\u00e9 non ho elementi di conoscenza validi a riguardo, ma mi auguro che diventi un valore imprescindibile mantenere l\u2019integrit\u00e0 delle campagne e dei nostri alberi, perch\u00e9 non sono solo soggetti importanti del panorama, ma hanno a che fare con la nostra salute e quella del pianeta. Amo questa pianura per le suggestioni dei suoi paesaggi e amo i nostri tramonti incredibili, dove solo l\u2019orizzonte \u00e8 limite all\u2019immensa tavolozza accesa del cielo\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>Quali sono altre storie di questi luoghi che desidererebbe raccontare nei suoi libri?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abCi sono diversi luoghi o persone che mi suggestionano e che mi piacerebbe inserire in una novella o in un romanzo. Lo sfondo \u00e8 la storia di questa terra, sempre. C\u2019\u00e8 un racconto che avevo scritto, ambientato nel \u2019700 fra Terzo e Monastero, che potrebbe diventare un romanzo. Mi piacerebbe anche realizzare alcune storie prettamente a Monastero, in una o pi\u00f9 epoche in cui erano presenti le Benedettine. Un altro periodo che mi affascina \u00e8 quello fra le due guerre del secolo scorso, quando la gente cercava di vivere una sua normalit\u00e0 in mezzo ai limiti imposti dalla dittatura. C\u2019\u00e8 poi la vita del mio antenato Giacomo Pozzar, che meriterebbe una biografia approfondita. A volte ci penso, ma ancora non \u00e8 il momento di affrontare uno studio che si rivela piuttosto impegnativo\u00bb.<\/p>\n<h4><strong>A proposito di nuovi libri: c\u2019\u00e8 gi\u00e0 qualcosa in cantiere?<\/strong><\/h4>\n<p>\u00abHo un progetto per un nuovo romanzo a sfondo storico e, anche se non so ancora se andr\u00e0 in porto, sto facendo il mio lavoro di ricerca. Posso anticipare che voglio cimentarmi in una storia completamente inventata per fatti e personaggi, anche se per evidenziare le caratteristiche dei singoli e dei gruppi familiari voglio basarmi su una societ\u00e0 precisa. Invece territori e localit\u00e0 saranno reali e riconoscibili nella Bassa Friulana, e faranno da sfondo forse a un giallo\u2026\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo anni di ricerche ha messo nero su bianco una saga contadina che si svolge in quell\u2019angolo di Bassa Friulana dove vive da secoli la famiglia Clementin. \u00abAmo questa pianura per le suggestioni dei suoi paesaggi\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":59599,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[819,119,273,2279,1175],"class_list":["post-59597","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo","tag-bassa-friulana","tag-cervignano","tag-libri","tag-scrittori","tag-terzo","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441.jpg",1366,843,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441.jpg",1366,843,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441.jpg",1366,843,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-300x185.jpg",300,185,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-1024x632.jpg",640,395,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441.jpg",1366,843,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441.jpg",1366,843,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-1024x632.jpg",1024,632,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/LOWa_PON2441-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Claudio Pizzin","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/pizzin\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Dopo anni di ricerche ha messo nero su bianco una saga contadina che si svolge in quell\u2019angolo di Bassa Friulana dove vive da secoli la famiglia Clementin. \u00abAmo questa pianura per le suggestioni dei suoi paesaggi\u00bb","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59597","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59597"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59597\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59597"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59597"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59597"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}