{"id":48553,"date":"2023-02-22T00:00:00","date_gmt":"2023-02-21T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/imagazine.it\/amiche-diverse\/"},"modified":"2023-02-22T00:00:00","modified_gmt":"2023-02-21T23:00:00","slug":"amiche-diverse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/imagazine.it\/home_desk\/amiche-diverse\/","title":{"rendered":"Amiche diverse"},"content":{"rendered":"<p> \tComunicare, promuovere ma anche ideare e organizzare: sono questi i settori principali dell\u2019attivit\u00e0 nata nel 1995 dall\u2019amicizia e intraprendenza di <strong>Daniela Volpe <\/strong>e <strong>Paola Sain<\/strong>.<\/p>\n<p> \tNel 2025 \u201cVolpe&#038;Sain\u201d di Trieste taglier\u00e0 il traguardo del trentennale. Ecco il racconto, all\u2019unisono e a due voci, di un\u2019attivit\u00e0 di successo al femminile <em>made <\/em>in Friuli Venezia Giulia.<\/p>\n<p> \t<strong>Come \u00e8 iniziata questa avventura imprenditoriale?<\/strong><\/p>\n<p> \t<strong><em>Daniela<\/em><\/strong>: \u00abUn istinto, probabilmente: quello di inseguire le proprie passioni, a cominciare dalla scrittura. Perch\u00e9 questo mestiere poggia sul desiderio di raccontare e dare un\u2019anima alle cose che succedono, condividendole: siamo state \u2018social\u2019 ante litteram, coltivando questa passione per la comunicazione. Poi, piano piano, viene anche la voglia di pensare le cose che si promuovono, di inventarle: cos\u00ec la comunicazione diventa ideazione e progettazione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Paola<\/em><\/strong>: \u00abL\u2019inizio \u00e8 stato quasi casuale, avendo incrociato la strada di altre passioni, attitudini ed esperienze che stavo percorrendo in quegli anni. La necessit\u00e0 e il desiderio di comunicarle si \u00e8 ben intrecciato con quanto poi abbiamo solidificato assieme come studio\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Imprenditrici dell\u2019informazione, fornitrici di contenuti spesso specifici e verificati: avete anticipato la professione di oggi del giornalista freelance?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abAllora esistevano i giornalisti e le agenzie che organizzavano eventi, convegni e incontri, ma comunicare in modo specifico non era un valore aggiunto diffuso, o scontato. Ci siamo inserite in una nicchia professionale che era ancora tutta da scoprire, da testare e progettare. Un servizio che poteva offrire un valore aggiunto di visibilit\u00e0 a enti, festival, iniziative di vario genere. Questa \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 non paragonabile a quella del giornalista freelance che fornisce contenuti, o meglio articoli, a specifiche testate. Noi ci siamo subito relazionate a tutte le testate. Spaziando dal locale al nazionale, sulla base della \u201cnotiziabilit\u00e0\u201d dell\u2019evento\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Avete aperto il tetto di cristallo: giovani, amiche, determinate. Ingredienti del successo oltre la professionalit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abProbabilmente quello \u00e8 stato un periodo irripetibile: c\u2019\u00e8 stato un momento in cui per due poco pi\u00f9 che ventenni, magari dotate e certamente spigliate, ma senza particolari spinte o aiuti, e certo con i soli propri mezzi, \u00e8 stato possibile in breve scalare gli incarichi importanti per la comunicazione culturale sul territorio e capitalizzare questa esperienza attraverso la proiezione nazionale del proprio lavoro. Una apertura di credito, e di porte, tutt\u2019altro che scontata oggi. Siamo state coraggiose e apripista, farlo insieme \u00e8 stato appassionante e motivante, divertente: un valore aggiunto irrinunciabile\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>In trent\u2019anni come avete cambiato il modo di comunicare?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abQuando abbiamo iniziato era importante dimostrare che facevamo solo comunicazione e non \u201canche\u201d la comunicazione. Nel tempo, per stare sul mercato, rimotivarsi e darsi nuovi obiettivi, \u00e8 stato fondamentale integrare la proposta. Il desiderio di sperimentare nuove strade ci ha portato a progettare iniziative, quella che consideriamo comunicazione strategica. Questo implica una professionalit\u00e0 ideativa e organizzativa degli eventi, integrando diversi tipi di comunicazione fino a quella social. Adesso, strano a dirsi, ci piace fare anche cose che dalla comunicazione prescindono completamente\u2026\u00bb<\/p>\n<p> \t<strong>In questi anni i giornali sono fra i settori che sono cambiati di pi\u00f9? Incalzati dai social media&#8230;<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abLa veicolazione web dei contenuti ha un\u2019importanza rilevante, in quest\u2019ambito i media restano il nostro <em>target <\/em>privilegiato. La qualit\u00e0 e professionalit\u00e0 della comunicazione sono la via maestra per tenere il passo. Insieme a un approccio sempre \u2018artigianale\u2019 e mai campionato: siamo un po\u2019 \u201csarte\u201d e stiliste nello <em>storytelling <\/em>dei nostri committenti, vestiamo la loro comunicazione\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Amiche, dicevamo. In cosa vi ritrovate sempre, su cosa le vostre visioni differiscono?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abCome in ogni grande amicizia, non siamo gemelli siamesi: siamo persone con la propria identit\u00e0 e visione del mondo. Professionalmente, per\u00f2, siamo sempre state straordinariamente affiatate, stesso modo di approcciare e portare avanti il lavoro. Nessun cortocircuito to, insomma, il che \u00e8 pressoch\u00e9 miracoloso dopo cos\u00ec tanto tempo. Questo progetto imprenditoriale \u00e8 nato da una grande amicizia: impossibile il contrario. Non a caso tendiamo a costruire amicizie in un contesto professionale. Adesso condividiamo con colleghe di riferimento, Moira Cussigh, Alessia Petrilli e Giulia Naitza, i nostri incarichi nel quotidiano. La passione per questo lavoro \u00e8 determinante, insieme a una solida tenuta, psicologica ma anche fisica\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Manie e sogni, difetti e pregi? <\/strong><\/p>\n<p> \t<strong><em>Daniela<\/em><\/strong>: \u00abNel mio caso considero un pregio, ma insieme anche un difetto, la rapidit\u00e0 e tempestivit\u00e0 di elaborazione e azione, che fa parte di come sono e di come agisco: un istinto che rischia di produrre irruenza a scapito della necessaria ponderazione, anche se spesso garantisce risultati utili. Insomma: poca pazienza e grande velocit\u00e0, due cose che vanno di pari passo e si possono leggere come pregio o difetto, come mania o come virt\u00f9. I sogni sono semplici, in fondo, perch\u00e9 coincidono con il desiderio di realizzazione personale e professionale\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Paola<\/em><\/strong>: \u00abPer quanto mi riguarda sono forse un po\u2019 pi\u00f9 ponderata nelle scelte e nei cambiamenti in genere, talvolta una qualit\u00e0, ma anche un difetto: per\u00f2 convivo benissimo con la velocit\u00e0 di Daniela, caratteristica che professionalmente mi completa. Penso di poter riconoscere a entrambe guizzi e intuizioni nelle attivit\u00e0 che intraprendiamo, anche quando ci confrontiamo con temi di assoluta novit\u00e0: la curiosit\u00e0 \u00e8 per me un\u2019alleata fondamentale. Ma un sogno c\u2019\u00e8: staccare la spina per un po\u2019, trovare lo spazio per un piccolo tempo sabbatico e dedicarmi a un viaggio, possibilmente un lungo giro in barca a vela con il mio compagno\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Lavorare in contesto di \u201csvago per gli altri\u201d \u00e8 un vantaggio o uno svantaggio?<\/strong><\/p>\n<p> \t\u00abDifficile considerarlo uno svantaggio, i contesti nei quali lavoriamo sono spesso piacevoli: il che \u00e8 insieme, in s\u00e8, un vantaggio perch\u00e9 significa essersi costruite un lavoro su misura dei propri interessi. E un grande svantaggio, perch\u00e8 porta a farsi cannibalizzare dal lavoro e a staccare pochissimo, mentalmente e fisicamente. Quando capita di andare a uno spettacolo o a un festival dove non stiamo lavorando arriva perfino un senso di straniamento, riesce quasi difficile rilassarsi e godersi la situazione. Per\u00f2 ripagano gli incontri, le tante cose condivise, viste e imparate \u201cdietro le quinte\u201d\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Quando non lavorate cosa fate?<\/strong><\/p>\n<p> \t<strong><em>Daniela<\/em><\/strong>: \u00abCapita raramente di non \u2018lavorare\u2019 perlomeno a nuovi progetti, nel tempo libero, cose che ci stimolano. Personalmente gli scacchi sono un mio bell\u2019altrove, favorito da piattaforme online che permettono di giocare in qualsiasi momento con avversari di tutto il mondo. Vado parecchio al cinema, leggo e scrivo, mi aggiorno su temi come la geopolitica, e viaggio pi\u00f9 che posso, possibilmente all\u2019estero\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>Paola<\/em><\/strong>: \u00abIl tempo libero non si discosta poi molto dalle passioni professionali: pensare sempre a nuovi progetti condividendo un aperitivo, una cena, una serata a teatro o al cinema tra noi colleghe \u00e8 un tempo che mi appaga particolarmente, assieme a quello che passo a Milano, ormai la mia altra citt\u00e0 del cuore. E poi il mare e la barca, dove mi rifugio appena posso\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong>Progetti per il futuro?<\/strong><\/p>\n<p> \t<strong><em>Daniela<\/em><\/strong>: \u00abOltre a quelli comuni, legati al nostro studio, e oltre a quelli culturali che ci piace immaginare, sono impegnata sempre pi\u00f9 spesso nella costruzione di progetti cinematografici insieme al mio compagno, che \u00e8 un filmmaker\u00bb.<\/p>\n<p> \t<strong><em>P<\/em><\/strong><strong><em>aola<\/em><\/strong>: \u00abImprescindibile pensare al futuro senza contemplare nostri comuni progetti, ma mi propongo di cominciare a coltivare pi\u00f9 attivamente altre passioni personali, come quella della cucina che trovo altrettanto creativa e stimolante\u00bb.<\/p>\n<p> \t\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il loro studio di comunicazione \u00e8 stato precursore in un campo \u201cesploso\u201d nell\u2019ultimo decennio. 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