{"id":48947,"date":"2023-04-20T00:00:00","date_gmt":"2023-04-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/gorizia-omaggia-la-memoria-di-giannino-busato\/"},"modified":"2023-04-20T00:00:00","modified_gmt":"2023-04-19T22:00:00","slug":"gorizia-omaggia-la-memoria-di-giannino-busato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/gorizia-omaggia-la-memoria-di-giannino-busato\/","title":{"rendered":"Gorizia omaggia la memoria di Giannino Busato"},"content":{"rendered":"<p> \tGORIZIA \u2013 Presso l\u2019Ospedale San Giovanni di Dio di Gorizia \u00e8 stato ricordato il <strong>dottor Giannino Busato<\/strong> a cui \u00e8 stato <strong>dedicato l\u2019Ambulatorio della Terapia del Dolore<\/strong>.<\/p>\n<p> \tAll\u2019evento hanno partecipato il direttore generale di ASUGI, <strong>Antonio Poggiana<\/strong>, la presidente dell\u2019Ordine dei Medici di Gorizia, <strong>Roberta Chersevani<\/strong>, l\u2019assessore comunale <strong>Silvana Romano<\/strong>, il medico chirurgo <strong>Paolo Adami Adelino<\/strong> anche collaboratore di fiducia del dott. Busato, il vicedirettore di Medici con l&#8217;Africa CUAMM, <strong>Andrea Borgato<\/strong>, e tutti i direttori e responsabili dell\u2019area Isontina.\u00a0<\/p>\n<p> \tNato a Casier (Treviso) nel 1934, il dott. Busato \u00e8 stato un medico missionario in Africa e l\u2019iniziatore dei servizi di cure palliative e terapia del dolore a domicilio. Nel 1980 arriva nel territorio isontino diventando Primario di Anestesia e Rianimazione presso l&#8217;Ospedale di Gorizia, e fondando inoltre il Reparto di Rianimazione. Nel 1984 il dott. Busato ha anche costituito a Gorizia l\u2019associazione Alpe Adria di anestesia, rianimazione e cure palliative.<\/p>\n<p> \t\u201c\u00c8<em> un onore \u2013 <\/em>ha affermato il responsabile della Struttura Semplice di Terapia del dolore e cure palliative ambulatoriali, <strong>Corrado Thomann<\/strong> <em>\u2013 dedicare l&#8217;Ambulatorio della Terapia del Dolore alla memoria del dott. Busato che lo ha fondato nel 1982. In quegli anni il tema del dolore non aveva ancora degli ambulatori dedicati come del resto anche le Terapia Intensive erano in creazione. La sensibilit\u00e0 del dott. Busato verso i pazienti fragili ha posto le basi per la creazione di un servizio che offrisse ai malati e alle loro famiglie un supporto al fine di affrontare al meglio il difficile percorso della malattia. Solo molti anni dopo in Italia si \u00e8 cominciato a parlare meglio di Terapie del dolore e delle Cure Palliative con la creazione nel 2010 di una legge apposita che definisce e sancisce l&#8217;assoluta difesa del malato affetto da dolore cronico. In questi anni ci si \u00e8 accorti di come il tema del dolore non sia solo incardinato al tema oncologico ma apra a tutte quelle malattie cronico degenerative benigne di cui la popolazione \u00e8 sempre pi\u00f9 affetta e per cui vengono cercate soluzioni al fine di migliorare la qualit\u00e0 di vita. Abbiamo proseguito e sviluppato la strada indicata dal dott. Busato, diventando un punto di riferimento per numerosi malati fragili, poich\u00e8 fragili sono per antonomasia i malati con dolore. L&#8217;Ambulatorio di Gorizia \u00e8 diventata Struttura Semplice, ha sviluppato attrezzature, tecnologie e capacit\u00e0 che permettono di affrontare la maggior parte delle patologie dolorose, eseguendo pi\u00f9 di settemila prestazioni all&#8217;anno\u201d. <\/em><\/p>\n<p> \t<em>\u201cOggi \u2013 <\/em>ha aggiunto <strong>Thomann<\/strong> <em>\u2013 oltre a terapia infiltrative, blocchi nervosi, tecniche anestesiologiche antalgiche, si \u00e8 proseguito con l&#8217;agopuntura, l&#8217;auricoloterapia, ampliando le tecniche fisiche di TENS, laserterapia, taping; \u00e8 stata introdotta l&#8217;ozonoterapia infiltrativa e sistemica, portando questa metodica all&#8217;interno del servizio pubblico, \u00e8 stato sviluppato e favorito l&#8217;utilizzo della cannabis terapeutica. Recentemente sono stati introdotti i blocchi nervosi pi\u00f9 duraturi in radiofrequenza pulsata, ma soprattutto abbiamo sempre mantenuto il dialogo con i nostri pazienti con lo scopo di dare quanto pi\u00f9 possibile risposte o talvolta anche solo ascolto. D&#8217;altra parte i pazienti sono stati i pi\u00f9 grandi incoraggiatori del nostro servizio e la maggior parte delle strumentazioni sono frutto di donazioni fornendo un motivo di vanto ma anche di responsabilit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p> \t\u00a0<em>\u201cA nome di Medici con l&#8217;Africa Cuamm \u2013 <\/em>ha dichiarato il vicedirettore di Medici con l&#8217;Africa CUAMM, <strong>Andrea Borgato<\/strong><em> \u2013 ringrazio l&#8217;Azienda Sanitaria di Gorizia per questo gesto significativo. La dedica dell&#8217;ambulatorio della terapia del dolore al dott. Giannino Busato \u00e8 per noi motivo di grande gioia. Partito con il Cuamm nel lontano 1959, \u00e8 stato a tutti gli effetti, uno dei nostri &#8220;medici pionieri&#8221; e ha sempre mantenuto vivi la sua passione e il suo interesse per l&#8217;Africa, conservando freschezza ed entusiasmo fino alla fine, qualit\u00e0 che gli hanno consentito di poter essere di riferimento per altri medici pi\u00f9 giovani. Amava il suo lavoro ed era felice di poter trasmettere ad altri professionisti sanitari quel sapere che gli apparteneva. Di lui vorrei sottolineare la peculiarit\u00e0, che \u00e8 tutta dei nostri medici della &#8220;prima ora&#8221;, di sapersi adattare e lo ha fatto sempre insieme all&#8217;inseparabile Sonia. Con lui abbiamo sperimentato le &#8220;tecnologie frugali&#8221;, quelle che costano poco e che sono facilmente applicabili ai contesti africani pi\u00f9 poveri. Basti ricordare quell\u2019apparecchio di anestesia che funziona senza ossigeno che Giannino recuper\u00f2 dai modelli usati nel passato che a costi bassissimi consentiva di operare in sicurezza nelle sale operatorie africane che lui frequentava\u201d.<\/em><\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al medico anche missionario in Africa dedicato l&#8217;Ambulatorio della Terapia del dolore al San Giovanni di Dio<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":48948,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-48947","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1.webp",1600,1200,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1.webp",1600,1200,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1.webp",1600,1200,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-300x225.webp",300,225,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-1024x768.webp",640,480,true],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-1536x1152.webp",1536,1152,true],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1.webp",1600,1200,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-1280x720.webp",1280,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-1024x768.webp",1024,768,true],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1.webp",250,188,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52736-1.webp",243,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Al medico anche missionario in Africa dedicato l'Ambulatorio della Terapia del dolore al San Giovanni di Dio","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48947","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48947"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48947\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48948"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}