{"id":52023,"date":"2024-03-01T15:00:05","date_gmt":"2024-03-01T14:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=52023"},"modified":"2024-03-04T11:38:07","modified_gmt":"2024-03-04T10:38:07","slug":"piante-e-animali-il-carso-cambiato-dopo-gli-incendi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/piante-e-animali-il-carso-cambiato-dopo-gli-incendi\/","title":{"rendered":"Piante e animali, il Carso cambiato dopo gli incendi"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-size: 10pt;\">Picchio rosso maggiore<\/span><\/em><\/p>\n<p>GORIZIA \u2013 L\u2019<strong>incendio<\/strong> <strong>sul Carso<\/strong> del 2022 ha determinato la <strong>perdita, mediamente, di quasi il 50% della biomassa presente sul territorio interessato dalle fiamme<\/strong>, con notevoli differenze a seconda della composizione del bosco. I roghi sono stati favoriti anche dalla biomassa vegetale secca accumulatasi a seguito di ripetute estati siccitose. Il <strong>bosco<\/strong>, comunque, si sta gi\u00e0 <strong>rigenerando in maniera massiccia<\/strong>.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli animali, dalla primavera successiva all\u2019incendio le <strong>zone bruciate sono state utilizzate con grande intensit\u00e0 a fini alimentari da alcune specie di erbivori <\/strong>quali capriolo e lepri, meno da cervo e cinghiale, in forte incremento per\u00f2 nelle zone non incendiate.<\/p>\n<p>Anche le varie comunit\u00e0 di uccelli presenti nelle aree incendiate evidenziano cambiamenti rispetto a quelle presenti nelle zone non colpite.<\/p>\n<p>Sono questi alcuni dei principali risultati delle <strong>indagini effettuate dalle Universit\u00e0 di Udine e di Trieste<\/strong>, con il sostegno dei volontari di <strong>Legambiente<\/strong>, sul territorio colpito dai roghi che quasi due anni fa hanno incenerito circa <strong>4.100 ettari di superficie forestale<\/strong> tra l\u2019Italia e la Slovenia.<\/p>\n<p>Un punto della situazione \u00e8 stato fatto oggi a Gorizia, nel <strong>polo di Santa Chiara<\/strong> con il convegno <strong>\u201c<em>Risorgere dalle ceneri? Conseguenze e prospettive ecologico-gestionali dell\u2019incendio del Carso del 2022<\/em>\u201d<\/strong>. Sono intervenuti studiosi di varie discipline dei due Atenei e tecnici del Corpo forestale della Regione Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Caprioli e sciacalli nelle aree carsiche interessate dall\u2019incendio del 2022\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GEZozLzntgY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3><strong>Il bosco e la biodiversit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>Combinando misure a terra con rilievi da satellite \u00e8 stato possibile quantificare l\u2019entit\u00e0 del danno al bosco e la reazione post-evento. I danni maggiori si sono riscontrati in aree dominate dallo scotano o dall\u2019orniello, mentre la roverella ha mostrato una maggiore resistenza al passaggio del fuoco. Tuttavia, il bosco si sta gi\u00e0 vigorosamente riproducendo attraverso il riscoppio delle ceppaie e la rinnovazione da seme, in particolare dove l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019incendio \u00e8 stata minore. La composizione specifica post-incendio \u00e8 strettamente legata all\u2019intensit\u00e0 dell\u2019evento.<\/p>\n<p>I dati, presentati da <strong>Giorgio Alberti<\/strong> e <strong>Francesco Boscutti<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, \u00abdicono che la ricchezza specifica aumenta linearmente con questa ultima, indipendentemente se si prendono in considerazione specie native o specie alloctone\u00bb. Inoltre, grazie ai rilievi eseguiti \u00e8 stato possibile indagare nel dettaglio le strategie adattative messe in atto dalle diverse specie nel riconquistare lo spazio dopo l\u2019evento, mettendo in luce tratti funzionali profondamente diversi a seconda della specie e delle caratteristiche dell\u2019ambiente dopo l\u2019incendio.<\/p>\n<h3><strong>I mammiferi <\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 in corso una ricerca specifica che sta valutando la loro presenza e l\u2019utilizzazione delle zone incendiate e non da parte dei medi e grandi mammiferi e il loro comportamento. Dai primi risultati emergono processi molto dinamici e specifici nelle diverse aree e per le diverse specie. La primavera successiva all\u2019incendio le zone bruciate sono state utilizzate con grande intensit\u00e0 da alcune specie di erbivori quali capriolo e lepri a fini alimentari, meno da cervo e cinghiale che mostrano comunque un forte incremento soprattutto nelle zone non incendiate. Lo sciacallo dorato, specie tipica di quest\u2019area, dove mostra altissime densit\u00e0 di presenza, appare maggiormente presente nelle zone non incendiate, anche se dopo qualche mese dall\u2019incendio aveva mostrato un apparente aumento della frequentazione dell\u2019area interessate dagli incendi. Per questa specie appare interessante capire il fenomeno che ha interessato il carso goriziano dove nel corso del 2023 c\u2019\u00e8 stato un forte\u00a0 aumento della mortalit\u00e0 da incidenti stradali e ferroviari, e se questa pu\u00f2 essere o meno collegata direttamente o indirettamente ai grandi incendi del 2022 e\/o ad altri fattori\u00a0 Le diverse aree confrontate per le strutture e la composizione della componente arborea, tipo di sottobosco e intensit\u00e0 del fuoco che hanno subito, mostrano delle loro dinamiche specifiche in termini di presenza degli animali, cosi come anche il comportamento degli animali rilevati con le fototrappole.<\/p>\n<p>Il gruppo di ricerca di gestione e conservazione della fauna dell\u2019Ateneo friulano sta svolgendo da oltre dieci anni ricerche sui mammiferi nell\u2019ambito del Carso goriziano e triestino. \u00abIn questo contesto \u2013 spiega il coordinatore del gruppo, <strong>Stefano Filacorda<\/strong> \u2013 il grande incendio del 2022 ha fornito nella drammaticit\u00e0 dell\u2019evento un\u2019opportunit\u00e0 per studiare e confrontare le dinamiche di presenza e di comportamento di molte specie di mammiferi presenti sul Carso\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Gli habitat <\/strong><\/h3>\n<p>Attraverso i processi della successione ecologica gli habitat colpiti dal fuoco possono ricostituirsi spontaneamente, ma il cambiamento climatico e l\u2019espansione delle specie esotiche e invasive possono portare a una modificazione della composizione floristica, delle caratteristiche e del dinamismo degli habitat.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto \u00e8 emerso dai primi risultati del monitoraggio sviluppato per analizzare le conseguenze degli incendi sulla composizione in specie e i processi dinamici dei principali habitat del Carso presentati da <strong>Miris Castello<\/strong>, dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019acqua nella vegetazione<\/strong><\/h3>\n<p>La possibilit\u00e0 di stimare il contenuto d\u2019acqua della vegetazione da remoto \u00e8 fondamentale per monitorare il rischio di propagazione degli incendi ad ampia scala. Nel Carso, l\u2019indice NDWI ottenuto da immagini satellitari \u2013 che utilizza le lunghezze d\u2019onda dell\u2019infrarosso per monitorare i cambiamenti nel contenuto d&#8217;acqua delle foglie \u2013 \u00e8 risultato correlato a misure di contenuto d\u2019acqua effettuate in aree sperimentali. Cos\u00ec <strong>Francesco Petruzzellis<\/strong>, dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, che ha sottolineato come \u00ablo sviluppo di un modello di previsione del contenuto d\u2019acqua della vegetazione specifico per l\u2019area del Carso potrebbe rappresentare uno strumento rilevante per determinare il rischio incendi durante i periodi di siccit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Specie legnose e rischio incendi<\/strong><\/h3>\n<p>Gli incendi del 2022 sono stati favoriti dalla biomassa vegetale secca accumulatasi a seguito di ripetute estati siccitose. L\u2019analisi della tolleranza allo stress idrico delle diverse specie legnose native e invasive presenti sul Carso, unita alla caratterizzazione dell\u2019infiammabilit\u00e0 della loro biomassa a diversi contenuti di acqua, permette, ha spiegato <strong>Andrea Nardini<\/strong>, dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, \u00abdi individuare il livello di rischio di incendio associato alla presenza e abbondanza di ciascuna specie negli scenari climatici futuri\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Le conseguenze sulle comunit\u00e0 ornitologiche<\/strong><\/h3>\n<p>A quasi due anni dagli incendi, le comunit\u00e0 ornitologiche del Carso italiano e sloveno evidenziano cambiamenti rispetto a quelle presenti nelle zone non colpite. <strong>Davide Scridel<\/strong>, dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste, ha esplorato quali caratteristiche biologiche ed ecologiche di ciascuna specie possano determinare la loro posizione come \u201cvincitori\u201d o \u201cperdenti\u201d. \u00abSebbene le aree incendiate ospitino un numero inferiore di specie e individui \u2013 ha detto Scridel \u2013, gli effetti variano tra le diverse specie e gli habitat\u00bb.<\/p>\n<h3><strong>Il contributo della Forestale<\/strong><\/h3>\n<p>Il Corpo forestale regionale della Regione Friuli Venezia Giulia opera a vari livelli nel sistema regionale di difesa dei boschi dagli incendi. \u00abL\u2019operativit\u00e0 \u2013 ha spiegato <strong>Dario Cancian<\/strong>, del Servizio foreste e corpo forestale della Regione \u2013 non si limita alla cosiddetta \u201clotta attiva\u201d alle fiamme ma comprende attivit\u00e0 di previsione e prevenzione, attuate attraverso la vigilanza, la gestione del territorio, la concessione di contributi e le azioni investigative. Il rilievo delle superfici percorse dal fuoco e la raccolta di numerosi dati legati agli eventi occorsi contribuiscono inoltre alla ricerca ed alle elaborazioni statistiche sul fenomeno\u00bb.<\/p>\n<p>Il convegno \u00e8 stato organizzato nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 di divulgazione del Centro nazionale biodiversit\u00e0 finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del progetto Wildcard, guidato dall\u2019Universit\u00e0 di Udine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentato a Gorizia lo studio realizzato dalle Universit\u00e0 di Trieste e Udine sul territorio colpito dai roghi che quasi due anni fa hanno incenerito circa 4.100 ettari di superficie forestale tra l\u2019Italia e la Slovenia<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":52025,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"dwc-title":[""],"dwc-content":[""],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[66,413,1028,43,1029,72,65,101,388],"class_list":["post-52023","post","type-post","status-publish","format-image","has-post-thumbnail","hentry","category-societa","tag-ambiente","tag-animali","tag-carso","tag-gorizia","tag-incendi","tag-natura","tag-trieste","tag-udine","tag-universita","post_format-post-format-image"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",1366,744,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",1366,744,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",1366,744,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-150x150.jpg",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-300x163.jpg",300,163,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-1024x558.jpg",640,349,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-300x300.jpg",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-500x500.jpg",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-474x324.jpg",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-391x260.jpg",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-300x400.jpg",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",1366,744,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",1366,744,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-1280x720.jpg",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-1024x558.jpg",1024,558,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic-720x380.jpg",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",250,136,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/1-Picchio-rosso-maggiore-Dendrocopos-major-foto-Domen-Stanic.jpg",272,148,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a 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