{"id":51268,"date":"2024-01-09T11:50:23","date_gmt":"2024-01-09T10:50:23","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/?p=51268"},"modified":"2024-02-12T11:59:33","modified_gmt":"2024-02-12T10:59:33","slug":"nel-cuore-del-caucaso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/nel-cuore-del-caucaso\/","title":{"rendered":"Nel cuore del Caucaso"},"content":{"rendered":"<p>Dopo 6 ore di <em>Marshrutka <\/em>e tre in jeep, siamo a <strong>Mestia<\/strong>, il capoluogo dello <strong>Svaneti<\/strong>, la regione montuosa pi\u00f9 affascinante e misteriosa della <strong>Georgia<\/strong>.<\/p>\n<p>Una Dubai medioevale con sfinite sentinelle di pietra, torri alte fino a venticinque metri che si stagliano sui ghiacciai verso il leggendario <strong>monte Ushba<\/strong>: il \u201c<em>Cervino del Caucaso<\/em>\u201d, cos\u00ec ribattezzato per la pittoresca guglia a forma di doppia cima svettante nei cieli.<\/p>\n<p>Una tappa obbligata anche per raggiungere l\u2019altra Manhattan dei tempi perduti: <strong>Ushguli<\/strong>, villaggio turrita, ancora pi\u00f9 sperduto, tra Abkhazia, Kabardino-Balkarja e Ossezia del Sud, ai piedi dello <strong>Shkhara<\/strong>, la vetta pi\u00f9 alta della Georgia (5.068 metri), seconda solo all\u2019Elbrus russo (5.642 metri).<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo vulcano oramai estinto, inserito nell\u2019elenco delle \u201c<em>Seven Summits<\/em>\u201d (le sette vette pi\u00f9 alte di ogni continente), che ben ricordo perch\u00e9 nel 2017 mancai la sua cima per un soffio a causa di una forte tormenta di neve.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario diverso da quello delle nostre Alpi, ma inutile dir lo \u00e8 un amore a prima vista. Siamo nell\u2019<strong>Alto Svaneti <\/strong>ai piedi di imponenti montagne innevate, alla scoperta del <em>trekking <\/em>pi\u00f9 popolare della Georgia. Un tracciato che si snoda tra Mestia e Ushguli, da percorrersi normalmente in quattro giorni. Facile da organizzare, offre vedute eccellenti sui ghiacciai, altres\u00ec attraversa villaggi con torri <em>svan<\/em>, antiche centinaia di anni.<\/p>\n<p>Causa i pochi giorni a disposizione, decidiamo di accorciare il tour sacrificando la tappa iniziale. Cos\u00ec, con un mezzo 4X4 raggiungiamo il <strong>grazioso villaggio di Adishi <\/strong>(2.040 metri), adagiato ai piedi del <strong>ghiacciaio di Tetnudi<\/strong>.<\/p>\n<p>Qui ci vivono poche famiglie, secondo i locali 25 persone, ma d\u2019inverno anche nessuna. Molte case sono in rovina, altre offrono servizi B&amp;B. Proseguiamo a piedi raccogliendo, di tanto in tanto, i numerosi lamponi presenti sul sentiero, fino ad arrivare ai piedi del <strong>ghiacciaio Adishi<\/strong>. Procediamo quindi sul greto di un torrente fino a incontrare delle frecce che ci impongono di attraversarlo. Un ponte per\u00f2 non esiste e considerate le acque impetuose \u00e8 meglio affrontarlo a cavallo.<\/p>\n<p>Siamo titubanti, ma fortunosamente due georgiani del luogo ci mettono a disposizione dei ronzini per l\u2019attraversamento. Una breve galoppata quasi da emulare John Wayne in un film western.<\/p>\n<p>Dietro il fiume riappare il sentiero. Dopo 2 ore di salita, in mezzo a campi di rododendri in fiore, raggiungiamo il <strong>passo Chkhunderi <\/strong>(2.655 metri): balcone panoramico che offre scorci a 360\u00b0 sul <strong>Grande Caucaso<\/strong>, soprattutto sul vicino ghiacciaio Adishi. Il tempo \u00e8 discreto cos\u00ec decidiamo di risalire la cresta nord-est, verso un altro ghiacciaio.<\/p>\n<p>Ritornati al passo Chkhunderi scendiamo in picchiata verso <strong>Iprali<\/strong>, nella valle limitrofa. La flora \u00e8 ricchissima, tutto \u00e8 in fioritura, troviamo anche la <em>Panace di Mantegazza<\/em>, una pianta aliena invasiva che provoca gravi ustioni, purtroppo recentemente diffusasi in Friuli Venezia Giulia. Successivamente troviamo un alpeggio con baite, l\u2019ideale per ripararsi in caso di maltempo.<\/p>\n<p>Quindi, proseguiamo a destra, lungo una mulattiera parallela al <strong>fiume Khaldechala<\/strong>. A met\u00e0 percorso, incontriamo il <strong>villaggio di Khalde<\/strong>, storicamente noto come il centro della rivolta antirussa del 1875-76 quando venne raso al suolo, perdendo per sempre le sue case torri. Oggi vi risiedono alcune famiglie che si occupano della gestione dei due <em>lodges<\/em>. Khlade rappresenta una valida alternativa ad Adishi per pernottare. Motivo per rifocillarci prima di continuare la marcia per Iprali.<\/p>\n<p>In serata con un mezzo 4X4 partiamo con destinazione Ushguli. La rotabile sterrata ha doppio senso di marcia, anche se a malapena ci passa un veicolo. In pi\u00f9 \u00e8 a strapiombo, senza una minima protezione di guard rail. \u00c8 bene che il nostro autista rimanga concentrato alla guida, soprattutto per evitare di investire le vacche che vagano errabonde. Quello del randagismo degli animali da allevamento \u00e8 un problema che qui sembra impossibile da risolvere.<\/p>\n<p>Ma ecco Ushguli. Situato lungo il corso superiore del <strong>fiume Enguri<\/strong>, \u00e8 il paese stabilmente abitato pi\u00f9 alto d\u2019Europa. Dichiarato nel 1996 Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO, comprende una settantina di case-torre in pietra. Grazie al suo lungo isolamento, \u00e8 un esempio di insediamento medievale che riporta i visitatori a un tempo perduto. Le sue quattro frazioni si estendono su una distanza di circa 2 chilometri. Il villaggio pi\u00f9 alto, <strong>Shibiani<\/strong>, si trova a 2.200 metri.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, Ushguli ha resistito alle occupazioni arabe, mongole e persiane. La dominazione russa dalla met\u00e0 del XIX secolo ha lasciato il segno, ma gli abitanti continuano a mantenere le proprie tradizioni. In particolare parlano una lingua che si ritiene pi\u00f9 antica del georgiano. Noi pernottiamo a <strong>Chazhashi <\/strong>in una tipica abitazione. Consumiamo specialit\u00e0 locali come il <em>badrijani <\/em>(melanzana ripiena con pasta di noci), il <em>salguni <\/em>(formaggio fresco) e il <em>khachapuri <\/em>(focaccia farcita all\u2019uovo e formaggio).<\/p>\n<div id=\"metaslider-id-51270\" style=\"max-width: 700px; margin: 0 auto;\" class=\"ml-slider-3-109-0 metaslider metaslider-flex metaslider-51270 ml-slider ms-theme-default nav-hidden\" role=\"region\" aria-label=\"Georgia, nel cuore del Caucaso\" data-height=\"300\" data-width=\"700\">\n    <div id=\"metaslider_container_51270\">\n        <div id=\"metaslider_51270\">\n            <ul class='slides'>\n                <li style=\"display: block; width: 100%;\" class=\"slide-51280 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:50\" data-filename=\"In-vetta-alla-Lamaliale-range-una-montagna-di-3.000-metri.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-vetta-alla-Lamaliale-range-una-montagna-di-3.000-metri.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51280 msDefaultImage\" alt=\"Georgia, nel cuore del Caucaso\" rel=\"\" title=\"Georgia, nel cuore del Caucaso\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-vetta-alla-Lamaliale-range-una-montagna-di-3.000-metri.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-vetta-alla-Lamaliale-range-una-montagna-di-3.000-metri-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-vetta-alla-Lamaliale-range-una-montagna-di-3.000-metri-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-vetta-alla-Lamaliale-range-una-montagna-di-3.000-metri-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Michele Tomaselli in vetta ai 3000 metri della Lamalialerange<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51281 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:50\" data-filename=\"Le-torri-di-Ushguli.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Le-torri-di-Ushguli.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51281 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Le torri di Ushguli\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Le-torri-di-Ushguli.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Le-torri-di-Ushguli-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Le-torri-di-Ushguli-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Le-torri-di-Ushguli-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Le torri di Ushguli (ph. M. Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51282 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:51\" data-filename=\"Panorama-verso-lo-Shkhara.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Panorama-verso-lo-Shkhara.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51282 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Panorama verso lo Shkhara\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Panorama-verso-lo-Shkhara.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Panorama-verso-lo-Shkhara-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Panorama-verso-lo-Shkhara-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Panorama-verso-lo-Shkhara-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Panorama verso lo Shkhara (ph. Michele Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51283 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:52\" data-filename=\"Sulla-cresta-della-Lamaliale-range.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sulla-cresta-della-Lamaliale-range.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51283 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Sulla cresta della Lamaliale range\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sulla-cresta-della-Lamaliale-range.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sulla-cresta-della-Lamaliale-range-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sulla-cresta-della-Lamaliale-range-768x511.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Sulla-cresta-della-Lamaliale-range-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Sulla cresta della Lamalialerange (ph. M. Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51284 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:53\" data-filename=\"Tblisi-Cattedrale-della-Santissima-Trinita.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-Cattedrale-della-Santissima-Trinita.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51284 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Tblisi Cattedrale della Santissima Trinit\u00e0\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-Cattedrale-della-Santissima-Trinita.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-Cattedrale-della-Santissima-Trinita-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-Cattedrale-della-Santissima-Trinita-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-Cattedrale-della-Santissima-Trinita-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Tblisi, Cattedrale della Santissima Trinit\u00e0 (ph. M. Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51285 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:54\" data-filename=\"Tblisi.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"666\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51285 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Tblisi\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-768x511.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Tblisi-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Tblisi (ph. M. Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51286 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:54\" data-filename=\"Ushguli.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Ushguli.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51286 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Ushguli\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Ushguli.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Ushguli-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Ushguli-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Ushguli-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Ushguli (ph. M. Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51287 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:55\" data-filename=\"Adishi.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Adishi.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51287 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_Adishi\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Adishi.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Adishi-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Adishi-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Adishi-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">Adishi (ph. M. Tomaselli) <\/div><\/div><\/li>\n                <li style=\"display: none; width: 100%;\" class=\"slide-51288 ms-image \" aria-roledescription=\"slide\" data-date=\"2024-02-12 11:55:56\" data-filename=\"In-marcia-verso-Iprali.jpg\" data-slide-type=\"image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"667\" src=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-marcia-verso-Iprali.jpg\" class=\"slider-51270 slide-51288 msDefaultImage\" alt=\"\" rel=\"\" title=\"_In marcia verso Iprali\" srcset=\"https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-marcia-verso-Iprali.jpg 1000w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-marcia-verso-Iprali-300x200.jpg 300w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-marcia-verso-Iprali-768x512.jpg 768w, https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/In-marcia-verso-Iprali-391x260.jpg 391w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\"><div class=\"caption-wrap\"><div class=\"caption\">In marcia verso Iprali (ph. M. Tomaselli)<\/div><\/div><\/li>\n            <\/ul>\n        <\/div>\n        \n    <\/div>\n<\/div>\n<p>L\u2019indomani saliamo a piedi in circa 2 ore e mezza sul <strong>Lamaliale range<\/strong>, una montagna di 3.000 metri da cui \u00e8 possibile godere di un panorama mozzafiato. Al rientro visitiamo la <strong>chiesa fortificata di Lamaria<\/strong>, con pitture risalenti al Xll &#8211; XIII sec. Un luogo d\u2019intensa spiritualit\u00e0 che domina la vallata.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi con un mezzo 4X4 raggiungiamo <strong>Latali<\/strong>, un piccolo borgo agricolo, non lontano da Mestia, dove pernottiamo all\u2019<em>Eco Hause<\/em>. Grazie all\u2019uso del legno si ha la parvenza di soggiornare in Austria.<\/p>\n<p>Per guardare le stelle si consiglia di riservare la camera con il grande lucernaio. Chiudiamo il tour dello Svaneti compiendo un altro <em>trekking <\/em>con panorama sui <strong>ghiacciai del Lahili<\/strong>; infine visitando il Museo di Storia ed Etnografia di Mestia. Quest\u2019ultima \u00e8 una struttura moderna che ripercorre la storia e i costumi delle popolazioni svan. \u00c8 allestita una mostra per omaggiare il fotografo e alpinista biellese <strong>Vittorio Sella<\/strong>, il quale lasci\u00f2 un\u2019importante eredit\u00e0 fotografica della Georgia settentrionale dopo le sue spedizioni in Caucaso (1889, 1890, 1896): scatti ancor oggi considerati tra i migliori della storia dell\u2019esplorazione.<\/p>\n<p><strong>A spasso per Tblisi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Kakha Kaladze<\/strong>, ex terzino del Milan, \u00e8 arrivato alla carica di primo cittadino di <strong>Tblisi <\/strong>con il sostegno di stampa e televisioni. La capitale della Georgia supera il milione di abitanti ed \u00e8 attraversata dal <strong>fiume Mtkvari <\/strong>(o Kura). Citt\u00e0 multietnica, multiculturale e multireligiosa, \u00e8 una delle capitali extra europee da visitare, dove costruzioni realizzate da grandi architetti si alternano a monumenti antichi. Tra gli edifici storici si segnalano la <strong>Cattedrale di Sioni<\/strong>, risalente al V secolo e la <strong>Cattedrale della Santissima Trinit\u00e0<\/strong>, costruita tra il 1995 e il 2004, principale cattedrale ortodossa della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Infine la <strong>Fortezza di Narikhala <\/strong>che sorge su una collina dalla quale si domina tutta la capitale. Il vino georgiano recentemente \u00e8 stato riscoperto come uno dei migliori al mondo. Non tutti sanno per\u00f2 che \u00e8 anche il pi\u00f9 antico. Prodotto per la prima volta, forse casualmente, tra 9 e 10.000 anni fa nella zona del Caucaso. Sembra infatti nato accidentalmente per la fermentazione di uva dimenticata in un recipiente.<\/p>\n<p>Il primo posto dove scoprire i metodi di vinificazione tradizionale per degustare il nettare georgiano \u00e8 sicuramente Tbilisi. Noi abbiamo partecipato a una degustazione privata, in un negozio del centro. \u00c8 stato amore al primo assaggio.<\/p>\n<p><strong>Zugdidi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Zugdidi <\/strong>\u00e8 un crocevia obbligato per i viaggiatori che si spostano sia a ovest verso il Mar Nero, sia a nord-est verso Mestia. Chi ci giunge per la prima volta, senza conoscere la storia recente della Georgia, non pu\u00f2 sospettare di trovarsi in una zona di conflitto seppure, per il momento, congelato. Non ci sono militari per le vie della citt\u00e0 e neppure mezzi blindati. La vita scorre paciosa nella Avenue intitolata a Zviad Gamsakhurdia, primo presidente della Repubblica di Georgia, dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, sebbene a pochi isolati si trovi la <strong>Repubblica dell\u2019Abkhazia<\/strong>, territorio appartenente alla Georgia, situato sul Mar Nero ai confini con la Russia, autoproclamatosi Repubblica indipendente nel luglio 1992.<\/p>\n<p>La Federazione Russa \u00e8 stato il primo Stato al mondo a riconoscerla. <strong>Sukhumi <\/strong>(capitale dell\u2019Abkhazia) ha siglato con Mosca un accordo per conferire all\u2019armata rossa la sicurezza e la protezione dei propri confini. Per questo motivo il distretto abcaso di <strong>Gali <\/strong>si \u00e8 trasformato, a poco a poco, in una base militare, i cui abitanti, tutti di etnia georgiana, rappresentano un ostacolo al controllo del territorio e alla strategia espansionistica della Russia. Dei sei passaggi di frontiera, recentemente quattro sono stati chiusi, obbligando i residenti a lunghe deviazioni. Il valico principale resta comunque sul ponte che attraversa il <strong>fiume Enguri<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Borghi antichi incastonati tra montagne maestose, ai piedi di ghiacciai millenari. Ma anche arte e cultura, oltre al vino pi\u00f9 antico del mondo. 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