{"id":48705,"date":"2023-03-14T00:00:00","date_gmt":"2023-03-13T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/disagio-economico-1-500-visite-al-mese-al-centro-elide-a-trieste\/"},"modified":"2023-03-14T00:00:00","modified_gmt":"2023-03-13T23:00:00","slug":"disagio-economico-1-500-visite-al-mese-al-centro-elide-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/disagio-economico-1-500-visite-al-mese-al-centro-elide-a-trieste\/","title":{"rendered":"Disagio economico, 1.500 visite al mese al Centro Elide a Trieste"},"content":{"rendered":"<p> \tTRIESTE<strong> \u2013 <\/strong>\u00c8 stato presentato il report 2022 dedicato al <strong>Centro di raccolta <em>Elide<\/em><\/strong> della <strong>Fondazione Luchetta Ota D\u2019Angelo Hrovatin<\/strong>, alla presenza della presidente della Fondazione, <strong>Daniela Schifani Corfini Luchetta<\/strong>, del direttore operativo,<strong> Gabriele Zvech<\/strong>, del tesoriere, <strong>Gianfranco Depinguente<\/strong>, e del volontario coordinatore del Centro di raccolta, <strong>Marino Michelazzi<\/strong>.<\/p>\n<p> \tNato nel <strong>2009<\/strong> e sito in <strong>via Valdirivo 16\/a<\/strong>, il Centro di raccolta nasce con l\u2019obiettivo di raccogliere vestiario per gli ospiti del centro di accoglienza di via Valussi 5.<\/p>\n<p> \tNegli anni, il supporto della cittadinanza \u00e8 stato sempre maggiore, tanto da far diventare il Centro di raccolta un vero e proprio punto di riferimento per quasi <strong>1.500 persone al mese<\/strong>, residenti e non, in condizioni di disagio economico.<\/p>\n<p> \tGrazie alla generosit\u00e0 della cittadinanza, le persone in stato di necessit\u00e0 all\u2019interno del Centro di raccolta possono oggi trovare gratuitamente <strong>abbigliamento, materiali per l\u2019infanzia, biancheria per la casa, giochi, utensili e piccoli elettrodomestici<\/strong>.<strong> <\/strong><\/p>\n<p> \t<strong>Questi i dati del 2022: <\/strong>pi\u00f9 di <strong>16.000 le visite totali<\/strong>, 9.069 le donne e 6.941 gli uomini. Tra gli accessi si registra una grande variet\u00e0 di nazionalit\u00e0, per un totale di <strong>71 provenienze differenti <\/strong>e un\u2019et\u00e0 media dei visitatori che si aggira attorno ai <strong>41 anni<\/strong>. Un altro dato riguarda anche il <strong>record di accessi <\/strong>registrato nei mesi di <strong>novembre e dicembre 2022<\/strong>. In questo periodo le richieste maggiori sono state di <strong>coperte, lenzuola e sacchi a pelo<\/strong>, probabilmente dovute alle temperature invernali pi\u00f9 rigide e alle molte persone che in citt\u00e0 dormono all&#8217;addiaccio.<\/p>\n<p> \t&#8220;Dietro a questi numeri ci sono persone e storie di vita <strong>\u2013<\/strong> ha sottolineato <strong>Marino Michelazzi \u2013<\/strong> ragazzini afghani di quattordici-diciassette anni arrivati a Trieste da appena un&#8217;ora, che entrano nel Centro ancora sporchi di fango per darsi una ripulita prima di presentarsi in Questura. Coniugi ucraini che vengono a prendere indumenti per gli ammalati e i feriti negli ospedali e per le persone che abitano sulla linea del fronte, che non possono usare le lavatrici perch\u00e9 senza elettricit\u00e0. La badante moldava che non torna a casa da tre anni e che appena adesso, nonostante le tensioni, torner\u00e0 per visitare la tomba della mamma. Julian, il romeno senzatetto che da diciannove anni vive per strada a Trieste e che usa il nostro centro per mantenersi pulito e caldo. Il ragazzino afghano di quindici anni con un occhio di vetro ma con il sorriso ingenuo e sfrontato di chi crede nel futuro. Mohammed, quindicenne egiziano, arrivato a Trieste dalla Calabria, nessuno sa come. Il giovane uomo senegalese che mostra le foto della moglie e della figlia per aiutarlo a scegliere qualcosa da portare in regalo nel suo viaggio di ritorno a casa. Daniel, il piccolo ucraino, futuro ingegnere, sempre in cerca di macchinine e meccanismi da ispezionare. Il curiosissimo marocchino Ahmed, dieci anni, sicuro di s\u00e9 e avido di conoscenza, orgogliosissimo di essere bravo a scuola. E infine il sorriso meravigliato di chi (qualunque sia la sua nazionalit\u00e0) si sente dire \u201cgrazie\u201d nella sua lingua, per la prima volta da un italiano o italiana. Forse con un grazie, pur zoppicante nella pronuncia, per un momento si sentono accolti, come a casa, non pi\u00f9 invisibili\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201cQuesti numeri non hanno bisogno di ulteriori commenti\u201d, ha dichiarato la presidente <strong>Daniela Schifani Corfini Luchetta<\/strong>. \u201c\u00c8 una fotografia\u00a0 dello stato di necessit\u00e0 di una parte della popolazione cittadina e, finch\u00e9 la Fondazione sar\u00e0 in grado di farlo, continuer\u00e0 a dare questo aiuto. Penso sia auspicabile che le autorit\u00e0 pubbliche, riconoscendo questo grande impegno, aiutino la Fondazione a sostenerne gli oneri\u201d.<\/p>\n<p> \t\u201cPer l\u2019attivit\u00e0 del Centro di raccolta la Fondazione non gode di alcun contributo pubblico \u2013 ha precisato il direttore operativo, <strong>Gabriele Zvech \u2013<\/strong> ma prosegue nel suo lavoro grazie al fondamentale e costante supporto dei molti volontari e volontarie che lo gestiscono e grazie alla generosit\u00e0 delle persone che sostengono la Fondazione con donazioni, 5&#215;1000, lasciti ed eredit\u00e0. Il Centro di raccolta \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 a cui teniamo molto, come lo era anche quella del banco alimentare, che purtroppo abbiamo dovuto delegare a settembre; ed \u00e8 inoltre una lente d\u2019ingrandimento sulla societ\u00e0, che d\u00e0 purtroppo la misura dell\u2019aggravamento della situazione di disagio economico in citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I volontari della Fondazione Luchetta raccolgono e ridistribuiscono i beni ricevuti in donazione a persone in stato di bisogno. 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