{"id":52574,"date":"2024-03-12T18:15:51","date_gmt":"2024-03-12T17:15:51","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=52574"},"modified":"2024-03-13T15:46:42","modified_gmt":"2024-03-13T14:46:42","slug":"irina-coretti-aggiungere-vita-agli-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/irina-coretti-aggiungere-vita-agli-anni\/","title":{"rendered":"Irina Coretti, aggiungere vita agli anni"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 10pt;\">Irina Coretti<\/span><\/em><\/p>\n<p>CERVIGNANO DEL FRIULI &#8211; Pacatezza, determinazione, visione. Tutte caratteristiche che <strong>Irina Coretti <\/strong>possiede e che in oltre un decennio alla guida dell\u2019<strong>Universit\u00e0 per la Terza et\u00e0 \u201cCitt\u00e0 di Cervignano e Bassa friulana<\/strong>\u201d ha saputo trasmettere al vasto mondo che gravita attorno a una realt\u00e0 di <strong>oltre 700 associati<\/strong>.\u00a0Come lei stessa racconta in questa intervista.<\/p>\n<h5><strong>Cosa significa presiedere una realt\u00e0 come l\u2019Universit\u00e0 della Terza Et\u00e0? <\/strong><\/h5>\n<p>\u00abPrima di tutto un grande impegno, sia da parte mia sia da parte delle splendide persone che, all\u2019interno del Consiglio direttivo, da anni mi affiancano nella scelta degli obiettivi da raggiungere e dei mezzi per farlo. La sintonia e l\u2019amicizia createsi nella lunga collaborazione alleviano il mio compito in modo indispensabile. Poi significa soddisfazione e in qualche modo un certo orgoglio: il buon andamento dell\u2019associazione, il gradimento che riscuote, i sorrisi delle persone che la frequentano ci dicono che stiamo operando bene e ci rendono consapevoli di esserci prodigati al meglio. Aggiungo infine un ultimo termine a questa risposta: stupore. Trovo intorno a me sempre tanta disponibilit\u00e0, pi\u00f9 di quanta possa immaginare e mi riferisco ai docenti, ai collaboratori, alle associazioni e alle istituzioni con cui condividiamo il nostro percorso e ogni volta me ne stupisco piacevolmente\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Nel vostro caso, cosa si intende per \u201cTerza Et\u00e0\u201d?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abQuando alla fine degli anni \u201970 nell\u2019universit\u00e0 di Tolosa si speriment\u00f2 un nuovo modo di coinvolgere gli anziani nell\u2019apprendimento e si comprese come la \u201cpedagogia\u201d della terza et\u00e0 dovesse essere inventata <em>ex novo <\/em>nell\u2019ambito dell\u2019educazione dell\u2019adulto, ci si riferiva a persone che, concluso il loro periodo di lavoro, potevano essere disponibili a un altro tipo di vita che avrebbe forse riservato loro novit\u00e0 piacevoli e insperate soddisfazioni. I docenti sperimentatori, colpiti dallo straordinario entusiasmo degli anziani che partecipavano al progetto, dal loro desiderio di rimettersi in gioco, dalla voglia di superare la sfida di chi invecchia e viene poco considerato, vennero sollecitati dal motto del prof. Vellas di Tolosa che invitava ad \u201c<em>aggiungere vita \u00a0agli anni e non anni alla vita<\/em>\u201d, e crearono un elenco di obiettivi e di metodi che favorirono la fondazione della prima Ute in Francia. Il progetto venne raccolto da Torino, da Trento e nei primi anni \u201980 arriv\u00f2 nella nostra regione, a Udine in particolare, dove il gerontologo Paolo Naliato fece suo in prima persona il motto di Vellas\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Ai giorni nostri vale ancora cos\u00ec?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abOggi parliamo tranquillamente di una quarta et\u00e0 se non di una quinta, in quanto la lunghezza della vita apre orizzonti allora insperati. E lo vediamo dal grande numero di anziani che frequentano la nostra universit\u00e0, il 75% in fascia di et\u00e0 fra i 60 e gli 80 anni con ben 78 ultra ottantenni: tutti desiderosi di sperimentare quanto da noi proposto, di aprirsi a nuove conoscenze, di partecipare a lezioni, incontri, visite, di avere occasioni di parlare, scambiare opinioni, condividere momenti di vita con altri, che non siano la famiglia\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Sul territorio regionale sono diverse le Universit\u00e0 della Terza Et\u00e0: qual \u00e8 il filo conduttore che unisce\u00a0<\/strong><strong>i loro obiettivi?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abGli obiettivi sono ben definiti dagli statuti: in sintesi si tratta di offrire occasioni di arricchimento personale\u00a0dal punto di vista culturale in una sorta di educazione permanente, ma, e questo \u00e8 un punto fondamentale, mai dimenticando l\u2019aspetto sociale di chi partecipa ai nostri incontri, lezioni, attivit\u00e0. \u00c8 molto importante offrire occasioni per vincere la solitudine, per parlare con altri, per condividere progetti e idee, per sentirsi apprezzati e pronti a nuove esperienze. Un\u2019offerta di stimoli che coinvolgono positivamente tutti noi, corsisti e docenti\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Al giorno d\u2019oggi la popolazione anziana \u00e8 in costante aumento: le attivit\u00e0 proposte dalle Ute che ruolo\u00a0<\/strong><strong>giocano in questo contesto sociale?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abLe Ute si rendono conto di essere un presidio importante sul territorio nella gestione di una fascia di persone che altrimenti sarebbero forse lasciate sole, in disparte o almeno si sentirebbero inutili. La collaborazione con le Amministrazioni locali \u00e8 indispensabile per perseguire gli obiettivi prefissati: se il Comune di Cervignano non ci avesse sempre sorretto concedendoci la sede, altri locali e aiuti, non sarebbe stato possibile uno sviluppo tanto capillare sul territorio. Abbiamo sempre letto questo atteggiamento generoso come un segno di stima e riconoscimento\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Irina Coretti come si \u00e8 avvicinata al mondo dell\u2019Ute?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abMi sono avvicinata all\u2019Ute di Cervignano quando era ancora sezione dell\u2019Ute di Udine, iscrivendomi a un corso di disegno, poi a uno di ginnastica e subito \u00e8 giunta la proposta di una docenza in un nuovo corso pensato dalla allora coordinatrice Carla Aita: il Laboratorio della Memoria, che negli anni ha prodotto diversi libretti ricavati dalle numerose interviste ai corsisti. Sono poi entrata quasi naturalmente nel Direttivo e da dodici anni dirigo l\u2019associazione\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Nel corso degli anni l\u2019Universit\u00e0 della Terza Et\u00e0 come si \u00e8 evoluta?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abMolto \u00e8 cambiato nei 36 anni di vita dell\u2019Ute. Innanzitutto il nome essendo diventati Universit\u00e0 per la Terza et\u00e0 \u201cCitt\u00e0 di Cervignano e Bassa friulana\u201d; poi la sua veste statutaria, in quanto da dodici anni siamo autonomi da Udine e operiamo su un territorio pi\u00f9 vasto con importanti aiuti dal Comune di Cervignano, da quello di Fiumicello Villa Vicentina, da Aquileia e da Ruda, i comuni pi\u00f9 grandi da cui provengono numerosi corsisti. E poi \u00e8 cambiato il numero dei soci iscritti, che sta tornando ai livelli pre pandemia (ora sono 709), e infine il numero dei corsi proposti, 116, mai cos\u00ec alto come quest\u2019anno. Molte offerte di contenuti si sono ampliate, inoltre l\u2019uso dei social ci permette di raggiungere sul cellulare i nostri iscritti per tutte le comunicazioni necessarie e d\u2019altra parte loro possono frequentare corsi di approfondimento sulle nuove tecnologie per restare al passo con i tempi. Gli anni del Covid ci hanno insegnato molto in merito alla didattica a distanza e ne stiamo facendo tesoro per quanto riguarda la disinvoltura acquisita da molti docenti nel maneggiare programmi e metodi nuovi\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>In una fase storica in cui l\u2019associazionismo tende a faticare, la vostra \u00e8 una realt\u00e0 che appare in piena\u00a0<\/strong><strong>salute\u2026<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abOspitiamo corsisti provenienti per poco meno di una met\u00e0 dal comune di Cervignano e per l\u2019altra met\u00e0 da trenta comuni della Bassa e dell\u2019Isontino. Leggiamo il nostro successo come un mix di buone offerte di corsi e occasioni, di ottimi docenti, di splendidi collaboratori, di buona organizzazione e, soprattutto, di una naturale capacit\u00e0 di accoglienza che ci contraddistingue e, oserei dire, \u00e8 la nostra cifra. Non nego che alle spalle di tutto questo ci sia un grande lavoro e una forte collaborazione fra persone che operano in sintonia di obiettivi e metodi. Noi vogliamo bene alla nostra Ute e crediamo fortemente in ci\u00f2 che riusciamo a realizzare. Tutti sono benvenuti in Ute e una volta entrati in questa grande \u201cfamiglia\u201d si comprende bene lo spirito che anima ciascuno di noi: uno spirito di volontariato profondo che ci fa stare bene, proprio nel momento in cui\u00a0offriamo agli altri occasioni di benessere\u00bb.<\/p>\n<h5><strong>Ci sono attivit\u00e0 che avrebbe voluto concretizzare in ambito Ute ma che per il momento non sono ancora partite?<\/strong><\/h5>\n<p>\u00abAncora diversi sogni giacciono nel nostro cassetto: uno o pi\u00f9 corsi di cucina (ma la ricerca dei locali non \u00e8 proprio facile), corsi di lavorazione del legno (cerchiamo degli esperti in materia) e ancora occasioni di conoscenza del territorio con visite e uscite, corsi che portino le persone fuori dalle aule\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da 12 anni dirige una realt\u00e0 che coinvolge cittadini da trenta diversi comuni. \u00abOffriamo opportunit\u00e0 di arricchimento culturale, ma anche occasioni per vincere la 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