{"id":48761,"date":"2023-03-23T00:00:00","date_gmt":"2023-03-22T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/adunata-alpini-udine-studia-limpatto-economico-e-sociale\/"},"modified":"2023-03-23T00:00:00","modified_gmt":"2023-03-22T23:00:00","slug":"adunata-alpini-udine-studia-limpatto-economico-e-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/adunata-alpini-udine-studia-limpatto-economico-e-sociale\/","title":{"rendered":"Adunata Alpini, Udine studia l&#8217;impatto economico e sociale"},"content":{"rendered":"<p> \tUDINE \u2013 Stimare gli impatti economici, sociali e ambientali in un\u2019ottica di sostenibilit\u00e0 della 94 esima <strong>Adunata nazionale degli Alpini<\/strong> che si terr\u00e0 a Udine dall\u201911 al 14 maggio.<\/p>\n<p> \t\u00c8 l\u2019obiettivo del <strong>progetto di ricerca<\/strong> avviato dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Udine <\/strong>con una <strong>convenzione tra l\u2019Associazione nazionale alpini e il Dipartimento di Scienze economiche e sociali<\/strong> dell\u2019Ateneo. Si tratta infatti di un evento in grado di attrarre un rilevante flusso di partecipanti; al momento le previsioni sono di oltre mezzo milione di presenze attese.<\/p>\n<p> \tL\u2019accordo \u00e8 stato sottoscritto oggi a Palazzo Antonini Maseri a Udine, sede del rettorato. Erano presenti alla firma il rettore e il prorettore, <strong>Roberto Pinton <\/strong>e<strong> Andrea Cafarelli<\/strong>; il presidente nazionale dell\u2019Ana, <strong>Sebastiano Favero<\/strong>; il direttore del Dipartimento, <strong>Marcellino Gaudenzi<\/strong>; la responsabile scientifica del progetto, <strong>Cristiana Compagno<\/strong>, gi\u00e0 rettrice dell\u2019Ateneo friulano.<\/p>\n<p> \tErano inoltre presenti, <strong>Ivano Morettuzzo<\/strong> e <strong>Mauro Ermacora<\/strong>, rispettivamente vice presidente e tesoriere di Adunata Alpini srl; e due fra i coordinatori dell\u2019organizzazione dell\u2019adunata di Udine, <strong>Luigi Ziani<\/strong>, coordinatore della Protezione civile sezionale di Udine ed ex colonnello degli alpini, e <strong>Franco De Fent<\/strong>, consigliere Ana di Udine.<\/p>\n<p> \t<strong>Progetto in due fasi<\/strong><\/p>\n<p> \tLa prima fase della ricerca, che prender\u00e0 il via nei prossimi giorni, vedr\u00e0 una rilevazione finalizzata a monitorare i comportamenti attesi dagli alpini in termini di volont\u00e0 e capacit\u00e0 di spesa (quando si prevede di spendere per vitto, alloggio, merchandising, visite culturali ecc.) e permanenza sul territorio. La seconda fase, subito dopo l\u2019adunata, prevede una rilevazione per indagare le dimensioni chiave dell\u2019esperienza: la spesa sostenuta in citt\u00e0 e sul territorio dai partecipanti, l\u2019impatto ambientale e i fattori di sostenibilit\u00e0 dell\u2019evento. Tutto questo dar\u00e0 un quadro del flusso monetario generato dall\u2019adunata sul territorio udinese e, pi\u00f9 in generale, regionale.<\/p>\n<p> \t<strong>L\u2019impatto sociale e sui portatori d\u2019interesse<\/strong><\/p>\n<p> \tIl progetto si concentra inoltre sulla rilevazione delle impressioni, emozioni, sensazioni (<em>sentiment<\/em>) della societ\u00e0 locale, che verr\u00e0 esaminato attraverso <em>focus group<\/em> indirizzati a molteplici stakeholder. Saranno rappresentati, in particolare, i servizi pubblici, il commercio, la ristorazione e, naturalmente, la cittadinanza. Tramite questionario e focus group si indagher\u00e0 anche la rilevanza sociale dell\u2019adunata. In termini di spinta alla partecipazione e di ci\u00f2 che la stessa lascia ai partecipanti e alla comunit\u00e0: senso di appartenenza, solidariet\u00e0, vicinanza tra generazioni, valori condivisi di pace e serenit\u00e0.<\/p>\n<p> \t<strong>Il questionario <\/strong><\/p>\n<p> \tArticolato in una ventina di domande, il questionario si pone l\u2019obiettivo di rilevare: il profilo sociodemografico dei partecipanti, la loro provenienza, il livello di conoscenza del territorio del Friuli e il desiderio di approfondire la sua conoscenza (ad esempio attraverso il turismo), la disponibilit\u00e0 di spesa sul territorio, gli aspetti della partecipazione all\u2019evento cui viene data loro maggior importanza (ad esempio: condividere i valori alpini con la popolazione, ritrovarsi, essere parte di un gruppo, ecc. ). Sempre attraverso il questionario saranno rilevati le modalit\u00e0 di spostamento degli alpini e la loro percezione relativa al livello di sostenibilit\u00e0 dell\u2019adunata, in termini, ad esempio, di gestione dei rifiuti, organizzazione della mobilit\u00e0 cittadina, di inquinamento acustico e di rispetto dell\u2019ambiente delle persone sul territorio.<\/p>\n<p> \t<strong>Indagine via app <\/strong><\/p>\n<p> \tLe varie modalit\u00e0 di ricerca verranno gestite grazie al supporto dei pi\u00f9 recenti strumenti tecnologici. In particolare, in entrambe le fasi di studio il questionario verr\u00e0 diffuso a livello nazionale tramite l\u2019app \u201cAdunata Alpini\u201d dell\u2019Ana. In questo modo il potenziale bacino di intervistati sar\u00e0 di centinaia di migliaia di persone con una previsione di raccolta di diverse migliaia di questionari validi. I risultati dell\u2019indagine saranno disponibili in tempo reale grazie all\u2019adozione di strumenti informatici <em>ad hoc<\/em> messi a disposizione dell\u2019Ateneo. La sinergia con l\u2019Associazione nazionale alpini e con le sue strutture tecnologiche permetteranno l\u2019accesso a un bacino di potenziali partecipanti estremamente ampio, che consentir\u00e0 la creazione di un campione fortemente rappresentativo della popolazione delle penne nere.<\/p>\n<p> \t\u00abL\u2019Universit\u00e0 di Udine si conferma a fianco del territorio \u2013 afferma il rettore <strong>Roberto Pinton<\/strong> \u2013 e in prima linea nello studio dei grandi eventi che lo coinvolgono. Un progetto che coinvolge docenti di profilo internazionale del nostro Ateneo, che hanno messo a punto un set di strumenti di indagine che consentiranno, al termine dell\u2019indagine, di avere un quadro degli impatti dell\u2019adunata da numerosi punti di vista: dai partecipanti, agli organizzatori, alle comunit\u00e0 locali\u00bb.<\/p>\n<p> \tDal presidente dell\u2019Ana, <strong>Sebastiano Favero<\/strong>, \u00e8 arrivato il \u00abringraziamento all\u2019Universit\u00e0 di Udine che ha accettato la proposta di studiare la risposta del territorio all\u2019adunata e le opportunit\u00e0 che genera. Un evento che movimenta mediamente 500 mila penne nere. L\u2019adunata infatti porta riflessi positivi anche negli anni successivi visto che molti alpini che vi partecipano ritornano come turisti anche negli anni successivi nei luoghi che li hanno ospitati. Un territorio, quello del Friuli Venezia Giulia, che riflette la storia e i valori degli alpini che desideriamo far conoscere e tramandare, e proprio per questo \u00e8 fondamentale il rapporto con l\u2019Universit\u00e0 e le scuole\u00bb. \u00a0<\/p>\n<p> \tPer la responsabile scientifica della ricerca, <strong>Cristiana Compagno<\/strong>, gi\u00e0 rettrice dell\u2019Ateneo friulano, \u00absi tratta di un evento in grado di attrarre centinaia di migliaia di partecipanti, fonte di importanti ricadute per i territori ospitanti. Uno sforzo congiunto, quello dell\u2019Ana e dell\u2019Universit\u00e0, che d\u00e0 vita a uno sfidante progetto che permetter\u00e0 per la prima volta di fare luce sul reale valore che l\u2019Adunata genera sul territorio\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00abQuando abbiamo proposto all\u2019Universit\u00e0 la partecipazione alla nostra avventura \u2013 spiega il presidente della sezione Ana di Udine, <strong>Dante Soravito de Franceschi<\/strong> \u2013 abbiamo immediatamente percepito nell\u2019accettazione un grande entusiasmo. Da parte nostra in questa adunata abbiamo cercato di coinvolgere il meglio del Friuli Venezia Giulia sotto ogni aspetto. Sar\u00e0 un\u2019adunata che vedr\u00e0 assieme a noi enti, istituzioni, associazioni, categorie economiche come non mai nel passato, un\u2019adunata moderna, oserei dire \u2018\u2019smart\u2019\u2019, ma ferma nei suoi principi immutati nel tempo da quando, oltre cento anni or sono, i padri fondatori dell\u2019Ana si riunirono sull\u2019Ortigara \u201cper non dimenticare\u201d\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00abI problemi connessi all\u2019organizzazione dei grandi eventi \u2013 ha sottolineato il prorettore <strong>Andrea Cafarelli<\/strong> \u2013, la loro ricaduta sul piano economico e sociale, come pure l\u2019impatto in termini di sostenibilit\u00e0 ambientale sono oggetto di grande attenzione dal punto di vista scientifico. L\u2019Universit\u00e0 di Udine, che ha sviluppato ampie competenze specialistiche in questo ambito, ha colto l\u2019invito dell\u2019Ana a studiare con metodo e rigore la 94 esima adunata nazionale. La ricerca, che coinvolge numerosi colleghi del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche, si concentrer\u00e0 anche sugli aspetti valoriali e sul significato che, a oltre un secolo dal primo raduno sull\u2019Ortigara, l\u2019evento assume\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze economiche dell&#8217;Ateneo friulano<\/p>\n","protected":false},"author":28,"featured_media":48762,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"dwc-title":[],"dwc-content":[],"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-48761","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita"],"rttpg_featured_image_url":{"full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"landscape":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"portraits":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-150x150.webp",150,150,true],"medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-300x200.webp",300,200,true],"large":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",640,427,false],"thumblist":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-300x300.webp",300,300,true],"thumbrelated":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-500x500.webp",500,500,true],"meccarouselthumb":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-474x324.webp",474,324,true],"gridsquare":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-391x260.webp",391,260,true],"tileview":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-300x400.webp",300,400,true],"1536x1536":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"2048x2048":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"newsup-slider-full":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"newsup-featured":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",960,640,false],"newsup-medium":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1-720x380.webp",720,380,true],"tptn_thumbnail":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",250,167,false],"sow-carousel-default":["https:\/\/imagazine.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/52458-1.webp",272,182,false]},"rttpg_author":{"display_name":"redazione","author_link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/author\/redazione\/"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/category\/attualita\/\" rel=\"category tag\">ATTUALIT\u00c0<\/a>","rttpg_excerpt":"Grazie a un gruppo di ricerca del Dipartimento di Scienze economiche dell'Ateneo friulano","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/users\/28"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48761"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48761\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}