{"id":59217,"date":"2024-10-08T12:42:23","date_gmt":"2024-10-08T10:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=59217"},"modified":"2024-10-09T15:32:08","modified_gmt":"2024-10-09T13:32:08","slug":"comera-il-paesaggio-tra-grado-e-laquileia-romana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/comera-il-paesaggio-tra-grado-e-laquileia-romana\/","title":{"rendered":"Com&#8217;era il paesaggio tra Grado e l&#8217;Aquileia romana?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Versante marino delle acque di Grado: a sinistra della imbarcazione appoggio le rovine sommerse di San Gottardo<\/em><\/span><\/p>\n<p>UDINE \u2013 Sette siti archeologici nelle acque di Grado \u2013 tra cui relitti navali, un\u2019ara funeraria di epoca romana e strutture sommerse di natura monumentale \u2013 sono stati indagati dall\u2019<strong>Unit\u00e0<\/strong> <strong>di archeologia subacquea dell\u2019Universit\u00e0 di Udine<\/strong>.<\/p>\n<p>Obiettivo delle ricerche \u00e8 la ricostruzione del paesaggio archeologico tra il mare di Grado e l\u2019Aquileia romana.<\/p>\n<p>L\u2019area delle attuali acque che circondano l\u2019isola \u00e8 infatti parte di quella che in epoca romana era la periferia di Aquileia. Le attivit\u00e0 sono state condotte in collaborazione con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Si tratta della prima campagna di indagini del progetto Aquileia Waterscape del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019Ateneo friulano.<\/p>\n<p>Il progetto fa parte delle linee di ricerche strategiche del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, riconfermato dipartimento di eccellenza per il quinquennio 2023-2027 dal Ministero dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Grado, indagati sette nuovi siti archeologici nelle acque dell&#039;isola\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nFfGAbqEmN8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>I risultati delle ricerche sono stati presentati oggi all\u2019Ateneo friulano. Sono intervenuti il rettore, <strong>Roberto Pinton<\/strong>; il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia e assessore alla cultura e allo sport, <strong>Mario Anzil<\/strong>; per la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, <strong>Giorgia Musina<\/strong>; la direttrice del dipartimento, <strong>Linda Borean<\/strong>, e il coordinatore scientifico delle ricerche, <strong>Massimo Capulli<\/strong>, responsabile del progetto Aquileia Waterscape.<\/p>\n<h3><strong>Le Piere di San Gottardo <\/strong><\/h3>\n<p>Tra i siti di maggior interesse vi sono le cosiddette Piere di San Gottardo, poste a poco pi\u00f9 di 1,5 chilometri a sud-est della bocca lagunare di Grado. Il sito \u00e8 caratterizzato dalla presenza di un cumulo quadrangolare di blocchi litici che, giacendo su un fondale sabbioso compreso tra i meno 3,90 e i meno 4,40 metri, si elevano fino a una quota di meno 2 metri.<\/p>\n<p>Da qui provengono alcuni monumenti funerari, in verosimile condizione di riutilizzo, databili al II sec. d.C., che sono stati recuperati nel primo intervento, del 1933, nonch\u00e9 in una prima campagna di studio del 1985.<\/p>\n<p>L\u2019Universit\u00e0 di Udine \u00e8 tornata sulle Piere di San Gottardo a 90 anni dalle prime esplorazioni subacquee per condurre una documentazione di dettaglio, partendo dal settore pi\u00f9 meridionale. Qui \u00e8 stato osservato un accostamento di elementi lapidei non casuale, anche nell\u2019orientamento. Le verifiche subacquee hanno constatato che alcuni di questi elementi hanno tracce di lavorazione che ne suggerirebbero una originaria funzione architettonica.<\/p>\n<p>Al momento non \u00e8 invece certo se tutti, o solo in parte, possano essere materiali di reimpiego. Se, infatti, gli elementi lineari potrebbero essere stati utilizzati per la prima volta in questa che sembra essere un\u2019opera marittima, ci\u00f2 risulta meno probabile per quelli lavorati e abbastanza inverosimile per i monumenti iscritti recuperati nel secolo scorso, nonch\u00e9 una inedita ara funeraria individuata proprio in occasione di queste nuove ricerche.<\/p>\n<h3><strong>Didattica in mare<\/strong><\/h3>\n<p>Le ricerche subacquee sono state anche un\u2019occasione formativa per gli studenti di archeologia e di sperimentazione interdisciplinare. Questo grazie al Centro di ricerca interdipartimentale \u201cArtificial intelligence for cultural heritage\u201d (AI4CH), nato dalla collaborazione tra i dipartimenti di Scienze matematiche informatiche e fisiche e di Studi umanistici e del patrimonio culturale.<\/p>\n<h3><strong>Le ricerche<\/strong><\/h3>\n<p>Dopo una prima identificazione i siti sono stati pi\u00f9 correttamente individuati con il Sistema satellitare globale di navigazione (Gnss), che ha un margine d\u2019errore di soli due metri. Stabilite le coordinate precise gli archeologi hanno effettuato le indagini subacquee per studiare la natura dei siti in modo non invasivo.<\/p>\n<p>Il sito di San Gottardo \u00e8 stato utilizzato anche per testare software di intelligenza artificiale per la gestione dei rilievi fotogrammetrici sviluppati dal Centro interdipartimentale AI4CH. Al contempo \u00e8 servito per sperimentare l\u2019uso integrato di tecnologie aereo-subacquee, quali un catamarano a navigazione autonoma dotato di sonar a scansione laterale e un aeromobile a pilotaggio remoto.<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 Aquileia Waterscape<\/strong><\/h3>\n<p>Le indagini archeologiche interessano le acque di Grado perch\u00e9 in epoca romana facevano parte della periferia di Aquileia. Qui verosimilmente esisteva un porto diffuso dove avveniva il passaggio dei carichi dalle navi pi\u00f9 grandi a quelle a fondo piatto che potevano pi\u00f9 facilmente raggiungere il porto urbano o percorrere le vie d\u2019acqua interne che interconnettevano la regione.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo del progetto \u00e8 la ricostruzione di questo paesaggio d\u2019acque, la cui conoscenza \u00e8 fondamentale per lo studio delle dinamiche di interazione tra il mare e la metropoli aquileiese.<\/p>\n<p>La scelta di indagare lo spazio acqueo pi\u00f9 prossimo all\u2019abitato gradese \u00e8 stata inoltre suggerita dalle scoperte, nel 2022, di due nuovi relitti di epoca romana. Da una parte c\u2019era l\u2019esigenza di meglio definire il rapporto tra i due siti e dall\u2019altra di acquisire informazioni pi\u00f9 generali sul paesaggio archeologico sommerso di questa zona di transizione tra mare e laguna.<\/p>\n<h3><strong>La storia del progetto<\/strong><\/h3>\n<p>Nel 2019, a poche centinaia di metri dal lungomare di Grado, la ditta di \u201cLavori Subacquei\u201d di Stefano Caressa segnal\u00f2 una presenza sul fondale identificata dal sonar. La Soprintendenza avvi\u00f2 cos\u00ec una prima verifica che consent\u00ec di individuare un ceppo d\u2019ancora in piombo che venne recuperato nel 2020.<\/p>\n<p>Sempre la Soprintendenza ha successivamente avanzato una richiesta di collaborazione scientifica al Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell\u2019Ateneo che, nel luglio 2022, ha portato a una prima campagna di indagine scientifica. Questo ha consentito di scoprire la presenza di un nuovo relitto, chiamato Grado 5, databile al II-inizi I secolo a.C.<\/p>\n<p>Negli stessi giorni, a soli due chilometri di distanza, ma all\u2019interno della laguna, sono stati localizzati assieme ai Carabinieri subacquei del Nucleo di Genova i resti di un secondo e del tutto inedito relitto di et\u00e0 romana, denominato poi Grado 6.<\/p>\n<p>Grazie alle potenzialit\u00e0 informative di questa parte del territorio acqueo del Comune di Grado, sia del versante marino che lagunare, dal 2023 l\u2019Ateneo friulano ha presentato istanza di Concessione per indagini non invasive.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 a mare sono state condotte da ricercatori e studenti del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale con il supporto dalla ditta \u201cLavori Subacquei\u201d di Stefano Caressa e con la partecipazione del tecnico subacqueo della Soprintendenza, Francesco Dossola. Inoltre, alcuni giorni sono stati impiegati a fornire supporto scientifico alle attivit\u00e0 in mare coordinate dai Carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Udine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indagati sette siti archeologici nelle acque dell\u2019isola nell\u2019ambito della prima campagna del nuovo progetto Aquileia Waterscape<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":59219,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[349,2197,174,175],"class_list":["post-59217","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","tag-aquileia","tag-archeologia","tag-grado","tag-mare","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino.jpg",1366,767,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino.jpg",1366,767,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino.jpg",1366,767,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-300x168.jpg",300,168,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-1024x575.jpg",640,359,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino.jpg",1366,767,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino.jpg",1366,767,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-1024x575.jpg",1024,575,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Versante-marino-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Indagati sette siti archeologici nelle acque dell\u2019isola nell\u2019ambito della prima campagna del nuovo progetto Aquileia Waterscape","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=59217"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/59217\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/59219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=59217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=59217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=59217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}