{"id":48897,"date":"2023-04-14T00:00:00","date_gmt":"2023-04-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/accordo-per-salvare-gli-archivi-storici-delle-banche-locali\/"},"modified":"2023-04-14T00:00:00","modified_gmt":"2023-04-13T22:00:00","slug":"accordo-per-salvare-gli-archivi-storici-delle-banche-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/accordo-per-salvare-gli-archivi-storici-delle-banche-locali\/","title":{"rendered":"Accordo per salvare gli archivi storici delle banche locali"},"content":{"rendered":"<p> \tUDINE \u2013 Recuperare l\u2019archivio storico della Banca popolare udinese, completare il riordino dell\u2019Archivio storico Crup di propriet\u00e0 della Fondazione Friuli e porre le basi per la costituzione di un archivio storico di concentrazione delle banche locali.<\/p>\n<p> \tSono questi gli obiettivi dell&#8217;Accordo sottoscritto oggi tra <strong>Universit\u00e0 di Udine<\/strong>, <strong>Fondazione Friuli<\/strong> e <strong>Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia<\/strong>. La firma \u00e8 stata apposta a palazzo Antonini-Maseri rispettivamente dal rettore <strong>Roberto Pinton<\/strong>, dal presidente <strong>Giuseppe Morandini<\/strong> e dal soprintendente <strong>Luca Caburlotto<\/strong>.<\/p>\n<p> \tL&#8217;accordo di collaborazione, della <strong>durata di cinque anni<\/strong>, intende unire le forze, e soprattutto le competenze, per salvare dall&#8217;oblio e dal rischio di dispersione e distruzione un&#8217;importante fonte storica sia sotto l&#8217;aspetto economico sia sotto quello sociale: gli <strong>archivi storici delle banche locali<\/strong>.<\/p>\n<p> \tSi parte con quello della Cassa di risparmio di Udine e Pordenone (Crup), gi\u00e0 detenuto dalla Fondazione e che da solo \u00e8 costituito da 450 metri lineari di faldoni, per passare immediatamente a quello della Banca popolare udinese, in dismissione dalla procedura di liquidazione della Banca popolare di Vicenza e che richiede quindi un immediato intervento di riordino e valorizzazione. Ma l&#8217;obiettivo di questo Accordo \u00e8 ancora pi\u00f9 ampio, basti pensare alle attivit\u00e0 formative e di tirocinio connesse alle operazioni di riordino degli archivi.<\/p>\n<p> \t&#8220;L\u2019accordo quadro \u2013 ha spiegato il rettore Pinton \u2013 nasce dalla volont\u00e0 di recuperare l\u2019archivio della Banca popolare udinese, le cui carte consentiranno di mantenere viva la memoria di uno dei principali operatori creditizi del territorio, gettando nuova luce sulle dinamiche di sviluppo economico e finanziario del Friuli nella fase della ricostruzione postbellica e negli anni del \u2018miracolo economico\u2019. L\u2019operazione, frutto della proficua collaborazione tra l\u2019Universit\u00e0 di Udine, la Fondazione Friuli e la Soprintendenza archivistica, si inserisce all\u2019interno di un pi\u00f9 ampio progetto volto alla salvaguardia, al riordino e alla valorizzazione degli archivi d\u2019impresa friulani, i cui documenti risultano fondamentali per sviluppare nuovi progetti di ricerca scientifica e ampliare le conoscenze sulla storia economica della nostra regione&#8221;.<\/p>\n<p> \t\u201cNei documenti conservati dalle banche e risalenti anche all&#8217;800 possiamo leggere la storia economica e sociale delle nostre comunit\u00e0 \u2013 ha detto il presidente Morandini \u2013. Negli ultimi trent&#8217;anni il processo di acquisizione e di aggregazione che ha interessato il tessuto creditizio locale rischia di disperdere un importante patrimonio storico, che ora, grazie a questo accordo, intendiamo salvare, catalogare e lasciare alle future generazioni. Questa collaborazione, poi, crea un&#8217;interessante opportunit\u00e0 per gli studenti per maturare una esperienza operativa, affiancati da una istituzione prestigiosa come la Soprintendenza, utile al loro percorso formativo\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201cLa Soprintendenza archivistica del Friuli Venezia Giulia \u2013 ha dichiarato il soprintendente Caburlotto \u2013 presta particolare attenzione da tempo agli archivi dell&#8217;industria e dell&#8217;attivit\u00e0 produttiva in generale, che testimoniano attraverso le loro diverse voci, comprese quelle degli archivi sindacali, non solo la storia economica della regione, ma anche quella sociale, fatta di tradizione e di innovazione, di sviluppi e di crisi, che coinvolgono tanto i lavoratori che gli imprenditori. In questo contesto si situa la storia degli istituti bancari, di cui \u00e8 complesso ricostruire il quadro storico non solo per la parcellizzazione degli archivi, ma soprattutto per i successivi assorbimenti che hanno coinvolto gli istituti pi\u00f9 piccoli, a loro volta spesso punti di riferimento per la vita, non solo economica, del territorio. Il compito della tutela del patrimonio archivistico, attraverso la valutazione della parte d&#8217;interesse degli archivi che verranno rintracciati, tolte le sezioni meramente di dettaglio, l&#8217;indirizzo per il loro riordinamento e la possibilit\u00e0 del contributo economico del Ministero della Cultura attraverso la preliminare dichiarazione d&#8217;interesse, si affianca alla capacit\u00e0 di mettere in rete e di concentrare e poi valorizzare questo patrimonio da parte della Fondazione Friuli e a quella di studiarlo scientificamente, sotto il profilo economico e storico, dell&#8217;Universit\u00e0 di Udine, creando cos\u00ec un quadro di grande importanza per l&#8217;imprenditoria friulana: l&#8217;operazione relativa all&#8217;archivio della Banca popolare udinese, dichiarato d&#8217;interesse dalla Soprintendenza, in fase di acquisizione, per un valore simbolico, da parte della Fondazione Friuli e oggetto di studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Udine \u00e8 il primo esempio, sul quale si preciser\u00e0 e si affiner\u00e0 il seguito del progetto\u201d.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Universit\u00e0 di Udine, Fondazione Friuli e Soprintendenza archivistica uniscono le forze. Si parte con le raccolte della Crup<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":48898,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-48897","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",1000,667,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52647-1.webp",272,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Universit\u00e0 di Udine, Fondazione Friuli e Soprintendenza archivistica uniscono le forze. 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