{"id":48769,"date":"2023-03-24T00:00:00","date_gmt":"2023-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/trieste-riscopre-il-mito-dellarte-africana\/"},"modified":"2023-03-24T00:00:00","modified_gmt":"2023-03-23T23:00:00","slug":"trieste-riscopre-il-mito-dellarte-africana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/trieste-riscopre-il-mito-dellarte-africana\/","title":{"rendered":"Trieste riscopre il mito dell&#8217;arte africana"},"content":{"rendered":"<p> \tTRIESTE \u2013 Inaugurata a Trieste la mostra<strong> \u201cIl Mito dell\u2019Arte Africana nel \u2018900. Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse\u201d, <\/strong>presenti i curatori <strong>Vincenzo Sanfo, Anna Alberghina<\/strong> e <strong>Bruno Albertino<\/strong>, allestita in Porto Vecchio (Sala Carlo Sbis\u00e0 del Magazzino 26).<\/p>\n<p> \tProdotta da Navigare in co-produzione con Diffusione e Cultura e promossa dal Comune di Trieste con il supporto di Trieste Convention and Visitors Bureau e PromoTurismoFVG, l\u2019esposizione sar\u00e0 aperta al pubblico dal 25 marzo al fino al 30 luglio (<u><a href=\"https:\/\/www.imagazine.it\/eventi\/43948\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color:#0000cd;\">clicca qui per orari e dettagli<\/span><\/a><\/u>).<\/p>\n<p> \t\u201cIl Comune di Trieste ha accolto con entusiasmo la proposta di allestire in uno dei pi\u00f9 grandi magazzini portuali d&#8217;Europa la mostra sull\u2019Arte africana e sul suo influsso sui grandi artisti del Novecento\u201d, ha affermato l\u2019Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo <strong>Giorgio Rossi<\/strong>, presente il Consigliere dell\u2019Ambasciata del Congo <strong>Gr\u00e9goire Kandza<\/strong> che ha definito la mostra \u201cun momento di gioia\u201d. \u201cArtisti che hanno segnato una rivoluzione culturale come quella che oggi sta rinnovando questa straordinaria parte di Trieste: una nuova Citt\u00e0 della Cultura e della Scienza, in un&#8217;area del Vecchio Porto Franco, nella quale il grande attrattore culturale del Magazzino 26 sta gi\u00e0 offrendo 50.000 mq di spazi espositivi, e su cui stanno investendo le istituzioni e i portatori di interessi economici\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201cPartendo dalle esperienze picassiane \u2013 ha sottolineato <strong>Vincenzo Sanfo,<\/strong> presenti anche gli artisti <strong>Marco Nereo Rotelli<\/strong> e <strong>Rabarama<\/strong>\u00a0\u2013 questa mostra ci porta sino ai giorni nostri attraversando percorsi che hanno in comune una visione dell\u2019arte che trae dall\u2019essenzialit\u00e0 delle forme africane ispirazione, generando i <em>papier-decoupe <\/em>matissiani, le decorazioni tribali di Keith Haring, le surreali visioni di Man Ray, le gioiose figure di Calder accostate alla furia costruttiva di Basquiat. Cosi come le irriverenti maschere di Enrico Baj, le luminose visioni di Marco Lodola e le incursioni di Marco Nereo Rotelli, accompagnate dalla cancellazione picassiana del cinese XuDeqi. Un percorso\u201d \u2013 ha concluso Sanfo \u2013 \u201cquello pensato per questa mostra, essenziale ma esaustivo di quanto l\u2019arte africana abbia contribuito e continui a contribuire all\u2019evoluzione dell\u2019arte occidentale\u201d.<\/p>\n<p> \t&#8220;L&#8217;ammirazione degli artisti moderni per le sculture tribali negli anni dal 1907 al 1914 \u2013 afferma il curatore <strong>Bruno Albertino, <\/strong>sottolineando la volont\u00e0 di ricreare in mostra l\u2019atmosfera parigina dell\u2019epoca \u2013 \u00e8 documentata da fotografie degli interni degli studi, dagli scritti e, naturalmente, dalle loro stesse opere. Picasso, Matisse, Brancusi, Braque apprezzavano dell&#8217;arte tribale sia la finezza estetica che la sua essenzialit\u00e0 altamente stilizzata. Anche e soprattutto grazie a questi artisti, la scultura tradizionale \u00e8 diventata importante ed \u00e8 stata esposta nei pi\u00f9 prestigiosi musei del mondo come il Pavillon des Sessions del Louvre di Parigi&#8221;.<\/p>\n<p> \t\u201cNella realt\u00e0 africana \u2013 ha aggiunto <strong>Anna Alberghina<\/strong> ricordando il valore fondamentale di tutto il Continente africano \u2013 linguaggio estetico, pensiero religioso e struttura sociale sono legati in un&#8217;unit\u00e0 inscindibile che \u00e8 l&#8217;elemento caratterizzante la cultura tribale. Se vogliamo comprendere l\u2019Arte africana, dobbiamo, innanzitutto, svuotare la mente della nostra consolidata visione del mondo per la quale il metodo scientifico \u00e8 l\u2019unico strumento di conoscenza e la realt\u00e0 fisica l\u2019unica certezza. Nelle societ\u00e0 africane tradizionali, al contrario, l\u2019anima \u00e8 una certezza tanto che tutto ha un\u2019anima. Maschere, feticci, figure di maternit\u00e0 e di antenati popolano il complesso mondo religioso africano, mai creati con una semplice finalit\u00e0 estetica ma per consolidare il legame tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti&#8221;.<\/p>\n<p> \t<strong>Il percorso espositivo<\/strong> si apre con l\u2019esposizione di circa 100 opere d\u2019arte africana di 100 \/ 120 anni di vita, tra sculture, maschere e oggetti in gran parte campionati per valutarne l\u2019et\u00e0 attraverso spettroscopia a raggi infrarossi, eseguita sulla Collezione dei curatori Bruno Albertino e Anna Alberghina dal Museo di Arte e Scienza di Milano. Nove le tematiche: Fertilit\u00e0 e maternit\u00e0, Bamboline di fertilit\u00e0, Il culto dei gemelli, Le maschere, Gli antenati, Figure magiche, Arte funeraria, I poggiatesta, Gli oggetti d\u2019uso.<\/p>\n<p> \tLe sculture appartengono integralmente alla Collezione dei curatori Bruno Albertino e Anna Alberghina e sono il frutto di oltre 30 anni di viaggi, collezionismo e studio della materia. Le diverse tematiche sono introdotte da foto evocative della cultura dei popoli africani, scattate da Anna Alberghina proprio in quei luoghi, utili a far entrare il visitatore nella vita dei popoli africani. Sono inoltre proposti dei video, girati dai curatori stessi, che riguardano riti e costumi di alcune popolazioni: danze, cerimonie, riti magici e anche vita quotidiana.<\/p>\n<p> \tLa seconda parte \u00e8 dedicata all\u2019esposizione di circa 50 opere d\u2019arte del Novecento, nelle quali si coglie perfettamente l\u2019aspetto immortale del mito africano, con una vasta sezione dedicata a Picasso con disegni, litografie, e ceramiche. Si continua con le opere di Matisse, Calder, Gauguin, Man Ray, fino ad arrivare ai pi\u00f9 contemporanei Mimmo Paladino, Basquiat e Xu de Qi.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse: artisti che hanno segnato una rivoluzione culturale<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":48770,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[],"class_list":["post-48769","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-spettacolo"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",1000,734,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",1000,734,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",1000,734,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-300x220.webp",300,220,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",640,470,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",1000,734,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",1000,734,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-1000x720.webp",1000,720,true],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",1000,734,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",250,184,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52472-1.webp",248,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/cultura-e-spettacolo\/\" rel=\"category tag\">CULTURA&amp;SPETTACOLO<\/a>","rttpg_excerpt":"Da Picasso a Man Ray, da Calder a Basquiat e Matisse: artisti che hanno segnato una rivoluzione culturale","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48769"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48769\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}