{"id":49359,"date":"2023-06-09T00:00:00","date_gmt":"2023-06-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/tumori-aggressivi-studiate-nuove-cure-a-trieste\/"},"modified":"2023-06-09T00:00:00","modified_gmt":"2023-06-08T22:00:00","slug":"tumori-aggressivi-studiate-nuove-cure-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/tumori-aggressivi-studiate-nuove-cure-a-trieste\/","title":{"rendered":"Tumori aggressivi, studiate nuove cure a Trieste"},"content":{"rendered":"<p> \tTRIESTE \u2013 Un gruppo di <strong>ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste<\/strong>, in collaborazione con altri istituti internazionali tra cui China Pharmaceutical University e Aix Marseille University, ha progettato, sintetizzato e testato due nanoparticelle capaci di trasportare all\u2019interno della cellula in modo selettivo terapie a base di acido nucleico in grado di <strong>contrastare la progressione di tumori molto aggressivi<\/strong>.<\/p>\n<p> \tIl lavoro \u00e8 stato pubblicato su PNAS.<\/p>\n<p> \tLe terapie moderne basate sul trasporto e sul rilascio di acidi nucleici \u2013 macromolecole di due tipi (DNA e RNA) in grado di trasportare o modificare l\u2019informazione genetica all\u2019interno delle cellule \u2013 sono un importante campo di ricerca per contrastare malattie molto gravi, come tumori aggressivi e metastatici e malattie genetiche rare.<\/p>\n<p> \tAffinch\u00e9 queste molecole terapeutiche raggiungano la cellula devono per\u00f2 essere \u201cmascherate\u201d perch\u00e9 altrimenti verrebbero riconosciute come agenti esterni e attaccate dal nostro sistema immunitario.<\/p>\n<p> \tI ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Trieste hanno quindi cercato un modo per \u201cingannare\u201d la cellula creando due diversi tipi di vettori che utilizzano nanomateriali autoassemblanti: dei \u201cmattoncini\u201d che, ravvicinati, riescono a organizzarsi autonomamente attorno a questi acidi nucleici, nasconderli e trasportarli dentro le cellule in modo selettivo, come una sorta di cavallo di Troia.<\/p>\n<p> \tInoltre, i ricercatori hanno realizzato due nanoparticelle con caratteristiche diverse tra loro, l\u2019una specifica per le terapie a base di RNA, l\u2019altra per quelle a base di DNA. E\u2019 un risultato molto importante perch\u00e9 queste molecole hanno meccanismi e caratteristiche diverse ed \u00e8 necessario, affinch\u00e9 svolgano la loro funzione terapeutica in modo efficace, che il vettore sia costruito sulla base del modo con cui ciascuna di esse penetra nella cellula.<\/p>\n<p> \t\u201c<em>Strumenti tailor-made che soddisfino requisiti specifici per diverse applicazioni <\/em>\u2013 sottolinea <strong>Sabrina Pricl<\/strong>, professoressa di ingegneria chimica e responsabile scientifico del team Molecular Biology and Nanotechnology Laboratory (MolBNL@UniTS) presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Trieste \u2013 <em>sono di grande importanza nella ricerca biomedica<\/em>. <em>Con questo studio siamo riusciti per la prima volta a creare due nanoparticelle estremamente selettive. Abbiamo studiato e capito come gli acidi nucleici a base RNA e DNA entrano nella cellula e creato il trasportatore \u201csu misura\u201d per ciascuna di esse, testandone l\u2019efficacia sia in vitro che in vivo e verificandone una grande capacit\u00e0 terapeutica. \u00c8 un importante traguardo per una medicina sempre pi\u00f9 personalizzata<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \tI prossimi passi nello sviluppo di questo filone di ricerca sono molteplici e riguarderanno soprattutto portare a una dimensione industriale la produzione delle nanoparticelle, che richiede il soddisfacimento di una complessa serie di requisiti imposti dalla prassi relativa alla produzione di materiali per uso farmaceutico e la loro successiva possibilit\u00e0 di essere portati finalmente alla fase clinica di verifica.<\/p>\n<p> \tRispetto a questo ultimo punto, \u00e8 gi\u00e0 stata dimostrata in questo studio l\u2019efficacia e la non tossicit\u00e0 delle nanoparticelle.<\/p>\n<p> \t\u201c<em>Anche se, quando si tratta di nuove molecole di uso farmaceutico, \u00e8 sempre molto difficile fare previsioni e non bisogna creare false illusioni \u2013 <\/em>conclude Sabrina Pricl<em> \u2013 queste nanoparticelle sono promettenti per un ingresso nella pratica clinica in tempi rapidi. Vi sono due condizioni che favoriscono questa prospettiva: da una parte, un sistema di nanoparticelle \u00e8 stato recentemente approvato velocemente in quanto farmaco orfano per una malattia genetica rara, la malattia di Fabry; dall\u2019altra una richiesta ufficiale di sensibilizzazione verso una maggior regolamentazione e un miglioramento dell\u2019iter approvativo dei sistemi nanotecnologici in campo terapeutico \u00e8 stata consegnata alla Commissione Europea dall\u2019 Azione COST \u201cCancer nanomedicine: from the bench to the bedside\u201d, di cui sono chair, congiuntamente ad altri enti che includono, tra l\u2019altro, associazioni di pazienti e enti di sorveglianza\/vigilanza sui farmaci<\/em>\u201d.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Create due nanoparticelle in grado di trasportare all\u2019interno della cellula terapie a base RNA e DNA in modo selettivo e mirato<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":49360,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-49359","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1-300x149.webp",300,149,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1-300x196.webp",300,196,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1-391x196.webp",391,196,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1-300x196.webp",300,196,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",394,196,false],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",250,124,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/53382-1.webp",272,135,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Create due nanoparticelle in grado di trasportare all\u2019interno della cellula terapie a base RNA e DNA in modo selettivo e mirato","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=49359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/49359\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/49360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=49359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=49359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=49359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}