{"id":49417,"date":"2023-06-15T00:00:00","date_gmt":"2023-06-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/marco-cavallo-sulle-rive-per-la-festa-della-clu-basaglia\/"},"modified":"2023-06-15T00:00:00","modified_gmt":"2023-06-14T22:00:00","slug":"marco-cavallo-sulle-rive-per-la-festa-della-clu-basaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/marco-cavallo-sulle-rive-per-la-festa-della-clu-basaglia\/","title":{"rendered":"Marco Cavallo sulle Rive per la festa della CLU Basaglia"},"content":{"rendered":"<p> \tTRIESTE \u2013 Nel cinquantesimo anno dall\u2019inizio delle attivit\u00e0 dell\u2019allora Cooperativa Lavoratori Uniti, per celebrare questo traguardo importante, fare un bilancio di quanto fatto finora e continuare a guardare al futuro, la CLU-Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia ieri sera ha festeggiato il suo anniversario con soci, sostenitori, clienti, fornitori, Enti, Associazioni e amici alla Stazione Marittima di Trieste, in Molo Bersaglieri 3.<\/p>\n<p> \t<strong>La storia &#8211;\u00a0<\/strong>Nel 1971 Basaglia era stato chiamato a dirigere l\u2019Ospedale psichiatrico e con la sua squadra aveva iniziato a smontare una a una tutte le regole oppressive che disciplinavano la vita delle persone al suo interno. Occorreva avviare un processo di re-integrazione sociale dei pazienti per ridare loro dignit\u00e0 e senso di appartenenza alla comunit\u00e0. L\u2019idea fu quella di promuovere una cooperativa e il\u00a0<strong>16 dicembre 1972<\/strong>, dopo un difficile iter burocratico e un complesso confronto con le istituzioni e il tribunale,\u00a0<strong>nasceva ufficialmente a Trieste la prima cooperativa sociale al mondo<\/strong>, le cui attivit\u00e0 sarebbero iniziate di l\u00ec a poco aprendo finalmente le porte all\u2019inserimento nella societ\u00e0 e alla riabilitazione psicosociale a tutti coloro che fino ad allora erano stati internati nell\u2019ospedale psichiatrico. Lavoro e dignit\u00e0 i mezzi per rendersi cittadini partecipanti e autonomi, la comunit\u00e0 come ambiente sociale di cura e accoglienza, al posto della segregazione e della discriminazione.<\/p>\n<p> \tUn primo passo era gi\u00e0 stato compiuto nel maggio dello stesso anno presso l&#8217;Ospedale Psichiatrico Provinciale (OPP), davanti al notaio Vladimiro Clarich: in quell\u2019occasione era stata siglata la costituzione della cooperativa, costituita da 28 persone, tra cui sociologi, psicologi, infermieri, medici, un assistente sanitario e 16 \u201cprivati\u201d ricoverati nell\u2019ospedale psichiatrico e dunque non considerati cittadini a tutti gli effetti, in quanto privi di diritti civili e politici. Lo scopo era la creazione di una societ\u00e0 senza finalit\u00e0 speculative, che garantisse il riconoscimento dei loro diritti di lavoratori, che attraverso il lavoro tornavano a contribuire alla vita della societ\u00e0, ricevendo questa volta la giusta retribuzione per le attivit\u00e0 svolte, contrariamente a quanto accadeva fino a quel momento, quando gli internati gi\u00e0 lavoravano negli spazi dell\u2019OPP, senza per\u00f2 ricevere alcun compenso.<\/p>\n<p> \tL\u2019istanza di fondazione della Cooperativa fu rigettata una prima volta dal Tribunale di Trieste, poich\u00e9 i 16 internati non potevano essere considerati capaci di intendere e di volere e nemmeno, quindi, potevano fondare una cooperativa. Era qualcosa di mai visto: si avviava una rivoluzione. Il percorso non fu facile, tra ricorsi e ostacoli burocratici, ma, alla fine grazie anche all\u2019intervento dell\u2019allora Presidente della Provincia di Trieste Michele Zanetti e al deposito di un nuovo statuto la nascita della CLU pot\u00e8 avvenire: ora, i 16 internati erano indicati come \u201cricoverati volontari\u201d \u2013 come previsto da una legge del 1968 che aveva gettato le prime basi per un mutamento delle istituzioni psichiatriche \u2013 dotati di capacit\u00e0 giuridica, e dunque della facolt\u00e0 di fondare una cooperativa.\u00a0<\/p>\n<p> \tAll\u2019inizio degli anni \u201980\u00a0CLU integra la sua denominazione con il nome del suo promotore, Franco Basaglia, scomparso nell\u2019agosto del 1980. La Cooperativa cresce e si sviluppa, anche grazie al rapporto instaurato con la struttura sanitaria locale e con il contributo di fondi europei e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che, negli anni \u201990, permettono di sperimentare l\u2019apertura di nuovi settori, nuove opportunit\u00e0 di inserimento socio-lavorativo per persone fragili.\u00a0<\/p>\n<p> \t<strong>Impresa sociale\u00a0<\/strong>&#8211; Nel tempo\u00a0CLU diventa una \u201cimpresa\u201d, orgogliosa di una professionalit\u00e0 costruita e difesa con tenacia in questi lunghi anni, e continua a perseguire gli stessi obiettivi di democrazia, mutualit\u00e0 e contrasto all\u2019ineguaglianza di quando fu fondata. Svolge una funzione fondamentale per la comunit\u00e0: ridare un ruolo di lavoratori alle persone in difficolt\u00e0 favorendone l\u2019inclusione sociale. Per raggiungere tale obiettivo, CLU si organizza per diventare una cooperativa che fornisce diversi servizi a enti pubblici e a privati, garantendo un\u2019alta specializzazione e competenza in tutti i settori in cui opera. Essere cooperativa sociale e insieme impresa soggetta alle regole del mercato \u00e8 una sfida particolarmente difficile, che CLU, da 50 anni, sta vincendo giorno per giorno. CLU \u00e8 e resta quotidianamente luogo in cui l\u2019economia incontra i diritti, lavoro, casa, relazioni, habitat; dove si intreccia l\u2019obiettivo del benessere, della qualit\u00e0 della vita, con lo sviluppo locale. I risultati del lavoro di tutti i soci testimoniano come la scelta di dare fiducia alle potenzialit\u00e0 di ogni singolo individuo, senza discriminazioni e pregiudizi, porti grandi risultati.<\/p>\n<p> \t<strong>Le persone<\/strong>\u00a0&#8211; CLU \u00e8 profondamente convinta che ogni persona sia una risorsa e per questo si impegna per valorizzare il potenziale individuale di ogni suo socio lavoratore. Oltre alla creazione di opportunit\u00e0 di lavoro per i soci, la cooperativa si attiva infatti per assicurare loro continuit\u00e0 di occupazione alle migliori condizioni economiche sociali e professionali, accrescerne le capacit\u00e0 lavorative e la qualificazione, sviluppare il senso di partecipazione all\u2019attivit\u00e0 della cooperativa, promuovere i valori costituzionali della solidariet\u00e0, della dignit\u00e0, dell\u2019uguaglianza, della libert\u00e0, della sicurezza e della salute nel contesto delle prestazione di lavoro e della vita societaria.<\/p>\n<p> \tL\u2019intera politica della CLU \u00e8 incentrata sul dare credito alle persone. La CLU elabora progetti professionali su misura, studiati caso per caso e tesi al recupero delle capacit\u00e0 della persona e del suo patrimonio di conoscenze. In questo modo la partecipazione alle attivit\u00e0 contribuisce a produrre motivazione, fiducia e stima di s\u00e9. Pi\u00f9 la persona \u00e8 debole e svantaggiata pi\u00f9 \u00e8 sofisticata e attenta la strategia di intervento di CLU.<\/p>\n<p> \tAttualmente sono soci di CLU 186 persone e 90 sono i lavoratori non ancora soci.<\/p>\n<p> \t<strong>I settori di attivit\u00e0\u00a0<\/strong>&#8211; Sanificazione, Ecologia e manutenzione del verde, Logistica e facchinaggio, Servizi alla persona, Ristorazione sono i principali servizi erogati dalla Cooperativa che nel tempo \u00e8 diventata anche in grado di assicurare una integrata e coerente attivit\u00e0 di assistenza alle persone.<\/p>\n<p> \t<strong>Il Parco\u00a0<\/strong>&#8211; Ancora oggi CLU-Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia mantiene una sede, fortemente simbolica, nel Parco Culturale di San Giovanni, gi\u00e0 sede dell\u2019Ospedale Psichiatrico e successivamente rinnovato per diventare come \u00e8 attualmente: un giardino aperto alla citt\u00e0 e circondato dal verde, che ospita un laboratorio di imprenditoria sociale, attivit\u00e0 assistenziali e creative, proposte culturali e di alta formazione, ed \u00e8 sede di appuntamenti culturali e del celebre roseto.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019evento<\/strong>\u00a0&#8211; CLU ha deciso di accogliere i suoi soci, collaboratori, partner e amici in un luogo\u00a0 centrale della citt\u00e0, la Stazione Marittima di Trieste, per rimarcare che il legame della Cooperativa con la citt\u00e0 di Trieste ha fin da subito travalicato i confini dell\u2019allora OPP ora Parco Culturale di San Giovanni. E infatti, all\u2019esterno della sala, ancora attende e vigila quel \u201cMarco Cavallo\u201d che nel 1973 alla testa di un corteo apr\u00ec le porte dell\u2019Ospedale psichiatrico per dilagare nei quartieri chiedendo di porre fine alla segregazione dei malati nella \u201cistituzione chiusa e violenta\u201d che solo nel\u00a01978, con la legge 180, si pot\u00e8 poi ottenere.<\/p>\n<p> \tLa giornalista Sara Ramani ha avuto il compito di presentare la serata di riflessioni, condivisione e festeggiamento che \u00e8 stata aperta con i saluti istituzionali di: Michela Vogrig Presidente della Lega delle Cooperative del Friuli Venezia Giulia, del Rev. Dott. Benedict Chidiebere Nwankwo, Delegato Diocesano ai Centri di Salute Mentale di Trieste, di Michele Zanetti, gi\u00e0 Presidente della Provincia di Trieste all\u2019epoca della nascita di CLU e di Francesco Russo, Vicepresidente del Consiglio Regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p> \tA seguire l\u2019intervento del presidente della Cooperativa <strong>Ivan Brajnik<\/strong> e la proiezione in anteprima del docufilm\u00a0<em>50 anni di CLU<\/em>.<\/p>\n<p> \t<strong>Il docufilm<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0<em>50 anni di CLU\u00a0<\/em>(2023) ha la regia della triestina\u00a0<strong>Erika Rossi,<\/strong>\u00a0gi\u00e0 regista di\u00a0<em>Trieste racconta Basaglia<\/em>\u00a0(2009),\u00a0<em>Il viaggio di Marco Cavallo\u00a0<\/em>(2014) e\u00a0<em>La citt\u00e0 che cura<\/em>\u00a0(2019).\u00a0<strong>Scritto assieme a Massimo Cirri,<\/strong>\u00a0prodotto da Ghirigori, il film ripercorre la storia della Cooperativa dalla nascita a oggi, condensando in un\u2019ora i suoi 50 anni di attivit\u00e0 e la sua missione di restituire dignit\u00e0 a percorsi di vita sofferti e non lineari, dando loro l\u2019opportunit\u00e0 di reinserirsi come cittadini attivi nella societ\u00e0 attraverso il lavoro. Girato nel corso di sei mesi, il documentario vede come protagonisti: Massimo Cirri, Augusto Debernardi, Giovanna Del Giudice, Peppe Dell\u2019Acqua, Franco Rotelli, Michele Zanetti, Gigi Bettoli, Fabio Pitucco, Roberto Colapietro, Ivan Brajnik, Luis Carlos Candelo, Franco Zanin, Sabrina Domanelli, Garina Oprea, Gioia Poffo, Francesco Trombetta, Mario Cerne, Carmen Roll, Donatelle Grizon, Alessandro Martellos, Luisa Russo, Gianluca Rampini, Marco Nicola, Genziana Polacco, Dagmar Trinajstic, Maria Marian, Mario Stanovich, Diego Doronzo, Alberto Pecorari, Pasqualino Galdo e Gian Luigi Ramos.<\/p>\n<p> \t<strong>Il dibattito<\/strong>\u00a0&#8211; A fare il punto sullo stato dell\u2019arte dell\u2019integrazione tra le attivit\u00e0 della CLU Basaglia\u00a0e le Istituzioni del territorio, hanno preso parte a un dibattito conclusivo alcuni professionisti del campo della salute mentale:\u00a0<strong>Pierfranco Trincas<\/strong>, Direttore DAI (Dipartimento ad Attivit\u00e0 Integrata) Dipendenze e Salute Mentale &#8211; Area Salute Mentale,\u00a0<strong>Roberta Balestra<\/strong>\u00a0&#8211; Direttore DAI (Dipartimento ad Attivit\u00e0 Integrata) Dipendenze e Salute Mentale &#8211; Area Dipendenze,\u00a0<strong>Vania Brogno<\/strong>, assistente sociale Area Dipartimentale Dipendenze,\u00a0<strong>Maurizio Rossi\u00a0<\/strong>tecnico della riabilitazione psichiatrica &#8211; Area Dipartimentale Salute Mentale,\u00a0 e\u00a0<strong>Alessandro Martellos<\/strong>\u00a0Amministratore della CLU con\u00a0<strong>Donatella Grizon\u00a0<\/strong>Vicepresidente della CLU. Il dialogo tra loro \u00e8 stato moderato da\u00a0<strong>Massimo Cirri<\/strong>, conduttore radiofonico su RAI RADIO 2 ai microfoni di Caterpillar, psicologo a Trieste e drammaturgo vicino ai temi della salute mentale e al lavoro di Basaglia.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla Stazione Marittima di Trieste proiettato anche il docufilm sul tema realizzato dalla regista triestina Erika Rossi<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":49418,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-49417","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",1000,768,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",1000,768,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",1000,768,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-300x230.webp",300,230,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",640,492,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",1000,768,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",1000,768,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",1000,768,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",250,192,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53459-1.webp",237,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Alla Stazione Marittima di Trieste proiettato anche il docufilm sul tema realizzato dalla regista triestina Erika Rossi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49417","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49417"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49417\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49418"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49417"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49417"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49417"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}