{"id":49443,"date":"2023-06-21T00:00:00","date_gmt":"2023-06-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/quattro-piante-a-rischio-estinzione-in-fvg\/"},"modified":"2023-06-21T00:00:00","modified_gmt":"2023-06-20T22:00:00","slug":"quattro-piante-a-rischio-estinzione-in-fvg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/quattro-piante-a-rischio-estinzione-in-fvg\/","title":{"rendered":"Quattro piante a rischio estinzione in FVG"},"content":{"rendered":"<p> \tUDINE \u2013 La <strong>Giunchina della Carniola<\/strong>; la <strong>Lipariis<\/strong>, una delle pi\u00f9 rare orchidee europee; il <strong>Quadrifoglio acquatico<\/strong>, la <strong>Regina delle Alpi<\/strong>. Sono le <strong>quattro piante autoctone<\/strong> alpine e continentali <strong>a rischio di estinzione<\/strong> in Friuli Venezia Giulia che <strong>l\u2019Universit\u00e0 di Udine sta riproducendo<\/strong> per rafforzare le popolazioni nei rispettivi habitat naturali, grazie alle banche dei semi, nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cLife Seedforce\u201d.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019Ateneo friulano<\/strong> \u00e8 anche <strong>responsabile della valutazione genetica<\/strong> di tutte le 29 specie vegetali che il <strong>progetto<\/strong> intende salvaguardare. \u201cLife Seedforce\u201d, capofila il Museo delle Scienze (Muse) di Trento, ha 18 partner di 10 regioni italiane e di Francia, Malta e Slovenia. L\u2019Universit\u00e0 di Udine \u00e8 impegnata con i gruppi di ricerca di biologia vegetale e di genetica del <strong>Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali<\/strong> coordinati da <strong>Valentino Casolo<\/strong>, docente di geobotanica. Il progetto vede tra i principali soggetti interessati anche la Regione Friuli Venezia Giulia e il Parco delle Prealpi Giulie. \u201cLife Seedforce\u201d attivo fino a dicembre 2026, \u00e8 finanziato con 7 milioni 790 mila euro dalla Commissione europea.<\/p>\n<p> \t\u00abGli effetti di questo lavoro \u2013 evidenzia il professor <strong>Casolo<\/strong> \u2013 si vedranno comunque ben al oltre la fine del progetto perch\u00e9 gli effetti sulla biodiversit\u00e0 sono a lungo termine\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Udine centro nazionale delle analisi genetiche<\/strong><\/p>\n<p> \tL\u2019Universit\u00e0 di Udine \u00e8 il centro di riferimento per le analisi genetiche del progetto \u201cSeedforce.\u201d Il laboratorio dell\u2019Ateneo ha ricevuto dai partner circa 1400 campioni vegetali rappresentativi di 27 specie di progetto e, complessivamente, di 64 popolazioni. Da oltre la met\u00e0 di questi \u00e8 stato estratto il Dna, che verr\u00e0 poi utilizzato per le analisi genetiche. \u00c8 in corso la preparazione dei campioni per la genotipizzazione. \u00abLa tecnica scelta \u2013 spiega <strong>Casolo<\/strong> \u2013 consente di ottenere centinaia o migliaia di marcatori genetici per ciascun individuo che serviranno a conoscere la variabilit\u00e0 genetica delle piante e soprattutto a valutare la diversit\u00e0 genetica fra le popolazioni donatrici e scegliere il pool di semi favorevole per la propagazione e reintroduzione, possibilmente massimizzando la diversit\u00e0 genetica da reintrodurre in situ\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Le attivit\u00e0 di ripristino in Friuli Venezia Giulia<\/strong><\/p>\n<p> \tAttualmente il team guidato da Valentino Casolo sta lavorando sulle attivit\u00e0 di salvaguardia di quattro specie vegetali in pericolo di estinzione. Per quanto riguarda la <strong>Giunchina della Carniola<\/strong> (<strong><em>Eleocharis carniolica<\/em><\/strong>) sono stati raccolti oltre 9000 semi dal sito donatore della Palude di Racchiuso, nei comuni di Attimis e Povoletto. Di questi, circa 500 semi sono stati utilizzati per le prove di germinazione in collaborazione con il Centro flora Parco Monte Barro per capire e superare le condizioni che ne limitano la germinabilit\u00e0. Da questi semi sono state ottenute 430 piante in camera di germinazione. Attualmente sono state trapiantate e portate presso l\u2019Azienda agraria universitaria \u201cAntonio Servadei\u201d dell\u2019Ateneo friulano e posizionate in tunnel. D\u2019accordo con il Servizio biodiversit\u00e0 della Regione saranno trapiantate in autunno nel Sito di interesse comunitario \u201cCavana\u201d di Monfalcone, secondo la prevista azione di reintroduzione in una localit\u00e0 dove la specie era presente e si \u00e8 estinta oltre 50 anni fa. I restanti semi sono stati conservati presso la Banca del germoplasma autoctono vegetale (Bagav) dell\u2019Universit\u00e0 di Udine e in parte inviati al Centro nazionale biodiversit\u00e0 Carabinieri (Cnbc) di Peri (Verona).<\/p>\n<p> \tDella <strong>Regina delle Alpi<\/strong> (<strong><em>Eryngium alpinum<\/em><\/strong>) sono stati raccolti quasi 60000 semi da quattro localit\u00e0 donatrici. Di questi circa 5000 semi sono stati utilizzati per le prove di germinazione per superare determinate condizioni che ne limitano la germinabilit\u00e0. L\u2019attivit\u00e0 si \u00e8 svolta in collaborazione con \u201cIl Giardino botanico alpino \u2018Giangio Lorenzoni\u2019\u201d di Pian del Cansiglio (Belluno) e il Cnbc di Peri. Dalle prove in camera di germinazione sono state ottenute circa 350 piante alle quali vanno aggiunte quelle in campo attualmente in fase di germinazione. Le prime sono state trapiantate e portate presso l\u2019Azienda agraria universitaria e posizionate in tunnel. D\u2019accordo con il Servizio biodiversit\u00e0 della Regione, in autunno saranno effettuati i primi trapianti presso il Sito di interesse comunitario Creta di Aip e Sella di Lanza, nel Comune di Moggio Udinese, e il Parco delle Prealpi Giulie, in Comune di Venzone, realizzando la prevista azione di rinforzo delle popolazioni in declino. I restanti semi sono stati conservati presso la Banca del germoplasma autoctono vegetale dell\u2019Ateneo e in parte inviati al Cnbc di Peri. Per comprendere l\u2019effetto dei cambiamenti climatici su questa specie alpina, grazie al contributo della Stazione forestale di Paluzza e del Comune di Sutrio, circa 1500 semi sono stati seminati in casse di germinazione sul Monte Zoncolan per studiare l\u2019effetto della copertura nevosa sulla germinazione e sopravvivenza delle plantule in funzionale dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p> \tI semi dell\u2019<strong>orchidea<\/strong> <strong><em>Liparis leselii<\/em><\/strong> sono stati raccolti dal sito donatore del Lago Pudro (Trento) da Costantino Bonomi del Museo delle Scienze (Muse) di Trento, coordinatore del progetto. Sono stati quindi inviati all\u2019Universit\u00e0 della Tuscia per le prove di germinazione e propagazione in vitro. Attualmente sono state propagate oltre 300 plantule che saranno destinate al rafforzamento dei siti di Lombardia, Trentino e Friuli Venezia Giulia. In regione saranno trapiantate nel Sito di interesse comunitario Risorgive dello Stella (comuni di Bertiolo e Talmassons).<\/p>\n<p> \tLe plantule del <strong>Quadrifoglio acquatico<\/strong> (<strong><em>Marsilea quadrifolia<\/em><\/strong>) sono in fase di raccolta dai siti donatori della Slovenia, grazie ai tecnici dell\u2019Orto botanico di Lubiana, e della Lombardia, da parte dei botanici del Parco del Monte Barro. La propagazione per via agamica (propagazione per via vegetativa usando porzioni di piante) \u00e8 stata prodotta presso l\u2019Orto botanico di Lubiana ottenendo oltre 70 piante. Una quota di queste, in accordo con il Servizio biodiversit\u00e0 della Regione saranno introdotte in autunno presso il Sito di interesse comunitario Risorgive dello Stella (comuni di Bertiolo e Talmassons) andando a reintrodurre una specie che nella pianura friulana era scomparsa da oltre un secolo.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Universit\u00e0 di Udine al lavoro per riprodurle e rafforzare le popolazioni nei rispettivi habitat naturali, grazie alle banche dei semi, nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cLife Seedforce\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":49444,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-49443","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",640,480,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",960,720,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53521-1.webp",243,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/societa\/\" rel=\"category tag\">SOCIET\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Universit\u00e0 di Udine al lavoro per riprodurle e rafforzare le popolazioni nei rispettivi habitat naturali, grazie alle banche dei semi, nell\u2019ambito del progetto europeo \u201cLife Seedforce\u201d","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49443","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49443"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49443\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49443"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49443"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49443"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}