{"id":57269,"date":"2024-07-18T12:48:05","date_gmt":"2024-07-18T10:48:05","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=57269"},"modified":"2024-07-22T10:49:47","modified_gmt":"2024-07-22T08:49:47","slug":"nadia-ballarin-friulana-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nadia-ballarin-friulana-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Nadia Ballarin, friulana nel mondo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Nadia Ballarin con il suo gatto Alpha ai tempi di Seattle<\/em><\/span><\/p>\n<p>Una storia di viaggi, determinazione e sport. Ma anche di tecnologia. Che caratterizza ormai la quotidianit\u00e0 di ciascuno di noi, decisamente di pi\u00f9 se invece lavori in uno dei colossi mondiali del settore.<\/p>\n<p>La cervignanese <strong>Nadia Ballarin<\/strong>, classe 1996, da ormai tre anni \u00e8 una dipendente di <em>Apple<\/em>.<\/p>\n<p>Laureata in statistica \u00e8 ora analista in un <em>team <\/em>di supporto per le figure deputate a controllare qualit\u00e0 e prestazioni di funzioni e modelli di <em>Apple Music <\/em>e altre app. Dopo aver vissuto per un decennio negli Stati Uniti, ora lavora a Londra. E in questa intervista ripercorre le tappe salienti di un cammino iniziato nei campi di softball del suo Friuli.<\/p>\n<p><strong>Nadia, come vive una friulana a Londra?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLondra \u00e8 una citt\u00e0 viva, c\u2019\u00e8 sempre tanta gente per strada. Spesso camminando in centro mi sento comunque in Italia; in metro o in ufficio si sente parlare in italiano e incontro spesso connazionali. Il meteo ricorda casa, ma manca quella libert\u00e0 di scelta fra diversi paesaggi che la nostra regione offre. Al momento non ho trovato un elemento essenziale per una vita friulana piena: il Montasio. Ma ci sono tanti ristoranti italiani dove si trova la vera cucina di casa nostra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Prima dell\u2019Inghilterra, in realt\u00e0, hai vissuto per molti anni negli Stati Uniti. Che esperienza \u00e8 stata? <\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono arrivata negli USA nel 2013, all\u2019et\u00e0 di 17 anni, con l\u2019opportunit\u00e0 di svolgere il quarto anno delle superiori all\u2019estero. L\u2019Arkansas \u00e8 stato un inizio un po\u2019 traumatico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come mai?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo scoperto la vera versione degli Stati Uniti del Sud. Una cultura molto diversa da quella da cui provenivo e che \u00e8 incentrata su un differente rapporto con la natura e la comunit\u00e0. Ho dovuto adattarmi a spazi enormi e ad abitudini sociali completamente diverse\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Un cambiamento di vita radicale\u2026 <\/strong><\/p>\n<p>\u00abNonostante le lezioni di inglese, il primo mese lo <em>slang <\/em>e l\u2019accento del sud erano incomprensibili. La famiglia che mi ospitava abitava in una casa tra i boschi. Spesso vedevo cervi e serpenti in giardino. I primi vicini erano a dieci minuti di macchina e ovunque bisognava arrivare in auto. Le mie <em>host-sisters <\/em>(le figlie dei padroni di casa, <em>ndr<\/em>) partecipavano spesso a rodei e sagre di bestiame: ho scoperto un\u2019America diversa da quella dei film\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I rapporti umani hanno aiutato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe persone erano molto cordiali e ospitali. La mia <em>host-family <\/em>mi trattava come una figlia. Quando dicevo che ero italiana tutti mi invitavano a cena a casa loro ed erano molto gentili. Ho deciso di rimanere l\u00ec per le opportunit\u00e0 che mi sono state offerte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E qui entra in scena il softball\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGrazie al softball e agli scout del campionato della High School (la scuola superiore, ndr), ho ricevuto una borsa di studio in un altro Stato, al Northeast Texas Community College. Il softball americano \u00e8 molto sentito. Uno sport comune come il calcio in Italia: prima o poi tutti ci giocano. La concezione della relazione fra sport e scuola in America \u00e8 diversa\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_57270\" aria-describedby=\"caption-attachment-57270\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57270\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_6577.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"979\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_6577.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_6577-300x294.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_6577-768x752.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57270\" class=\"wp-caption-text\">Nadia Ballarin nel campionato di softball del College<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>In che senso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo sport \u00e8 visto come parte integrante dell\u2019educazione di ognuno e sia all\u2019high school che al college chi pratica sport agonistico \u00e8 ammirato. Serve molta organizzazione per bilanciare lo studio e lo sport, ma se non raggiungi obiettivi formativi adeguati non ti \u00e8 permesso di giocare. La squadra diventa come una famiglia. La mattina ci alzavamo presto per andare in palestra, poi le lezioni e al pomeriggio la sessione di allenamento fino a sera. Quindi terminavamo la giornata studiando, sempre insieme\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non una passeggiata di salute\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto stile di vita era molto faticoso per\u00f2 regalava tante soddisfazioni. Il periodo del campionato ripagava delle fatiche ed era il momento pi\u00f9 divertente dell\u2019anno. Per gli ultimi due anni di universit\u00e0 sono tornata in Arkansas, alla Henderson State University dove ho proseguito i miei studi di statistica, sempre continuando a giocare a softball. L\u2019universit\u00e0 americana non \u00e8 molto diversa da quella italiana, ma la dinamica relaziona le fra studenti e professori \u00e8 amicale. I corsi di statistica hanno pochi iscritti e quindi questo rende l\u2019atmosfera diretta e rilassata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Terminati gli studi hai appeso il guantone al chiodo.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi sono laureata nel 2019 e finendo l\u2019universit\u00e0 ho dovuto abbandonare il softball. Dopo anni di agonismo il mio corpo ne aveva risentito, ma grazie allo sport ho potuto realizzarmi nel mio percorso formativo. Attualmente non pratico pi\u00f9 softball ma la passione rimane e lo seguo da spettatrice\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_57271\" aria-describedby=\"caption-attachment-57271\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-57271\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_1245.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"858\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_1245.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_1245-300x257.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/IMG_1245-768x659.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-57271\" class=\"wp-caption-text\">Nadia Ballarin con mamma, nonna e pap\u00e0 in occasione della laurea<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Lo sbarco in un colosso del calibro di <em>Apple <\/em>com\u2019\u00e8 stato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDopo il master in <em>Business Analytics<\/em>, sono stata reclutata attraverso <em>Linkedin <\/em>da un reclutatore di <em>Apple <\/em>per la specificit\u00e0 del ruolo. Cercavano una laureata in statistica, matematica o <em>data-science <\/em>che parlasse l\u2019italiano. Non mi sembrava vero. Dopo una lunga serie di colloqui, sia tecnici che attitudinali, sono stata assunta. A dicembre 2021, proprio per il nuovo lavoro, mi sono trasferita a Seattle con il mio gatto Alpha, riscoprendo questa citt\u00e0 che avevo gi\u00e0 visitato in occasione della partecipazione della rappresentativa regionale di softball ai Junior World Series nel 2010\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La citt\u00e0 della pioggia nel nordovest degli States\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSeattle \u00e8 completamente diversa dal Sud. Piena di giovani lavoratori del settore tecnologico, dinamica, e in uno Stato molto pi\u00f9 \u201calpino\u201d (lo Stato di Washington, <em>ndr<\/em>)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lavorare alla <em>Apple <\/em>\u00e8 complicato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAnche se l\u2019azienda \u00e8 molto grande, in <em>Apple <\/em>il lavoro \u00e8 organizzato per gruppi ristretti e relazioni orizzontali. Per questo, paradossalmente, sembra di lavorare per un\u2019azienda molto pi\u00f9 piccola. Il mio team \u00e8 recente in <em>Apple<\/em>. Io sono stata la terza a essere assunta. Inoltre, quasi tutti i miei colleghi hanno pi\u00f9 o meno la mia et\u00e0: tutti ci siamo spostati a Seattle per lavoro, non conoscendo nessuno. Oltre a un rapporto lavorativo si \u00e8 cos\u00ec formato anche un rapporto di stretta amicizia. In <em>Apple <\/em>si lavora tanto ma con orari flessibili. Il lavoro \u00e8 molto soddisfacente e i risultati sono tangibili perch\u00e9 visibili nelle diverse app\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tempo libero ne rimane?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuando ero a Seattle ho potuto esplorare le bellezze naturalistiche dello Stato di Washington, specialmente nei weekend estivi. In inverno c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di sciare o di andare alla ricerca del locale migliore di Seattle\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fino al giorno in cui anche a questa citt\u00e0 hai dovuto dire <em>Goodbye<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer motivi di visto. Non avendo vinto la lotteria dei visti lavorativi, <em>Apple <\/em>mi ha garantito la continuit\u00e0 trasferendomi all\u2019ufficio di Londra. Fui molto contenta di tornare in Europa e avvicinarmi a casa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E qui torniamo alla domanda iniziale. Si vive bene a Londra?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLondra \u00e8 molto pi\u00f9 europea. In America si sente maggiormente la pressione di avere successo nel lavoro. Mentre a Londra, come in Italia, gli obiettivi della vita vanno oltre a quelli lavorativi. Inoltre a Londra ci sono pi\u00f9 possibilit\u00e0 culturali e ho riscoperto il calcio femminile andando allo stadio dell\u2019Arsenal\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In due ore di volo, poi, sei in Friuli\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTornare \u00e8 decisamente pi\u00f9 semplice e cerco di farlo il pi\u00f9 spesso possibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel prossimo futuro dove ti vedi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer ora sono a Londra. Poi si vedr\u00e0, sono aperta a qualsiasi opzione. E chiss\u00e0, anche tornare in Italia\u2026\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie al softball ha scoperto l\u2019America profonda dell\u2019Arkansas e del Texas. Dopo la laurea, l\u2019assunzione alla Apple e il trasferimento a Seattle. Ma negli USA il visto \u00e8 una lotteria. Lo sbarco a Londra. \u00abQui si vive bene, manca solo un elemento essenziale: il formaggio Montasio\u00bb. A 28 anni ha gi\u00e0 vissuto esperienze incredibili. Il futuro? \u00abChiss\u00e0, magari in Italia\u2026\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":57272,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[2224,119,2225,2223,976,2226],"class_list":["post-57269","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","tag-apple","tag-cervignano","tag-londra","tag-softball","tag-tecnologia","tag-usa","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura.jpg",1366,823,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura.jpg",1366,823,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura.jpg",1366,823,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-300x181.jpg",300,181,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-1024x617.jpg",640,386,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura.jpg",1366,823,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura.jpg",1366,823,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-1024x617.jpg",1024,617,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/apertura-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"Livio Nonis","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/nonis\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Grazie al softball ha scoperto l\u2019America profonda dell\u2019Arkansas e del Texas. Dopo la laurea, l\u2019assunzione alla Apple e il trasferimento a Seattle. Ma negli USA il visto \u00e8 una lotteria. Lo sbarco a Londra. \u00abQui si vive bene, manca solo un elemento essenziale: il formaggio Montasio\u00bb. A 28 anni ha gi\u00e0 vissuto esperienze incredibili. Il&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=57269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/57269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/57272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=57269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=57269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=57269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}