{"id":51889,"date":"2024-02-27T17:27:09","date_gmt":"2024-02-27T16:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=51889"},"modified":"2024-02-28T13:01:33","modified_gmt":"2024-02-28T12:01:33","slug":"il-friuli-promuove-scienza-e-cultura-del-cibo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-friuli-promuove-scienza-e-cultura-del-cibo\/","title":{"rendered":"Il Friuli promuove scienza e cultura del cibo"},"content":{"rendered":"<p>UDINE \u2013 Vari studi sullo <strong>sviluppo produttivo di fonti proteiche alternative<\/strong> e sulle propriet\u00e0 tecnologiche e nutrizionali delle stesse, all\u2019insegna della sicurezza alimentare, sono stati condotti durante il primo anno di attivit\u00e0 di \u201c<em>CibiAmo \u2013 Alimentare il corpo e la mente<\/em>\u201d: un progetto interdipartimentale dell\u2019Universit\u00e0 di Udine volto a sviluppare nuova conoscenza intorno alle tematiche del cibo grazie all\u2019interazione tra saperi.<\/p>\n<p>Il bilancio \u00e8 stato presentato in un incontro all\u2019Auditorium della Biblioteca scientifica e tecnologica dei Rizzi. Sono intervenuti il rettore <strong>Roberto Pinton<\/strong>, il direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali (Di4a), <strong>Edi Piasentier<\/strong>, il responsabile scientifico del progetto, <strong>Paolo Ceccon<\/strong>, e i responsabili delle varie unit\u00e0 di lavoro.<\/p>\n<h3>Il progetto<\/h3>\n<p>\u201c<em>CibiAmo<\/em>\u201d, di durata triennale, vede coinvolti una quarantina di docenti e ricercatori degli otto dipartimenti dell\u2019Universit\u00e0, con il Di4a capofila.<\/p>\n<p>Sostenuto dai fondi del Piano Strategico di Ateneo 2022-25 \u2013 per <strong>674.500 euro<\/strong> \u2013 ha l\u2019obiettivo di valutare fonti proteiche alternative lungo i vari segmenti della filiera, considerando anche gli aspetti giuridici, economici e ambientali e le implicazioni artistiche, sociali ed educative. Sono prese in esame fonti proteiche provenienti da colture vegetali, dall\u2019allevamento di insetti e da sottoprodotti dell\u2019industria agroalimentare.<\/p>\n<p>Nel corso del primo anno, le ricerche si sono concentrate principalmente sulla ottimizzazione sia delle fasi di produzione di proteine da consociazioni di leguminose e pseudocereali, da alghe e da insetti, sia dei procedimenti di estrazione di sostanze proteiche da sottoprodotti della lavorazione del pisello e del girasole. Di tali composti \u00e8 stata effettuata la caratterizzazione e la valutazione delle propriet\u00e0 tecnologiche e biologiche e della sicurezza alimentare.<\/p>\n<p>Si \u00e8 iniziato a studiare la bioaccessibilit\u00e0, gli effetti sul microbiota intestinale e il loro impiego nella preparazione di snack proteici volti ad aumentare la forza, la massa muscolare e la massa magra in pazienti sarcopenici.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito di \u201cCibiAmo\u201d \u00e8 iniziato anche lo studio delle normative vigenti relative all\u2019impiego\u202fdi proteine non convenzionali.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi il contributo delle scienze umane, che si \u00e8 concentrato sulla ricerca iconografica e sull\u2019analisi storico-critica delle rappresentazioni pittoriche e fotografiche di fonti proteiche e delle pratiche di consumo reale o simbolico del cibo tra il 1860 e il 1960.<\/p>\n<p>Il tema dell\u2019educazione al gusto, inoltre, \u00e8 stato sviluppato in un contesto di quartiere attraverso interviste e questionari finalizzati all\u2019indagine sullo spreco alimentare.<\/p>\n<h3>Le dichiarazioni<\/h3>\n<p>\u00abAttraverso le risorse del Piano Strategico, l\u2019Universit\u00e0 di Udine \u2013 spiega il rettore<strong> Roberto Pinton<\/strong> \u2013 ha voluto stimolare la collaborazione tra competenze diverse intorno a una tematica ritenuta strategica, con l\u2019intento di renderla un elemento di caratterizzazione a livello nazionale e internazionale. L\u2019impulso dato vuole anche facilitare, in questo importante ambito di ricerca, l\u2019accesso a fonti di finanziamento esterne. Il progetto \u00e8 nato da sollecitazioni interne ed esterne all\u2019Ateneo, come per esempio la lunga esperienza didattica e scientifica dell\u2019area agroalimentare a Udine; l\u2019istituzione, nell\u2019a.a. 2019-20, del Corso di Laurea in Scienza e cultura del cibo, e la convergenza di istanze ambientali, sanitarie e sociali intorno al tema della transizione proteica\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab39 i ricercatori attivi nel progetto, afferenti a tutti gli otto dipartimenti dell\u2019Ateneo\u00bb sottolinea<strong> Edi Piasentier, direttore del Di4a<\/strong>. \u00abCibiAmo riunisce e integra le molteplici competenze, favorendo un approccio inter-multidisciplinare e l\u2019interazione virtuosa tra ricerca e didattica. Nei prossimi mesi proseguiranno e si perfezioneranno le ricerche gi\u00e0 in atto, alle quali si aggiungeranno quelle relative alla utilizzazione dei prodotti ottenuti dagli studi gi\u00e0 condotti nell\u2019alimentazione di animali poligastrici e pesci, all\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 ambientale dei processi produttivi studiati sotto il profilo biologico e tecnologico e alla valutazione della propensione all\u2019acquisto di alimenti contenenti fonti proteiche alternative\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSono molto soddisfatto del lavoro svolto nel primo anno di attivit\u00e0 \u2013 commenta il responsabile scientifico di \u201cCibiAmo\u201d,<strong> Paolo Ceccon<\/strong>, docente di Agronomia al Di4a \u2013 sia per i risultati ottenuti, che in alcuni casi hanno anticipato il raggiungimento dei target previsti in sede di progettazione, sia soprattutto per lo spirito di collaborazione manifestato dai partecipanti, la cui interazione rappresenta il vero valore aggiunto dell\u2019iniziativa, e comprovato dalla qualit\u00e0 delle ricerche condotte\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una quarantina di ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Udine coinvolti nel progetto di ricerca sullo sviluppo produttivo di fonti proteiche 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