{"id":50491,"date":"2023-11-28T00:00:00","date_gmt":"2023-11-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/numeri-di-telefono-della-polizia-postale-utilizzati-per-truffare\/"},"modified":"2023-11-28T00:00:00","modified_gmt":"2023-11-27T23:00:00","slug":"numeri-di-telefono-della-polizia-postale-utilizzati-per-truffare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/numeri-di-telefono-della-polizia-postale-utilizzati-per-truffare\/","title":{"rendered":"Numeri di telefono della Polizia postale utilizzati per truffare"},"content":{"rendered":"<p> \tGORIZIA \u2013 La Polizia di Stato comunica che, nelle ultime settimane, sono pervenute numerose segnalazioni di cittadini contattati da <strong>numeri telefonici apparentemente provenienti dagli Uffici della Polizia Postale<\/strong> del Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p> \tQuesta nuova tipologia di truffa, infatti, combina l\u2019utilizzo delle tecniche di <em>spoofing telefonico<\/em>, a quelle tipiche del <em>vishing, <\/em>dello<em> smishing<\/em> e di <em>social engineering<\/em>, rendendosi cos\u00ec particolarmente insidiosa da smascherare.<\/p>\n<p> \tI truffatori utilizzano dei centralini VoIP di servizi spesso ubicati all\u2019estero, con i quali possono \u201cclonare\u201d i numeri di telefono che appaiono sul display degli smartphone quali \u201cchiamate in entrata\u201d, o si avvalgono di servizi di invio SMS personalizzati.<\/p>\n<p> \tLa truffa ha inizio con un primo contatto telefonico, da numeri di telefono riconducibili a Poste Italiane, o tramite SMS di tipo \u201cPosteInfo\u201d, che dunque vengono inseriti automaticamente all\u2019interno della sequenza dei messaggi realmente pervenuti dall\u2019operatore bancario.<\/p>\n<p> \tFalsi operatori del servizio di sicurezza di Poste Italiane informano cos\u00ec l\u2019interlocutore di connessioni anomale sul proprio conto, invitandolo a cliccare su un link che apre pagine \u201cclone\u201d nelle quali inserire i codici di accesso e dispositivi del conto.<\/p>\n<p> \tAbilissimi a conquistare la fiducia dell\u2019interlocutore, approfittando dell\u2019istintivo affidamento che i cittadini ripongono negli uffici di polizia, i truffatori ricontattano la vittima utilizzando il numero degli Uffici della Polizia Postale e, adottando un linguaggio semplice e alla portata di tutti, paventano un attacco informatico al conto della vittima da \u201csventare\u201d tramite una procedura che gli indicano dettagliatamente.<\/p>\n<p> \tIl malcapitato, a questo punto irretito in un tranello confezionato ad arte, effettua un bonifico o un postagiro del proprio capitale verso un conto definito \u201csicuro\u201d dai truffatori, con la promessa di riottenere l\u2019ammontare di denaro il giorno successivo, allorquando le misure di sicurezza del conto verrebbero ripristinate.<\/p>\n<p> \tLa Polizia Postale consiglia di diffidare sempre di chi, spacciandosi per un operatore delle Forze dell\u2019ordine, richiede l\u2019esecuzione di bonifici o pagamenti in qualsiasi forma. <strong>La Polizia Postale non chiede mai di eseguire movimentazioni di somme di denaro, n\u00e9 chiede le credenziali di accesso ai servizi di home banking<\/strong>. In caso di dubbio, contattare il proprio istituto di credito.<\/p>\n<p> \tNel caso in cui si riceva la chiamata di un soggetto che si presenta come appartenente a una Forza di Polizia, si consiglia di <strong>chiedere il nome, il grado, la Forza di polizia e l\u2019ufficio di appartenenza della persona e di riattaccare subito dopo<\/strong>. Cercare su Internet il numero di telefono della Forza di polizia o dell\u2019ufficio che si presume abbia chiamato, comporre il numero e chiedere di parlare con il nome fornito dal precedente interlocutore.<\/p>\n<p> \tAllo stesso modo, <strong>diffidare sempre di presunti operatori bancari o di Poste Italiane che dovessero chiamare per chiedere le credenziali di accesso al conto o per sollecitare lo spostamento del denaro su conti diversi dal proprio<\/strong>.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I malfattori, fingendosi agenti, convincono le vittime a fornire le credenziali di accesso del proprio servizio di &#8220;home banking&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":50492,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-50491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",1280,853,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",1280,853,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",1280,853,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-1024x682.webp",640,426,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",1280,853,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",1280,853,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-1024x682.webp",1024,682,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/55241-1.webp",272,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"I malfattori, fingendosi agenti, convincono le vittime a fornire le credenziali di accesso del proprio servizio di \"home banking\"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50491"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/50491\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/50492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=50491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=50491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}