{"id":57177,"date":"2024-07-16T12:56:30","date_gmt":"2024-07-16T10:56:30","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=57177"},"modified":"2024-07-17T11:00:46","modified_gmt":"2024-07-17T09:00:46","slug":"gestire-meglio-i-rifiuti-da-trieste-progetto-transfrontaliero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gestire-meglio-i-rifiuti-da-trieste-progetto-transfrontaliero\/","title":{"rendered":"Gestire meglio i rifiuti: da Trieste progetto transfrontaliero"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>I rappresentanti dei partner del progetto<\/em><\/span><\/p>\n<p>TRIESTE \u2013 \u00c8 stato presentato all&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Trieste<\/strong>\u00a0il progetto\u00a0<strong><em>Wastereduce,\u00a0<\/em><\/strong>che coinvolge Croazia e Italia nell&#8217;ambito del VI programma di cooperazione territoriale europea\u00a0<strong>Interreg 2021-2027<\/strong>.<\/p>\n<p>Il\u00a0progetto <em>green<\/em>, della durata di <strong>due anni e mezzo<\/strong>, vede la collaborazione di istituti di ricerca, amministrazioni locali, agenzie di protezione e gestione dell&#8217;ambiente e delle risorse naturali, organizzazioni non-governative e societ\u00e0 di servizi con l&#8217;obiettivo di <strong>migliorare la gestione dei rifiuti nelle aree protette e nei siti della Rete Natura 2000<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa intende implementare azioni congiunte per <strong>contrastare<\/strong> con metodi di rilevazione e intervento innovativi il <strong>fenomeno dell&#8217;abbandono dei rifiuti<\/strong>.<\/p>\n<h3>I partner coinvolti<\/h3>\n<p>Sono\u00a0<strong>otto i partner\u00a0<\/strong>&#8211; espressione dei territori del Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell&#8217;Istria, che partecipano al progetto: l&#8217;Istituto per l&#8217;Agricoltura e il Turismo di Parenzo, capofila del consorzio, il Dipartimento di Scienze della Vita dell&#8217;Universit\u00e0 di Trieste, la Regione Istriana, l&#8217;Agenzia Regionale per la Protezione dell&#8217;Ambiente del Veneto, l&#8217;Ente gestore delle riserve naturali della regione istriana &#8220;Natura Histrica&#8221;, l&#8217;Associazione per la Natura, l&#8217;Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile &#8220;Sunce&#8221; con sede in Croazia, ETRA SpA &#8211; Societ\u00e0 benefit con sede a Bassano del Grappa (Treviso) ed Etifor \u2013 Valuing Nature spin off dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova.<\/p>\n<p><em>Wastereduce<\/em>,\u00a0<strong>finanziato per oltre 1,6 milioni di euro dall&#8217;Unione Europea<\/strong>, nasce in risposta ai recenti allarmanti dati forniti dalla Comunit\u00e0 Europea che prevedono, in uno scenario di tipo\u00a0<em>business-as-usual<\/em>, l&#8217;aumento entro il 2040 di quasi tre volte il quantitativo di rifiuti in plastica che verranno immessi negli ecosistemi acquatici, passando dalle attuali 9-14 milioni di tonnellate all&#8217;anno (dato del 2016) a una previsione di 23-37 milioni di tonnellate all&#8217;anno.<\/p>\n<h3>Plastica e danni in mare<\/h3>\n<p>Si calcola che circa l&#8217;80% di questi rifiuti dispersi in mare provenga dalla terraferma: rifiuti che entrano nell&#8217;ambiente marino da fonti terrestri (ad esempio, rifiuti gestiti in modo inadeguato nelle discariche, l&#8217;abbandono dei rifiuti sulle spiagge e nelle aree costiere; il deflusso dei fiumi; il turismo costiero) ma anche direttamente smaltiti in mare (ad esempio attraverso lo scarico illegale o rilasciati accidentalmente in mare da parte delle navi).<\/p>\n<p>Questi materiali, soprattutto in plastica, sono responsabili di gravi danni economici, impattando le comunit\u00e0 costiere, il turismo, la navigazione e la pesca, ma anche responsabili di danni causati alla salute dell&#8217;uomo e alla biodiversit\u00e0, impattando sulla salute pubblica e sulle risorse come l&#8217;acqua potabile.<\/p>\n<h3>Cambiare le abitudini delle persone<\/h3>\n<p>L&#8217;approccio che il gruppo di lavoro svilupper\u00e0 mira a minimizzare le pressioni esercitate dalle attivit\u00e0 umane sulle aree protette e sui siti Natura 2000, proponendo <strong>soluzioni per ridurre la dispersione nell&#8217; ambiente di rifiuti <\/strong>e, sviluppando meccanismi di cooperazione transfrontaliera atti a monitorare e identificare le aree critiche in cui l&#8217;accumulo dei rifiuti richiede uno sforzo gestionale puntuale.<\/p>\n<p>In modo complementare, si interverr\u00e0 con <strong>studi specifici di psicologia comportamentale<\/strong> per capire <strong>come promuovere un cambio di abitudini da parte di chi fruisce le aree protette<\/strong> e che, consapevolmente o inconsapevolmente, si rende complice di azioni fortemente impattanti sull&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Secondo la dottoressa\u00a0<strong>Barbara Sladonja<\/strong>\u00a0dell&#8217;Istituto per l&#8217;Agricoltura e il Turismo di Parenzo, coordinatrice del progetto,\u00a0<em>Wastereduce<\/em>\u00a0ha l&#8217;obiettivo di coinvolgere fin da subito quante pi\u00f9 realt\u00e0 territoriali, istituzioni e singoli cittadini in grado di contribuire attivamente a supportare il cambiamento della nostra societ\u00e0 verso un futuro pi\u00f9 sostenibile e a basso impatto ambientale&#8221;.<\/p>\n<p>Altamente rilevante sar\u00e0 l&#8217;utilizzo di tecnologie avanzate che, grazie anche alle <strong>immagini satellitari<\/strong>, permetteranno un&#8217;<strong>analisi<\/strong> <strong>territoriale necessaria per ottimizzare i punti di raccolta dei rifiuti<\/strong>.<\/p>\n<h3>Azioni di educazione e sensibilizzazione<\/h3>\n<p>&#8220;Una sfida importante che affronteremo sar\u00e0 capire in che modo lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale potr\u00e0 supportare i sistemi di monitoraggio da remoto per tenere sotto controllo l&#8217;accumulo di rifiuti nelle aree di pregio naturalistico&#8221;, sostiene il professor\u00a0<strong>Giovanni Bacaro<\/strong>, docente di Botanica Ambientale ed Applicata dell&#8217;Universit\u00e0 di Trieste referente del progetto per il Dipartimento di Scienze della Vita dell&#8217;Universit\u00e0 di Trieste.<\/p>\n<p>Fondamentale per la riuscita del progetto sar\u00e0 infine il <strong>coinvolgimento dei cittadini a vari livelli<\/strong>, cittadini su cui si concentreranno le <strong>azioni di educazione e sensibilizzazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Grazie al loro <em>feedback<\/em>, inoltre, saranno indirizzate le <strong>nuove politiche di gestione dei rifiuti<\/strong> da parte degli enti preposti e partner del progetto che, secondo le attese, si dovranno tradurre in azioni concrete per ridurre, mitigare ed evitare l&#8217;inquinamento da rifiuti delle nostre riserve naturali, dei nostri fiumi e dei nostri mari.<\/p>\n<p>Risultato non secondario sar\u00e0 anche aumentare l&#8217;attrattivit\u00e0 per i visitatori delle riserve naturali, migliorando cos\u00ec il valore dell&#8217;offerta turistica dei territori coinvolti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato &#8220;Wastereduce&#8221; per ridurre l&#8217;inquinamento dei mari e delle aree protette. Previsti studi specifici di psicologia comportamentale per intervenire sulle abitudini sbagliate<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":57178,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[66,175,1082,65,389,388],"class_list":["post-57177","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","tag-ambiente","tag-mare","tag-rifiuti","tag-trieste","tag-units","tag-universita","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti.jpg",1366,814,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti.jpg",1366,814,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti.jpg",1366,814,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-300x179.jpg",300,179,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-1024x610.jpg",640,381,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti.jpg",1366,814,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti.jpg",1366,814,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-1024x610.jpg",1024,610,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-250x210.jpg",250,210,true],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/progetto-rifiuti-272x182.jpg",272,182,true]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Presentato \"Wastereduce\" per ridurre l'inquinamento dei mari e delle aree protette. 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