{"id":49381,"date":"2023-06-13T00:00:00","date_gmt":"2023-06-12T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/il-friuli-e-le-donne-di-pasolini-sbarcano-in-tv\/"},"modified":"2023-06-13T00:00:00","modified_gmt":"2023-06-12T22:00:00","slug":"il-friuli-e-le-donne-di-pasolini-sbarcano-in-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/il-friuli-e-le-donne-di-pasolini-sbarcano-in-tv\/","title":{"rendered":"Il Friuli e le donne di Pasolini sbarcano in tv"},"content":{"rendered":"<p> \t<strong>Gioved\u00ec 15 giugno <\/strong>arriva in <strong>prima tv assoluta<\/strong> su <strong>Rai3<\/strong> <strong>in prima serata<\/strong> un <strong>affresco inedito e originale<\/strong>\u00a0del mondo di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>: \u201c<strong><em>Le donne di Pasolini<\/em><\/strong>\u201d, <strong>docu-film<\/strong> diretto da <strong>Eugenio Cappuccio<\/strong> e narrato da <strong>Giuseppe Battiston<\/strong> che rilegge la vita del grande regista, scrittore, poeta e drammaturgo ponendo l\u2019attenzione sulle<strong> donne pi\u00f9 importanti della sua vita<\/strong>, la<strong> madre Susanna Colussi, Maria Callas, Laura Betti, Oriana Fallaci <\/strong>e <strong>Giovanna Bemporad<\/strong>, partendo dai <strong>territori friulani<\/strong> in cui \u00e8 cresciuto e da cui ha tratto ispirazione.<\/p>\n<p> \tIl film documentario di 90\u2019, una coproduzione <strong>Rai Documentari<\/strong> e <strong>Anele<\/strong>, con il contributo di <strong>Rai Teche<\/strong> e con il sostegno di <strong>Fondazione Aquileia<\/strong>, prodotto da <strong>Gloria Giorgianni <\/strong>con<strong> Tore Sansonetti<\/strong>, porta all\u2019attenzione anche delle nuove generazioni la personalit\u00e0 e l\u2019arte di Pasolini incrociando <strong>linguaggi narrativi diversi<\/strong>:\u00a0i <strong>repertori d\u2019epoca<\/strong>, la <strong>parte filmica narrativa<\/strong> con Battiston e quella\u00a0<strong>teatrale<\/strong>.<\/p>\n<p> \tAttraverso\u00a0testi estratti anche da <strong>scritti, dichiarazioni e interviste reali<\/strong>,\u00a0cinque\u00a0<strong>attrici <\/strong>rievocano infatti le figure femminili che per Pasolini erano <strong>muse, complici, amiche e ispiratrici<\/strong> e con le quali cre\u00f2 legami intensi e indissolubili: Susanna Colussi interpretata da<strong> Anna Ferruzzo<\/strong>,\u00a0Maria Callas da <strong>Carolina D\u2019Alterio<\/strong>, Laura Betti da <strong>Martina Massaro<\/strong>,\u00a0Oriana Fallaci da <strong>Liliana Massari<\/strong>\u00a0e Giovanna Bemporad da <strong>Sara Mafodda<\/strong>. Arricchiscono la narrazione<strong> testimoni illustri<\/strong>, tra cui <strong>Dacia Maraini<\/strong>, che con Pasolini instaur\u00f2 una profonda amicizia dal 1967; e ancora, <strong>Emanuele Trevi,<\/strong> <strong>Liliana Cavani<\/strong>, <strong>David Grieco<\/strong>.<\/p>\n<p> \tAlla ricerca di uno sguardo inedito sulla poetica di Pasolini, <strong>Giuseppe Battiston<\/strong>, ripercorre i <strong>territori friulani<\/strong> &#8211; la terra della madre di Pasolini &#8211; raccogliendo le voci delle persone che l\u00ec vivono e lo hanno conosciuto: da <strong>Casarsa della Delizia<\/strong>, con<strong> Casa Colussi<\/strong>, sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, e il\u00a0<strong>Bar degli Amici<\/strong>, a <strong>Versuta <\/strong>con la sua chiesetta, dove Pasolini apr\u00ec con la madre una <strong>scuoletta<\/strong>, da<strong> Aquileia<\/strong>\u00a0(dove le riprese sono state effettuate grazie al sostegno del Comune di Aquileia) e dintorni alla\u00a0<strong>laguna di Grado<\/strong>, set del film \u201c<em>Medea<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201c<em>Provo semplicemente a ripartire da queste amate campagne senza tempo e dalle sue radici \u2013 <\/em>afferma Battiston all\u2019inizio del suo viaggio <em>\u2013. Radici che sono in questi luoghi ma anche e soprattutto in una donna, sua madre, e cos\u00ec mettersi in ascolto di lei e, con lei, delle donne che in qualche modo gli sono state vicine e importanti compagne di vita. Forse \u00e8 come <strong>prendere una strada secondaria, una deviazione<\/strong>, e chiss\u00e0 se proprio da l\u00ec io non riesca a sentire ancor pi\u00f9 chiara la viva voce di Pier Paolo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \tIl docu-film attraversa gli snodi fondamentali della vita di Pasolini per <strong>ricomporne l\u2019eredit\u00e0\u00a0 culturale e gli aspetti pi\u00f9 umani e personali<\/strong>: dalle difficolt\u00e0 economiche della famiglia durante la sua infanzia, il rapporto difficile col padre e con la propria omosessualit\u00e0 e il conseguente senso di colpa, lo scandalo e il processo dopo i fatti di Ramuscello del 1949, il legame del tutto personale con il sacro e la religione, l\u2019impegno politico e la stima per Gramsci, fino alla sua seconda parte della vita a Roma, dai successi letterari al passaggio all\u2019arte cinematografica. E poi gli incontri con personalit\u00e0 come <strong>Tot\u00f2, Alberto Moravia, Ninetto Davoli, Eduardo De Filippo<\/strong>, dei quali vengono proposte interviste video in cui raccontano aneddoti personali sul regista.<\/p>\n<p> \tUn racconto cadenzato dai legami femminili <strong>pi\u00f9 intensi e indissolubili che Pasolini ha stretto nella sua vita<\/strong>, veri e propri amori platonici estranei all\u2019eros. <strong>Cinque figure femminili<\/strong> diversissime fra loro ma accomunate dal loro essere anticonformiste, passionali e appassionate, in grado di coniugarsi con la sensibilit\u00e0 di un artista che ha lasciato un segno indelebile nella cultura non solo italiana e capace di un <strong>rapporto con il femminile profondissimo<\/strong>. Su tutti, si staglia il legame simbiotico con la <strong>madre Susanna<\/strong>, che desiderava sentire ogni giorno, anche a costo di percorrere 50 chilometri in Africa per raggiungere un telefono pubblico, e alla quale scrisse in una poesia \u201c<em>Tu sei la sola al mondo che sa del mio cuore ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato, prima di ogni altro amore<\/em>\u201d. Un sentimento ampiamente ricambiato \u2013 per lei Pier Paolo era il suo \u201cpiccolo principe\u201d \u2013 e rafforzato via via dalle durezze della vita.<\/p>\n<p> \tArte e letteratura sono invece le basi del rapporto con la poetessa ebrea <strong>Giovanna Bemporad<\/strong>, grande traduttrice dei Classici. Conosciuti a Bologna, tra liceo e universit\u00e0, Pasolini la chiam\u00f2 a Versuta per aiutarlo con la sua scuoletta. Stima, amicizia e affetto provava per lui anche <strong>Oriana Fallaci<\/strong>, come dimostra la sua \u201c<em>Lettera a Pasolini<\/em>\u201d (14 novembre 1975): \u201c<em>V\u2019era una dolcezza femminea in te, una gentilezza femminea. Anche la tua voce del resto aveva un che di femmineo, e ci\u00f2 era strano perch\u00e9 i tuoi lineamenti erano i lineamenti di un uomo: secchi, feroci. (\u2026) Per\u00f2 quando parlavi o sorridevi o muovevi le mani diventavi gentile come una donna, soave come una donna. E io mi sentivo quasi imbarazzata a provare quel misterioso trasporto per te\u201d.<\/em><\/p>\n<p> \t<strong>Laura Betti<\/strong> \u00e8 stata invece l\u2019anfitriona che ha introdotto Pasolini nei salotti degli intellettuali romani, l\u2019amica innamorata, \u201cmoglie non carnale\u201d, sacerdotessa della sua eredit\u00e0, che dedicher\u00e0 tutta la sua vita per dargli giustizia e verit\u00e0. Che impara a capire e amare la Capitale \u201c<em>attraverso la poesia di Pier Paolo; quella \u00e8 la Roma che io amo, anche se non mi appartiene, perch\u00e9 io sono estremamente borghese<\/em>\u201d. \u00c8 infine una complicit\u00e0 speciale quella che lo lega a <strong>Maria Callas<\/strong>: se lui era affascinato da lei per la <em>\u201cviolenza totale dei suoi sentimenti senza freni<\/em>\u201d, la complessa lavorazione di \u201c<em>Medea<\/em>\u201d nel 1969 e lo sguardo del regista che andava oltre alla diva sacra della scena regala invece a lei una nuova consapevolezza artistica, un passaggio che culmina nell\u2019amore violento e irrealizzabile con Pasolini.<\/p>\n<p> \tAnticonformista e attento osservatore dei cambiamenti della societ\u00e0 italiana del Secondo Dopoguerra e delle sue contraddizioni, Pasolini ha proiettato fino a noi il suo <strong>sguardo poetico su un mondo ancestrale e perduto<\/strong>. \u201c<em>Ci\u00f2 che Pier Paolo insegue in Africa, \u00e8 forse quel che cerca e trova anche nel legame con sua madre, con la terra di sua madre; quel ventre che sempre lo accoglie, quel senso di protezione ancestrale, di un mondo perfetto e perduto, cos\u00ec <strong>lontano e diverso da quello di una societ\u00e0 spaccata violentemente in due davanti alla sua opera, tra chi lo ama e difende e chi lo odia e condanna<\/strong><\/em>\u201d, conclude Battiston.<\/p>\n<p> \tLa narrazione si conclude infine da dove era partita, con la <strong>morte di Pasolini<\/strong> e con il grido disperato della madre che invoca giustizia. <em>\u201cPasolini \u00e8 guida, interprete dell\u2019umanit\u00e0 negletta e della storia, che con la sua inarrivabile integrit\u00e0 artistica, poetica, politica, visionaria, ci d\u00e0 un esempio monumentale di eroismo intellettuale, tatticamente stroncato in quel premeditato e organizzato agguato di gruppo all\u2019idroscalo di Ostia. Un omicidio politico-criminale mal sentenziato\u201d<\/em>, dichiara il regista, <strong>Eugenio Cappuccio<\/strong>.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In prima assoluta il docufilm con protagonista Giuseppe Battiston, girato tra Aquileia, Grado e altri luoghi del territorio<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":49382,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-49381","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",1000,667,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53422-1.webp",272,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"In prima assoluta il docufilm con protagonista Giuseppe Battiston, girato tra Aquileia, Grado e altri luoghi del territorio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49381","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49381"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49381\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49381"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49381"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49381"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}