{"id":52696,"date":"2023-03-15T12:15:32","date_gmt":"2023-03-15T11:15:32","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=52696"},"modified":"2024-03-15T12:31:21","modified_gmt":"2024-03-15T11:31:21","slug":"picul-friul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/picul-friul\/","title":{"rendered":"Pi\u00e7ul Fri\u00fbl"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 10pt;\">Da sinistra Michele Tomaselli del Comitato Friulano Difesa Osterie, Dario Zampa e Mauro Tonasso presidente del Fogol\u00e2r Furlan di Santo Domingo<\/span><\/em><\/p>\n<p>COLONIA CAROYA (Argentina) &#8211; La festa della vendemmia a <strong>Colonia Caroya<\/strong>, nella provincia di C\u00f3rdoba in <strong>Argentina<\/strong>, \u00e8 un appuntamento che mantiene solidi legami con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p>La locale comunit\u00e0, infatti, \u00e8 costituita, per la stragrande maggioranza, da <strong>discendenti di emigrati friulani<\/strong>, qui arrivati alla fine del XIX secolo dopo aver lasciato la propria terra. Nel 2023 la consueta kermesse dedicata all\u2019uva si \u00e8 svolta il 13 marzo, data individuata per rendere omaggio al 15 marzo 1878, anniversario di fondazione della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Un tuffo nella storia<\/strong><\/p>\n<p>Da un manifesto affisso in Friuli nel 1877, sappiamo che a bordo dei vapori \u201c<em>Sud America<\/em>\u201d, \u201c<em>Europa<\/em>\u201d e \u201c<em>Nord America<\/em>\u201d partirono numerosi gruppi friulani. Il viaggio, da Genova a Buenos Aires, durava 26 giorni e i passeggeri imbarcati erano oltre il migliaio.<\/p>\n<p>Nel volume \u201c<em>Coloni friulani in Argentina: 1877-1880<\/em>\u201d di Gino e Alberto di Caporiacco, si riporta la testimonianza di Giuseppe Miani, partito nel novembre del 1877, che scrisse \u00ab<em>di aver compiuto felicemente la traversata e di non aver sofferto nulla n\u00e9 in mare n\u00e9 in terra. Il mare era stato sempre tranquillo, fuorch\u00e9 un giorno in cui vi fu <\/em><em>una piccola burrasca (\u2026)<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Giuseppe Del Negro afferma \u00ab<em>di aver fatto un viaggio bellissimo e molto ben trattato (\u2026). Quelli che \u00a0partirono il 1\u00b0 febbraio con il vapore \u201cNord America\u201d scrissero di aver fatto buon viaggio. Soffrirono di stomaco solo il primo giorno. Erano a bordo 1.500: vi fu una nascita e un decesso. Compirono il viaggio in 23 giorni<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo lo sbarco gli emigranti friulani venivano ospitati nelle \u201cCase dell\u2019emigrazione\u201d, secondo quanto disposto dall\u2019art. 42 della Legge 817\/1876. Il periodo di sosta variava a seconda dei luoghi da raggiungere, ma quasi mai superava i venti giorni. Le principali rotte migratorie si dislocavano tra il <strong>Paran\u00e1<\/strong>, fino all\u2019altezza di <strong>Santa Fe <\/strong>in direzione C\u00f3rdoba, Jes\u00fas Mar\u00eda e Colonia Caroya, e tra <strong>Reconquista <\/strong>e <strong>Resistencia<\/strong>.<\/p>\n<p>Le colonie erano di due tipi: governative e provinciali. Colonia Caroya era governativa. Un gruppo di emigranti friulani qui giunse il 15 marzo 1878.<\/p>\n<h3><strong>Breve diario di viaggio<\/strong><\/h3>\n<p>Ho avuto l\u2019onore di partecipare alla rinomata festa provinciale della 53\u00aa Vendemmia e della 44\u00aa Sagra nazionale dell\u2019Uva di Colonia Caroya, in Argentina, tra l\u201911 e il 12 marzo 2023, assieme all\u2019amico <strong>Vincenzo\u00a0<\/strong><strong>Venchiarutti <\/strong>e al cantautore friulano <strong>Dario Zampa<\/strong>.<\/p>\n<p>Colonia Caroya \u00e8 vera \u201ccitt\u00e0 friulana\u201d, che i suoi abitanti chiamano affettuosamente \u201c<em>Pi\u00e7ul Fri\u00fbl<\/em>\u201d (piccolo Friuli). Del Friuli, infatti, mette in risalto aspetti tipici: le feste, le tradizioni e l\u2019identit\u00e0 culturale. Qui si parla\u00a0friulano, si mangia friulano\u2026<\/p>\n<figure id=\"attachment_52698\" aria-describedby=\"caption-attachment-52698\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52698 size-large\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/foto2-1024x614.jpg\" alt=\"Da sinistra il sindaco di Colonia Caroya, Gustavo Brand\u00e1n, Vincenzo Venchiarutti e la consolegenerale Giulia Campeggio\" width=\"640\" height=\"384\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/foto2-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/foto2-300x180.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/foto2-768x460.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/foto2.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-52698\" class=\"wp-caption-text\">Da sinistra il sindaco di Colonia Caroya, Gustavo Brand\u00e1n, Vincenzo Venchiarutti e la console<br \/>generale Giulia Campeggio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come anticipato, qui si celebrano: la festa della vendemmia, la sagra dall\u2019uva, ma anche la festa del salame, della polenta e del \u201c<em>Codegu\u00edn<\/em>\u201d. Il vino e i salami del territorio sono conosciuti oltre la provincia di C\u00f3rdoba e richiamano visitatori, che, sempre numerosi, non disdegnano la cucina friulana tanto da ricercarla nei ristoranti della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Sabato 11 marzo si \u00e8 tenuta la cerimonia con la sfilata di apertura della 53\u00aa \u201cFesta provinciale della vendemmia\u201d. Presentazione dello spettacolo \u201c<em>Herederos de nestre tiare<\/em>\u201d ed esibizione del gruppo musicale <strong>Furlan di Doman <\/strong>con incoronazione di miss Regina Provinciale della Vendemmia.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, nella Casa del Friuli, albergo e ristorante costruito dall\u2019<strong>impresario tramontino Domenico Facchin<\/strong>, si \u00e8 svolta la riunione con i rappresentanti dei <em>Fogol\u00e2rs <\/em>giunti a Colonia, guidata dal presidente del locale sodalizio, <strong>Luis Grion<\/strong>. Presenti una decina di delegati fra i quali: i giovani presidenti dei <em>Fogol\u00e2rs <\/em>di Apostoles (Misiones) e San Francisco (C\u00f3rdoba), nuove realt\u00e0 venute alla luce pochi anni fa.<\/p>\n<p>Poi ha preso avvio la grande festa che si \u00e8 concentrata lungo il viale alberato con un palco allestito davanti alla Casa del Friuli, dove autorit\u00e0, ospiti, cori, complessi, balletti folcloristici, hanno proposto le loro esibizioni fino a tarda sera. L\u2019amico Dario Zampa si \u00e8 esibito sul palco. Inimitabile cantautore friulano qual \u00e8, non ha tradito le aspettative, regalando al pubblico uno spettacolo ricco di emozioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_52700\" aria-describedby=\"caption-attachment-52700\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52700 size-large\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Dario-Zampa-1024x646.jpg\" alt=\"L&#039;esibizione di Dario Zampa \" width=\"640\" height=\"404\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Dario-Zampa-1024x646.jpg 1024w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Dario-Zampa-300x189.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Dario-Zampa-768x485.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Dario-Zampa.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-52700\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;esibizione di Dario Zampa<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>Il baule dei migranti<\/strong><\/h3>\n<p>Le loro storie si assomigliano tutte e hanno le radici in coloro che un bel giorno decisero di partire stipando sogni e speranze dentro un baule. Il padre di Julio, Elvino Di Poi, cugino di Vincenzo Venchiarutti, aveva combattuto dapprima nella guerra civile spagnola e poi nella campagna del Nord Africa, tra Egitto, Libia, Tunisia, Algeria e Marocco. Durante un combattimento, ferito, venne catturato e quindi fatto prigioniero.<\/p>\n<p>Alla guida di un\u2019ambulanza, riusc\u00ec a fuggire e a riparare in luogo sicuro. Il 22 ottobre 1950 lasci\u00f2 il Friuli per raggiungere l\u2019Argentina, assieme alla moglie Maddalena, ai figli Sergio di 5 anni e Julio di 5 mesi. Di professione fabbro, qui fond\u00f2 una carrozzeria tutta sua.<\/p>\n<p>All\u2019ingresso della casa di Julio \u00e8 ben in mostra il <strong>baule di legno <\/strong>con cui la famiglia Di Poi attravers\u00f2 l\u2019Oceano Atlantico a bordo della nave \u201c<em>Corrientes<\/em>\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_52699\" aria-describedby=\"caption-attachment-52699\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52699 size-large\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_1619-1024x683.jpg\" alt=\"Il baule di legno della famiglia Di Poi\" width=\"640\" height=\"427\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_1619-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_1619-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_1619-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_1619-391x260.jpg 391w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/IMG_1619.jpg 1366w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-52699\" class=\"wp-caption-text\">Il baule di legno della famiglia Di Poi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Proseguo il viaggio e raggiungo in aereo <strong>San Juan<\/strong>, capitale dell\u2019omonima provincia nella regione del <strong>Cuyo<\/strong>, qui ospite della cugina di Vincenzo, <strong>Susanna-Venchiarutti<\/strong>, e di suo marito <strong>Alberto Aubone<\/strong>. Una famiglia conosciuta anche perch\u00e9 <strong>Anna Fabiola<\/strong>, che \u00e8 una delle loro figlie, \u00e8 deputata della Nazione Argentina, eletta dopo aver ricoperto il ruolo di ministro del governo di San Juan.<\/p>\n<p>Le cantine ai piedi delle Ande si chiamano <em>bodegas <\/em>e sono tantissime, potreste tranquillamente passare una settimana intera, visitandone decine al giorno, senza mai ritornare nelle stesse. La provincia di San Juan \u00e8 patria del vino pi\u00f9 famoso dell\u2019Argentina: il delizioso <strong><em>Malbec<\/em><\/strong>. Un vino rosso, corposo, ma morbido, ha note di frutta matura e confettura, con prevalenza di frutta nera.<\/p>\n<p>Una giornata \u00e8 dedicata alla visita del <strong>Parco di Ischigualasto<\/strong>, area inserita nell\u2019elenco dei Patrimoni dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019Unesco. Si estende per 603 chilometri quadrati a un\u2019altitudine di circa 1.300 metri. La vegetazione \u00e8 tipica dei paesaggi desertici (arbusti, cactus e rari alberi). Un territorio arido, dunque, che ha\u00a0portato alla definizione di <strong>Valle della Luna <\/strong>a causa dell\u2019aspetto aspro e lunare.<\/p>\n<h3><strong>Buenos Aires<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019ultima parte del viaggio la passo a <strong>Buenos Aires<\/strong>, ospite della \u201cSociedad Friulana\u201d, detta \u201c<em>la none<\/em>\u201d per essere il <strong>pi\u00f9 antico <\/strong><strong><em>Fogol\u00e2r Furlan <\/em><\/strong><strong>dell\u2019Argentina<\/strong>, fondato nel 1927. La calorosa accoglienza del presidente <strong>Eduardo Dino Baschera <\/strong>mi ha fatto apprezzare questo angolo di Friuli ai confini del mondo, grazie alle molteplici attivit\u00e0 che porta avanti, corso di lingua friulana compreso.<\/p>\n<p>La domenica successiva partecipo alla festa del 58\u00b0 anniversario di fondazione dell\u2019\u201c<strong>Unione Friulana Castelmonte<\/strong>\u201d: <em>fogol\u00e2r <\/em>gestito dal presidente <strong>Giovanni Chialchia<\/strong>, sodalizio che opera in sinergia con la parrocchia di <em>Nuestra Se\u00f1ora de Castelmonte<\/em>. Questa chiesa \u00e8 gestita dalla <strong>Diocesi di Udine <\/strong>e custodisce una <strong>copia della statua della Madonna di Castelmonte<\/strong>.<\/p>\n<p>Grazie a <strong>don Claudio <\/strong><strong>Snidero<\/strong>, prete originario di Sant\u2019Andrat dello Judrio (Corno di Rosazzo), la missione riesce ad andare avanti.<\/p>\n<p>Per concludere non posso altro che confermare quanto mi scrive Zampa: \u00abQuello che mi \u00e8 rimasto impresso, alla fine di questo viaggio, \u00e8 l\u2019orgoglio dei discendenti friulani d\u2019Argentina nel mantenere i valori e le tradizioni trasmesse dai padri, dove sono ancora ben radicate le radici identitarie di un Friuli che diversi di loro conoscono solamente per sentito dire\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Colonia Caroya \u00e8 una vera citt\u00e0 friulana, dove feste, tradizioni e identit\u00e0 rimandano da oltre un secolo alla terra d\u2019origine degli emigranti che la fondarono nel 1878. 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