{"id":52326,"date":"2024-03-07T17:42:20","date_gmt":"2024-03-07T16:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=52326"},"modified":"2024-03-08T17:40:12","modified_gmt":"2024-03-08T16:40:12","slug":"gian-paolo-polesini-il-figlio-unico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gian-paolo-polesini-il-figlio-unico\/","title":{"rendered":"Gian Paolo Polesini: il figlio unico"},"content":{"rendered":"<p>La famiglia dei <strong>marchesi Polesini <\/strong>torna a casa a Parenzo, a 80 anni dal tragico agosto del 1944 quando con l\u2019arrivo dei titini i nobili dovettero fuggire per avere salva la vita.<\/p>\n<p>L\u2019arte e la cultura ricompongono quanto la storia disgreg\u00f2. <strong>Gian Paolo Polesini<\/strong>, noto e apprezzato giornalista e scrittore udinese, esperto di cinema e televisione, ultimo discendente della aristocratica famiglia, fra le pi\u00f9 influenti, ricche e stimate dell\u2019Istria, da Montona a Parenzo, ha infatti voluto che l\u2019importante quadro che ritrae i suoi avi, unitamente a centinaia di fotografie e documenti, gioielli, oggetti preziosi e importanti, torni nella terra di origine del casato.<\/p>\n<p>Saranno il corpus del <strong>fondo dedicato alla nobilt\u00e0 istriana <\/strong>che il <strong>Museo del territorio parentino <\/strong>allestir\u00e0 in una delle sale pi\u00f9 prestigiose del barocco Palazzo Sin\u010di\u0107, edificio nel cuore della citt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abIl fondo Polesini, ricco di pezzi unici di grande valore storico-artistico \u2013 spiega la direttrice dell\u2019istituzione culturale, <strong>Elena Uljan<\/strong><strong>\u010d<\/strong><strong>i<\/strong><strong>\u0107 <\/strong>\u2013, racconter\u00e0 il periodo pi\u00f9 importante della vita del nostro territorio nei due secoli dal \u2019700 all\u2019\u2019800. Verr\u00e0 esposto in una delle sale pi\u00f9 belle del futuro museo al quale stiamo lavorando con grande impegno e che, dopo il completamento del restauro delle facciate, andremo a ultimare nei prossimi anni, non appena avremo la disponibilit\u00e0 dei fondi necessari. Si tratta di un investimento di parecchi milioni di euro per i quali stiamo esaurendo le procedure di richiesta per finanziamenti anche europei\u00bb.<\/p>\n<p>Il quadro, attribuito a Giuseppe Tominz (1790-1866), ritrattista della nobilt\u00e0 e della borghesia fra i pi\u00f9 importanti e famosi del suo periodo, si presenta in ottime condizioni di conservazione. Raffigura alla maniera della moda del tempo da sinistra Marianna Cridelli, il marito Benedetto, le figlie Nicolina ed Elena, accanto a Gian Paolo e Francesco, padre e fratello di Benedetto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_52329\" aria-describedby=\"caption-attachment-52329\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52329 size-full\" src=\"http:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/polesiniTominz-1.jpg\" alt=\"I Polesini nel quadro di Tominz\" width=\"1000\" height=\"815\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/polesiniTominz-1.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/polesiniTominz-1-300x245.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/polesiniTominz-1-768x626.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-52329\" class=\"wp-caption-text\">I Polesini nel quadro di Tominz<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una <strong>storia lunga 500 anni <\/strong>quella dei marchesi Polesini, originari di Montona e giunti a Parenzo nel \u2019700, che Gian Paolo ha raccontato in due libri: \u201c<strong><em>Sangue blu<\/em><\/strong>\u201d (Cre@ttiva, 2007) e nel recente \u201c<strong><em>Polle \u2013 Il figlio unico<\/em><\/strong>\u201d (L\u2019Orto della Cultura).<\/p>\n<p>Un\u2019epopea che, dopo il dramma dell\u2019esodo a seguito dalla confisca e nazionalizzazione delle terre, dei palazzi e di ogni altro bene, port\u00f2 il padre e il nonno del giornalista, Benedetto (1915-1998) e Gian Paolo (1886-1967) (ebbene s\u00ec, i nomi si ripetono spesso nelle famiglie di alto lignaggio) a ricominciare da zero a Udine, privati degli agi e della ricchezza nei quali la famiglia aveva vissuto per secoli.<\/p>\n<p>Anche recentemente la storia ha giocato un altro tiro mancino; ce lo racconta lo scrittore che, suo malgrado,\u00a0si \u00e8 trovato impastoiato in una vertenza che sarebbe il plot perfetto per una commedia dell\u2019assurdo, vista la passione anche per il teatro dell\u2019ultimo discendente del casato.<\/p>\n<p>\u00abA cavallo fra il 2010 e il 2011 \u2013 confida \u2013 ebbi la gradita sorpresa di ricevere la comunicazione ufficiale che 20 ettari dalle parti di Montona erano sfuggiti, non si sa come, alla nazionalizzazione ed erano ancora\u00a0intestati ai miei nonno, padre e zio. Avviai lunghe e laboriose pratiche di successione e quando il tribunale\u00a0locale mi annunci\u00f2 che ero titolare della propriet\u00e0, attestato dalle mappe catastali, accettai l\u2019offerta di un imprenditore austriaco che volle acquistare i terreni per realizzarvi un campo da polo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tutto bene dunque?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer niente; firmato l\u2019atto ricevetti una comunicazione sempre statale ma di \u201caltro ufficio competente\u201d che mi accusava di aver venduto terre della Repubblica. Si immagini! Sono stati anni di battaglie legali e di tante preoccupazioni e arrabbiature\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Al momento come stanno le cose?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTutto tace, spero che gli uffici croati si siano parlati e chiariti, altrimenti c\u2019\u00e8 il rischio che mi ritrovi inquisito, in quel caso non mi resterebbe che la latitanza (<em>sorride ironico, ndr<\/em>). Mi creda sono stati anni di fatica psicologica, sempre alle prese con avvocati e carte da bollo, stavo male ogni volta che andavo in Croazia. Oggi sono abbastanza tranquillo, ma non si sa mai!\u00bb<\/p>\n<p><strong>La sua era una famiglia potente, ricca e di grande prestigio.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel \u2019700 i Polesini raggiunsero l\u2019apice della ricchezza, influenza culturale e politica e vennero nominati marchesi dal doge Paoli Ranieri. Ma gi\u00e0 alla fine del XIII secolo il mio avo Nicol\u00f2 era Guastaldo di Montona. Le nostre terre si estendevano per 480 ettari coltivati a vigne, mais, ma anche tenute a bosco. Terrazze di stupefacente bellezza sul mare. Vi vivevano molte famiglie di coloni. In citt\u00e0 avevano palazzi e molti edifici nelle campagne. Nel 1870 il mio bisnonno costru\u00ec sull\u2019isola di San Nicol\u00f2, precedentemente acquistata, il castello in stile palladiano dedicato alla moglie Isabella\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_52330\" aria-describedby=\"caption-attachment-52330\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52330 size-full\" src=\"http:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Castello-Isabella.jpg\" alt=\"Il castello sull\u2019isola di San Nicol\u00f2 a Parenzo\" width=\"1000\" height=\"750\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Castello-Isabella.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Castello-Isabella-300x225.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Castello-Isabella-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-52330\" class=\"wp-caption-text\">Il castello sull\u2019isola di San Nicol\u00f2 a Parenzo<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Nella casa sull\u2019isola crebbe suo padre?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVisse da figlio unico molto amato fino alla tragica estate del 1944. Pensi che, dopo varie brutte trasformazioni in chiave turistica dagli anni \u201960 in poi, nel 2015, centenario della nascita di mio padre, la villa \u00e8 stata restaurata e trasformata in un elegante grand hotel di propriet\u00e0 della Valamar. Il 5 dicembre, giorno del suo compleanno, a struttura chiusa in quanto stagionale, la propriet\u00e0 mi concesse il permesso di andarvi per restare un paio d\u2019ore. Portai dei fiori e una lettera indirizzata a mio padre, lasciai tutto davanti alla porta di \u201ccasa\u201d. Sono sicuro che qualcuno vide e prese la busta, non so chi; ma mi piace pensare che ancora la conservi, magari facendosi tante domande\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Non era mai tornato sull\u2019isola prima?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDa bambino con i miei genitori e poi da studente universitario. Faceva figo portare gli amici e le fidanzatine sull\u2019isola di famiglia\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Fra i suoi avi ce n\u2019\u00e8 uno in particolare a cui assomiglia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi sento affine a mio nonno, anche lui Gian Paolo, gli assomiglio anche un poco. Da lui ho imparato ad amare le auto, soprattutto le sportive decapottabili e veloci. Ne possedeva varie e ai suoi tempi era un privilegio di pochi. Uomo molto elegante, amava il bel vivere ed era un gran fumatore. Anche quando si viveva in un appartamento a Udine, per cena si cambiava come ai tempi della vita in palazzo. Ogni giorno nel suo diario annotava, preciso e regolare, i fatti per lui significativi. Entrambi amiamo il mare ma lui, a differenza di me, navig\u00f2. Io preferisco lo sguardo dalla spiaggia. Si fece costruire un <em>cutter<\/em>, imbarcazione trialbero battezzata \u201c<em>Eta<\/em>\u201d, nomignolo di sua moglie Margherita. Il suo equipaggio si componeva di un cameriere, un cuoco e un marinaio, lui era il comandante, <em>\u00e7a va sans dire<\/em>. Faceva lunghe traversate e partecipava, vincendo, a importanti regate. Conservo una grande coppa, primo premio, d\u2019argento massiccio. Mor\u00ec lontano dal mare. Nella mia camera da letto c\u2019\u00e8 un disegno ad acquarello della sua barca a vela. Lo penso sempre quando lo guardo\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_52331\" aria-describedby=\"caption-attachment-52331\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-52331 size-full\" src=\"http:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita.jpg\" alt=\"Gian Paolo e Margherita, nonni di Polesini\" width=\"1000\" height=\"1151\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita-261x300.jpg 261w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita-890x1024.jpg 890w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/Nonno-Gian-Paolo-nonna-_Margherita-768x884.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-52331\" class=\"wp-caption-text\">Gian Paolo e Margherita, nonni di Polesini<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>In euro a quanto ammonterebbe oggi il valore della propriet\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDifficile fare una trasposizione: ma credo che si potrebbe parlare di un patrimonio di oltre 150 milioni di euro. Gli indennizzi riconosciuti nel dopoguerra da parte dello Stato italiano furono misere briciole\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa rappresenta lo stemma dai marchesi Polesini?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl gallo \u00e8 il simbolo della casata, accanto a una zampa di leone, ricordo della Serenissima alla quale la famiglia era fedele nutrendo forti sentimenti antiaustriaci. Tre stelle su campo rosso e blu completano il\u00a0blasone che porto tatuato sul polso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con quali figure comporrebbe un suo scudo araldico parlante?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon i simboli del mio carattere e delle mie passioni. Il sorriso: le mie battute, dote naturale e retaggio del mio passato di <em>cabaret <\/em>e di <em>clownerie<\/em>. La penna, passione estetica da collezionista ma anche strumento di lavoro, dal 1985 sono giornalista per il Messaggero Veneto. Infine l\u2019orologio: ne possiedo vari ma sono \u00a0affascinato in modo particolare dalla funzione di meccanismo pensato per scandire lo scorrere del tempo. Passato, presente, futuro: mi piacerebbe rivedermi negli anni \u201970 mentre sto vivendo un momento importante, ad esempio il primo bacio a una fanciulla in un parco. Vorrei poter viaggiare nel tempo senza tempo. Non a caso il mio film preferito \u00e8 \u201c<em>Ritorno al futuro<\/em>\u201d\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><strong><em>Polle. Il figlio unico<\/em><\/strong><strong>\u201d avr\u00e0 un seguito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo scritto anche troppo dei Polesini. Non voglio che la gente dica: sa scrivere solo di quello!\u00bb<\/p>\n<p><strong>Si sente un nobile decaduto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl nostro addio ai fasti e alla ricchezza \u00e8 stato causato dalla Storia, non fu dunque nostra causa. Abbiamo perduto la ricchezza ma conservato l\u2019onore morale, mantenendo stima e rispetto. Mi accade spesso di incontrare persone di ceti diversi che mi attestano questi sentimenti verso la mia famiglia. Sono fiero delle mie origini. Io non credo di aver fatto molto, cerco per\u00f2 di vivere secondo un\u2019educazione ligia ai principi etici di onest\u00e0 e disciplina morale. Non ho potuto riacquistare palazzi e terre ma con la scrittura ho riconsegnato alla mia famiglia la sua storia e memoria. Le carte sono per sempre, spero!\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per secoli la sua \u00e8 stata una famiglia ricca e potente dell\u2019Istria. Poi il dramma dell\u2019esodo con la confisca di beni e possedimenti, e la fuga a Udine per ricominciare da zero. 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