{"id":50309,"date":"2023-11-02T00:00:00","date_gmt":"2023-11-01T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/la-tenacia-del-campione\/"},"modified":"2023-11-02T00:00:00","modified_gmt":"2023-11-01T23:00:00","slug":"la-tenacia-del-campione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/la-tenacia-del-campione\/","title":{"rendered":"La tenacia del campione"},"content":{"rendered":"<p> \tFIUMICELLO VILLA VICENTINA \u2013 A<strong> <\/strong>novembre inizier\u00e0 la preparazione atletica in vista della nuova stagione sportiva che lo vedr\u00e0 indossare la \u201cpesante\u201d maglia di campione d\u2019Europa juniores su pista conquistata con merito la scorsa estate in Portogallo. I giorni d\u2019autunno sono comunque momenti intensi per <strong>Davide Stella<\/strong>, 17enne di Fiumicello, corridore dell\u2019ASD Gottardo Giochi Caneva.<\/p>\n<p> \tLa giovane et\u00e0 non deve trarre in inganno: Davide \u00e8 un giovane ma turo e riflessivo che, come emerge da questa intervista, ha idee molto chiare anche su temi delicati del mondo del ciclismo come la sicurezza stradale e il doping.<\/p>\n<p> \t<strong>Davide, partiamo dal trionfo di questa estate in Portogallo. Cosa significa per te essere campione europeo juniores di ciclismo su pista in tre diverse specialit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abEra uno degli obiettivi che avevo quest\u2019anno, mi sono allenato tanto per questo. Il CT della Nazionale, Dino Salvoldi, era molto fiducioso e mi ha infuso coraggio nel proseguire verso questa strada e anche oltre\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quando \u00e8 nata la passione per il ciclismo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abHo iniziato ad andare in bici fin da piccolissimo, a 3 anni avevo gi\u00e0 fatto la ciclolonga di Fiumicello senza rotelline che, peraltro, non ho mai utilizzato. Mio pap\u00e0 era ciclista, praticava anche <em>triathlon<\/em>, e mi ha trasmesso questa passione. Poi un giorno a scuola, in seconda elementare, hanno consegnato dei volantini di pubblicit\u00e0 del Team Isonzo Ciclistica Pieris, sono andato a provare e da quella volta non ho mai smesso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ti sei cimentato anche in altri sport?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abS\u00ec, ma nessuno mi ha mai convinto. Ho provato pattinaggio con la mamma, pallavolo, basket, nuoto\u2026 Non \u00e8 mai scoccata la scintilla\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Che ricordi hai delle tue prime gare ciclistiche?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLe prime gare le ho fatte con il Team Isonzo Ciclistica Pieris in giro per il Friuli e qualche volta ci portavano gi\u00e0 in Veneto. Ho due episodi che mi ricordo bene. Alla mia seconda gara, a Capriva, ero talmente preso dalla corsa che ho fatto la volata il giro prima dell\u2019arrivo credendo di aver vinto, invece non era cos\u00ec\u2026\u00bb<\/p>\n<p> \t<strong>E il secondo episodio?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSempre con il Pieris, da giovanissimo, siamo arrivati in una gara a Martellago, vicino Venezia, con un furgone tutto sgangherato e delle bici non competitive come quelle degli avversari. Eravamo un po\u2019 demoralizzati. Alla fine siamo rientrati a casa vittoriosi in ogni categoria (anch\u2019io) e anche come squadra pi\u00f9 forte\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono le principali differenze tra il ciclismo su strada e quello su pista?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abIl ciclismo su pista \u00e8 pi\u00f9 tecnico e ti puoi nascondere poco. Sei sempre in vista e o ci sei o non ci sei. Dipende dalle specialit\u00e0 ma \u00e8 una disciplina dove il lavoro di squadra non ti pu\u00f2 aiutare tantissimo. Devi mettere in funzione gambe, cervello e strategia. Il ciclismo su strada ha dietro anche squadra, compagni, organizzazione, funzionalit\u00e0 delle bici, tempo per gli allenamenti lunghi di gruppo non facile da gestire per lontananza. Su strada non sempre vince il corridore migliore, molte volte vince la squadra migliore. Quelli che hanno saputo organizzarsi meglio durante la corsa, quelli che hanno magari bici pi\u00f9 leggere per gare in salita, quelli che hanno la squadra pi\u00f9 numerosa e dunque con molti gregari che possono tenere chiusa la corsa e poi lanciare la volata, oppure quelli che chiudono ogni tentativo degli avversari di prendere un compagno in fuga\u2026 Altra differenza: il ciclismo su pista si fa nel velodromo e perci\u00f2 in un posto pi\u00f9 sicuro della strada aperta al traffico\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Il ciclismo \u00e8 uno degli sport \u201cdi fatica\u201d per eccellenza. Come sono impostati i tuoi allenamenti?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abVariano in base alle gare per le quali mi sto preparando. Il periodo gare va da marzo a ottobre. Normalmente inizio a novembre con la preparazione atletica con il mio allenatore Nunzio Cucinotta. A dicembre dell\u2019anno scorso, per esempio, avevo gi\u00e0 iniziato in pista con la Nazionale a Montichiari, una volta la settimana per circa quattro ore. La mattina andavo a scuola (frequenta il liceo scientifico sportivo, <em>ndr<\/em>) poi uscivo un paio d\u2019ore prima, partivo per Brescia, facevo allenamento, rientravo la sera verso le 22.30 e la mattina dopo di nuovo a scuola\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un tour de force\u2026 <\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAnche per questo mia mamma ha chiesto la didattica a distanza e cos\u00ec il giorno della trasferta seguo le lezioni online durante il tragitto per non perdere troppe ore. A gennaio iniziano anche gli allenamenti su strada, praticamente sei giorni su sette un paio d\u2019ore. A marzo iniziano le gare e s\u2019intensificano gli allenamenti anche con il favore delle giornate pi\u00f9 lunghe che regalano pi\u00f9 ore di luce. Da maggio c\u2019\u00e8 il pieno di gare e allenamenti di pista e strada fino a settembre. La fatica pi\u00f9 grande \u00e8 riuscire a studiare, nei tragitti da casa ad allenamento o la sera dopo cena quando sono stanco morto\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Un campione europeo direttamente da Fiumicello: che rapporto hai con il tuo paese?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono molto orgoglioso di essere di Fiumicello. Ci sono tutti gli amici che sono la mia tifoseria pi\u00f9 grande dopo la famiglia e i parenti. Quando sono rientrato con l\u2019aereo dal Portogallo mi aspettavano tutti alla Mostra delle Pesche: ero talmente stanco che temo di non essere riuscito a dimostrare quanto mi aveva fatto piacere. Nei giorni successivi parenti e amici della mamma mi hanno organizzato una festa a sorpresa bellissima: non la dimenticher\u00f2 mai. Le persone fermano sia me che i miei famigliari per strada per complimentarsi, \u00e8 bello sentirsi cos\u00ec apprezzati\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Dalle persone alle strade, ti piace pedalare lungo il \u201ctuo\u201d territorio?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abSono molto fortunato rispetto a certi miei compagni che abitano in citt\u00e0 molto trafficate. Mi piace allenarmi nella zona del Carso e nei giri di defaticamento apprezzo girare nella zona di Grado e Fossalon\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ciclismo e sicurezza: spesso si sente parlare di ciclisti \u2013 anche professionisti \u2013 coinvolti in gravi incidenti stradali con autoveicoli. Cosa si dovrebbe fare per migliorare la situazione?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019esperienza che ho vissuto in Belgio mi ha fatto provare molta invidia per le loro \u201cpiste ciclabili\u201d che sono praticamente delle strade dedicate solo per i ciclisti. Purtroppo in Italia uscire ad allenarsi su strada \u00e8 diventato molto rischioso, mia mamma mi segue sempre sull\u2019applicazione con la localizzazione perch\u00e9 finch\u00e9 non arrivo non sta in pace\u2026 Inoltre mi ha regalato una luce che, grazie a un sensore di avvicinamento dei veicoli, inizia a suonare e a lampeggiare man mano che arrivano pi\u00f9 vicino. Da poco hanno approvato la legge degli 1,5 metri di distanza dai ciclisti nei sorpassi delle auto. \u00c8 gi\u00e0 qualcosa, ma sfortunatamente i ciclisti sembrano essere i nemici numero uno degli automobilisti\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Come mai?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abNon escludo che qualche volta ci siano dei ciclisti che viaggiano in doppia fila dando fastidio, ma questo non d\u00e0 il diritto di ucciderli perch\u00e9 fastidiosi. Gli automobilisti dovrebbero pensare che su quella bici potrebbe esserci il loro figlio, parente o amico\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Torniamo alle corse: dal punto vista delle aspettative, \u00e8 cambiato il tuo modo di approcciarti alle gare dopo la conquista del titolo europeo?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abMi ha reso pi\u00f9 sicuro di me stesso ma allo stesso tempo gareggiare con questa maglia addosso non \u00e8 sempre cos\u00ec semplice, pesa un po\u2019. Nelle gare disputate successivamente sono sempre stato al centro dell\u2019attenzione e di conseguenza marcato a vista. Inoltre le aspettative di tutti sono aumentate e non sempre le ciambelle vengono con il buco\u2026\u00bb<\/p>\n<p> \t<strong>Quali sono i tuoi prossimi obiettivi in ambito ciclistico?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abRiconfermare i successi di quest\u2019anno e magari puntare a vincere i mondiali del 2024 visto che quest\u2019anno la vittoria mi \u00e8 sfuggita per poco. Mi piace pensare in grande puntando alle Olimpiadi di Los Angeles 2028: magari non rimarr\u00e0 solo un sogno. Vorrei ottenere anche pi\u00f9 risultati su strada\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Extra ciclismo, invece, quali sono le altre passioni di Davide Stella?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa cioccolata, giocare con mia sorella e i miei amici con la playstation o comunque trascorrere del tempo con loro e la mia famiglia\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Ci sono ciclisti a cui ti ispiri?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abPeter Sagan, Mathieu van der Poel, Wout Van Aert, e i nostri Pippo Ganna ed Elia Viviani. Tutti mostri sacri, ognuno con la sua particolarit\u00e0. Quello a cui mi sento molto vicino come caratteristiche \u00e8 Elia Viviani. Un velocista molto forte in pista ma che se la cava molto bene anche su strada\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Da anni il ciclismo \u00e8 impegnato nella battaglia contro il doping: qual \u00e8 il tuo pensiero su questo fenomeno difficile da debellare?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCredo che in Italia stiano gi\u00e0 facendo abbastanza. Per esempio io che sono nel giro della Nazionale devo sottopormi ad analisi con cadenza regolare e durante le competizioni di livello vengono svolti i test antidoping. Nelle altre gare possono capitare test antidoping a estrazione. Nelle categorie pi\u00f9 importanti c\u2019\u00e8 il passaporto biologico (tracciamento nel tempo dei parametri ematici dell\u2019atleta). Poi c\u2019\u00e8 il <em>Whereabouts <\/em>dove gli atleti di alto livello hanno l\u2019obbligo di comunicare trimestralmente le informazioni sui luoghi relativi alla propria reperibilit\u00e0 e permanenza per poter essere sottoposti ai controlli sia in gara che fuori gara. In Italia ci sono molti divieti e controlli: dovrebbero essere estesi anche al di fuori dei nostri confini, sia per la parificazione delle prestazioni sia per la salute di tutti. Il mio unico \u201cdoping\u201d \u00e8 una marca famosa di cioccolata per bambini, da cui gli amici, storpiandola, hanno inventato il mio soprannome\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il trionfo agli Europei juniores su pista, il ciclista friulano punta ai Mondiali 2024. 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