{"id":56117,"date":"2024-06-10T12:50:32","date_gmt":"2024-06-10T10:50:32","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=56117"},"modified":"2024-06-11T13:14:32","modified_gmt":"2024-06-11T11:14:32","slug":"medicina-dei-trapianti-dal-fvg-nuove-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/medicina-dei-trapianti-dal-fvg-nuove-opportunita\/","title":{"rendered":"Medicina dei trapianti: dal FVG nuove prospettive"},"content":{"rendered":"<p>TRIESTE \u2013 Un passo avanti significativo per la medicina dei trapianti.<\/p>\n<p>Quello che arriva da uno studio pubblicato su \u201c<em>Annals of Hepatology<\/em>\u201d da un <strong>team di ricercatori italiani<\/strong>, facendo luce sui meccanismi molecolari che influenzano il successo degli allotrapianti epatici.<\/p>\n<p>L\u2019articolo, frutto della collaborazione tra la <strong>Fondazione Italiana Fegato Onlus<\/strong>, il <strong>Centro Trapianti di Fegato dell\u2019Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale<\/strong> e <strong>Area Science Park<\/strong> con il Laboratorio di Genomica ed Epigenomica, presenta un\u2019analisi dettagliata dell\u2019impatto genomico ed epigenomico sul fegato trapiantato.<\/p>\n<p>L\u2019allotrapianto \u2013 il trapianto di organi o tessuti tra due individui della stessa specie \u2013 comporta rischi di rigetto dovuti al riconoscimento del tessuto trapiantato come estraneo da parte del sistema immunitario del ricevente.<\/p>\n<p>Lo studio si concentra su come le variazioni a livello genomico ed epigenomico (quest\u2019ultimo un campo che esamina le modifiche nell\u2019espressione genica che non coinvolgono cambiamenti nella sequenza del DNA) possano influenzare la risposta del ricevente e l\u2019esito del trapianto.<\/p>\n<p>I risultati dello studio offrono una nuova comprensione di come i cambiamenti trascrittomici, ovvero le variazioni nella trascrizione del DNA in RNA messaggero, possano contribuire al danno iniziale del fegato trapiantato, alla ricomparsa della malattia cronica o al rigetto dell\u2019organo. Questa ricerca apre <strong>nuove prospettive per la prevenzione di queste complicazioni<\/strong>, migliorando cos\u00ec le probabilit\u00e0 di successo degli allotrapianti epatici e la qualit\u00e0 della vita dei pazienti.<\/p>\n<p>\u201cIl progetto \u2013 afferma <strong>Pablo Giraudi<\/strong>, della Fondazione Italiana Fegato \u2013 ha previsto al momento dell\u2019intervento chirurgico la raccolta di biopsie epatiche e campioni di sangue dai pazienti trapiantati a causa di diverse malattie croniche epatiche (tra le quali: cirrosi epatiche dovute a infezione virali tipo l\u2019epatite C e B, cirrosi alcolica, cirrosi associata alla steatoepatite non alcolica, cirrosi criptogeniche) e l\u2019utilizzo del DNA e RNA ottenuto dalle rispettive biopsie. Le analisi con apposite piattaforme bioinformatiche consentono di avere informazione sull\u2019espressione di geni utili in una terapia personalizzata e biomarcatori diagnostici\/prognostici\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesto progetto \u2013 spiega <strong>Danilo Licastro<\/strong>, responsabile Laboratorio di Genomica ed Epigenomica di Area Science Park \u2013 ha consentito di applicare le nostre conoscenze di ricerca in maniera integrata e organica. Il nostro laboratorio ha prodotto e analizzato le informazioni relative alle sequenze di RNA e allo stato di metilazione del DNA di tutti i campioni forniti dai nostri partner. Il risultato di questo progetto scientifico \u00e8 stato possibile solo in virtu\u2019 della forte collaborazione tra le due strutture di ricerca e costituisce un passaggio fondamentale per una proiezione dalla ricerca verso un ambito applicativo clinico-diagnostico su vasta scala. Siamo fiduciosi che i risultati di questa sperimentazione costituiscano il punto di partenza di ulteriori studi che coinvolgeranno anche altri istituti internazionali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di uno studio sperimentale pionieristico \u2013 sottolinea il direttore scientifico della FIF, <strong>Claudio Tiribelli<\/strong> \u2013 che, generando <em>big data<\/em>, consentir\u00e0 la creazione di banche dati, utili ad avviare collaborazioni nel <em>digital health<\/em> basate su modelli di intelligenza artificiale verso una medicina pi\u00f9 personalizzata come, ad esempio, l\u2019uso di immunosoppressori pi\u00f9 adatti al paziente in modo da evitare il rigetto dell\u2019organo trapiantato. \u00c8 anche la conferma che l\u2019interazione tra realt\u00e0 scientifiche e cliniche permette il raggiungimento di risultati di grande livello\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa scelta di Area Science Park di potenziare l\u2019investimento in laboratori e tecnologie all\u2019avanguardia va ad accrescere le competenze interne nel settore delle Scienze della vita e rafforza le collaborazioni con le istituzioni di ricerca su grandi progettualit\u00e0 di comune interesse ad elevato impatto sociale\u201d, dichiara la presidente di Area Science Park, <strong>Caterina Petrillo<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cIl raggiungimento degli obiettivi fissati \u2013 conclude il presidente della FIF, <strong>Decio Ripandelli<\/strong> \u2013 porter\u00e0 alla continuazione delle importanti relazioni tra i diversi enti coinvolti, per la definizione di nuove linee di ricerca nazionali e internazionali e per la formazione di risorse umane altamente specializzate, con conseguente aumento delle collaborazioni locali ed estere\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una ricerca fa luce sui meccanismi alla base del rigetto nell\u2019allotrapianto epatico, migliorando la qualit\u00e0 della vita dei pazienti  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